Quantcast

Details

  • Last Online: 14 hours ago
  • Location: Macondo
  • Contribution Points: 0 LV0
  • Roles:
  • Join Date: September 6, 2024
  • Awards Received: Finger Heart Award2 Flower Award2 Reply Goblin Award1 Dumpster Fire Award1 Lore Scrolls Award2 Drama Bestie Award2 Emotional Support Commenter2 Clap Clap Clap Award3 Tomato of Chaos1 Notification Ninja3 Emotional Bandage2 Reply Hugger2 Soulmate Screamer2 Big Brain Award1
Blossom through the Cloud chinese drama review
Completed
Blossom through the Cloud
3 people found this review helpful
by Blue eyes Samurai
3 days ago
24 of 24 episodes seen
Completed
Overall 6.5
Story 6.5
Acting/Cast 6.5
Music 6.0
Rewatch Value 1.0

Si vola a bassa quota..

Romance contemporaneo ambientato nel mondo dell'aviazione, con protagonista una donna che persegue il proprio sogno, interpretata da Sally / Liu Xiening, forse al suo primo ruolo da protagonista. Non manca il giovane CEO freddo e distaccato — che noia cosmica — interpretato da un bravissimo, anche se qui non si vede, Miles Wei.

Il primo episodio era promettente, sebbene presentasse qualche difetto tecnico nell'audio, poi, nel corso della serie, la qualità si è abbassata di un po', assecondando ormai le aspettative di questo 2026, anno nero dei drama: non se ne trova uno che superi la decenza diventando davvero bello, bello.

Ho trovato molto interessante la parte dedicata all'aviazione, specialmente sotto il profilo scenografico e fotografico, e ho apprezzato anche le musiche di accompagnamento, molto sentite, ma questo drama propone moltissimo materiale che non viene realmente approfondito: viene soltanto attraversato, tanto che non si può parlare propriamente di healing drama o di coming of age, non pienamente almeno. Il tema dell'abbandono, il trauma, le dinamiche genitori-figli, le diverse tipologie di relazione, le riflessioni sui rapporti sentimentali, le famiglie disfunzionali, i conflitti tra identità, carriera e relazioni, le considerazioni sul ruolo della donna e sul gender gap ancora presente a favore dell'uomo, TUTTO QUESTO non viene sviluppato fino in fondo, ma semplicemente sfiorato e poi abbandonato, perdendosi nella quantità generosa di scene slapstick e fan service che, ahimè, la serie propone, senza dimenticare il pubblico di destinazione, che spesso finisce per penalizzare anche il taglio da dare al lavoro.

L'estetica è molto curata, ma anche eccessivamente patinata e insistita: l'illuminazione sui volti esasperata, la pelle levigata e un effetto quasi "candy" contribuiscono a creare un'immagine troppo artificiosa dei protagonisti. Soprattutto nelle scene romantiche, l'eccesso di illuminazione finisce per spezzare il realismo della serie: sembra quasi che ogni momento debba necessariamente essere trasformato in un'immagine da copertina.

Anche la drammaturgia familiare aveva un ottimo potenziale, ma lo sviluppo è insufficiente. Il rapporto madre-figlia, in particolare, avrebbe meritato molta più profondità, perché avrebbe potuto fornire una chiave di lettura importante della personalità della protagonista e delle sue difficoltà relazionali.

Le interpretazioni sono buone, ma non sempre all'altezza delle capacità degli interpreti. Miles Wei è un ottimo interprete drammatico e proprio per questo è un peccato vederlo ridotto, per gran parte della serie, a due espressioni in croce: quella assorta e quella interrogativa. Ogni tanto emergono sprazzi di quello che sa realmente fare, ma sono troppo sporadici; quando chiede scusa, per esempio, o quando si dichiara, lì finalmente emerge un po' di vita, qualche crepa, una vulnerabilità sul volto del personaggio. Per il resto, la caratterizzazione monocorde di Fu Mingyu, forse anche per precise indicazioni registiche, rimane troppo piatta e in definitiva opaca.

Molto buona, invece, l'interpretazione di Sally nelle scene professionali. Ho sempre pensato che meritasse delle occasioni da FL e non mi ha delusa: ha lavorato sulla camminata, sulla gestualità e sull'atteggiamento da aviatrice, riuscendo a costruire una donna indipendente, autonoma, volitiva, quasi aggressiva. Peccato per le scene di addestramento che riprendono quelle di "Soldato Ryan", dove il taglio dei capelli, in un'atmosfera da bain de soleil, con la luce del tramonto sul viso, non crea quella sensazione di fatica e di sporcizia che aveva Demi Moore, piena di fango sul viso e tumefazioni sul volto, lasciando invece tutto troppo pulito, troppo estetizzato.

Molto meno efficaci le scene in cui deve mostrare vulnerabilità o l'amore per il protagonista: lì la caratterizzazione tende a semplificarsi ed emerge soprattutto il lato "spigoloso" di Ruan, mentre si percepisce molto meno la complessità di una donna ferita, di una bambina abbandonata che si porta dietro quelle ferite nelle relazioni adulte.

La regia, inoltre, insiste moltissimo sul fan service: slow motion, musica sparata a un volume spropositato, illuminazione esasperata e i due protagonisti che si guardano per trenta secondi mentre la scena viene dilatata per sottolineare il momento romantico. La musica, soprattutto, in alcune scene non sembra più un accompagnamento: sembra di assistere a un concerto. C'è un chiaro problema di gerarchia sonora: manca una calibrazione del suono capace di lasciare spazio ai dialoghi, ai rumori ambientali e alle emozioni degli attori. Spesso, inoltre, si sentono rumori che avrebbero dovuto essere eliminati in post-produzione, come il suono dell'acqua di una fontana nei primi episodi o quello delle spie e dei segnali di un'auto ( però hanno preso in prestito una Bentley Mulliner da 400 mila euro per mostrare l'agiatezza di Fu Mingyu, quando dico che la Cina preferisce mostrare che curare).

Miles Wei è però l'aspetto più deludente. La regia insiste continuamente sulle sue inquadrature laterali, sul profilo, sulla mandibola, sui primi piani, sulle corse e su ogni possibile angolazione che possa costruire il "belloccio" della situazione. Il problema è che, invece di sfruttare ciò che questo attore sa fare, sembra esserci un continuo tentativo di venderlo come qualcosa che non è. Miles Wei è gradevole, ha un volto molto simpatico, ma non è il classico protagonista dalla bellezza statuaria come Song Weilong, Deng Wei o Yan Yan. Se un attore è bravo, sfruttatelo, cavolo! Non dovete per forza venderlo come bello, sennò le bimbe non vi mettono i cuori.

Alla fine, quindi, è una serie che secondo me avrebbe potuto arrivare tranquillamente a un 7,5, perché aveva materiale, ambientazione e personaggi con potenzialità molto maggiori. Si è però persa per strada, soffocata dal fan service, dalla musica assordante e da un linguaggio registico che troppo spesso preferisce sottolineare l'emozione invece di mostrarla, lasciandola accadere. Per questo sostengo che si voli a bassa quota.

La chimica tra i due è naturale, ma, essendo lui seduttivo sin da subito, molte volte mi è sembrata forzata: la tensione era imposta, creata volutamente attraverso avvicinamenti studiati e inquadrature estetizzanti del volto anonimo di Miles nel tentativo di venderlo come l'Alain Delon di turno!!!!! Du' palle!!!

Gli scenari infantili tra alcuni protagonisti secondari hanno spezzato ulteriormente il realismo della serie, con tutta una serie di siparietti, battute demenziali, gigionerie; poi non mancano le scene da ubriachi, che giuro, la prossima volta che vedo un drama senza scene da hangover gli do 10 solo per quello, anche se fa schifo.

Eppure scenografie e scene di volo sono davvero fatte discretamente, specie l'atterraggio, accompagnato dalla musica di Lynden Arden, che evoca un senso di nostalgia e rimpianto attraverso un alternative pop atmosferico, dalla produzione molto morbida, malinconica e cinematica. Anche le informazioni trasmesse in cabina di comando sono interessanti e danno almeno un minimo di sostanza alla componente professionale.

Il Fly Pub, inoltre, ha uno stile europeo anni Trenta che mi è piaciuto moltissimo, mentre l'esterno rimanda a un continente che non è la Cina: un bel contrasto, che contribuisce a dare alla serie una dimensione più internazionale.

Le musiche, se escludiamo i decibel, sono tutte azzeccate. Per lo più non sono cinesi o comunque non hanno uno stile propriamente cinese: spaziano dall'ambient al lounge, al jazz, dando un tocco balearico ed esotico a una serie che parla di voli e spostamenti, anche se per lo più in ambito nazionale. Questo denota una certa apertura e soprattutto pertinenza rispetto all'idea di viaggio: mi è piaciuto questo tocco d'oltreoceano.
👀🌥️Trovate la playlist su Spotify selezionando il titolo inglese della serie.

In conclusione, è un'opera che si accontenta di poco e che, nel "miasma" delle produzioni di quest'anno, non aggiunge davvero nulla, né ce n'era bisogno, è un'opera che prende poco.
Ci sono lavori imperfetti che possono attirarmi per qualcosa, come "Amore sotto processo", per esempio, o "My Dearest Nemesis"; questo, pur avendo elementi interessanti, non è riuscito a prendermi più di tanto. L'ho finito in una quantità di tempo spropositata, ho guardato molte scene con distacco, come si guarda qualcosa di carino che però non ha abbastanza piglio: perché c'era troppo fan service, perché lei è una buona esecutrice ma è poco interprete, perché lui è bravo interprete ma qui ha fatto solo il belloccio, perché il loro percorso è sostanzialmente fatto di sguardi in slow motion e musica sparata, avvicinamenti, lui gentilissimo con lei e lei che lo maltratta (questa è la dinamica).

E poi c'è l'amica che somiglia ad Arisa del primo periodo e che recita malissimo, la fotografa è irritante e infantile da morire, fuori luogo al 90%, il rapporto con le altre figure è poco esplorato e approfondito. L'unica cosa che ho seguito con interesse sono stati i dialoghi e i confronti tra la protagonista e l'amica Xuan; poi il tasto skip, ogni tanto, è stato azionato, specie nei flashback o quando comparivano certi personaggi.

Con 6,5 mi sento generosa, perché l'apprendimento delle scene da pilota non è semplice ma non si vede granché eh, non immaginatevi un "Top Gun" o scene da cacciabombardieri, non fatevi illusioni.

Anche il matrimonio finale, pur essendo una delle scene più moderne e originali che si possano vedere in un drama, riguardando due persone alle quali non mi sono affezionata né immedesimata, l'ho guardato come si guarda una bella fotografia, una cartolina, senza provare alcunché. Ma quello, naturalmente, è soggettivo.
Il fatto stesso che io abbia scritto una recensione così laconica, soprattutto rispetto ai miei standard abituali, dovrebbe già dirvi qualcosa... forse questa è la sintesi più onesta del mio giudizio: una serie che mi ha dato molto meno da dire di quanto mi aspettassi, nonostante il potenziale avesse molto più da dire di quanto poi io abbia effettivamente scritto. Un'opera interessante, ma meno profonda di quanto i temi che accenna avrebbero permesso.

Lo consiglio? Solo ai fan sfegatati di Miles Wei, disposti ad amarlo anche nei suoi giorni più tristi.
Was this review helpful to you?