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My Dear Guardian chinese drama review
Completed
My Dear Guardian
7 people found this review helpful
by Blue eyes Samurai
13 days ago
40 of 40 episodes seen
Completed
Overall 5.0
Story 4.5
Acting/Cast 6.5
Music 5.0
Rewatch Value 4.0

Quando il fanservice indossa il camouflage...

Un military medical drama che intreccia mondo militare, narcotraffico, medicina e romance, con due protagonisti dalla forte presenza scenica. Gli ingredienti per un drama avvincente c'erano tutti: il problema è come vengono dosati e amalgamati.
La serie salta da momenti riusciti a situazioni che mettono a dura prova la credibilità, senza riuscire a integrare davvero i tre generi. Dove servirebbe uno sviluppo coerente, arriva una coincidenza artificiosa; dove occorrerebbe approfondire i sentimenti, spunta la battuta romantica preconfezionata; e quando l'intreccio criminale dovrebbe chiarirsi, si accumulano nomi, intermediari e rivelazioni, forse complicati anche da traduzioni approssimative su Viki.
Il risultato è una serie a tratti godibile, che però chiede allo spettatore molta più indulgenza di quanta ne ripaghi, soprattutto sul piano del coinvolgimento emotivo e del payoff, romantico e morale.
La storia criminale è uno dei punti più problematici, l'intreccio è articolato però la complessità richiede ordine, chiarezza e una distribuzione intelligente delle informazioni. Qui, invece, si accumulano personaggi secondari, soprannomi, identità false, intermediari e collegamenti fra organizzazioni criminali che non sempre vengono presentati in modo sufficientemente riconoscibile, ed io ho seguito lavori e film più complessi di questo (mouse per esempio).
Si finisce per dover ricostruire autonomamente chi sia chi, quale rapporto esista fra i diversi criminali e perché un determinato personaggio sia importante per l'indagine. Non è il piacere di ricomporre un puzzle narrativo: è la sensazione di aver perso un'informazione che la serie ha presentato in un modo e diversi episodi dopo in un altro.
Anche la logica interna degli eventi è fragile. Alcune situazioni sembrano costruite per condurre i personaggi esattamente dove la sceneggiatura vuole portarli, anziché derivare naturalmente da plausibili decisioni.
Il problema si estende alle sequenze mediche. Alcuni interventi vengono rappresentati in condizioni impossibili, come procedure cardiache estremamente complesse eseguite in un ambiente improvvisato, senza che vengano mostrati in maniera plausibile i necessari supporti anestesiologici, trasfusionali e di monitoraggio ad esempio. La licenza drammatica non può sostituire ogni requisito minimo di verosimiglianza.
La sceneggiatura mostra inoltre una certa incoerenza nella costruzione psicologica: Xia Chu, per esempio, associa il mondo militare al trauma legato alla scomparsa di Zhuo Ran, che voleva dedicarsivi, ma continua a coltivare un legame con lui attraverso i romanzi polizieschi che lui le aveva fatto conoscere, una contraddizione in termini che la serie non mi spiega; non vuoi sentire parlare dei militari per il tuo ex ma leggi i gialli per sentirti vicina a lui , e compri ogni uscita per vedere se compare il nome di lui? 🤌🏾
Lo stesso vale per i rapporti fra i personaggi. Alcune rotture, riconciliazioni e decisioni importanti vengono risolte troppo facilmente, come se fosse sufficiente una scena emotiva per cancellare ciò che è accaduto prima.

La componente romantica sembra essere uno degli obiettivi prioritari della serie eppure insiste continuamente sulla vicinanza dei protagonisti senza riuscire sempre a rendere percepibile la profondità del loro rapporto.
Molte situazioni sembrano concepite prima di tutto per offrire allo spettatore un momento di fanservice ma da subito. Gli eventi vengono piegati alla necessità di far incontrare i protagonisti, farli toccare, mostrarli mentre si proteggono o creare un'occasione per un gesto romantico. La scena in cui Xia Chu si ferisce a una gamba a causa di una sedia lanciata nel corridoio, per poi essere portata in braccio da Muze, è emblematica di questa tendenza: l'episodio sembra esistere soprattutto per produrre solo del fanservice da 4 soldi che sostituisce lo sviluppo del rapporto. I protagonisti si comportano spesso come una coppia prima ancora che la relazione sia stata costruita in modo convincente.
Anche le dichiarazioni romantiche non sempre funzionano. In alcune scene, Mu ze sembra pronunciare battute sentimentali più che esprimere un sentimento: le parole sono quelle ma manca il trasporto necessario a renderle autentiche, la sua espressione è la stessa, infatti viene occultata da prospettive intelligenti sul volto espressivo di lei e di taglio sul volto di lui mentre ripete battute con convizione 0. E lo capisco, perchè certe frasi sono così banalotte che anche io sarei scoppiato/a a ridere se mi fossi trovata/o in situazione. La recitazione appare talvolta meccanica, come se l'attore stesse eseguendo una battuta prevista dalla sceneggiatura anziché reagire emotivamente alla persona che ha davanti. E' un attore molto più a suo agio quando deve fare, che quando deve dire.
Huang Jingyu possiede una presenza scenica notevole e sa rendere efficaci i momenti di contatto, le provocazioni e i gesti di protezione. Tuttavia, la capacità di sostenere una scena attraverso la fisicità non coincide automaticamente con la capacità di trasmettere vulnerabilità, desiderio o intimità.

C'è poi un aspetto meno innocuo del romanticismo proposto: Muze tende spesso a decidere che cosa sia meglio per Xia Chu, a imporle la propria protezione e a trattarla con un atteggiamento paternalistico. La serie presenta questi comportamenti come manifestazioni d'amore, senza interrogarsi abbastanza sul confine fra premura e controllo. Il fascino fisico del personaggio contribuisce a rendere romantici atteggiamenti che, se messi in bocca a un protagonista meno attraente, potrebbero apparire meno desiderabili.
Questo ci tengo a precisarlo perché ho letto molte recensioni che lamentano lo starnazzare di lei, quando io ho trovato lui più fastidioso, con questo atteggiamento da padre padrone che impone, minimizza, invalida e tratta gli altri con indifferenza o arroganza. Ora, comprendo che lei effettivamente non sia un personaggio che evochi chissà quale fiducia in termini di autonomia però confido ancora che ci sia un modo meno esuberante di dire e suggerire, senza imporre alcunché.
Il fanservice finisce così per avere un peso sproporzionato: la serie cerca continuamente di convincere lo spettatore che i 2 protagonisti siano una coppia irresistibile, senza convincere del tutto.

Interpretazioni e caratterizzazione🎭
Li Qin è un'attrice abile e versatile ma il personaggio è scritto in modo discontinuo. La protagonista viene spesso presentata come impulsiva, ingenua e incline a decisioni avventate, senza che queste caratteristiche vengano sempre approfondite o producano un'evoluzione finale che mi dia un qualche sollievo. Non è un problema che commetta errori: è un problema quando questi sono fini a se stessi e all'evoluzione della trama, inoltre è una sorta di dottor house in erba ma a livello relazionale non si mostra diffidente, come giustamente fa, in ambito medico??? 🤌🏾
Il suo rapporto con Mi Gu è un esempio significativo. Dopo quanto accade con Zhuo Ran e la manipolazione delle pillole, la riconciliazione fra le due donne arriva con una facilità che non rende giustizia alla gravità della vicenda. La serie sembra più interessata a ripristinare un rapporto utile alla trama che a esplorare la perdita di fiducia, la rabbia e le conseguenze di un tradimento.
Tuttavia non è così insopportabile come le recensioni vorrebbero dipingerla, ha capacità di analisi e conoscenza di sé, è aperta e condivide i suoi sentimenti e la sua weltanschauung con gli altri, interessanti i dialoghi sulla riflessione medica e sull'idealismo della professione, abbastanza profondi i confronti col suo professore o con Muze.
Huang Jingyu invece ha una presenza fisica che funziona molto bene nelle scene d'azione e nei momenti in cui il personaggio può comunicare attraverso la postura o il contatto, quando deve comunicare con lo sguardo è discontinuo, in alcune riprese, se sente la scena il suo sguardo è dolce, quasi timido, di vulnerabilità ne ho vista poca comunque; è meno convincente quando il testo gli affida dichiarazioni emotive che avrebbero bisogno di maggiore naturalezza e profondità, avvertivo una distanza fra la fisicità dell'attore e la qualità delle scene sentimentali che deve interpretare.
Anche la caratterizzazione di Shaoxue, la cugina di Muze, è problematica. La serie le attribuisce l'ADHD, ma la rappresentazione si affida spesso a comportamenti esagerati, provocatori e teatrali, senza costruire con sufficiente coerenza il funzionamento del personaggio. Shaoxue finisce per sembrare un insieme di comportamenti estremizzati, più che una persona con una psicologia riconoscibile. Invece, il personaggio viene spesso utilizzato per creare situazioni comiche o per mettere in evidenza il ruolo protettivo di Muze. È una rappresentazione superficiale, che rischia di trasformare una diagnosi in un espediente narrativo, inoltre c'è una considerevole confusione tra ADHD e funzionamento oppositivo di tipo istrionico.

Mi Gu è una delle caratterizzazioni femminili più esasperanti che mi sia capitato di vedere in un drama. Si infatua di un uomo che conosce appena, scambia manipolazione e bugie per una storia d'amore e si lascia trascinare in situazioni assurde senza mai fermarsi a ragionare. Il cosiddetto fidanzato, il grand villain, ha tutto il fascino di una copia Temu in versione mini di Vengo Gao: un'imitazione sbiadita, e lillipuziana, che pretende di vendersi come uomo di grande fascino, con un taglio realizzato da un tosaerba scassato e di un marrone improbabile, cacovisivo quanto la ceramica di un cesso anni '80.
Mi gu è invece un trionfo di stupidità, i cui ormoni sono un insulto per chiunque ambisca a chiamarsi donna e si pretende che si accetti la sua stupidità come ingenuità romantica ma quando tutto viene a galla, lady Dementia, non sembra aver imparato granché. Più che una donna innamorata, sembra che la sceneggiatrice abbia preso una di quelle pasticche 3D da Zhuo Ran... .

Musica
La colonna sonora accompagna senza dare una vera identità emotiva alla serie. In diversi momenti sembra del tutto fuori luogo, nelle scene di azione, con l'adrenalina al massimo parte la canzoncina romantica con stile neomelodico??? FOLLIA! C'è esigua varietà dei brani inoltre, esattamente come la scrittura non aveva materiale per 40 episodi, la ost andava bene per un film di basso livello.

Revisione del comparto tecnico
La regia alterna momenti efficaci, soprattutto quando sfrutta la fisicità degli attori e costruisce sequenze dinamiche senza appesantirle. Il contesto militare offre interessanti possibilità visive e alcune scene mantengono una buona energia. Anche il montaggio e le inquadrature si rivelano funzionali: anziché mostrare le sequenze dei combattimenti nella loro interezza, la macchina da presa frammenta l'azione, concentrandosi su singole parti del corpo e dettagli ravvicinati. Una scelta che restituisce dinamismo, ma che al tempo stesso maschera la scarsa fluidità dei movimenti e le incertezze esecutive degli attori non professionisti nelle scene d'azione.
La qualità, tuttavia, è discontinua: la presenza di armi, esplosioni e ferite non basta a produrre tensione se il risultato visivo non convince. La serie sembra talvolta affidarsi all'intensità apparente della situazione anziché alla precisione con cui viene costruita. Una scena può essere rumorosa e movimentata senza risultare davvero coinvolgente: per funzionare ha bisogno di ritmo, chiarezza spaziale, conseguenze percepibili e un montaggio che permetta allo spettatore di capire ciò che sta accadendo.
La scenografia è abbastanza buona: gli ambienti sono curati e contribuiscono a dare alla serie un aspetto visivamente gradevole. Le location, gli interni e l'organizzazione degli spazi offrono una cornice credibile per il mondo militare e per le diverse ambientazioni della storia, tuttavia c'è un numero contenuto di ambienti ospedalieri (sala- corridoio-ascensore- parcheggio esterno). Stessa cosa dicasi per la caserma.
La fotografia è complessivamente discreta e sa valorizzare la presenza dei protagonisti e gli ambienti. L'immagine è spesso gradevole, con una resa visiva che sostiene bene la componente romantica e quella militare. È una fotografia funzionale e piacevole, ma non sempre abbastanza incisiva da distinguere i momenti importanti o conferire loro una maggiore intensità.
Il montaggio è ottimale nelle scene d'azione, non in tutte, ma alcune hanno una qualità produttiva notevole.
Il ritmo è diseguale. Le scene costruite per il fanservice possono dilatarsi oltre il necessario, mentre alcuni passaggi investigativi o psicologici avrebbero necessitato di una quantità maggiore di scene per essere compresi e assimilati. La parte circa il passato di Xia Chu e Zhuo Ran inoltre è molto , troppo esigua e superficiale.
La post-produzione è uno degli aspetti più discontinui, soprattutto nelle scene d'azione. Alcuni effetti delle ferite e degli spari risultano poco convincenti: in certe sequenze il sangue esplode con un effetto che ricorda più una partita di paintball che una sparatoria.

Dear Military Uniform non è una serie orrenda: ha una scenografia discreta, alcuni dialoghi di spessore, e diverse sequenze d'azione efficaci. Il problema è la distanza fra ciò che si proponeva e la qualità con cui è riuscita a realizzarle. Penalizza anche un certo tono propagandistico con sfumature etnocentriste troppo scoperte.

La sceneggiatura è il punto debole principale. L'intreccio criminale è difficile da seguire non perché sia particolarmente sofisticato, ma perché i collegamenti fra personaggi ed eventi non vengono sempre resi chiari; la caratterizzazione psicologica è discontinua; le situazioni mediche sono realizzate malissimo, il romance, infine, non è riuscito a far arrivare una grande tensione tra i due né ho avuto il sospetto che potessero piacersi davvero.

La sensazione è quella di una serie che punta tutto sul fascino del ML, su un picchioduro che, rispetto al penzolamento acrobatico dei cavi nel kung è persino apprezzabile, e su una generosa distribuzione di fanservice, sparatorie ed eventi ad alto impatto. Insomma, il reparto "attrazioni" funziona; peccato che quello della sceneggiatura sembri gestito da uno studente lasciato solo durante la pausa pranzo. Coerenza, sviluppo psicologico, tensione narrativa e autenticità emotiva vengono sacrificati sull'altare dell'effetto immediato: basta che lui sia bello, che qualcuno spari e che ogni tanto ci scappi una scena romantica, possibilmente con un trasporto emotivo paragonabile a quello di un citofono gracchiante.

Il risultato è un prodotto visivamente curato a tratti, ma narrativamente fragile, come una sagoma di carta velina in un poligono di tiro. Per seguire certe sottotrame bisogna chiudere un occhio, poi l'altro, finché non si finisce per guardare la serie con una benda da pirata: a quel punto, però, viene da chiedersi se non sia più onesto arrendersi all'arrembaggio.
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