Drama & Film Winners Of The 61st Baeksang Arts Awards Un tempo erano maestro e discepolo. Ora due straordinari giocatori di go affrontano vittorie e sconfitte quando inevitabilmente si trovano a sfidarsi come avversari. (Fonte: Netflix) Modifica la Traduzione
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- Titolo Originale: 승부
- Conosciuto Anche Come: À Altura , A Partida , L'Ultima Partita di Go , Seungbu , Showdown , Матч
- Sceneggiatore: Yoon Jong Bin
- Sceneggiatore & Regista: Kim Hyung Joo
- Generi: Drama, Sport
Dove Guardare L'Ultima Partita di Go
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Cast & Ringraziamenti
- Lee Byung HunCho Hun HyeonRuolo Principale
- Yoo Ah InLee Chang HoRuolo Principale
- Ko Chang SeokCheon Seung Pil [Go reporter]Ruolo di Supporto
- Hyun Bong ShikLee Yong Gak [Chang Ho's relative]Ruolo di Supporto
- Moon Jung HeeJung Mi Hwa [Hun Hyeon's wife]Ruolo di Supporto
- Kim Kang HoonLee Chang Ho [Young]Ruolo di Supporto
Recensioni
Va fatta subito una piccola premessa: il film, pur ruotando attorno a un gioco così complesso e tradizionale come il go, è perfettamente fruibile anche da chi non ne conosce le regole, anzi, alla fine della visione ci si ritrova affascinati e incuriositi, tanto da avere il desiderio di saperne di più su questo gioco e sulle sue mosse.
L’ultima partita di go non è solo la storia della sfida fra due rivali, ma il racconto del profondo legame che lega i due protagonisti.
Ambientato tra gli anni ‘80 e ‘90, la storia racconta di Jo Hun-hyun, campione di go, che assistendo a una partita, scopre un piccolo talento, Lee Chang-ho: lui gioca a go solo da pochi mesi e nessuno gli ha mai insegnato le basi, ma in compenso ha un grande intuito e tanta ambizione. Hun-hyun decide di prenderlo sotto la sua ala protettrice e insegnargli tutto quello che sa. Per fare ciò Chang-ho si trasferisce a casa del maestro dove cresce sotto le cure di Hun-hyun e sua moglie.
Si percepisce fin da subito che il loro non sarà una semplice relazione tra maestro e allievo, bensì un legame più profondo che ricorda spesso quello tra un padre e un figlio.
La dimensione psicologica della storia è forse il suo elemento più interessante: conoscere l’affetto che lega i due protagonisti che sono destinati, tuttavia, a sfidarsi nel gioco -che comunque ha donato loro l’opportunità di incontrarsi- aggiunge una tensione emotiva che va oltre la competizione.
Il fatto che il film sia ispirato a una storia vera, infine, amplifica ulteriormente l’impatto emotivo.
Gli attori sono straordinari. Primo su tutti, proprio come mi aspettavo, Lee Byung-hun, che ci offre una performance intensa e piena di sfumature.
Sia lui che Yoo Ah-in, che interpreta Lee Chang-ho, riescono a trasmettere le emozioni provate dai protagonisti solo attraverso uno sguardo o un piccolo gesto, anche nelle scene di rigoroso silenzio. È così che, grazie alla bravura di questi due attori, si percepisce l’affetto e il rispetto che i loro personaggi provano l’uno per l’altro, la preoccupazione di vedere l’altro sconfitto, ma anche la voglia di scontrarsi nuovamente per vedere chi sarà il migliore nella prossima sfida.
Ma non sono solo loro due che mi hanno colpito per la loro bravura, infatti, sono rimasta affascinata anche dal giovane Kim Kang-hoon che veste i panni di Lee Chang-ho bambino: un piccolo talento in continua crescita che riesce ogni volta a sorprendere per le sue interpretazioni. Ha iniziato recitando il ruolo del bambino dei protagonisti in alcuni drama e di anno in anno si è ritagliato parti sempre più importanti.
Questo film si può vedere sulla piattaforma Netflix, sia con i sottotitoli in italiano, sia con il doppiaggio italiano, il quale ho trovato molto buono. In particolare è stato un piacere ritrovare Francesco De Francesco nel ruolo di doppiatore del personaggio di Lee Byung-hun, come già accaduto con il Front Man nel drama Squid Game.
L’ultima partita di go, in definitiva, è un film intenso che racconta di una partita che non si gioca solo sulla scacchiera contro un avversario, ma nella vita contro i propri limiti.
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A Quiet Duel of Legacy and Pride
*The Match* is a compelling drama film based on the real-life relationship between two of South Korea’s most iconic Go players: Cho Hun-hyun and his protégé-turned-rival, Lee Chang-ho. Set in the early 1990s, the film traces their journey from a bond of deep respect and trust to a dramatic confrontation on the board that reshapes both their lives.The performances are the heart of this film. Lee Byung-hun is remarkable as Cho Hun-hyun, portraying a man torn between pride in his student and fear of being replaced. Yoo Ah-in brings a quiet intensity to Lee Chang-ho, expressing his character’s transformation from an obedient disciple into a confident and self-assured challenger. Their dynamic carries the film, grounding its emotional weight in realism and restraint.
The direction is subtle and patient. The film avoids melodrama, opting instead for a slow build of tension through deliberate pacing. The cinematography treats the Go board like a battlefield, using close-ups and careful lighting to give weight to every move.
One of the film’s strengths lies in its dialogue, which is thoughtful and philosophical. Lines like “A teacher is not someone who gives answers, but someone who opens the way” resonate far beyond the context of the game. The screenplay explores the loneliness of mastery, the burden of legacy, and the moment when every student must eventually step out of their teacher’s shadow.
There is also warmth and humor throughout the film, which balances the more intense moments. These touches humanize the characters and make their emotional journey all the more relatable.
It is a meditation on ambition, mentorship, and the bittersweet nature of growth. It’s a film that lingers because of the quiet, personal truths it reveals in the spaces between each move.
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