This review may contain spoilers
Un masteschef alla coreana!
🎬 Culinary Class Wars — una rivoluzione nel mondo dei cooking show
Immagina MasterChef e Squid Game che si fondono in un’arena culinaria senza precedenti: questo è Culinary Class Wars. Fin dal primo episodio, la prima stagione si presenta con una formula audace e originalissima: 100 chef competono per dimostrare che talento, creatività e passione possono sovvertire le tradizionali gerarchie della cucina.
🔪 Grembiuli neri vs Grembiuli bianchi
La divisione è netta e drammatica:
80 “Grembiuli neri” — cuochi poco conosciuti ma straordinariamente talentuosi, spesso autori di piatti incredibili in ristoranti locali, carrette del cibo di strada o piccole imprese familiari.
20 “Grembiuli bianchi” — chef celebri, molti con stelle Michelin o carriera internazionale.
Questa dicotomia non è solo estetica: è un vero e proprio scontro di mondi, di stili, di storie, che trascende il semplice cibo e parla di sogni, identità e perseveranza.
🍲 Una narrazione avvincente… con un cuore profondo
Il ritmo della stagione è altalenante: ci sono momenti di alta tensione, giudizi al buio che ribaltano le carte in tavola, e sfide che costringono chef di ogni estrazione a reinventarsi. Ma il vero punto forte sono le storie personali dei concorrenti — ogni piatto racconta qualcosa di più di una ricetta: parla di famiglia, sfide quotidiane, cultura locale e ambizione.
reality blurred
Il format usa anche tecniche interessanti, come assaggi alla cieca, per fare in modo che sia solo il gusto — e non la fama — a parlare.
⭐ Pro e contro
✅ Punti forti
Spettacolo visivo e culinario: le sfide sono innovative e sorprendentemente varie.
Empatia e storytelling: si ride, si resta col fiato sospeso e – a volte – si commuove.
Impatto culturale: il programma non solo ha scalato le classifiche globali di Netflix, ma ha anche rivitalizzato l’interesse verso la cucina coreana e i suoi protagonisti.
❗ Alcuni punti deboli
La mole di concorrenti e la durata di certe sequenze possono sembrare eccessive e rallentare il ritmo narrativo.
Per gli spettatori internazionali, il doppiaggio e i sottotitoli possono risultare talvolta limitati, soprattutto nei momenti in cui si vorrebbe conoscere meglio i cuochi emergenti.
🌍 Perché vale la pena guardarlo
Non è solo un cooking show: è una celebrazione delle diverse forme di talento culinario, un invito a ripensare chi “merita” di stare sotto i riflettori e una festa di sapori da ogni angolo della Corea.
La prima stagione di Culinary Class Wars non solo intrattiene, ma ti fa venire voglia di cucinare, viaggiare e scoprire i ristoranti dei protagonisti, tanti dei quali hanno visto la loro popolarità esplodere grazie allo show.
In sintesi?
👉 Da guardare assolutamente se ami le competizioni culinarie, le storie umane dietro ai piatti e vuoi un’esperienza televisiva che sa sorprendere, commuovere e deliziare. 🍜🌟
Immagina MasterChef e Squid Game che si fondono in un’arena culinaria senza precedenti: questo è Culinary Class Wars. Fin dal primo episodio, la prima stagione si presenta con una formula audace e originalissima: 100 chef competono per dimostrare che talento, creatività e passione possono sovvertire le tradizionali gerarchie della cucina.
🔪 Grembiuli neri vs Grembiuli bianchi
La divisione è netta e drammatica:
80 “Grembiuli neri” — cuochi poco conosciuti ma straordinariamente talentuosi, spesso autori di piatti incredibili in ristoranti locali, carrette del cibo di strada o piccole imprese familiari.
20 “Grembiuli bianchi” — chef celebri, molti con stelle Michelin o carriera internazionale.
Questa dicotomia non è solo estetica: è un vero e proprio scontro di mondi, di stili, di storie, che trascende il semplice cibo e parla di sogni, identità e perseveranza.
🍲 Una narrazione avvincente… con un cuore profondo
Il ritmo della stagione è altalenante: ci sono momenti di alta tensione, giudizi al buio che ribaltano le carte in tavola, e sfide che costringono chef di ogni estrazione a reinventarsi. Ma il vero punto forte sono le storie personali dei concorrenti — ogni piatto racconta qualcosa di più di una ricetta: parla di famiglia, sfide quotidiane, cultura locale e ambizione.
reality blurred
Il format usa anche tecniche interessanti, come assaggi alla cieca, per fare in modo che sia solo il gusto — e non la fama — a parlare.
⭐ Pro e contro
✅ Punti forti
Spettacolo visivo e culinario: le sfide sono innovative e sorprendentemente varie.
Empatia e storytelling: si ride, si resta col fiato sospeso e – a volte – si commuove.
Impatto culturale: il programma non solo ha scalato le classifiche globali di Netflix, ma ha anche rivitalizzato l’interesse verso la cucina coreana e i suoi protagonisti.
❗ Alcuni punti deboli
La mole di concorrenti e la durata di certe sequenze possono sembrare eccessive e rallentare il ritmo narrativo.
Per gli spettatori internazionali, il doppiaggio e i sottotitoli possono risultare talvolta limitati, soprattutto nei momenti in cui si vorrebbe conoscere meglio i cuochi emergenti.
🌍 Perché vale la pena guardarlo
Non è solo un cooking show: è una celebrazione delle diverse forme di talento culinario, un invito a ripensare chi “merita” di stare sotto i riflettori e una festa di sapori da ogni angolo della Corea.
La prima stagione di Culinary Class Wars non solo intrattiene, ma ti fa venire voglia di cucinare, viaggiare e scoprire i ristoranti dei protagonisti, tanti dei quali hanno visto la loro popolarità esplodere grazie allo show.
In sintesi?
👉 Da guardare assolutamente se ami le competizioni culinarie, le storie umane dietro ai piatti e vuoi un’esperienza televisiva che sa sorprendere, commuovere e deliziare. 🍜🌟
Was this review helpful to you?


