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Ticket to Heaven thai drama review
Completed
Ticket to Heaven
0 people found this review helpful
by DrCalifa99
7 days ago
6 of 6 episodes seen
Completed
Overall 10
Story 10.0
Acting/Cast 10.0
Music 10.0
Rewatch Value 1.0
This review may contain spoilers

Non so cosa scrivere come titolo

Allora, questa serie è veramente perfetta, sale la mia personale classifica delle serie della GMMTV e arriva a stazionare al secondo posto di suddetta classifica (niente di prodotto dalla GMMTV riuscirà mai a battere Not Me, per me). Ma è riuscita nella complessa impresa di vincere un biglietto di sola andata verso lo scatolo dove stazionano le serie che non rivedrò mai più, assieme alla quarta puntata di Grey Rainbow, i cui ultimi 10 minuti mi hanno traumatizzata a vita e assiema a, per ragioni estremamente personali, Love After Addiction, perché io nella vita non rivedrò MAI più la scena in cui vengono chiamati e gli si viene detto che "due amici delle superiori hanno deciso di sposarsi in questo remoto villaggio". Detto ciò il rewatch basso non è perché la serie non abbia un potenziale di rewatch, ma è solo perché non mi ritroverete MAI e poi MAI a rivederla. Ticket to Heaven mi ha parlato, come solo appunto Not Me aveva fatto: mi ha parlato della mia fede e mi ha permesso di consolidare le fonadamenta di quello che ritengo essere una cosa altamente personale, il proprio rapporto con Dio. Visto quante persone ho visto aver ricevuto qualcosa sulla propria fede da questa serie, ovviamente te ne fa capire l'impatto: una serie non parla a così tante persone se non ha qualcosa da dire, ma sopratutto se non ci sono tante persone pronte ad ascoltarla. Come P'Aof era pronto a parlare, anche gli spettatori sono stati pronti ad ascoltare. E probabilmente questa serie è stata il giusto tramite. Come anche lo sono stati tutti gli attori che hanno interpretato questi personaggi altamente complessi, dove nessuno è veramente un cattivo (a parte se vogliamo proprio trovarne uno, il padre di Barth), dove il male se vogliamo, come il bene, passa solo da noi e dalla nostra interiorità. Quello che gli altri vedono e ci dicono serve fino ad un certo punto, perché con Dio solo io mi devo rapportare, il rapporto con la fede si basa solo su due persone, non su tre o infinite, solo due. Però al contempo gli altri possono condizionare il rapporto tra due persone e di conseguenza anche capire come approcciare queste altre persone, che possono sentirsi toccate dalle scelte di altri p fondamentale. Però, appunto, è bello vedere che il cattivo vero, alla fine dei conti, non è nemmeno Dio, ma alla fine dei conti, è sempre dentro di noi. Mi è piaciuto il finale, dove si vedono (e commento estemporaneo, ho visto gli attori veramente invecchiati, che facciano fare lo stesso corso alle serie che vogliono usare trame simili) i personaggi e i loro percorsi di vita: chi ha seguito una strada che era sua, chi ne ha seguita una che forse non era sua al 100%, chi è riuscito a evolvere il proprio pensiero per adattarlo ai tempi, chi è passato dal segreto alla luce e chi è arrivato, con alcune peripezie, esattamente dove doveva arrivare. Ecco, più una serie è bella e più sono critica (perché ho alte aspettative, mentre per serie cringe, non aspettandomi molto, non fatico nemmeno nel giudizio) e anche qui ho una piccola critica da fare: dobbiamo un momento prendere in causa Meloni Luccicanti o per gli amici Twinkilng Watermelon. Allora in questa serie ad un certo punto succede un evento, poi c'è un time skip (particolare) e poi boom, che siamo nel futuro (o meglio presente, ma sono dettagli) e succedono delle cose e non si capisce bene come siamo arrivati dal punto A (il passato) al punto B (il futuro/presente). Ecco qui succede un pelino la stessa cosa (però meno potente): noi ci lasciamo con Rak che ci mette l'ansia che faccia una mossa tipo Nueg in Never Let Me Go e poi boom che siamo nel futuro, uno ingegnere, l'altro musicista (o qualcosa di simile) e con una spiegazione del tipo "eh, abbiamo lavota, abbiamo sudato, abbiamo studiato e poi siamo arrivati qua". Bene, per l'appunto, non è Meloni Luccicanti, dove si passa veramente da A a B senza nemmeno una via indicativa sulla strada, ma anche qua, non è che si veda come vincono le avversità di cui parlano, cosa che mi sarebbe piaciuta, mi sarebbe piaciuto vedere qualche momento in cui magari dicono che forse sarebbe stato più facile tornare dove erano, ma che devno continure a lottare. Insamma mi sarebbe piaciuto vedere un po' di più di quella linea accennata, proprio perché le difficoltà non finiscono nel momento in cui si accetta di provare a combatterle. Detto questo, passando un momento a parlare di gemini e Fourth, sono molto contenta di averli visti maturati e cresciuti, e sono stati molto validi sia come ragazzini (ruolo che a quanto pare hanno cucito addosso) e adulti.
In conclusione, guardatela tutti almeno una volta, anche perché non sono rìcerta che si riesca a vederla più di una.
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