Park Min Young will reportedly lead a remake of a Japanese drama Ji Won, una donna con tempo limitato, torna indietro di 10 anni e sogna di vendicarsi dopo essere stata uccisa dal marito che aveva una relazione con la sua migliore amica. (Fonte: Inglese = HanCinema || Traduzione = kisskh) ~~ Adattato dal romanzo web "Marry My Husband" (내 남편과 결혼해줘) di Seong So Jak (성소작). Modifica la Traduzione
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- Titolo Originale: 내 남편과 결혼해줘
- Conosciuto Anche Come: A Esposa do Meu Marido , Cásate con Mi Esposo , Cô Đi Mà Lấy Chồng Tôi , Heirate meinen Mann , Nae Nampyeongwa Gyeolhonhaejwo , Please Marry My Husband , Vuoi sposare mio marito? , Вийди заміж за мого чоловіка , Выходи замуж за моего мужа , 请和我的老公结婚
- Regista: Park Won Gook
- Sceneggiatore: Shin Yoo Dam
- Generi: Commedia, Romantico, Drama, Fantasy
Dove Guardare Vuoi sposare mio marito?
Cast & Ringraziamenti
- Park Min Young Ruolo Principale
- Na Jong Chan Ruolo Principale
- Lee Yi Kyung Ruolo Principale
- Song Ha Yoon Ruolo Principale
- Lee Gi Kwang Ruolo Principale
- Kim Yi Jung Ruolo di Supporto
Recensioni
Commedia romantica che "sposa" i classici clichè a un taglio accattivante e originale
Il drama propone un romance ben riuscito, soprattutto perchè intrecciato a una trama non sempre prevedibile e con interessanti risvolti inaspettati, sviluppando una storia d'amore in modo insolito e originale.Qualcosa di diverso dal solito, fatto bene e capace di catturare l'interesse fin da subito.
Per essere prevalentemente un romance, devo dire che la parte drammatica non è stata lasciata al caso: ci sono scene importanti che riescono a dipingere la vera cattiveria e crudeltà di cui alcune persone sono - purtroppo - capaci. Mi riferisco sicuramente all'episodio iniziale che, con il suo spaccato di forte tragicità, innesca il tuffo in quel passato tutto da rivivere e riscrivere, ma anche agli ultimi due episodi, inflessibili e nei quali non c'è spazio per nessuna possibilità di redenzione.
C'è coerenza nell'approccio, e questa cosa mi è piaciuta molto. Non ci sono sassolini spacciati per montagne e risoluzioni da buonismo diffuso.
Rispetto all'evoluzione della storia, qualche passaggio me l'aspettavo, altri devo dire mi hanno sorpresa. Ho apprezzato il solido legame tra i due protagonisti, anche prima di diventare a tutti gli effetti una coppia. Avrei eliminato anche il breve vacillamento seguito all'entrata in scena della fidanzata pazzoide (Yu Ra), forse l'unico passaggio che ho trovato forzato e a uso e consumo dell'effetto voluto, ovvero la crisi temporanea della coppia.
Per il resto i molteplici intrecci della vicenda sono davvero validi nonostante la complessità della situazione che mescola passato e presente da un parte e giochi di strategia dall'altra. L'attenzione rispetto alla linearità e coerenza del racconto c'è stata e si è vista.
Quanto ai protagonisti, Ji Won sicuramente è quella meglio riuscita: una figura positiva armata di un piano di salvezza che è di fatto anche un piano di vendetta, pur ben motivato. Non ci sono tentennamenti nè grandi rimorsi da parte sua, eppure riesce a mantenere lo spettatore schierato dalla sua parte per tutta la durata della serie. Ji Hyuk è un personaggio dalla buona caratterizzazione, la cui evoluzione è però decisamente minore rispetto Ji Won (al di là del cogliere una seconda chance per la loro storia, per lui tutto si concentra tra il vecchio sè, impegnato solo a lavorare e non a vivere, e il nuovo Ji Hyuk, capace di manifestare desideri ed emozioni). A dare spessore alla serie contribuiscono però anche tutta una serie di personaggi secondari ben studiati, dalla sorellastra di Ji Hyuk allo chef ex primo amore di Ji Won, passando per l'arrendevole signora Jang all'inizialmente ambiguo braccio destro della famiglia Yu, il sig. Lee. Anche la madre di Min Hwan e il sig. Kim trovano il loro perchè, nell'essere volutamente antipatici e fastidiosi. Rispetto ai cattivi, quella che meno mi ha convinto e della quale avrei potuto fare a meno - ma capisco che il drama sarebbe finito con tipo cinque episodi in anticipo - è la già sopracitata Yu Ra. Personaggio folle e sopra le righe, sbucato dal nulla (perchè niente nei ricordi del presente o del passato di JI Hyuk facevano immaginare una sua esistenza) ma che sembra entrare in relazione con tutti i personaggi chiave alla velocità della luce. Un cattivo in modalità "mordi e fuggi", insomma. Ho preferito quindi i due antagonisti che hanno accompagnato il drama dall'inizio alla fine.
INIZIO SPOILER!!!
Ho faticato inizialmente a decidere a chi dei due spettasse la medaglia d'oro del miglior cattivo della serie ma col passare degli episodi sono arrivata destinare il gradino più alto del podio a Park Min Hawn e, nell'ottica della pena del contrappasso, il finale della serie mi ha dato ragione. Lui e Su Min sono davvero perfidi, ma mentre in Su Min si fa sempre più evidente un disturbo psicologico che sfocia in un'invidia ossessivamente malsana nei confronti di Ji Won, Min Hawn mostra di essere nel profondo una brutta persona senza altra ragione alcuna, capace di nuocere pesantemente a chi gli sta intorno per fini meramente egoistici, indipendentemente dal soggetto sul quale andrà ad infierire. Ed ecco quindi che il destino più crudele e senza possibilità di appello sarà dunque il suo, mentre Su Min verrà confinata fisicamente ma potrà continuare ad annaspare tra i suoi deliri, paranoie e vaneggiamenti nei confronti di Ji Won.
FINE SPOILER!!!
Il tema della seconda chance, del tuffo nel passato e la possibilità, conseguente, di cambiare rimescolare le carte del destino lo accomuna alla serie "Perfect marriage revenge" del 2023, ma devo dire che "Marry my husband" è qualitativamente superiore e meglio curata.
Infine, due parole sul cast, soprattutto sugli attori protagonisti. Sarò sincera, l'aver letto i loro nomi è stato il solo motivo per cui ho temporeggiato molto prima di decidermi a guardare il drama. Da una parte Na In Woo, attore che ho conosciuto nel più recente "Motel California", dove la cui espressività recitativa non aveva certo lasciato il segno. Continuo a non trovarlo particolarmente incisivo e destinato a quanto pare a ricoprire ruoli un po' troppo a perenne supporto della protagonista femminile, ma posso riconoscergli che la sua prova in Marry My Husband è stata un gradino sopra l'altra. Poi abbiamo Park Min Young, attrice sulla soglia dei quaranta - tra lei e Na in Woo ci passa quasi una decade, anche se non si direbbe - il cui nome è ormai associato a grandi successi degli ultimi quindici anni (City Hunter, Healer, What's wrong with secretary Kim, ecc.). Attrice che ha avuto la fortuna di essere chiamata a recitare in drama romance quotati, ma al cui successo non so quanto di fatto abbia contribuito: una recitazione, la sua, un po' monotona. Carina la prima volta, va bene la seconda, dopodichè sembra un po' una macchietta che salta da un titolo ben riuscito all'altro. Devo però dire che pur non essendo riuscita nemmeno stavolta a smarcarsi da quello che il suo personaggio standard, ha dato comunque prova di essere riuscita a ricoprire e gestire un ruolo più complesso e impegnativo del solito (ma, nei momenti più leggeri e spensierati, tornava a confondersi con la protagonista di Healer piuttosto che con la segretaria Kim e molti altri).
Se devo trovare una pecca, a livello di emozioni è risultato un po' fiacco. Non ho perso un minuto dei sedici episodi, sia chiaro, ma l'interesse era dettato principalmente dalla curiosità di capire come sarebbe evoluta la vicenda. Sul fronte del coinvolgimento, quello vero, qualcosa non ha funzionato a dovere e non perchè siano mancate le occasioni: davvero molte le scene dai contenuti tristi, piuttosto che drammatici, piuttosto che felici. Ma nessuna capace di essere toccante nel tipo di emozione che doveva trasmettere. O, perlomeno, per me è stato così. Un drama che sono davvero contenta di aver visto ma che, placata la curiosità, non mi verrebbe da rivederlo di tanto in tanto.
In conclusione una serie che sa dosare con il giusto equilibrio la parte romantica con quella drammatica e ha l'indiscutibile pregio di porsi in modo davvero originale catturando l'interesse e la curiosità dello spettatore. Consigliato!
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Personaggi complessi, attori strepitosi.
Recensito da: Jade Profilo IG: _Dramalia_Ho iniziato a scrivere questa recensione due volte, ed entrambe le volte ho cancellato tutto quello che avevo messo nero su bianco. Per qualche motivo, non so quale, non riesco ad esprimere come mi sento in merito a questo drama. Sarà per la complessità dei personaggi, per la trama arzigogolata, per l’immensa bravura degli attori o per il tempo sorprendentemente lungo che mi ci è voluto per finirlo, ma dare una descrizione definita mi pareva uno scoglio complesso. Perciò mi sono trovata a dovermi chiedere se mi fosse effettivamente piaciuto il drama e la risposta è stata: sì, ma con riserva.
La trama è innanzitutto il grande punto di forza e anche la debolezza del drama in sé. Non fraintendetemi, è fatta davvero bene, tutto torna nella sua complessità, nei suoi tranelli, nelle sue mosse e contromosse come in una partita di scacchi, ma a volte risulta veramente troppo lenta e pesante. Ma andiamo con ordine, se ci riesco.
Park Ji-Won è una donna malata di cancro, praticamente in fin di vita, a cui un giorno viene detto che il marito non ha pagato le parcelle e che per continuare a usufruire delle cure deve rintracciarlo e fargli sborsare i soldi, altrimenti non potrà restare. Sconvolta, cerca di chiamarlo, ma il simpaticone non ha alcuna intenzione di rispondere. Già da qui sappiamo che non vincerà mai il premio “marito dell’anno”. Prende dunque un taxi e, non si sa con che forza, si trascina fino al suo appartamento dopo aver avuto una strana conversazione con il conducente. Trova quindi il marito, uno scansafatiche di prima categoria, a letto con la sua unica e migliore amica dai tempi delle scuole. I due non solo le hanno mentito e l’hanno tradita, ma meditano di intascare l’assicurazione sulla vita al momento della sua morte e se la ridono bellamente alle sue spalle, fantasticando sui modi di accelerare la sua dipartita. In un primo momento il suo istinto le suggerisce di andarsene, di chinare il capo come ha sempre fatto nella sua misera vita di abnegazione, invece li affronta a muso duro e, in seguito a una colluttazione violenta, batte la testa sul tavolino di vetro e muore. Si risveglia però nel 2013, dieci anni prima del fatto, nel suo posto di lavoro, col suddetto marito traditore che ancora è solo un fidanzato che la fissa. Ovviamente ha una specie di crollo emotivo, impazzisce e sclera di brutto (come darle torto, se mi svegliassi dieci anni prima, con la consapevolezza di tutto il mio futuro, sicuramente mi prenderebbe un colpo), strillando come una pazza e fuggendo scalza dall’ufficio. Interviene il suo capo, tale Yu Ji-Hyuk (Na In-woo) che cerca di fermarla e comprendere i motivi di tale collasso emotivo tutto a un tratto. Ovviamente lei non può dire che è appena morta e tornata indietro nel tempo, ma cerca di comprendere cosa le sia successo, con scarsi risultati. Sa solo che il tassista non era altro che il defunto padre e in un modo o nell’altro ha avuto un ruolo nella faccenda. Appurato che non è un sogno, che è sveglia e che non è in coma in qualche ospedale, Ji-Won capisce che quella che sta vivendo è una seconda occasione, quella per essere felice e cambiare un destino a dir poco schifoso. (Sì, lo so, avrei potuto usare parole più poetiche, ma diciamoci le cose come stanno, questa poveraccia aveva una vita di merda e bisogna pur ammetterlo). Con una memoria da elefante, ricorda ogni cosa che le sia accaduta e non solo, è abbastanza sveglia per investire dei soldi nelle compagnie che sa avranno successo. Posso solo dire che anche io avrei fatto lo stesso e sfido chiunque altro a dire il contrario. Comunque, dopo aver messo i suoi soldi a fruttare, fatto un controllo per escludere di avere già il cancro, comincia a liberarsi della zavorra. Prova a lasciare il fidanzato, Lee Min-Hwan (Lee Yi-Kyung), ma le cose non vanno proprio come si era aspettata. Comprende dunque, in seguito a un incidente, che il destino non può essere cambiato, alcune cose devono accadere, ma se non vuole che accadano a lei, qualcuno deve pur prendersele. Perciò inizia a tramare, con l’aiuto di Yu Ki-hyuk, anche lui tornato indietro dalla morte. Il bel Ceo diventa a tutti gli effetti la sua spada e il suo scudo, la sua ancora di salvezza e il suo rifugio sicuro, in un mare di intrighi pieno di squali affamati. Ji-Won si tramuta nell’eroina della sua storia, lascia perdere la vecchia sé stessa, pavida e sottomessa, per indossare i panni della donna forte e determinata. Lentamente si libera delle vestigia del suo passato e risorge come una persona nuova. La faccenda si fa sempre più complessa via via che il drama procede, gli intrighi, i tradimenti, i sotterfugi più intricati e, se da prima la faccenda era solo romantica, alla fine si assiste a un vero e proprio susseguirsi di minacce di morte, tentati omicidi e la faccenda degenera totalmente con l’arrivo della promessa sposa di Ji-Hyuk, una pazza scatenata che praticamente fa fuori tutti senza rimorsi. Ora, perché ho detto che la trama è il punto di forza di questo drama ma anche un suo limite? Perché il titolo in sé suggerisce un certo tipo di svolgimento che effettivamente abbiamo per un certo periodo, poi tutto degenera e diventa davvero tanto esagerato. Per un drama sul cambiare il futuro, sulla rinascita, sulla scoperta di sé stessi, omicidi e occultamenti di cadaveri forse sono stati un pochino troppi. L’ho trovato vagamente noioso verso la fine, poco in linea con la storia fino a quel momento. E’ vero che i personaggi coinvolti sono praticamente tutti dei pazzi senza morale, alcuni da ricovero immediato in un manicomio, ma l’aggiunta dell’ex di Ji-Hyuk è stata una scelta a mio parere che si poteva evitare. Per allungare il brodo, esagerare tutto, non serviva certo lei. Fatto sta che in questo drama non ce n’è uno normale. Min-Hwan è violento, viziato, attaccato ai soldi in maniera patologica, un essere senza spina dorsale che si diverte a prendersela con i più deboli, solo per un bisogno di affermazione personale. Su-Min, la migliore amica, è ossessionata da Ji-Won al punto che brama ogni cosa che è sua, vuole che la veneri e abbia bisogno di lei, ma allo stesso tempo nutre un odio viscerale nei suoi confronti, che la portano a sabotarla in modo che non possa avere altri che lei. Solo con questi due personaggi posso tranquillamente dire che la caratterizzazione è andata oltre i soliti standard, raggiungendo un livello di complessità unico, a cui i due attori hanno fatto ampiamente onore con la loro recitazione. Sono entrambi sublimi, entrambi perfettamente calati nei ruoli e sinceramente li ho trovati spesso più bravi degli attori protagonisti. Non che Park Min-Young non sia stata bravissima, così come Na In-Woo, perché lo sono stati, ma semplicemente gli altri avevano ruoli così pregni di follia, dolore e complessità, da surclassarli in più di un’occasione. A volte, per quanto sia bravo un attore, il ruolo interpretato fa la differenza e qui si è sentito tutto il peso della sceneggiatura. Personalmente, nei drama precedenti che aveva fatto, Park Min-Young non mi aveva convinta, a tratti delusa, perciò ero molto curiosa di vederla in questa interpretazione, per capire se, quando aveva interpretato la Segretaria Kim, fosse stata così convincente per la presenza di Seo Nazionale o se fosse effettivamente talentuosa. Posso dire che qui mi è piaciuta moltissimo, si è calata nel ruolo alla perfezione, sia quando ha interpretato la donna sottomessa e vessata, sia quando ha cambiato completamente faccia, diventando forte e sicura di sé, con tutte le fragilità del caso. Ha anche perso moltissimo peso per impersonare una malata terminale e la sua dedizione al ruolo le è sicuramente valsa la mia ammirazione. Ma veniamo a Na In-Woo, una scoperta che so a molte di voi è piaciuta particolarmente. Personalmente non lo trovo così affascinante da impazzire per lui, ma credo sia un grande attore, con possibilità future interessanti. Il suo ruolo l’ho trovato calzante, perché mi sembra proprio il tipo da green flag, ma secondo me la chimica tra i due non è così travolgente come mi sarebbe piaciuto vedere. La Park ha sicuramente avuto coprotagonisti con cui aveva più chimica, ma qui si parla di un amore dolce, che nasce dalle difficoltà e unisce, e quindi non sono proprio scontenta. Quindi alla fine mi è piaciuto il drama o no? Sì, vale sicuramente la pena vederlo, se non altro per apprezzare la recitazione magistrale di tutti gli attori coinvolti, ma avrei preferito qualche puntata in meno, in modo da snellire una trama appesantita dai troppi intrighi e macchinazioni.
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