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The Youth Memories chinese drama review
Completed
The Youth Memories
8 people found this review helpful
by Blue eyes Samurai Emotional Support Viewer1
Oct 7, 2026
38 of 38 episodes seen
Completed
Overall 8.0
Story 8.5
Acting/Cast 7.5
Music 5.0
Rewatch Value 6.0

L' Elegia di un mondo che cambia...

Drama storico-sociale che attraversa un periodo cruciale della storia cinese, dalla fase finale della Rivoluzione culturale (1975) fino ai primi anni del nuovo millennio (2003-2005), caratterizzato da un tono nostalgico , che riprende alcune caratteristiche dalla struttura del drama familiare e di formazione.
Attraverso lo sguardo di Xiao Chunsheng, interpretato da un immenso Xiao Zhan che a tratti interviene anche come voce narrante, la serie segue un gruppo di ragazzi cresciuti in un complesso residenziale legato all'ambiente militare mentre cercano di ritagliarsi un posto nel mondo. Intorno a loro cambiano l'economia, la società, i valori; il mutamento si deposita nelle psicologie e nelle relazioni, i conflitti restano irrisolti, gli obiettivi si spostano, perfino i desideri si ridefiniscono. Il racconto di una giovinezza diventa così il ritratto di una generazione costretta a reinventarsi mentre il mondo che conosceva scompare piano piano.
Il riferimento che mi viene in mente è quello di Via col vento e Anna Karenina, dove la Storia non fa da fondale ma entra nelle vite dei protagonisti e ne modifica valori, rapporti e destini. Anche qui passa attraverso le persone, non solo attraverso gli eventi politici ma attraverso il modo in cui un nuovo sistema economico costringe ciascuno a ridefinire il proprio posto. La differenza è che il cinema deve condensare, mentre 38 episodi possono permettersi di dilatare il processo e analizzarlo nei dialoghi, nelle relazioni, nei percorsi individuali.
Se cercate una storia d'amore, c'è, ma è decisamente secondaria, e non aspettatevi desiderio, tensione romantica, innamoramento progressivo: il legame fra Chunsheng e l'amore della sua vita nasce da affinità, fiducia, amicizia, sostegno reciproco. Lui arriva a riconoscere in lei la persona con cui vuole condividere la vita, ma la serie mostra pochissimo del desiderio per questa donna, e per me questo aspetto è stato una grossa delusione. Detto questo, lo consiglio a occhi chiusi, perché è come assistere alla messa in scena di un grande romanzo sociale raccontato attraverso destini individuali.
La cosa più interessante è vedere come cambiano le coordinate del mondo: il lavoro, il sistema delle unità di lavoro, l'esercito, la casa, il denaro, il rapporto con la proprietà, i consumi, la mobilità sociale. Si passa da una società organizzata e protetta dal sistema a una in cui circolano liberamente denaro, beni e opportunità, ma anche speculazione, disuguaglianza, precarietà e responsabilità individuale. La serie mostra bene quanto questo destabilizzi chi lo vive, in particolare gli ex militari: persone che hanno investito anni in un sistema e che, quando quel sistema cambia, devono chiedersi cosa resti della propria identità. Spiega anche, mostrandolo, cosa sia stato il comunismo per i cinesi: non un'ideologia ma un sistema di vita, che stabilisce lavoro, abitazione, rapporti di comunità, gerarchie e perfino una parte delle aspirazioni. I personaggi crescono in un mondo in cui il posto nella società è relativamente definito e il valore personale non coincide ancora con la capacità di accumulare beni; il concetto di proprietà privata è diverso da quello occidentale, e per me è stato molto interessante vederlo. Con le riforme, il disarmo e l'economia di mercato l'equilibrio si rompe: ciò che garantiva appartenenza diventa un limite, ciò che si presenta come libertà apre possibilità e rischi insieme. Da questa ambivalenza nasce il tono nostalgico: il benessere porta con sé individualismo, disuguaglianza e la necessità di orientarsi/ inventarsi da soli.
Il punto di forza della sceneggiatura è la costruzione psicologica dei personaggi e la coerenza con cui le loro traiettorie interagiscono con i mutamenti sociali. Non ci sono buoni contro cattivi: ideali, fragilità, ambizioni e bisogno di sicurezza producono scelte diverse e quindi destini diversi. Lo stesso cambiamento storico è una possibilità per alcuni, una perdita d'identità per altri, un'occasione da sfruttare per altri ancora, e amicizia, amore, famiglia, lavoro, ambizione e denaro cambiano significato man mano che cambia il mondo.

Personaggi
-Hongling passa la vita a cercare stabilità e sicurezza e scopre che ottenerle sacrificando i sentimenti non significa essere felice.
- Ye Fang è ancora più interessante: cresciuta sotto il controllo della madre, lo riproduce nel rapporto con il marito e rifiuta la maternità proprio perché teme di diventare ciò che ha subito. È lucidissima nel leggere gli altri, quasi una Cassandra moderna, con il limite, tutto democratico, di non riuscire a prevedere il proprio destino.
Anche il gruppo degli amici maschili poggia su una dinamica felice: da ragazzi guardano Chunsheng come un fratello maggiore che protegge e guida; crescendo, quella figura diventa uno specchio in cui misurare il proprio valore, e da lì nascono insicurezza, competizione, corsa al denaro, bisogno di realizzarsi.
- Xiao Chunsheng è il vero centro morale della serie: luminoso, generoso, ostinatamente fiducioso e privo di macchie, aloni, qualsivoglia onta. Le sue scelte sono sistematicamente giuste anche quando sono sconvenienti o dolorose, e la serie insiste su questo: la strada più difficile, quella tortuosa, è spesso quella che alla fine "brilla". Rinuncia al vantaggio personale, mantiene la parola data, protegge gli altri, si prende responsabilità che potrebbe evitare, mentre il mondo intorno premia l'opportunismo. Il personaggio ha una dimensione quasi pedagogica, quasi la versione cinese dell' l'Émile di Rousseau, perché entrambi incarnano un ideale di formazione dell'individuo. Chunsheng però è inserito in una cornice sociale e collettiva molto più marcata: la sua integrità è una dimostrazione pratica di come attraversare una società in trasformazione senza perdere se stessi,alla fine infatti sarà il meno intaccato, il meno "mutato" di tutti. Qui emerge il lato più propagandistico della scrittura: moralmente non sbaglia mai, pecca solo di una iniziale invadenza dovuta a un eccesso di protezione, e perfino quando il successo economico diventa possibile il benessere vale solo se accompagnato da responsabilità, lealtà e utilità sociale.
- Tong Xiaomei è la sua controparte ideale, una "Sofia rousseauiana" fatta per essere la compagna adeguata di quell'uomo e di quell'etica. Intelligente, composta, autonoma, dignitosa, lo sostiene senza annullarsi e non trasforma il proprio amore in una richiesta di ricompensa. Attraverso di lei la serie propone un modello preciso: non l'amore impulsivo, fondato su attrazione e intensità, ma uno più placido e durevole, che nasce da gratitudine, fiducia, affinità elettive, desiderio del bene dell'altro e capacità di restare quando arrivano le difficoltà, la scelta quotidiana dell'esserci. Il contrasto con Hongling è significativo: la "bella del quartiere", immediatamente visibile e desiderabile (il casting però non me l'ha reso convincente), cerca sicurezza e posizione, sacrifica ciò che ama per costruirsi una vita più solida. Il risultato è quasi paradossale: ottiene la sicurezza, non la felicità, perde l'amore e si ritrova nella solitudine e nella sterilità della condizione scelta. Xiaomei è l'opposto: non cerca sicurezza attraverso l'uomo, non sfrutta la vulnerabilità di Chunsheng, non chiede servigi, li offre.
Il problema è che questa seconda forma d'amore è raccontata più come tesi che come esperienza erotico-sentimentale, ed è probabilmente il motivo per cui la romance lascia perplessi: capiamo perfettamente perché Chunsheng e Xiaomei siano la coppia ideale, ma vediamo molto meno quando lui cominci a desiderarla come donna. La sceneggiatura dimostra compatibilità, gratitudine, fiducia; il desiderio lo accenna soltanto. Come modello etico la coppia funziona, come storia d'amore molto meno.
Ci si lamenta spesso che le protagoniste femminili siano apatiche e passive, donne scelte che raramente scelgono. Xiaomei è, per me, l'esatto opposto: ama attraverso le proprie scelte e rappresenta un amore totale senza trasformarlo in annullamento di sé. Per rendere felice l'uomo che ama aiuta un'altra donna a stargli vicino, perché sa che a Chunsheng piace; si prende cura del padre malato di lui e cerca di alleggerirgli il peso che porta sulle spalle; quando lui viene ferito gli corre incontro e mette in secondo piano il lavoro per assisterlo nella riabilitazione; quando la macchina per la stimolazione magnetica destinata a lui viene minacciata, si fa picchiare pur di non cederla. Eppure non è mai una vittima: fa, non fa fare; decide, non viene trascinata; si assume le responsabilità, non le appalta. La sua presenza è spesso silenziosa, mai passiva, e sceglie di restare accanto a un uomo che, in quel momento, non la vede ancora come lei vorrebbe. Rispetto alla protagonista di Lighter & Princess trovo una differenza sesquipedale: non comunica mai «ti amo, quindi accetto tutto». Con la famiglia non ha bisogno di prevaricare: prende decisioni, sostiene le sue convinzioni e resta coerente fino a conquistarsi il rispetto altrui. Questa, per me, è la vera donna alfa: non quella che domina, ma quella con un rigore morale così alto da imporre rispetto e la massima considerazione dell'uomo che prima non la vedeva. Il suo amore è dignitoso perché non si umilia, non insegue, non si mette "a 90" per farsi scegliere; fa ciò che fa perché lo ritiene giusto, non per comprarsi l'amore di lui. Non ha dovuto farsi più piccola per essere amata: è rimasta la donna che era, autonoma, determinata, leale, capace di amare profondamente senza smettere un istante di appartenere a se stessa. È l'unica donna in 180 lavori che stimo senza riserve e a cui non posso avvicinarmi.

Scenografia (9,8/10)
Uno dei punti di forza più marcati: curatissima, ricca di dettagli e funzionale alla ricostruzione dell'epoca. La ricerca è stata minuziosa, dalle abitazioni dei vari nuclei familiari agli hutong, dal vecchio ghiaccio di Shichahai agli oggetti quotidiani, e il team ha persino ricreato con la stampa 3D oltre 50 bicchieri da birra dell'epoca. Molto efficace anche l'evoluzione di ambienti e oggetti negli anni: case, abiti, automobili, biciclette, telefoni e beni di consumo diventano indicatori visivi della trasformazione sociale. E Shichahai non è uno sfondo ma il vero spazio simbolico della serie, il luogo dell'infanzia a cui i personaggi tornano idealmente quando il mondo è ormai cambiato.

Limiti
Molti dialoghi diventano proclami, con un tono enfatico che spezza la verosimiglianza: i personaggi sembrano parlare per esporre una tesi sulla società più che per comunicare tra loro, e questo appiattisce la resa emotiva di alcune interpretazioni. La prima parte è decisamente più dinamica, con azione, conflitti, esercito, bande, incidenti e avventure; nella seconda il ritmo rallenta moltissimo e per parecchie ore gli accadimenti vivono più nei dialoghi che nelle azioni.
🎥Sul piano tecnico la regia è statica, anche se funzionale; la colonna sonora è sorprendentemente scarna, con una fisarmonica ricorrente che accompagna tutto, mentre il violino della storia non dà sempre l'impressione di essere suonato davvero (l'arco è sempre parallelo alle corde, mai inclinato nei glissandi).
💄 I trucchi dell'invecchiamento sono tra i punti più deboli: alcuni personaggi sono semplicemente "imbruttiti" e diversi sembrano invecchiare pochissimo dal 1975 al 2003.
C'è poi l'ambivalenza di una serie così presa dal raccontare la trasformazione sociale da assumere a tratti un tono quasi propagandistico: resta una nostalgia per il vecchio ordine e le sue certezze, fino a suggerire chiaramente il "si stava meglio quando si stava peggio". Una prospettiva interessante, che sarebbe stata più efficace lasciata emergere dalle vicende invece che spiegata in lunghi discorsi.
Le interpretazioni sono ottime per Xiao Zhan, Li Qin e la sorella del ML, buone o discrete per gli altri, appena sufficienti per l'attrice che interpreta Ye Fang e l'attore che interpreta Chen Hojun.
Nonostante tutto, WDB resta un lavoro interessante perché permette di vedere un Paese trasformarsi attraverso le persone che lo abitano: cambiano il paesaggio, i rapporti di potere, le aspirazioni, il significato del lavoro e del denaro, persino le idee di famiglia e di felicità.
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