Kwak Dong Yeon joins Park Bo Gum at THEBLACKLABEL Baek Hyun Woo, orgoglio del villaggio di Yongduri, è il direttore legale del conglomerato Queens Group, mentre l'ereditiera del chaebol Hong Hae In è la "regina" dei grandi magazzini del Queens Group. "Queen of Tears" racconterà la miracolosa, emozionante e umoristica storia d'amore di questa coppia di sposi, che riesce a sopravvivere a una crisi e a rimanere insieme contro ogni previsione. (Fonte: Inglese = Soompi || Traduzione = kisskh) Modifica la Traduzione
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- Titolo Originale: 눈물의 여왕
- Conosciuto Anche Come: Královna slz , La Regina delle Lacrime , La Reina de las Lágrimas , La Reine des Larmes , Nunmului Yeowang , Rainha das Lágrimas , The Queen of Tears , Untitled Park Ji Eun Project , Королева сліз , Королева слёз , מלכת הדמעות , ملكة الدموع , ราชินีแห่งน้ําตา , 涙の女王 , 眼泪女王
- Sceneggiatore: Park Ji Eun
- Regista: Kim Hee Won, Jang Young Woo
- Generi: Commedia, Romantico, Vita, Drama
Cast & Ringraziamenti
- Kim Soo Hyun Ruolo Principale
- Kim Ji Won Ruolo Principale
- Park Sung HoonYun Eun SeongRuolo Principale
- Kwak Dong Yeon Ruolo Principale
- Lee Joo Bin Ruolo Principale
- Kim Gab SooHong Man Dae [Hae In’s grandfather]Ruolo di Supporto
Recensioni
Merita la sua fama!
Uno di quei drama che sono stati super citati e molto pubblicizzati e anche con record di spettatori e dopo averlo visto adesso capisco la sua fama.Veramente un bel dramma con una storia abbastanza lineare ma che cattura l'attenzione e che si fa divorare .
Ci sono momenti esilaranti e momenti davvero commoventi oltre che c'è una storia d'amore fantastica.
Per me un dramma assolutamente da vedere!
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La vera “queen of tears” la diventi tu. Puntata dopo puntata.
Queen of Tears non è una serie. È una lenta, raffinata e perfettamente calibrata opera di demolizione sentimentale travestita da drama romantico.La premessa è semplice (almeno all’apparenza): una coppia sposata che… non funziona più.
Traduzione: non si parlano, non si capiscono. Due persone che, in fondo, si amano ancora… ma hanno completamente dimenticato come farlo.
Lei è ghiaccio con portamento regale: una statua che respira, ma non concede.
Lui è acqua: si adatta, scorre, tace… finché non capisci che sotto la superficie c’è un oceano che finge di essere una pozzanghera.
E tu, spettatrice, sei il terzo elemento: il fazzoletto umano.
Qui il dolore non arriva correndo. Arriva in punta di piedi, si siede accanto a te e resta. Educato, composto… ma con zero intenzione di andarsene.
Perché non basta una crisi matrimoniale. No. Qui ci mettiamo tutto: una malattia, segreti, drammi familiari, intrighi aziendali, tensioni irrisolte… e un livello di sofferenza che, a un certo punto, diventa disciplina olimpica.
Un’escalation emotiva che sembra dirti: “Vediamo quanto resisti prima di richiedere un congedo sentimentale.”
Spoiler: non resisti.
La recitazione?
Livello altissimo. Kim Soo-hyun e Kim Ji-won riescono nell’impresa di dirsi tutto senza dire niente… o di dire niente mentre, in realtà, stanno urlando tutto. Gli sguardi fanno il 70% del lavoro. L’altro 30% lo fanno le tue lacrime.
E poi c’è la vera antagonista della serie: la speranza.
Perché Queen of Tears è maestra nel concederti piccoli momenti in cui pensi: “Ok, adesso si sistemano.”
E subito dopo… col caxxo.
È un continuo saliscendi emotivo che ti fa affezionare, arrabbiare, tifare e poi – puntualmente – soffrire di nuovo. Una montagna russa senza cintura di sicurezza e con fermate sempre impreviste.
La storia d’amore è complessa, imperfetta, reale. Non è quella da copertina.
È un amore che si è incrinato, sfilacciato, perso negli angoli della routine e dell’orgoglio.
Non ti chiede: “Ci amiamo?”
Ti chiede: “Abbiamo ancora il coraggio di provarci?”
E questa domanda pesa. Pesa come una verità che non puoi schivare.
Si parla di comunicazione mancata, orgoglio, distanza emotiva e seconde possibilità. E soprattutto di una verità scomodissima: amare non basta, se non sai come farlo.
Certo, il drama ogni tanto esagera. Perché sì, a un certo punto gli eventi si accumulano con una generosità quasi sospetta.
Tipo destino in modalità: “Recuperiamo tutto il dolore arretrato in un’unica soluzione.”
Ma, incredibilmente, funziona.
Perché resta umano anche nell’eccesso.
E quando colpisce… non è mai superficiale.
È preciso.
Mirato.
Letale.
Verdetto finale: Queen of Tears non si limita a raccontare una storia d’amore. La disseziona. Con eleganza. E senza anestesia.
È la prova che: il silenzio può essere più rumoroso delle parole, l’amore non finisce sempre per mancanza… ma per incapacità, riconquistarsi è molto più difficile che innamorarsi.
È intensa, drammatica, spietatamente coinvolgente. E soprattutto ti lascia con una certezza: non stavi guardando una serie.
Stavi partecipando – senza consenso informato – a un esperimento sulle emozioni umane.
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