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The Scandal

스캔들 ‧ Drama ‧ 2026
Completed
Vi Champagne
0 people found this review helpful
Sep 22, 2026
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 6.0
Acting/Cast 7.0
Music 9.0
Rewatch Value 1.0

I Wanted the “Wow,” Not More Questions

I’ve never written a review for a show I rated this low, but I really felt like the casting and storytelling could have been better.

I didn’t particularly care for Son Ye Jin’s acting, and I honestly think a different casting choice may have worked better for the role. She was one of the main characters who threw me off, along with her husband. I just didn’t connect with them the way I expected to.

The storyline started off feeling like it was really going somewhere, but then it seemed to go all over the place. New storylines were introduced without being fully developed or completed, leaving us wondering what happened to certain characters and how their stories actually ended.

I think the show could have benefited from building more momentum with each storyline and extending the series to 12 episodes. That extra time could have given the characters and their stories room to develop and, more importantly, given the audience some real closure. Instead of finishing with, “Wait…what happened?” I wanted to finish thinking, “Wow!”

That being said, although I rated the show a 7 overall, Ji Chang Wook was refreshing to watch in this role. I don’t think I’ve ever seen him play such a mature, grown-up character. He usually has such a youthful look and energy in his roles, so I truly enjoyed seeing this more masculine side of him. He even looked like he had put on weight, which added to that mature presence.

For me, Ji Chang Wook and Nana were the best casting choices in the entire show. They stood out, and I genuinely enjoyed watching them.

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Ongoing 1/8
Alucinia
0 people found this review helpful
Sep 27, 2026
1 of 8 episodes seen
Ongoing 0
Overall 3.0
Story 1.0
Acting/Cast 8.0
Music 8.0
Rewatch Value 1.0

Netflix should stop interfering w/ kdrama world

I'll be just re-writing same ideas mentioned by many other comments that I agree with.
Hopefully this will be heard / read by the productions for future projects !

I am disappointed, I don't like those new kdrama produced by netflix, they are more like a Western melodrama with Korean actors than an actual K-drama. They lost all their winning ingredients that makes a kdrama loved.  I absolutely love K-dramas, mainly because of their atmosphere, tension, chemistry between the characters, and that amazing feeling of anticipation when you simply need to know what’s going to happen next. Now they completely are missing that famous “just one more episode” feeling.

We didn't need those nude bodies and provocative scenes. Actually not just as the kdrama fans, but the whole story didn't need those details.
Next time I d prefere if they do mention like those productions to be in p.rn category, at least we could have avoided it and they could have targeted their right audience.

They should stop giving netflix the power over their arts ! I know they give a big budget, but don't let money win over creativity and authenticity.

Other than that, a good cast, amazing sceneries and decoration & beautiful music.

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Completed
AlexCruzDeMalta
9 people found this review helpful
Sep 20, 2026
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 9.5
Story 9.5
Acting/Cast 9.5
Music 9.5
Rewatch Value 9.5

10/10 Absolutely loved it

10/10 Absolutely loved it
K- Entertainment in erotic themes weren't as Good as this one i must say.
The story, acting, everything was good. I am so happy I got to see atypical erotic themed series with my favourite leads
I enjoyed the joseon version of this classic story.
Warning for kwave fans- Not usual typical historical kdrama.
Do not expect overacting, too much drama or usual mould of episode wise unfolding of events.
Must watch if you are an mature adult who genuinely appreciates good work.
JCW n SYJ were really good. SYJ specially killed it. No doubt when these actors are working anyway

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Completed
Yudha 95
9 people found this review helpful
Sep 19, 2026
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 9.0
Story 8.0
Acting/Cast 10
Music 7.0
Rewatch Value 8.0
This review may contain spoilers
Series bagus detail mikro ekpresi dri 3 pemeran utama sangat bagus, sinematografi cakep, koreografi bagus, dan pemeran pendukung juga akting nya ga kalah bagus, wajib ditonton klo ada yg bilang gak sesuai ekspektasi dri film terdahulu itu memang sudah direncanakan sama sutradara nya karena, Jung Ji Woo terkenal suka beda dri yg lain dia ingin drama nya itu dikemas dgn format kompleks padat dan cepat
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Completed
Blue eyes Samurai Lore Scrolls Award1 Clap Clap Clap Award1 Award Hoarder Enabler1
12 people found this review helpful
Oct 2, 2026
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 7.5
Acting/Cast 7.5
Music 8.0
Rewatch Value 6.0
This review may contain spoilers

Quando il vero scandalo è non averlo compreso...

Scandal rischia di essere frainteso se lo si guarda attraverso il filtro delle aspettative. Chi arriva cercando un romance storico tradizionale, un sageuk sentimentale fondato sul triangolo amoroso e sulla consueta grammatica emotiva del K-drama rischia di restare deluso, come in effetti è stato. Non è propriamente un romance e nemmeno un sageuk classico: usa la scrittura per parlare di desiderio, potere, identità, aspettative familiari, rapporto con la figura paterna, condizione femminile e, soprattutto, di autodeterminazione. È un lavoro psicologico più sottile di quanto appaia, forse persino troppo ermetico per la distribuzione di massa, e non si presta a una visione distratta o al binge, perché chiede attenzione, pazienza e la disponibilità a interrogarsi su ciò che i personaggi non dicono. La domanda che lo attraversa è chi sia davvero libero e chi possa scegliere il proprio destino, e quanto di ciò che chiamiamo amore sia invece bisogno di possedere l'altro, di proiettargli addosso un'immagine idealizzata o semplicemente di essere scelti.

🗺️ La chiave di lettura
Per me arriva nel prologo del quinto episodio, con la conversazione sulle mappe di Matteo Ricci. La Corea appare minuscola rispetto alla vastità del mondo, ma Yun osserva che la grandezza è questione di percezione: una terra non è meno importante perché occupa meno spazio su una mappa. Lo stesso vale per le persone, perché il mondo che gli altri ci concedono può essere molto più piccolo di quello che siamo capaci di immaginare. Non è una riflessione ornamentale, e sorprende che parte del pubblico abbia trovato la serie poco densa sul piano delle idee, dato che queste non vengono spiegate ma disseminate nei dialoghi, nelle immagini e nelle scelte mancate. Per questo l'opera può lasciare freddi e diventare molto più interessante quando se ne ricompongono i significati.

🎭 Personaggi e psicologia
Sono tutti prigionieri di qualcosa: delle convenzioni, del padre, dei propri sentimenti, delle ambizioni e, soprattutto, delle immagini che hanno costruito degli altri.
Yun è forse la più complessa: intelligentissima, colta, capace di scrivere e di elaborare strategie, ma in una società che non le permette di dare a queste doti una direzione autonoma, tanto che il successo del cugino sembra poggiare sul contributo invisibile di ciò che lei concepisce. Il matrimonio con un uomo mediocre e sterile è la concretizzazione della rinuncia a una possibilità di vita. Sa che esiste un mondo più grande ma non ne attraversa il confine, e quando potrebbe fuggire con l'uomo che ama, o crede di amare, vede il padre piangere e torna indietro. È un passaggio fondamentale, perché impedisce di ridurre la sua storia a una parabola di oppressione e liberazione: Yun desidera la libertà ma non si sottrae alle aspettative familiari che ha interiorizzato. Da qui la sua contraddizione più amara, quella di una donna che invita gli altri a seguire la propria strada e non riesce a concedersi la stessa libertà, una geniale dal coraggio a metà, con abbastanza forza per concepire un'altra vita ma non per sceglierla fino in fondo.

Cho-won è un personaggio costruito intorno al desiderio. Per tutta la vita insegue una specie di imprinting sentimentale, una promessa rimasta incompiuta, e la scommessa con Hui-yeon nasce da questa ossessione: conquistare la vedova per ottenere, con quella vittoria, la donna che brama da sempre. Il gioco però produce un effetto imprevisto, perché nel rapporto con Hui-yeon emerge un sentimento reale, qualunque ne sia la natura, e si crea una sorta di doppio terapeutico. Quando lei gli si aggrappa, disperata e pronta a seguirlo ovunque, Cho-won rivede se stesso in lei, e capisce che Yun può volerlo, desiderarlo e avere bisogno di lui senza essere disposta a costruire con lui una vita insieme. Lo si vede quando la fuga diventa concreta e la sua attenzione torna subito alle lettere, al re, al riconoscimento della propria intelligenza: lo vuole accanto, desiderante e legato, ma non lo vuole altrove con lei.
Mi sono chiesta chi ami davvero Cho-won, e la serie non risponde limpidamente, perché lui non separa l'amore dal bisogno di essere scelto, dall'attaccamento e dalla lunga ossessione. Nessuno ama in modo sano, e i rapporti sono contaminati da possesso, proiezione e controllo, ed è questo a rendere il triangolo più interessante del solito.

🕯️ La vedova: una donna senza spazio proprio
Hui-yeon è il personaggio che mi ha convinta meno sul piano psicologico, ma forse il più interessante su quello simbolico. Mette in scena in modo quasi parossistico la condizione femminile nell'ordine confuciano: prima appartiene alla famiglia paterna, poi al marito, e da vedova continua ad appartenere a un uomo che non esiste più, con una virtù definita dalla capacità di rinunciare alla propria vita. La morte diventa la prova suprema di fedeltà e lo studio confuciano, che ritorna ossessivamente, si trasforma in una macchina ideologica che le ricorda il suo posto. Il contatto con il cattolicesimo introduce una concezione diversa dell'individuo, dato che il suicidio è proibito e la fede le offre una via per sfuggire alla morte. Ma Hui-yeon sceglie davvero il cristianesimo, o lo usa, consapevolmente o meno, come un'autorità esterna che autorizzi il suo desiderio di vivere?
È qui che che la riflessione diventa amara: prima decide il marito morto, poi Confucio, poi Cristo, infine Cho-won, che diventa la ragione concreta per continuare a vivere. Raramente sembra possedere una legge interiore propria, e la sua personalità ci arriva soprattutto attraverso ciò che gli altri fanno di lei, il che è il suo limite principale e il motivo per cui non l'ho amata. Eppure, e qui sta la contraddizione, questa donna apparentemente fragile è per certi aspetti più libera di Yun. Sceglie di vivere, riconosce il proprio desiderio, arriva a considerare possibile una vita diversa da quella assegnata, e nella sua semplicità è la più sovversiva tra personaggi scaltri e avvezzi al mondo. Yun ha intelligenza, cultura e consapevolezza maggiori, ma al momento di trasformare il desiderio in scelta resta nel proprio mondo. Non credo però che il drama voglia dire che solo le anime semplici sono libere: mette piuttosto in discussione il rapporto tra consapevolezza e libertà, perché Yun deve controllare tutto (Cho-won, Hui-yeon, la reputazione, la lettera, il re) mentre Hui-yeon desidera, e quel desiderio, per quanto ingenuo e dipendente, la mette in movimento.
Proprio quando sceglie di vivere, viene di nuovo umiliata, ed è per questo che il suo finale è così amaro.
Cho-won non le dà l'amore che vorrebbe ma la salva distruggendo l'immagine che lei ha di lui: la costringe a smettere di idealizzarlo, a provare rabbia e delusione, e le restituisce attraverso il dolore la possibilità di continuare a vivere. Il suo arco va quindi letto non come una storia d'amore ma come il passaggio dalla morte come dovere alla vita come forma di trasgressione.

🎬 Interpretazioni, 7,8/10
È il reparto che mi ha lasciata più perplessa, anche perché le aspettative erano alte. Son Ye-jin mi ha delusa moltissimo: la considero una delle migliori attrici coreane , pertanto la delusione è stata proporzionale. Lady Cho è sulla carta il personaggio più complesso ma la sua complessità mi è arrivata più attraverso la regia e i dialoghi più che l'interpretazione. Ho dovuto ricostruirla guardando le inquadrature e ascoltando ciò che dice, perché raramente il volto dell'attrice mi ha dato accesso al suo mondo interiore. Capisco la scelta di renderla imperscrutabile, ma un personaggio non deve per forza essere emotivamente opaco, e anche da sola cambia poco: sorride, resta composta, modifica appena l'espressione. Avrei voluto percepire la frattura tra ciò che mostra e ciò che accade dentro di lei, e il limite pesa di più perché la regia quella complessità la conosce benissimo: la macchina da presa racconta Lady Cho meglio dell'attrice che la interpreta. 👎
Molto più convincente Ji Chang-wook, il più riuscito dei tre protagonisti: espressivo, preciso, credibile come nobile dandy annoiato, viziato, libertino e quasi depresso sotto la superficie del piacere. Ho apprezzato soprattutto la differenza tra il Cho-won della giovinezza, ingenuo e pieno di illusioni, e quello del presente, stanco, disilluso e svuotato dalla lunga attesa. Va riconosciuta anche la notevole disponibilità fisica, con una quantità di nudità e scene sessuali considerevole per un interprete mainstream coreano, anche se non sempre ho sentito un coinvolgimento intenso: il confronto con 'A Frozen Flower' è inevitabile, dove Jo In-sung era più performante e meno distaccato. Quando però Cho-won ottiene finalmente Hui-yeon il trasporto mi è parso maggiore, e quella scena, non innovativa ma elegante e discretamente girata, è una delle sequenze erotiche meglio riuscite della serie.

Nana è stata una sorpresa. Partivo perplessa, considerandola un'interprete dal talento più limitato rispetto agli altri due, e nella prima parte la sua Hui-yeon non mi convinceva, troppo impaurita e passiva, a tratti quasi caricaturale. Nel finale recupera moltissimo: quando scopre la scommessa emergono vergogna, umiliazione e il dolore di aver affidato il proprio destino ad un uomo che l'aveva considerata solo una posta in gioco. La semplicità del personaggio le permette di rendere con immediatezza l'animo ferito, e nelle scene intime è la più efficace nel restituire il trasporto fisico, perché vive la sessualità come scoperta del proprio corpo e del proprio desiderio.
Una menzione va infine a Han Sun-hwa nel ruolo di Bun-hui, la mercante di tabacco: un'attrice che so diversificare bene i personaggi, con un fascino molto coreano e adatto al ruolo, una bellezza costruita ma senza quell'effetto di omologazione che a volte si vede nei volti ritoccati.

📷 Fotografia, 10/10
È forse l'aspetto più impressionante della produzione. Ha una componente contemplativa e una sensibilità compositiva che richiama un'estetica giapponese, fatta di simmetrie, spazi vuoti, geometrie, materiali e luce, con oggetti e corpi collocati nell'inquadratura con estrema precisione. Le immagini non sono solo belle, sono costruite: la camera osserva il personaggio invece di accompagnarlo, lascia respirare gli ambienti e tiene le inquadrature più a lungo del necessario, permettendo agli elementi scenografici di acquistare peso psicologico. Il livello più interessante è nel trattamento del passato, perché nei flashback non cambiano soltanto scenografia, costumi e palette ma il linguaggio visivo stesso, con fish-eye, tilt della microcamera, prospettive deformate e un diverso image ratio. Il passato diventa uno spazio percettivo differente, non la realtà di allora ma qualcosa filtrato dalla memoria e dalla soggettività, un'immagine deformata dal ricordo. Mi fa sorridere, davanti a certe valutazioni bassissime, pensare alla cura con cui una produzione costruisce persino il rapporto tra presente e passato, modificando la grammatica visiva per fornire dei significati.

🏮 Scenografia, 10/10
Lavora in perfetta continuità con la fotografia. Gli ambienti non sono ricostruzioni storiche funzionali, ma spazi psicologici in cui porte, paraventi, finestre, corridoi, lanterne e architetture delimitano di continuo lo spazio dei personaggi, quasi dentro composizioni pittoriche. Lo spazio vuoto è usato con grande efficacia: i personaggi non stanno sempre al centro, possono essere piccoli nell'ambiente, incorniciati da porte e finestre o quasi inglobati nella scena, e questo rafforza il tema di individui che vorrebbero ampliare il proprio spazio d'azione ma sono collocati dentro confini precisi. Si torna così alle mappe di Matteo Ricci: quanto spazio occupiamo e quanto ce ne viene concesso? Anche dettagli eccentrici come gli occhiali di Cho-won entrano nella costruzione del personaggio, con un elemento quasi teatrale e riconoscibile, anche se sul piano dell'attendibilità storica quella montatura è il momento in cui la serie dichiara apertamente: «sì, abbiamo scelto di divertirci».

🎥 Regia, 9,4/10

È l'elemento che permette a tutto il resto di funzionare. Il suo pregio è non trattare il materiale come un melodramma convenzionale: le scene sentimentali non puntano a una risposta emotiva immediata e restano in una zona ambigua, contemplativa e persino fredda. Notevole la varietà di strumenti, con piani medi, campi lunghi e lunghissimi, vicina ai volti quando lavora sulle relazioni fisiche e distante quando vuole mostrare la sproporzione fra individuo e ambiente. Gli spazi immensi entrano nel racconto psicologico, e un campo lunghissimo ha un significato preciso: un personaggio isolato in un'immensità può sembrare libero, perché davanti ha un mondo enorme, e allo stesso tempo minuscolo e senza potere, perché quel mondo è infinitamente più grande di lui. Molto suggestivo anche il passaggio dal ritratto alla persona reale, con un dipinto antico che prende vita e il personaggio che esce dall'immagine per entrare nel mondo, un raccordo elegante che mette di continuo in discussione il rapporto fra immagine e realtà, memoria e presente, arte e vita. La regia non lo spiega, lo mostra.

⚒️ In conclusione
è un'opera che riflette sulla condizione femminile attraverso un affresco della società Joseon preciso e credibile, con l'unica concessione evidente alla modernità negli occhiali di Cho-won. Guarda all'intero universo femminile che circonda la vicenda: la mercante che vuole elevarsi socialmente e soddisfare i propri appetiti con una spregiudicatezza quasi comica, le donne che si riuniscono, spettegolano e costruiscono un piccolo mondo antico parallelo, la concubina imposta in una casa la cui invadenza trasmette un fastidio fisico, donne stupide e intelligentissime, donne che subiscono il sistema e donne che lo conoscono abbastanza da muoversi al suo interno. Non racconta solo donne oppresse dagli uomini, ma donne che sviluppano strategie diverse per abitare un sistema senza piena autonomia: alcune lo accettano, altre lo manipolano o lo aggirano, altre tentano di uscirne e scoprono quanto sia difficile. Per questo va guardato abbandonando l'idea del K-drama classico, perché lavora su un altro registro, raffinato, contemplativo e formalmente ambizioso, più vicino al cinema d'autore che alla struttura rassicurante del romance televisivo.
Non mi ha catturata né emozionata nel senso più immediato: la storia è forse troppo sottile per chi cerca una narrazione sentimentale trainante, alcune psicologie restano sospese e meritavano più profondità, e le interpretazioni non raggiungono la complessità della regia e del materiale psicologico. Ma per questo non riesco a liquidarlo come un drama da 6,9 o da 4,5. Il suo valore artistico è indubbio e per me porta uno dei crediti più validi di questo 2026 opaco: non mi ha fatto innamorare dei suoi personaggi, ma mi ha fatto pensare a loro.

🎶Musiche
La colonna sonora mescola un grande impianto orchestrale, registrato anche con la German Film Orchestra Babelsberg , con strumenti e formazioni della tradizione coreana.
Particolarmente "interessante l’uso di Gabriel Fauré, Jean-Baptiste Lully e del daechwita: il repertorio europeo viene integrato nel tessuto sonoro della serie insieme alla musica coreana, contribuendo a quella sensazione sospesa, elegante e quasi fuori dal tempo".

Cosa ricorderò:
- "Se vi fingete morto potreste tornare da me che vi aspetto fingendomi viva…".
- "Non sono libero, sono nella gabbia di coloro che non possono volare".

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Completed
Adess
13 people found this review helpful
Sep 18, 2026
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 4.0
Story 4.0
Acting/Cast 5.0
Music 4.0
Rewatch Value 1.0
This review may contain spoilers

Un pari de séduction… sans séduction... Le seul "Scandal" c'est l'absence de tension...

J’attendais tellement ce drama depuis son annonce… mais quelle déception... 😮‍💨

Sur le papier, "The Scandal" avait absolument tout pour me plaire, entre Ji Chang-wook, Son Ye-jin, Nana, un pari de séduction à la "Liaisons dangereuses"/"Cruel Intentions" version Joseon... Franchement, je pensais que j'allais avoir du LOURD... 😭🔥

Et pourtant... arrivée à la fin, je cherchais encore la tension... 😑

Déjà, je n'ai jamais ressenti d'alchimie entre les personnages... aucune tension, aucun petit "Ohlala, ces deux-là jouent avec le feu". J'ai simplement enchaîné les épisodes en attendant que quelque chose se passe... mais rien, ZERO !!! 😠

Et c'est probablement ce qui m'a le plus déçue... J'attendais réellement ce drama avec impatience. Je suis parti avec l'idée en tête que le concept allait me donner un jeu de séduction malsain, électrique, rempli de manipulations, de regards lourds de sens et de personnages prêts à se brûler les ailes... mais au lieu de ça, je me suis retrouvée complètement spectatrice... 🤷🏼‍♀️

Franchement, j'avais tellement envie d'être intriguée par leurs échanges, leurs petits jeux. Je voulais me demander qui allait craquer en premier, qui allait prendre le dessus, qui finirait par se faire piéger... 🤗

Mais au final... j'ai surtout eu l'impression qu'on m'expliquait constamment le jeu sans jamais vraiment me le faire ressentir... Et pour une histoire qui repose justement sur la séduction et la manipulation, c'est quand même assez problématique 😐

Et alors Ji Chang-wook en séducteur manipulateur... j'en attendais tellement plus 😭 Je voulais le voir jouer avec les limites, être troublant, dangereux, difficile à cerner... mais je suis restée sur ma faim 😬

Bref, j'étais impatiente de découvrir "The Scandal" et je ressors de ce visionnage avec un énorme sentiment de déception... Je voulais du feu, du danger, de la tension... mais j'ai surtout eu l'impression d'attendre que quelque chose commence... 😴

Dommage, parce qu'encore une fois sur le papier, il avait vraiment tout pour me plaire... ✌🏻

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Completed
MichelaRosas Big Brain Award1
10 people found this review helpful
Sep 18, 2026
8 of 8 episodes seen
Completed 3
Overall 3.0
Story 1.0
Acting/Cast 1.0
Music 1.0
Rewatch Value 1.5

Che delusione

Mi aspettavo un k-drama con tensione, sguardi che dicono tutto, quel romanticismo lento che ti fa stare sveglia fino alle 3 di notte. Invece? Niente.

L'ho trovato *noiosissimo*. Trama che gira in tondo per episodi interi sullo stesso scandalo, dialoghi piatti, e un ritmo lentissimo che non è "slow burn", è proprio lento e basta.

Ma la cosa peggiore: *ZERO chimica tra i protagonisti.* Zero. Non un brivido, non un momento in cui ci credi. Sembrano due colleghi che recitano una pubblicità, non due persone che si innamorano. Nemmeno un abbraccio ti emoziona.

Dov'è finito il romanticismo dei K-drama? Dov'è finito il tocco accidentale della mano, il "ti guardo quando tu non mi guardi", l'OST che parte e ti viene la pelle d'oca? Qui non c'è.

Si salva solo la fotografia e i vestiti di lei, per il resto si può tranquillamente skippare.

*Voto: 4/10* solo perché sono generosa.

Lo avete visto? Sono solo io o anche voi non avete sentito NIENTE tra loro?

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Completed
Edna Sales
2 people found this review helpful
Sep 26, 2026
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 9.0
Story 9.0
Acting/Cast 9.5
Music 8.5
Rewatch Value 8.5

Muito bom ver um Dorama com mais maturidade

Muito bom ver produções abordando temas assim de forma tão séria e adulta. Escândalo e Intriga entrega uma trama madura, envolvente e conduzida de maneira extremamente refinada. Não vi nada de ofensivo, apenas uma narrativa corajosa que trata o espectador com inteligência e entrega um entretenimento de altíssimo nível. Produção Visual, os figurinos e a ambientação são belíssimos.
Parabéns.
Agora aqueles que querem assistir um Dorama que pega na mão no último episódio, simplesmente só não assistir
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Completed
EchoesOfLove
2 people found this review helpful
Sep 25, 2026
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 7.5
Story 8.0
Acting/Cast 8.5
Music 6.5
Rewatch Value 6.5
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Eu senti mais pena do que paixão.

Temas: desejo, poder, liberdade, reputação, escolhas, paixão, sacrifício, tradição, aparência social, amor e lealdade

Confesso que comecei Escândalo e Intriga com uma expectativa bem maior do que aquela que encontrei no final.

A história tinha tudo para me prender: Joseon, intrigas, desejo, poder, uma viúva, um homem conhecido por seus romances e uma mulher da aristocracia que decide transformar tudo em um perigoso jogo de sedução.

A premissa é boa. O elenco é ótimo. A fotografia é linda.

Mas...

eu não me apeguei aos personagens.

E para mim, isso pesa muito.

Son Ye-jin, como Lady Cho, está impecável. Ela tem aquela presença que ocupa a tela sem precisar fazer esforço. A personagem é inteligente, calculista e muito consciente das limitações impostas às mulheres naquela sociedade. Eu entendi perfeitamente a revolta dela com o lugar que ocupava e a necessidade de encontrar alguma forma de exercer poder.

Mas não consegui criar vínculo com ela.

Ji Chang-wook, como Cho Won, foi quem mais me despertou alguma coisa.

E aqui entra uma interpretação completamente minha.

Eu fiquei com pena dele.

Porque, para mim, Cho Won estava vivo, mas em algum momento abriu mão da própria liberdade, das próprias escolhas e, no fim, da própria vida, pela vida e pela honra da viúva.

E isso me pegou.

Não necessariamente porque eu tenha comprado a história de amor dos dois, mas porque enxerguei naquele personagem uma espécie de sacrifício silencioso.

Ele começa como um homem que parece brincar com tudo, inclusive com o amor.

Mas, quando finalmente sente alguma coisa de verdade, já está preso demais às consequências das escolhas que fez.

E Nana, como An Hui-yeon, traz justamente essa fragilidade de uma mulher que perdeu o marido e decidiu viver dentro das regras que criou para si mesma.

Ela é a peça que muda completamente o jogo.

E foi interessante acompanhar esse conflito entre o que ela prometeu ser e aquilo que começa a sentir.

O problema é que, para mim, o roteiro não conseguiu construir esse envolvimento emocional com a profundidade que precisava.

Eu queria entender melhor quando aquele sentimento nasceu.

Queria sentir mais a aproximação.

Queria me importar mais com as escolhas deles.

E não consegui.

Talvez por isso o final tenha me atingido mais pela situação do que pelo romance.

Escândalo e Intriga é inspirado em Ligações Perigosas, romance francês de Pierre Choderlos de Laclos, e a história já ganhou outras adaptações, inclusive Untold Scandal, filme coreano de 2003. Nesta versão, a trama é transportada para Joseon e acompanha Lady Cho, Cho Won e Hui-yeon em um jogo de desejo, sedução e reputação.

E acho que justamente por ter uma origem tão potente eu esperava mais.

Não achei ruim. Longe disso. A produção é bonita, os atores entregam, a atmosfera de época funciona e tem momentos muito interessantes. Mas história boa não basta para mim. Eu preciso sentir alguma coisa pelos personagens.

E aqui eu senti pouco. Com uma exceção:
Cho Won.

Talvez porque eu tenha enxergado nele uma coisa que os outros personagens não conseguiram me entregar: a dimensão do preço de uma escolha.

No fim, fiquei pensando que talvez a grande tragédia dele não tenha sido morrer.

Foi ter encontrado algo pelo qual valia a pena viver justamente quando já não tinha mais liberdade para escolher.

📌 Impressão final: uma história com uma premissa muito boa, elenco forte e uma produção linda, mas que, para mim, não conseguiu desenvolver os personagens a ponto de criar aquele apego que faz a gente sofrer junto. Fiquei mais intrigada com o destino de Cho Won do que apaixonada pela história de amor.

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Completed
LilyAvram
3 people found this review helpful
Sep 20, 2026
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 7.0
Acting/Cast 8.0
Music 6.5
Rewatch Value 4.0

Niente di nuovo e niente scandal è poca passion.

Non sapevo che aspettarmi ma ero curiosa visto il super cast e finito in un pomeriggio per non doverci perdere più tempo e sinceramente per me si salva solo quello il cast. La storia non è niente di nuovo, storie di nobili con intrighi, concubine etc
la storia principale non dice molto, si innamorano da bambini ma non possono rimanere insieme si rincontrano dopo anni e c'è ancora qualcosa ma fanno un gioco triste e poco romantico e non finisce bene. Per non parlare poi del finale.
Se non fosse per gli attori che sono bravi non ne vale la visione.
Se amate il genere storico ma soprattutto se amate questi attori vale la visione se invece vi aspettate scandali o passione non c'è molto di nuovo se no qualche scena di nudo e poco altro.

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Completed
15783466
3 people found this review helpful
Sep 19, 2026
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 2.5
Story 3.0
Acting/Cast 6.5
Music 4.0
Rewatch Value 1.5

desperdício de talento

adoro os dois atores , sempre vi boas series deles , queriam algo picante mas não rolou ..principalmente ele ( todos que eu tinha visto até agora ) esse foi muito chato de aguentar !!! uma história fraca .. final fraco, ou seja , tudo bem ruim 😭😭😭😭😭😭😡😮‍💨😮‍💨😮‍💨😮‍💨😮‍💨😮‍💨😮‍💨😮‍💨😮‍💨😮‍💨😮‍💨😮‍💨😮‍💨😮‍💨😮‍💨😮‍💨😮‍💨😮‍💨😮‍💨😮‍💨😮‍💨😮‍💨😭😭
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Completed
amie
1 people found this review helpful
Sep 22, 2026
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 7.0
Acting/Cast 10
Music 10
Rewatch Value 6.0

The Scandal

The Scandal tem uma proposta narrativa ousada, referências artísticas e culturais interessantes, discussões sobre desejo, poder e patriarcado, além de ótimas atuações.

Particularmente acho injusto reduzir a obra às cenas de nudez e sexualidade. Elas fazem parte de uma história muito maior, que busca discutir relações de poder e papel da mulher na sociedade.

Minha maior frustração, porém, foi a execução. Apesar de todos esses elementos incríveis, senti que o roteiro não aprofundou suficientemente os personagens e suas motivações, especialmente no início, e a narrativa muitas vezes não conseguiu criar envolvimento e eu me vi um pouco desinteressada. Conforme avançou, fui gostando mais, mas terminei com uma sensação meio agridoce. No fim, o problema não foi a nudez, a falta de romance convencional ou mesmo o destino dos personagens. Foi olhar para tudo que o drama tinha em mãos e sentir que tudo isso poderia ter resultado em algo muito mais marcante.

Mesmo assim, tenho muitos elogios. Amo premissas muito mais arriscadas do que a fórmula tradicional de romance “fofo e inocente” de K-drama. Gostei muito da fotografia, figurinos, cenários e composição visual, além de ter percebido muitas referências culturais da tradição coreana.

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The Scandal (2026) poster

Details

Statistics

  • Score: 6.9 (scored by 4,640 users)
  • Ranked: #12295
  • Popularity: #1681
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