Quantcast

Kill Bok Soon

길복순 ‧ Movie ‧ 2023
Completed
nausicaaaa
0 people found this review helpful
Jan 14, 2025
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 9.0
Music 7.5
Rewatch Value 5.0

7, or 8 stars??

this is really more of a 7/10 kind of movie, but the cinematography gets it's own star,, it was so beautifully, wonderfully shot, and it made me really excited for each shot (from a lover of camera work, this was awesome)

as well as youngji's and jaeyoung's characters, I really really adored them,, they're both just "trying to survive", trying not to harm who they love and look up to most... <33
Was this review helpful to you?
Completed
eclOOO
0 people found this review helpful
Apr 1, 2023
Completed 0
Overall 8.5
Story 9.5
Acting/Cast 8.0
Music 7.0
Rewatch Value 7.5
This review may contain spoilers

To be true to oneself

It should not be any difficult to be true to yourselves but the world we live in is not so kind.

Think about it... a person liking same sex as them has to hide it from the world and is expected to "come out" just like a person who is hiding the fact that she is a murderer. It is not blown out of proportion as well. You see this in everyday life, news and everywhere.
It is just sad as fuck that we choose to almost force our philosophies as human beings onto other human beings not knowing what they have been through. Not everyone sees the world through the same lens.

Just open your eyes and be kind to each other.

Read More

Was this review helpful to you?
Completed
Hyperborea
5 people found this review helpful
Apr 28, 2026
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.5
Acting/Cast 7.5
Music 6.0
Rewatch Value 8.0

Abbattere muri, uccidere bene, restando "fedeli a se stessi".

Dal trailer sembrava l’ennesimo film sulla killer professionista con doppia vita: di giorno madre single, di notte assassina d’élite. Invece Kill Boksoon è molto altro: Byun Sung-hyun non usa la maternità come accessorio, né la figlia come “punto debole” per rendere umana la protagonista. Jae-young è il centro morale del film, la falla in cui la messinscena elegante, violenta e aziendale dei killer smette di funzionare.

Al lavoro Bok-soon è una celebre assassina, a casa è una madre single; uccidere è facile, crescere una figlia è la parte difficile. La trama nasce da una contraddizione: si fa la guerra in nome della pace, si preferiscono le bugie alla verità e persino gli assassini collaborano stabilendo regole. L’omicidio non viene normalizzato, viene mostrato come sistema: industria, spettacolo, mercato, disciplina, carriera. L’uccisione è performance, intrattenimento, curriculum, status.

Bok-soon lavora per MK, un’agenzia di killer organizzata come una grande azienda: gerarchie, reputazione, classifiche, contratti. Il paradosso funziona perché l’assassinio viene trattato come professione creativa, spettacolo codificato. I killer non “ammazzano” soltanto: eseguono, interpretano, rispettano un format. La teatralità fumettistica non è un difetto di tono: è la forma stessa del film.

Le scene di combattimento, pur curate, non sono secondo me la parte più interessante. Sono belle, alcune efficaci, ma non rivoluzionarie; si è visto di più raffinato e nervoso in altri prodotti coreani, penso a certe soluzioni di "A Shop for Killer". Qui l’action funziona come grammatica morale: ogni scontro dice cosa si nasconde e quale debolezza si protegge.

Il vero duello è quello tra madre e figlia. Jae-young non è “la bambina messa lì per dare umanità alla killer”. È la coscienza scomoda di Bok-soon, ma non angelica. È adolescente, arrabbiata, chiusa, ferita, capace anche lei di violenza. Vive il proprio orientamento sessuale in un contesto che la fa sentire sbagliata, mentre gli adulti intorno a lei commettono azioni molto più gravi e vengono premiati.

Qui il film trova una delle sue verità più amare: non è il male in sé a essere punito, ma il male che non rispetta le regole del sistema. Jae-young viene trattata come un problema perché desidera qualcuno di scomodo; Bok-soon viene considerata impeccabile perché uccide bene. Orientamento sessuale come deviazione, omicidio certificato da un’agenzia prestigiosa come competenza. Roba da far impallidire LinkedIn.

Ogni conversazione tra Bok-soon e Jae-young sposta qualcosa nella madre. È come se la figlia le restituisse una domanda che il mondo di MK ha rimosso: “sei fedele a te stessa?”. Jae-young non le chiede solo di confessare il proprio lavoro; le chiede di smettere di escludere, di alzare muri. Bok-soon non è terrorizzata dal sangue o dai colleghi che vogliono farla fuori. È terrorizzata dall’essere vista dalla figlia per quello che è: una killer.

Cha Min-gyu capisce tutto questo meglio di chiunque altro. Il suo rapporto con Bok-soon è uno dei nuclei più torbidi del film: mentore, capo, creatore, innamorato, carnefice, possibile padre. Il film non conferma che sia lui il padre biologico di Jae-young, ma semina ambiguità: quando la sorella glielo chiede, lui minimizza, ma sembra più una fuga che una risposta. Il suo modo di entrare nel rapporto madre-figlia non è quello di un estraneo: è troppo intimo, preciso, velenoso. Anche lo sguardo nostalgico verso una coppia di genitori apre un dubbio.

Il finale è più complesso di quanto sembri. Sì, la violenza c’è. Sì, il gesto è crudele. Ma Min-gyu non prova solo a traumatizzare Jae-young: prova ad abbattere l’ultimo muro tra madre e figlia. Non è un liberatore, è un uomo che anche morendo vuole controllare la vita di colei che ama. Capisce che l’ultimo muro da distruggere è quello domestico: la madre che torna a casa e finge di non essere ciò che è.

Se Jae-young vede davvero il video — e il film lo suggerisce con forza — non vede solo “mia madre uccide”. Vede la madre intera: professionista, bugiarda, sopravvissuta, donna che ha vissuto fingendo di proteggerla dalla verità. La battuta finale è inquietante perché non c’è urlo, collasso, melodramma. C’è riconoscimento: freddo, storto, disturbante. Come se Jae-young dicesse: “Adesso so. E non smetto di considerarti mia madre”.

Ma sarebbe ingenuo leggerla come perdono. Il finale scolastico lo dice chiaramente: Jae-young inizia a parlare la lingua della madre, raccogliendone l’ereditarietà simbolica. Non ha semplicemente accettato Bok-soon: ha riconosciuto in lei una grammatica della forza, della minaccia, della vergogna ribaltata. E la sta già usando. Non significa che sia “nata killer”: significa che il film lascia aperta una domanda più dolorosa. Quando un genitore smette di mentire, cosa passa attraverso la verità? Intimità o veleno? Nel loro caso, probabilmente entrambe.

Anche il rapporto disturbato tra Cha Min-gyu e Cha Min-hee partecipa a questa atmosfera malata. Lei non è solo “la sorella cattiva”: è una figura teatrale, isterica, elegante, corrosiva; la sua gelosia verso Bok-soon ha qualcosa di familiare e sessuale insieme. Qui si può leggere una possibile eco di *The Crow*: Top Dollar ha un rapporto apertamente disturbante con Myca, sorellastra e amante. Non è copia-incolla, ma l’eco c’è: potere, desiderio, morte, famiglia deformata.

La scena del massacro al ristorante viene spesso liquidata come assurda perché i killer passano dal convivio all’omicidio. In realtà funziona: tutti vogliono lavorare per MK perché MK dà prestigio, soldi, protezione, status. La lealtà dura finché non arriva un’offerta migliore. Quando Min-hee offre una possibilità di carriera, la comunità si dissolve. Non è incoerenza narrativa, è antropologia cinica: finché si mangia insieme siamo colleghi; appena cambia il prezzo, si diventa predatori.

Visivamente, *Kill Boksoon* è più ragionato di quanto sembri. La fotografia è di Cho Hyung-rae, il montaggio di Kim Sang-bum, le musiche di Kim Hong-jip e Lee Jin-hee. Il color grading distingue Bok-soon madre affettuosa e Bok-soon killer fredda. Il contrasto tra verde e rosso è centrale: il verde rappresenta il modo in cui Bok-soon vuole vedere la figlia, un’immagine proiettata e rassicurante; il rosso è il colore reale di Jae-young, ed è anche il colore di Bok-soon. Nella scena finale, la giacca rossa della ragazza è dichiarazione d’identità: non è la figlia verde che la madre vorrebbe proteggere in una serra emotiva. È rossa, come lei.

La scenografia insiste su questa idea di casa come serra, gabbia, tentativo di controllo. Le piante, la stanza verde, gli interni domestici sono il desiderio di Bok-soon di coltivare una figlia dentro un ambiente controllato. Ma Jae-young non è una pianta ornamentale. Cresce storta, viva, arrabbiata, propria.

Il sound design va nella stessa direzione: i suoni di porte accompagnano la frizione tra madre e figlia, mentre nei momenti in cui mostrano tendenze simili compaiono effetti che richiamano lame o coltelli. Il film non dice solo “si somigliano”: lo fa sentire. Le musiche non cercano l’epica, perché non è un film di eroismo ma di attrito. Sostengono l’eleganza artificiale del mondo dei killer e sanno farsi secche, nervose, ironiche.

La regia di Byun è più ambiziosa che perfetta: a volte il film è troppo pieno, troppo innamorato dei suoi personaggi secondari, con linee più suggestive che compiute. Però preferisco un film che rischia l’eccesso a un prodotto levigato e morto.

Sul piano interpretativo, invece, il film mi ha convinta meno. L’unica vera eccezione è Sul Kyung-gu. Lo avevo già visto in altri lavori e qui ho avuto un momento di esitazione: era davvero lo stesso attore che in *Hyper Knife* interpretava quel neurochirurgo gelido, disturbante, quasi predatorio? Sì, ed è qui che si misura la sua bravura. Sul Kyung-gu cambia temperatura interna: faccia, spazio, sguardo, silenzio. In *Kill Boksoon* ha una calma levigata, un modo di parlare basso che rende ogni frase minacciosa.

A lui, solo a lui, va un 9 pieno. È l’unico che alza la temperatura del cast, portando la media complessiva a un 7,5; agli altri darei un 7 dignitoso, corretto, professionale, ma senza scosse. A Lee Jae-wook darei un 6,5. Nel flashback finale, quando il giovane Min-gyu vede Bok-soon per la prima volta, la sua espressione mi è sembrata troppo calcata, quasi finta. Dovrebbe essere il momento in cui nasce un’ossessione, e invece arriva con un’intensità scolastica. Subito dopo ritroviamo il Min-gyu adulto di Sul Kyung-gu, con tutt’altra padronanza, peso, profondità. Lo scarto è talmente evidente che mi ha quasi fatto ridere.

Il resto del cast è meno memorabile. Jeon Do-yeon è solida e regge il film, ma non mi ha travolta. Bok-soon è scritta meglio di quanto venga incarnata: sulla pagina ha molte fratture — madre, killer, professionista, bugiarda, donna stanca — ma sullo schermo non sempre arrivano con la forza che avrebbero potuto avere. Esom funziona come idea di nevrosi elegante, gelosa e grottesca, ma resta trattenuta.

In generale, Kill Boksoon è più forte per costruzione tematica, regia, simboli e mondo visivo che per grandezza attoriale corale. Gli attori fanno il loro mestiere, nessuno affonda il film, ma pochi lo elevano. In un’opera che lavora su identità doppie, maschere, menzogne e fratture morali, qualche interpretazione più affilata avrebbe potuto renderlo ancora più feroce.

In conclusione, non è un film perfetto, ma è molto meno stupido di quanto sembri a chi lo guarda soltanto come action. È una commedia nera sulla professionalizzazione del male, un melodramma materno travestito da film di killer, una satira sulla meritocrazia criminale e una storia su quanto sia difficile dire la verità quando la bugia era l’unico modo che conoscevi per amare qualcuno. La violenza più importante non è quella che spacca ossa, ma quella che organizza le relazioni: lavoro, segreto, famiglia, desiderio, vergogna, carriera.
Bok-soon può controllare un combattimento e trasformare qualsiasi oggetto in arma. Ma non sa prevedere sua figlia. E quando Jae-young finalmente la guarda davvero, non la assolve: la riconosce.

Read More

Was this review helpful to you?
Completed
DayanaCosta
1 people found this review helpful
May 30, 2023
Completed 0
Overall 7.5
Story 7.5
Acting/Cast 8.0
Music 8.0
Rewatch Value 5.0

Um drama de mãe e filha com plot de máfia

Recentemente terminei Crash Course in Romance com a Jeon Do Yeon e agora assisti esse filme lançamento da Netflix estrelado por ela. No filme ela também é uma mãe dedicada, mas em vez de cuidar de um restaurante, agora ela é uma assassina de aluguel habilidosa. Mas Gil Bok Soon está em conflito e deseja se aposentar da vida de assassina para se dedicar a criação da filha (que ela percebe cada vez mais distante dela). Contudo, sabe que não será tão fácil sair da organização, ou melhor, se vão deixá-la sair viva. No relacionamento com a filha, quando Gil Bok Soon consegue se abrir um pouco os obstáculos do afastamento acabam se amenizando. No meio desse plot mãe e filha tem cenas de ação interessantes.

Fiquei achado que devia ter um prequel da história de formação da Bok Soon como assassina. A história de formação dela como assassina parece bem interessante e talvez mereça ser contada com mais detalhes.

Read More

Was this review helpful to you?
Completed
Link
1 people found this review helpful
Jan 2, 2025
Completed 1
Overall 7.0
Story 6.0
Acting/Cast 10
Music 5.0
Rewatch Value 5.0

L'art de botter des culs, on pensera au reste plus tard !

Kill Boksoon ne surprend pas dans son intrigue, mais tient une partie de ses promesses avec des scènes d’action entraînantes et parfaitement chorégraphiées.

Kill Boksoon est comme un bon jeux vidéo qui n’a qu’un but, se défouler. On sait ce qu’on veut, on en demande pas plus. Bien plus méritante en tueuse à gages qu’en restauratrice, Jeon Do Yeon offre pourtant un personnage insensible, voir méprisant du haut de ses valeurs discutables. Gil Boksoon est une tueuse à gage professionnelle engagée par l’agence MK. Respectée dans le milieu, on ne peut en dire autant dans son rôle de mère. Elle élève sa fille seule et leur relation ne cesse de se compliquer au fil du temps. Malgré un personnage peu aimable, elle permet de donner du corps et de la matière au long-métrage qui connaît quelques temps-morts, mais sans ruiner l’ambiance ou le rythme instauré. On apprécie également la relation entre Cha Min Kyu et Gil Boksoon qui offrent une dynamique intéressante et prenante au fil de l’histoire.

Cependant, ce n’est pas l’unique relation qui se complique. La directrice Cha Min Hee (Esom) compte bien lui mettre des bâtons dans les roues. La raison ? Son frère, Cha Min Kyu (Sol Kyung Gu) est attaché à elle, Gil Boksoon. D’ailleurs, le personnage d’Esom avait tout de la diabolique directrice avec un charisme propre à l’actrice. Pourtant, elle jongle continuellement avec son personnage et perd le spectateur ne sachant pas quoi en faire. De plus, il faudra un moment pour comprendre la nature de la relation entre Cha Min Kyu et Cha Min Hee. En effet, celle-ci est suffisamment tendancieuse pour voir un couple et non un frère et une sœur.

On retrouve également une violence dédramatisée au profit d’une économie florissante. Ceci remettant en cause les valeurs de Gil Boksoon. Pour exemple, la fille de Bok Soon agit de façon violente à l’école, pourtant personne ne semble s’en soucier. Après tout, elle a juste failli tuer son camarade de classe – et elle voulait le tuer.

C’est un film pour lequel on ne cherche pas plus loin que les images. Il ne faut pas s’attarder sur l’aspect social ou humain. On veut de la baston ? Le film nous en offre avec de belles chorégraphies et un côté gore propre aux productions sud-coréennes. Pour résumer, Kill Boksoon, c’est botter des culs dans les règles de l’art !

Read More

Was this review helpful to you?
Completed
4NiriN
0 people found this review helpful
Apr 23, 2026
Completed 0
Overall 6.0
Story 7.0
Acting/Cast 9.5
Music 5.0
Rewatch Value 4.0

quelle déception …

je ne sais pas combien de fois j’ai vu un extrait de Ce film et la dernière a ete la bonne mais l’extrait ne vendait ABSILUMENT pas le film que j’ai vu C’e soir , j’ai vu un mauvais remake de KILL BILL alord que je m’attendais à une comédie sur une maman dépassé rieuse à gage dépassée par la vie de tous les jours, par le quotidien ennuyeux et surtout par le poids de l’éducation d’un ados …. RIEN À VOIR, mais alord rien!!comme je le disais c’est un mauvais remake de Kill Bill porté par un casting 4 étoiles, Jeon DonYeon démontre comme à chaque fois que C’edt l’une des actrices les plus talentueuses de la décennie … mais malgré tout son talent, malgré les scènes d’actions chorégraphies au cordeau, malgré une scène d’introduction incroyable… je me suis terriblement ennuyé !

Read More

Was this review helpful to you?
Completed
ana vitoria
0 people found this review helpful
Sep 29, 2025
Completed 0
Overall 7.0
Story 9.0
Acting/Cast 10
Music 7.0
Rewatch Value 7.0

Desenvolvimento da história

O filme é bom para passar o tempo, te prende até o final e a história tinha muito potencial, mas, eu achei que faltou MUITA coisa a ser explicada no filme, deveriam ter mostrado a filha confrontando a mãe sobre o seu trabalho, a mãe deveria ter conversado mais sobre a orientação da filha. Meio que sempre que a história estava fluindo do nada ficava em aberto e passava para outra coisa qualquer, e teve algumas mortes que na minha opinião não tiveram sentido nenhum. Mas vale a pena assistir, nao é um filme que seria o primeiro a recomendar, mas é bom.
Was this review helpful to you?
Completed
raintruenos
0 people found this review helpful
Jul 28, 2023
Completed 0
Overall 8.5
Story 9.5
Acting/Cast 9.5
Music 5.0
Rewatch Value 9.0

Buena en dar sorpresas y crear ilusiones visuales

Lo que más me gustó de esta película fue sus recursos visuales, como usar los charcos para mostrar figuras e ilusionar que pasó otra cosa. O también escenas que te ponen de repente, que por como actuan los personajes de repente no te esperarías que sean, consigue sorprenderte o agrandarte las expectativas y pium, entra un giro que no esperabas del todo.

En general, la producción en cuanto escenarios y colores está bien y si es hablar sobre la historia, sin meter los recursos, también está buena. Como, el mundo de los sicarios es cruel y no te lo esperas del todo, pensarías que alguien de ese trabajo si está por ti, cuando... Y sobre la relación entre la protagonista y su hija, también me llamó la atención, como al principio si que tenían un gran muro que las separaba pero luego solo hubo la simbología de "la puerta abierta". Cálido. Nada más que decir.

La música es que no la recordé. Las actuaciones si estuvieron bien, y fue algo pintoresco la diferencia entre cada cabecilla de cada empresa jkfgd, como cada uno tenía su estilo y tono, y los empleados (Esos tenía su imagen interesante). Fue entretenido de ver hasta el final, y si que sientes el "ay..." cuando se le complica la cuestión a la protagonista. Recomendado.

Read More

Was this review helpful to you?
Completed
Adess
0 people found this review helpful
Jun 5, 2025
Completed 0
Overall 7.5
Story 7.5
Acting/Cast 8.0
Music 7.0
Rewatch Value 6.5
This review may contain spoilers

Bagarre, Maternité et Gros Couteaux

Bon, on va pas se mentir... si t’aimes voir des gens se taper dessus avec style, tu vas être servi ! Kill Boksoon te balance direct dans un monde d’assassins où les contrats se négocient à coups de sabre et où personne ne sort indemne "littéralement" 🔪💥

Clairement, on sent une vibe à la "Kill Bill", c’est sanglant, chorégraphié, parfois même théâtral dans la violence. Il y a ce petit côté "artiste du meurtre" qui rend chaque scène de fight presque… élégante (oui j’ai dit ça 😅). C’est intense, brut, et ça ne fait pas semblant. Bagarre, bagarre, et encore bagarre...🥊et honnêtement, j’étais là pour ça ! 😅

Mais derrière les éclaboussures de sang, y’a aussi un cœur qui bat, et il s’appelle relation mère-fille 😉. Boksoon, c’est pas juste une tueuse surdouée, c’est aussi une maman qui galère à gérer son ado. Et ce contraste, entre la tueuse redoutée et la mère déboussolée, c’est ce qui rend le film un poil plus profond que prévu 👌🏻

Cela dit, ça reste un film d’action avant tout. Le scénario n’est pas révolutionnaire, quelques longueurs traînent parfois, et les intentions émotionnelles ne prennent pas toujours autant que les mandales 😅 Mais l’univers est stylé, le personnage principal a un charisme de fou, et la dualité entre son job et sa vie perso fonctionne bien dans l’ensemble 👍🏻

Bref, Kill Boksoon, c’est un défouloir visuel maîtrisé, avec un fond de drame familial et une femme badass au centre de tout. J’ai passé un bon moment, j’en attendais pas plus 🙂✌🏻

Read More

Was this review helpful to you?
Completed
vitoria
0 people found this review helpful
Apr 4, 2023
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 9.0
Music 7.0
Rewatch Value 7.0
This review may contain spoilers

Do yeon deu seu nome, talento!

Que filme incrível! Depois de conhecer o trabalho da Do Yeon em Crash não podia perder ela em um filme de uma assassina né? Parece até que eu tava lendo um livro ou não sei, pra mim o melhor do filme foram os personagens com toda certeza e com certeza a Boksoon QUE ESPETÁCULO DE MULHER eu tô em choque que ela aceitou sem o roteiro estar finalizado e que ficou preocupada com as cenas de ação, essa mulher arrasou e já estava como uma das minhas atrizes favoritas, agora então!!! A filha dela também arrasou e eu amei como trouxeram um filme tão natural e realistico nessa questão de se aceitar e ser você mesma, amei! Os personagens conhecidos eu simplesmente amo, a química deles e as interações muito boas e claro "amigos, amigos, negócios a parte" haha
O Jae wook como ele mais novo, dei um berro enorme aqui em casa.
Será que ela continuo como assassina? Porque o pai do menino lá morreu, pode ter sido ela. Fiquei super triste que a estagiária morreu, a bixinha 🥲
E espero (ou não) que a filha não siga os passos da mãe kkkkkk
Enfim, um ótimo filme, gostei das cenas de ação mas principalmente os personagens (Do Yeon)!

Read More

Was this review helpful to you?
Completed
Kdrama con soju
0 people found this review helpful
Sep 20, 2023
Completed 0
Overall 7.5
Story 9.0
Acting/Cast 9.0
Music 5.0
Rewatch Value 7.0
Vengo con otra película que acabo de ver. La verdad es que esta me llamó la atención por la trama de una madre que es asesina a sueldo pero lo que más se le dificulta es la crianza de su hija adolescente.
La verdad es que en sí la película está bien, no es nada del otro mundo, pero es bastante entretenida y, aunque es un poco larga, se ve bastante rápida ya que tiene un buen ritmo.
Una de las cosas que más me gustó fue el hecho de que expusiera la dificultad que tienen muchas veces las mujeres para conciliar su vida laboral y personal, ya que la situación de la protagonista se puede extrapolar a todos los ámbitos laborales y la decisión de la madre de no abandonar su carrera laboral por su hija, algo que muchas veces las mujeres tienen que plantearse y que se espera que la abandone.
Otra de las cosas que me gustó, o más bien, me pareció gracioso fue el hecho de cómo estaba organizado las empresas que se dedican a los asesinatos a sueldos ya que estaban organizadas como empresas de entretenimiento de idols, lo cual le daba un punto cómico que le quitaba hierro al asunto.
Si te interesa y tienes tiempo, te animo a ver Kill Bok Soon

Read More

Was this review helpful to you?
Kill Bok Soon poster

Details

Statistics

  • Score: 7.9 (scored by 17,808 users)
  • Ranked: #3226
  • Popularity: #783
  • Watchers: 30,734

Top Contributors

55 edits
29 edits
20 edits
12 edits

Popular Lists

Related lists from users
WLW ♥
683 titles 849 loves 6
LGBTQ+ KDrama & KMovie
216 titles 80 loves 6
Onde assistir?
6453 titles 104 loves 2

Recently Watched By