Jung Eun Chae join hands with Ryu Seung Ryong in a new novel based comedy K-drama! Ambientato a Seoul nel 1987, periodo di grandi rivolte studentesche in Sud Corea, racconta la storia d'amore tra lo studente Im Soo Ho e la studentessa Eum Young Cho. Dopo essersi innamorata di lui a prima vista in un incontro sociale, la vivace Eun Young Cho lo incontra di nuovo nel suo dormitorio e lo aiuta a nascondersi dai suoi inseguitori. Pi Seung Hee è la notoriamente severa e terrificante capo casa del dormitorio di Young Cho, mentre Kye Boon Ok è un operatore telefonico del dormitorio che ha dovuto rinunciare a un'istruzione universitaria a causa delle condizioni finanziarie della sua famiglia. Lee Kang Moo è l'implacabile capo del Team 1 del National Intelligence Service (NIS), che insiste sempre per fare tutto secondo le regole. Nel frattempo, Jang Han Na è un'agente NIS impulsiva e irascibile che è appassionata del suo lavoro. (Fonte: dailykdrama) Modifica la Traduzione
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- Titolo Originale: 설강화
- Conosciuto Anche Come: Ghiocel , Seolganghwa , Seolkanghwa , Sulganghwa , Sulkanghwa , Підсніжник , Подснежник , زهرة الثلج , 雪滴花
- Sceneggiatore: Yoo Hyun Mi
- Regista: Jo Hyun Taek
- Generi: Romantico, Drama, Melodramma, Politico
Dove Guardare Snowdrop
Cast & Ringraziamenti
- Jung Hae In Ruolo Principale
- Kim Ji Soo Ruolo Principale
- Jang Seung Jo Ruolo Principale
- Yoo In Na Ruolo Principale
- Yoon Se Ah Ruolo Principale
- Kim Hye Yoon Ruolo Principale
Recensioni
Hostage thriller & satira politica. Oltre la romance: vi spiego quello che nessuno ha scritto.
Snowdrop IN VERITA' è un hostage thriller, una satira politica e un laboratorio del potere. Oserei dire che la componente romantica è fortemente sbilanciata, presente ma al 30%.Come serie tv è probabilmente uno dei drama che mi ha fatto cambiare idea più volte durante la visione. Sono partita pensando di trovarmi davanti a una delle tante storie romantiche idol-centriche osannate dal fandom e, nei primi episodi, ero persino tentata di abbandonarlo. Il romance non mi coinvolgeva, la chimica tra i protagonisti mi sembrava debole e il ritmo era estremamente dilatato.
Eppure, episodio dopo episodio, ho iniziato a rendermi conto che stavo guardando la serie dalla prospettiva sbagliata, perchè Snowdrop* non è semplicemente una storia d'amore (o avrei droppato al quarto).
È un hostage thriller costruito su un impianto politico, con una forte componente di satira del potere, alla maniera dei grandi registi moderni.
Ed è questo l'aspetto che, a mio avviso, merita davvero attenzione.
Il vero protagonista è il potere, o meglio, il modo in cui la serie rappresenta il potere: ogni personaggio cerca continuamente di dominare qualcuno e, nello stesso tempo, subisce il dominio di qualcun altro.
È una dinamica che si ripete ossessivamente a tutti i livelli delle varie gerarchie sociali rappresentate.
Sul piano internazionale assistiamo allo scontro tra Corea del Nord e Corea del Sud, che utilizzano gli esseri umani come semplici pedine sacrificabili. All'interno dell'ANSP i superiori schiacciano gli inferiori, salvo poi vedere questi ultimi trasformarsi, una volta ottenuta una promozione, in copie dei loro stessi oppressori (rappresentate in modo volutamente grottesco e caricaturale). Il personaggio di An è emblematico: da uomo quasi ridicolo e servile assume progressivamente atteggiamenti sempre più autoritari, cambia linguaggio, postura, modo di relazionarsi con gli altri.
Lo stesso meccanismo si ripete tra i politici, che si tradiscono, si ricattano e si usano reciprocamente. Persino le mogli dei politici riproducono una gerarchia ferocissima: la " ape regina" domina le altre, ma appena perde potere viene immediatamente aggredita da chi fino al giorno prima le era sottomessa.
La dinamica continua persino nel dormitorio: la cantante esercita il proprio potere sociale su Bun-ok, la centralinista. Bun-ok, appena intravede una possibilità di rivalsa, inizia a bullizzare Young-ro e la stessa cantante. È un ciclo continuo di sopraffazione.
Per questo motivo considero Snowdrop quasi un piccolo laboratorio psicologico sul potere.
La serie mostra con grande lucidità come chi viene umiliato non diventi necessariamente più empatico. Molto spesso, appena ne ha l'occasione, riproduce sugli altri lo stesso schema di dominio che ha subito. Questa è probabilmente la riflessione più interessante dell'intera opera ed è il motivo della mia alta valutazione nonostante tutte le falle.
La satira politica che funziona 👌🏼
Molti personaggi politici sono volutamente caricaturali. All'inizio questo mi aveva infastidita, ma andando avanti ho capito che quella scelta non nasceva da incapacità, bensì da una precisa volontà satirica.I politici discutono continuamente di consenso, elezioni, prestigio personale e lotte interne mentre decine di ostaggi rischiano la vita. Le mogli credono agli indovini, si convincono di assurde profezie sulle "tredici vergini" e prendono decisioni completamente scollegate dalla realtà.
Sono scene volutamente grottesche, e molte finali ricordano un po' i codici teatrali del teatro dell'assurdo.
La serie sembra suggerire che il vero potere non sia solo crudele, ma anche profondamente ridicolo. È una satira feroce dell'élite politica.
La sceneggiatura ambiziosa 📓
Ho apprezzato molto l'idea generale. L'intreccio politico è decisamente più ambizioso della media dei drama romantici. Le alleanze cambiano continuamente, nessuno è realmente innocente e tutti sembrano disposti a sacrificare qualcun altro pur di sopravvivere. Mi è piaciuto anche il modo in cui alcuni dettagli vengono seminati con largo anticipo.
Ad esempio il custode apparentemente innocuo, mostra fin dai primi episodi elementi che fanno sospettare un ruolo molto più importante. Sono piccoli indizi che invitano lo spettatore più attento a formulare ipotesi.
Dove la sceneggiatura perde credibilità 🙂↕️
Nonostante l'ottima idea di fondo, la serie presenta alcune scelte narrative che mi hanno convinta poco.
La prima riguarda il rapimento del professor Han. Successivamente viene rivelato che Su-ho conosce già la situazione del figlio del professore e può usare questa informazione per convincerlo a collaborare. Questo rende il precedente tentativo di rapimento molto meno convincente, perché il ricatto psicologico appare una strategia decisamente più efficace e meno rischiosa rispetto a un'operazione armata con morti e feriti.
Un altro punto debole riguarda Tae-dong.
Nel momento in cui decide di tornare in Corea del Nord per salvare la sorella, il ragionamento mi è sembrato poco coerente.Sa perfettamente che gli agenti falliti vengono eliminati e conosce troppi segreti per essere lasciato vivere. La serie aveva già spiegato che, morendo come martire durante la missione, la sua famiglia sarebbe stata protetta. Di conseguenza il suo ritorno appare una scelta meno logica e meno sicura rispetto al sacrificio immediato.
E tanti altre soluzioni mi sono sembrate logicamente poco plausibili. Ci sono poi alcuni momenti in cui il realismo fisico viene completamente sacrificato. Ferite gravissime vengono superate con una facilità difficilmente credibile, personaggi in condizioni disperate continuano a combattere come se nulla fosse e alcune scene sembrano appartenere più al melodramma che al thriller.
Il romance è la parte meno riuscita 🖤
È proprio qui che la serie, secondo me, mostra il suo limite principale. Non sono riuscita a percepire una reale chimica tra i protagonisti. Il problema non è tanto l'idea dell'amore impossibile, quanto la sua costruzione. Molte svolte emotive mi sono sembrate poco preparate, senza un percorso reale che porti da A a C, si salta il passaggio intermedio.
Il rapporto tra Su-ho e Young-ro viene spesso raccontato attraverso rallenty, primi piani, musica romantica e lunghe sequenze contemplative, ma raramente ho avuto la sensazione che il loro legame poggiasse su qualcosa. Paradossalmente ho trovato molto più profondo e di spessore il legame con la Dottoressa Kang.
È come se la regia cercasse continuamente di suggerire emozioni che la sceneggiatura avrebbe dovuto costruire con maggiore gradualità.
Interpretazioni 🎭
Anche il cast mi ha lasciato impressioni contrastanti. Jung Hae-in funziona molto meglio nelle scene thriller che in quelle romantiche, è questa la sua cifra ora l'ho capito.
Il suo personaggio acquista spessore quando emergono il conflitto morale, il senso del dovere e la tensione politica. Tra le interpretazioni migliori metto anche Joo, Kang Cheong-ya e Bun-ok ( non è un'attrice di livello ma ho toccato con mano la sua bravura più qui che in lovely runner e altre scempiaggini rom com dove è sempre la stessa). Pur essendo uno dei personaggi che ho detestato di più, è interpretata con sufficiente credibilità da risultare realmente irritante.
Al contrario, molte interpretazioni secondarie mi sono sembrate eccessivamente enfatiche. Politici, mogli e diversi personaggi istituzionali finiscono spesso per sfiorare la caricatura. Per quanto riguarda Jisoo, ho trovato convincente la leggerezza iniziale del personaggio, la tempra, la sua agency, ma decisamente meno efficace la gestione delle scene più drammatiche.
Una storia con un simile peso emotivo avrebbe probabilmente beneficiato di un'interprete con maggiore esperienza. Non ha dato al suo personaggio spessore, agency, credibilità, plausibilità, ha solo, purtroppo devo dare ragione alle varie recensioni qui dentro, PIANTO. Quando apprende di notizie traumatiche piange e corre, pessima, non doveva iniziare con un ruolo così difficile e la regia doveva chiederle qualcosa in più.
ASPETTI TECNICI ( NESSUNO LI HA SPIEGATI, TE LO SPIEGO IO) 🎞️ 🎥
Dal punto di vista tecnico, è una serie di buon livello, ma non sempre la regia riesce a valorizzare il materiale narrativo.La fotografia è elegante e la ricostruzione degli anni Ottanta è molto curata. Gli interni del dormitorio, gli uffici dell'ANSP e gli ambienti istituzionali restituiscono un'estetica coerente e riconoscibile, contribuendo a creare un'identità visiva forte.
La regia alterna con efficacia le sequenze di tensione a momenti più intimi, ma mostra anche alcuni limiti stilistici. In particolare fa un uso molto frequente di primi piani, rallenty e inquadrature estremamente ravvicinate degli occhi e dei volti. In alcuni casi questa scelta funziona e amplifica il conflitto interiore dei personaggi; in altri, invece, appare più come un esercizio di stile che come una reale esigenza narrativa. Alcune inquadrature sembrano ricercare l'impatto estetico senza aggiungere nuove informazioni.
Quando invece si passa ai momenti passati dei personaggi il formato pellicola cambia, fateci caso.
Se vi chiedete perché vi sono tre ragioni plausibili per la modifica del rapporto d'aspetto (aspect ratio): l'immagine si restringe lateralmente, dando la sensazione di diventare più "quadrata". Inoltre cambia anche la resa dell'immagine, che appare leggermente più morbida e con una grana diversa.
Lo scopo è segnalare immediatamente allo spettatore che siamo in un altro tempo narrativo, senza bisogno di didascalie tipo "tre anni prima". È un linguaggio cinematografico: appena cambia il formato, il cervello capisce che è un ricordo o un evento passato.
Il secondo scopo , secondo me, è evocare la memoria. Un formato più stretto richiama inconsciamente fotografie, vecchie pellicole, filmati d'epoca. Dà ai ricordi un carattere più intimo e "chiuso", quasi come se fossero incorniciati.
Il terzo riguarda il significato psicologico. Il presente, girato in widescreen, appare più aperto e caotico; il passato, invece, è più ristretto, come se il personaggio fosse imprigionato nel ricordo. È una metafora visiva piuttosto elegante.
Paradossalmente, a volte, nelle scene in cui sarebbe stato utile soffermarsi maggiormente sulle espressioni degli attori, la regia sceglie spesso di non farlo, lasciando alcune emozioni soltanto suggerite invece che realmente vissute. Molte scene riprendono il personaggio visto di spalle o da angolature particolari, questo corrisponde ad una scelta estetica e ad un sottotesto: guardarsi le spalle, il personaggio è minaccioso , ambiguo, non ha buone intenzioni.
Anche il montaggio risente della durata complessiva della serie. Molte sequenze risultano dilatate oltre il necessario e alcune trattative si protraggono per diversi episodi, con una fisiologica perdita di tensione narrativa. Personalmente ritengo che un hostage thriller di questo tipo avrebbe tratto beneficio da una durata più contenuta.
La colonna sonora accompagna con discrezione la narrazione senza risultare particolarmente memorabile. I brani orchestrali utilizzati durante le fasi thriller funzionano e sostengono efficacemente la suspense.
Nel complesso assegno alla regia 8/10: elegante dal punto di vista visivo e tecnicamente solida, ma talvolta troppo compiaciuta nella forma e poco incisiva nel raccontare le emozioni.
Nel complesso ho deciso generosamente , nonostante i difetti, di dare un 8/10
Non perché lo consideri un capolavoro privo di difetti. Anzi. E' eccessivamente lungo , diluito e la visione mi è risultata spesso faticosa, non l'ho divorato e alcuni episodi mi hanno annoiata, ho persino premuto il tasto avanti nelle scene romantiche, mi sono sembrate un voltafaccia improvviso. Il problema di questo lavoro è che segue troppo la sceneggiatura: riesci proprio a vedere che ogni personaggio ha una funzione anche se le evoluzioni non vengono mostrate e la protagonista non ne ha nessuna. Quello che intendo dire è che gli eventi sono messi lì anche se non sono plausibili o scelte credibili in quel momento, deve accadere e basta e va bene così. E' un limite grosso per una serie che mostra dei buoni valori di produzione: una scenografia molto fedele e curata al periodo storico cui si riferisce.
Il romance non mi ha coinvolta, alcune motivazioni narrative mi sono sembrate deboli e diverse interpretazioni avrebbero potuto essere molto più incisive.
Eppure credo che il valore dell'opera stia altrove. Nella rappresentazione del potere. Nella satira politica.
Nel modo in cui ogni personaggio, dal presidente fino alla centralinista del dormitorio, tenta continuamente di imporsi su qualcuno più debole.
È questa la vera intuizione del lavoro, ed è proprio questa intuizione, più della storia d'amore, ad avermi convinta ad alzare il voto finale.
Una storia d'amore genuina tra giochi di potere e spionaggio nella Corea degli anni '80
Drama impegnativo, in termini di durata - non sono i canonici 16 episodi delle serie coreane, già che ciascuno dura circa un'ora e mezza - e in termini di coinvolgimento e attenzione. Ma ne vale la pena.Il contesto è quello degli anni delle manifestazioni studentesche, 1987 e giù di lì. Non sono una fan del periodo storico-recente, generalmente preferisco drama ambientati al giorno d'oggi o, se in contesto storico, nella prima metà del '900, ma devo dire che tutto sommato mi è piaciuto lo stesso, e proprio non lo avrei detto.
Sorvolo sui dibattiti che so ci sono stati relativi alla scelta del contesto (nel drama si parla di rivoluzioni studentesche, di spie nord coreane, simpatizzanti comunisti e gruppi anti comunisti). Francamente, non mi interessa leggerci dell'altro oltre all'intrattenimento. E' una serie che va intesa come un'opera di fantasia e non come un tentativo di riscrivere la storia. Per la serie: fine delle polemiche, non interessano, grazie.
E' una serie che può piacere, o non piacere affatto. Le vie di mezzo non credo funzionino, non esiste la possibilità di skippare dei pezzi se ci si annoia perchè si perde il filo conduttore nell'evoluzione della trama. Non era il mio problema, mi ha coinvolta così tanto che l'ho guardato dal primo minuto all'ultimo.
In primo piano abbiamo la storia d'amore - elemento inaspettato e genuino - tra la giovane universitaria e la spia nordcoreana in missione segreta. Per la maggiora parte del tempo la serie è ambientata nel dormitorio femminile dell'università, mastodontica dimora dalle finiture antiche e squisite che quanto a fascino e dimensioni potrebbe fare invidia alla potteriana Hogwarts.
Anche i tempi sono molto concentrati, poichè il drama ricopre - in tutta la sua trama - solo una manciata di giorni (due settimane a dire tanto). Va da sè che lo sviluppo è un continuo meccanismo causa-effetto, dove praticamente quasi a ogni ora accade qualcosa. Non ci sono tempi morti, il susseguirsi degli eventi è concatenato e inarrestabile.
Al tema romance si affianca ovviamente anche quello politico, dove sparatorie, giochi di potere, lotte, alleanze e tradimenti sono un po' il pane quotidiano.
Rispetto ai personaggi, ho apprezzato indubbiamente i protagonisti: lui non può non piacere, è il ritratto dell'eroe (attore che avevo già intravisto in altri drama ma che non mi aveva catturata particolarmente...a questo punto è doverosa una seconda chance!). E' un eroe senza armatura scintillante, non un esempio da seguire ma la cui bontà d'animo è comunque evidente, con un passato sfortunato alle spalle, scelte imposte anche se non condivisibili, ma determinato e senza paura, con principi saldi e pronto a lottare per ciò che gli sta a cuore. Lei al confronto sembra più un pulcino spaurito, soprattutto dopo i primi episodi, quando i toni si fanno più pesanti, e spesso il suo massimo contributo è la sola presenza, quasi a non volersi togliere dai piedi. Ci può stare, se si tiene bene a mente che si tratta di una giovane, ingenua e innocente studentessa che finisce in una situazione davvero molto ma molto più grande di lei: in questo senso il suo semplice "starci dentro" assume un valore decisamente non indifferente. Per lui, cresciuto in modo diverso e con un bagaglio di esperienze ben differenti alle spalle, ha anche senso che sia tra i due quello più maturo, più incisivo, attivo e anche consapevole.
Ho apprezzato molto anche diversi personaggi secondari, dal detective Lee, coerente e interessante, proprio ben caratterizzato, alla sua collega ed ex fidanzata Han Na, che nella prima parte della serie devo dire mi risultava un po' antipatica, troppo sopra le righe, alla temibile direttrice del dormitorio, la signorina Pi, personaggio apparentemente acido ma che incuriosisce allo stesso tempo. Bene anche le amiche di Young Ro, anche se devo dire che potevano essere portate avanti meglio mentre sono andate via via intiepidendosi. Ho invece apprezzato di più i compagni di Soo Ho, ognuno caratterizzato in modo molto diverso dagli altri, per storia passata, carattere, approccio e scelte, ma tutti che lasciano davvero qualcosa.
Sul fronte esterno, non mi hanno fatta impazzire i tre politici: attori di notevole spessore - da me apprezzati anche in altri drama - ma più che la recitazione è stata proprio la caratterizzazione dei personaggi ad avere qualche falla. Troppi siparietti tragi-comici al limite del ridicolo, che fanno sembrare tutto un po' una farsa (a differenza degli esponenti di spicco della Corea del Nord, ritratti in maniera decisamente più seria e credibile). Se il trio dei politici che cercando quotidianamente di farsi le scarpe in vista delle imminenti elezioni di Seul hanno - dicevo - dei tratti un po' bislacchi, l'apice lo raggiungono le loro rispettive consorti, il trio delle arpie che di fatto altro non sono che oche starnazzanti e nullafacenti, impegnate in una guerra da salotto tra loro per determinare a chi spetterà il titolo tanto ambito di First Lady, ma che di fatto si risolve puntualmente in liti sterili, frecciatine inutili quanto le decisioni prese in base al responso di un divinatore (ecco, tutta questa parte non porta lustro alla serie, va detto). Tornando all'interno del dormitorio, c'è un personaggio secondario che più di molti altri merita: proprio lei, "Ghiribizzo", l'insoddisfatta centralinista del dormitorio, una povera ragazza invidiosa marcia delle studentesse, poco trasparente e spesso subdola, convinta di essere decisamente più furba e scaltra di quanto nella realtà poi non lo sia. Personaggio fastidioso, davvero ben interpretato: lei è un sassolino nella scarpa, che non si leva mai. Non deve stare simpatica, nè suscitare empatia, e ci riesce alla perfezione, perchè anche quando si rischia di intravvedere una nota positiva e valutare di spezzare una lancia in suo favore, vuoi per il suo passato, per il suo complesso d'inferiorità, ecc.....subito riesce a farsi detestare nuovamente. Di questo da prova di sè stessa innumerevoli volte, complicando situazioni, sabotando piani, spesso nemmeno pienamente consapevole delle vere conseguenze delle proprie azioni ma, coerentemente con la sua caratterizzazione, di fatto mai pentita del suo operato.
Rispetto alla coerenza e credibilità, tralasciando i personaggi a volte un po' sopra le righe (le tre arpie e a tratti anche i rispettivi mariti), occorre mettere in conto una serie di coincidenze ad hoc, indispensabili perchè la storia possa evolversi come deve. Certo avevo messo i conto che non tutto era come sembrava all'inizio dello scontro ma - anche lì - la quantità un po' esagerata di spie e controspie tutte concentrate magicamente nello stesso spazio poteva magari essere ridotta un poco.
Dal punto di vista emotivo non si può dire che la serie non coinvolga, i fazzoletti alla mano servono, soprattutto in alcune scene.
In primis, rispetto alla coppia principale, ma anche alcune vicende legate ai personaggi secondari fanno davvero emozionare. In questo senso "Snowdrop" non è solo un bucaneve, fiore capace di bucare il gelo...ma anche di bucare lo schermo e arrivare dritta allo spettatore.
INIZIO SPOILER!!!!!
La mia valutazione si ferma a 9 perchè per quanto sia un gran bel drama con una bella storia d'amore... Io rinuncio sempre malvolentieri al lieto fine. Anche quando, come in questo caso, capisco che non si potesse fare diversamente (ed è chiaro fin da subito anche a Soo Ho che il suo futuro non è contemplato). E' un amore che non dura una vita intera, ma nella sua brevità la trasforma per sempre: alla fine Joung Ro non sarà più la stessa ragazzina dell'inizio e l'esperienza vissuta cambierà anche il modo in cui vivrà la propria vita mentre per quanto riguarda lui il valore della storia d'amore è l'essere riuscito a provare un sentimento genuino dopo una vita costruita su un binario che aveva percorso la direzione opposta, pur consapevole di non poter più tornare indietro ed essere ormai avviato verso un punto morto.
Avrei voluto che almeno uno dei due compagni di Soo Ho si salvasse, e di sapere in chiusura cosa ne era stato della dottoressa Kang (personaggio che era partito ispirandomi antipatia come Han Na, ma che poi evolve in modo inaspettato e apprezzabile)
Avrei evitato la scoperta dell'ennesima spia - l'anziano guardiano - proprio perchè di rivelazioni sul piatto ne erano già state messe abbastanza e non è stato certo un valore aggiunto. Bene la scena finale del detective che - pare - sia tornato con Han Na, rivedendo le sue priorità, bene anche Joung Ro che ascolta il messaggio lasciatole da Soo Ho, davvero commovente. I rispettivi fratelli sono stati delle menzioni un po' sprecate, alla fin fine ridotti a una collanina e una sciarpa, che nel finale non si sa più nemmeno che fine fanno. Un po' forzata la scena del dormitorio ripristinato, con a capo sempre la signorina Pi e Ghiribizzo al seguito: se la giovane sembra quanto meno finalmente maturata, resta un po' poco credibile l'idea che la signorina Pi non sia stata sollevata dall'incarico dopo la scoperta della sua camera segreta di intercettazione.
FINE SPOILER!!!!
Concludendo, una serie coinvolgente, alla quale apporterei modifiche e migliorie per farla diventare la serie dei miei sogni, ma che accettandola per come è stata pensata e sviluppata, resta indubbiamente una visione meritevole.
























