Quando la Vita Ti Dà Mandarini

폭싹 속았수다 ‧ Drama ‧ 2025
Quando la Vita Ti Dà Mandarini poster
9.3
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Valutazioni: 9.3/10 dagli utenti 58,256
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Recensioni: 456 utenti
Classificato #7
Popolarità #70
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A Jeju il legame tra una ragazza determinata e un ragazzo fedele sboccia in una storia lunga una vita tra fallimenti e trionfi, dimostrando che l'amore può durare più generazioni. (Fonte: Netflix) Modifica la Traduzione

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  • Paese: South Korea
  • Digita: Drama
  • Episodi: 16
  • Andato in Onda: mar 7, 2025 - mar 28, 2025
  • In Onda su: Venerdì
  • Rete Originale: Netflix
  • Durata: 1 hr. 2 min.
  • Puteggio: 9.3 (scored by 58,256 utenti)
  • Classificato: #7
  • Popolarità: #70
  • Classificazione dei Contenuti: 13+ - Teens 13 or older

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Netflix
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Recensioni

Completo
Hyperborea
8 persone hanno trovato utile questa recensione
apr 12, 2025
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 9.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 8.0

Capolavoro esistenziale, "FORMALMENTE PERFETTO E CON UNA REGIA IMPECCABILE".

REGIA: 10 SCENEGGIATURA: 10 SCENOGRAFIA : 10. FOTOGRAFIA : 10.

MERAVIGLIOSO! FENOMENALE ! INCREDIBILE! >>>>>> "When Life Gives You Tangerines" è un capolavoro estetico sotto ogni punto di vista: regia, scenografia, sceneggiatura, livello complessivo di recitazione, NON HO MAI visto uno show asiatico con questa qualità.
Il titolo "Quando la vita ti dà i mandarini" è una rivisitazione ponderata del noto detto "Quando la vita ti dà limoni, fai una limonata", ma con un significato più profondo e sfumato. A differenza dei limoni, i mandarini sono naturalmente dolci, eppure portano con sé un pizzico di asprezza, proprio come la vita stessa.
La storia cattura splendidamente questo equilibrio, mostrando come gioia e difficoltà spesso si intreccino e come anche i momenti più dolci possano contenere tracce di dolore. In questo modo, l'autore ci ricorda che la vita non consiste solo nel sopportare l'amaro, ma nell'imparare ad assaporare il dolce-amaro, abbracciando sia le gioie che le difficoltà che plasmano il nostro cammino.
Un drama che parla di vita in tutti i suoi aspetti peculiari e speculari che tocca infiniti punti:
- dinamiche famigliari (tra generazioni diverse, tra figli e genitori, tra fratelli)
-gestione della maternità;
- gestione dei rapporti sentimentali;
- dinamiche relazionali
- gestione del lutto;
- illustra il modo di vivere dei coreani dagli anni ' 60 a oggi;
-modelli e valori culturali;
-tradizioni;
- la vita e i valori delle Haenyeo dell'isola di Jeju;
- il ruolo della donna
- sogni e capacità di autodeterminazione.
Questo drama delicato, profondo e intimista parla di tutto questo ma senza mai cadere di tono o risultare lento e dispersivo.
È una di quelle storie che non finisce con la fine dello show, ti lascia molte riflessioni sulla vita, sui rapporti, sul senso del nostro viaggio sulla terra e recupera l'essenziale dell'esistenza umana: i rapporti umani.
Questa non è semplicemente una narrazione sentimentale (anche): esplora la resilienza, la lotta per la sopravvivenza e quel tipo di amore silenzioso ma profondo, radicato e incrollabile.
Il dramma non cade nel tentativo di voler impressionare, non forza sentimentalismi eppure nel suo tentativo sempre centrato di catturare la fatica del vivere ti avvolge e ti avvince.
Il fuoco degli attimi fugaci che ci spingono avanti. Il calore dell'amore che ti sostiene nel modo giusto, avvolgendoti come un ricordo d'infanzia. I dettagli inosservati e banali della vita quotidiana – il silenzioso fruscio del mattino, lo sguardo commosso di una persona cara, il peso di una parola non detta – erano tutti dipinti con una tale tenerezza da diventare luminosi.
Il loro amore è tenero e concreto: dall’imbarazzato primo bacio al sostegno reciproco di fronte alle sfide della vita, la loro relazione incarna tutto ciò che ci auspichiamo di trovare. I nostri due protagonisti, così sfortunati e messi duramente alla prova dalla vita ma così fortunati nell'essersi trovati in questo viaggio solitario che ognuno di noi compie nel momento in cui viene al mondo.
Quella tra i protagonisti è una relazione genuina, ed è proprio questa autenticità a conferire senso al loro legame. La loro connessione va oltre il tempo e si percepisce in ogni sguardo e in ogni attimo di serenità condiviso. La scena in cui Gwan Sik si tuffa nelle acque tempestose per raggiungere Ae Sun resterà per sempre impressa nella mia memoria. Non si tratta solo di amore, ma di sacrificio e di ciò che le persone sono pronte a fare per coloro a cui tengono.

C'è anche l’amore materno che si rivela sia straziante che magnifico. La relazione tra Gwang Rye e Ae Sun è un esempio lampante di dedizione. Il sacrificio che Gwang Rye fa per la propria figlia, il lavoro instancabile come Haenyeo, tutto per risparmiare ad Ae Sun una vita di fatiche, dimostra fino a che punto una madre è disposta a spingersi per i propri figli. Questa è una rappresentazione complessa della maternità e di come il trauma generazionale possa influenzare il nostro modo di vivere. Il percorso di Ae Sun , i compromessi a cui dovrà scendere, i pregiudizi che dovrà affrontare evidenziano il conflitto tra il desiderio di liberarsi dalle aspettative e la dura realtà da affrontare.

La serie si sofferma anche sulle dinamiche sociali e sui ruoli di genere che gravano sulle donne, un aspetto che mi ha colpito profondamente. La pressione che spesso le donne subiscono per corrispondere al ruolo che riserva loro la società, in una società posizionale come la Corea, e di come il mondo intorno a loro condiziona e mortifica le loro scelte, è un tema che "When Life Gives You Tangerines" affronta approfonditamente. Il personaggio di Ae Sun rappresenta una forma di ribellione contestualizzata agli anni in cui vive: aveva sogni e ambizioni, ma la vita non le ha sempre concesso l’opportunità di realizzarli, se non tardivamente, in modo da condividere il traguardo con l'uomo della sua vita, con la sua PERSONA.
Desiderava diventare poetessa, ma il contesto in cui viveva le riservava altre sfide da affrontare. Quella tensione tra seguire il cuore e fare ciò che è necessario per sopravvivere viene portata in scena in modo eccellente.

È una storia anche sulla rottura di cicli di trauma e sulla costruzione della propria vita secondo le proprie convinzioni. Una delle scene più significative è quella in cui Gwan Sik, seduto al tavolo con madre e nonna, osserva la sua famiglia seduta nel tavolo dietro e decide di unirsi a loro per mangiare. È un gesto semplice, ma carico di significato. Sceglie la sua famiglia al di sopra delle tradizioni e delle aspettative. E quel momento in cui porge i fagioli a sua figlia è un gesto che rivela molto sul tipo di padre che è ! Gwan Sik ha insegnato a Geum Myeong cosa significhi essere un padre, un marito e un uomo di valore. Non si tratta di gesti grandiosi ma di atti quotidiani di cura , carichi di amore, che definiscono il nostro valore.

Per me che abito su un isola è stato emozionante vedere rappresentato il rapporto tutto particolare che noi popoli di mare intratteniamo con questo elemento, solo il mare perdona i nostri inverni. Un elemento che ti dà nutrimento ma che capricciosamente può toglierti tutto, silenzioso ma in grado di ruggire furiosamente.
La protagonista intrattiene col madre un rapporto ambivalente: dapprima lo detesta, lo vede come barriera che la isola dal mondo e le porta via le attenzioni materne e successivamente la madre, poi un altra figura significativa, non riesce neanche a guardarlo, le dà la nausea dal dolore per il bisogno che continua a legarla, dal momento che il sostentamento suo e della famiglia viene dalla pesca. Infine il perdono e la ricerca della madre, una volta anziana, affidando i suoi lamenti e i suoi richiami al mare, di cui pensa faccia ormai parte la madre.
Il rapporto col mare delle haenyeo, riconosciute dall'UNESCO come Patrimonio Immateriale dell'Umanità (a motivo della loro importanza nella cultura tradizionale per le loro pratiche e tecniche tramandate), che dettagliano e spiegano ogni vicenda, illustrando valori quali riconoscenza, gratitudine, supporto, mutuo aiuto, difesa, affettuosa comprensione.
Oltre alla trama ricca e sfaccettata il cast offre anche ottime interpretazioni . IU interpreta il doppio ruolo di Ae-sun e di sua figlia Geum-myeong, mostrando una buona versatilità interpretativa di personaggi diversi che vivono in epoche diverse. Il livello di recitazione è davvero ottimo da parte di ogni attore, il cast è stato davvero curatissimo. Ogni attore ha dato il proprio massimo e le loro performance sono state così convincenti e intense che è impossibile non rimanerne coinvolti. La capacità del cast secondario di arricchire il contesto circostante eleva l'intera narrazione.

Il regista Kim Won-seok, noto per la sua narrazione ricca di sfumature, ha descritto il drama sia come "un omaggio alle generazioni di nonne, nonni, padri e madri che hanno vissuto intensamente, sia come un canto di incoraggiamento per le figlie e i figli che affronteranno il mondo a venire". "When Life Gives You Tangerines" è proprio questo: una serie che rende omaggio e incoraggia gli spettatori mentre affrontano la vita.

Anche la fotografia gioca un ruolo cruciale, rendendo questo drama poetico e di UNA BELLEZZA STRUGGENTE. Ogni inquadratura HA un significato profondo e il modo in cui le immagini si legano alla storia, con una musica sempre calzante (86 brani diversi) è semplicemente straordinario.
Tutto è curato in questo lavoro, ogni sequenza è studiata sotto ogni punto di vista, questo è un lavoro che rimanda continuamente alle stagioni come metafore dei periodi della vita:
"…pensavo che la vita andasse dalla primavera all’estate, all’autunno e poi all’inverno, ma mi sbagliavo. A volte sembra inverno, a volte primavera. Ho avuto miriadi di giorni primaverili. Ho avuto molti momenti scintillanti".


"When Life Gives You Tangerines" non è solo un dramma da guardare; è un'esperienza da vivere. Ti penetra dentro, ti trasforma e ti porta a riflettere sui personaggi anche molto tempo dopo la visione dell’ultimo episodio. È così splendidamente costruito che sembra andare oltre una semplice storia. È un'esperienza indimenticabile di resilienza.
"La vita continua per i vivi". - Yang Geum Myeong. Una verità semplice ma profonda che "Quando la vita ti dà i mandarini" incarna così bene. Non importa quali siano le perdite, il dolore o le strade non intraprese, la vita continua, spingendoci ad andare avanti, ad apprezzare ciò che rimane e ad abbracciare il viaggio che ci attende.
Trascendendo i confini culturali, questa è forse la serie più coreana ma universalmente riconoscibile, che ritrae le vite e gli amori dei personaggi dagli anni '60 ai giorni nostri in Corea in un modo che suscita riflessioni profonde.

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Completo
Lynnea
5 persone hanno trovato utile questa recensione
apr 1, 2025
16 di 16 episodi visti
Completo 1
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 10
Questa recensione può contenere spoiler

Una spettacolare lezione di vita di sconvolgente bellezza tra amore e resilienza

Una vera e propria pietra miliare. Ecco cos'è questo drama.
C'è tanto, praticamente tutto, e fatto in modo straordinario.
Non è la storia di una singola persona o di una coppia, è la storia della vita di tante singole persone e coppie diverse, di tutti gli abitanti di un villaggio, la storia di un'intera popolazione nel corso delle varie decadi, dagli anni '60 fino ai giorni nostri.
Nell'elaborato ricamo della trama si intrecciano i fili di molteplici sentimenti e aspetti, capaci di bucare lo schermo e arrivare dritti allo spettatore, con tutto il carico emotivo che comportano.
Amore, resilienza, sacrificio, ma anche sogni, speranze, gioie così come sofferenza, dolore, rabbia e determinazione.
Cronologicamente parlando, il lasso temporale segue il percorso di vita di Ae Sun, da quando nel 1960 non era altro che una bambina di dieci anni. Intelligente e ambiziosa nonostante sia nata e cresciuta nella totale povertà. Figura fondamentale per lei è - e resterà sempre nei suoi ricordi - la madre, una donna sorprendentemente giovane ma logorata nell'aspetto da una dura vita di solo lavoro. Gwang Rye è una haenyeo (pescatrice subaquea tradizionale dell'isola di Jeju), e il suo ritratto è quello di migliaia di altre donne che per decenni hanno mantenuto le proprie famiglie grazie a un lavoro sì caratteristico (è oggi patrimonio UNESCO) ma estremamente usurante, oltre che molto pericoloso. Gwang Rye è una donna cresciuta in povertà ma molto intelligente e soprattutto forte come una roccia, vissuta in un periodo troppo acerbo per poter fare un salto di qualità nello stile di vita (le immagini della capanna in cui vive, gli abiti e tutto il resto potrebbero benissimo risalire agli inizi del secolo, mentre invece siamo ben oltre la metà, ma la mancanza di progresso , soprattutto in una zona provinciale isolana, è davvero impressionante). Sa di non poter ambire a nessun futuro diverso dal proprio presente e ripone tutte le speranze in Ae Sun, primogenita dotata di spiccata intelligenza e bambina capace di sognare in grande. Il rapporto madre - figlia sembra burbero, fatto più di crude lezioni di vita che di coccole, per quanto sia segretamente molto orgogliosa della piccola: Gwang Rye ha una missione da compiere, far capire alla figlia di non abbandonare mai i propri sogni ma al contempo prepararla a una vita - nell'immediato - sicuramente difficile, poichè è chiaro che anche per Ae Sun il mondo non potrà cambiare dall'oggi al domani.
La sua morte lascerà Ae Sun di fatto sola al mondo, poco tollerata dalla famiglia del defunto padre, accolta per convenienza dal patrigno rimasto ad occuparsi dei due piccoli fratellastri. Al suo fianco, fin dalla giovane età, troviamo Yang Gwan Sik, meno abizioso e talentuoso di Ae Sun, ma con un solo obiettivo verso il quale mostrerà la tenacia invidiabile del suo essere il "cuore d'acciaio" per tutta la vita: stare al fianco di Ae Sun.
Le vicende legate alla loro gioventù sono ricche dei drammi quotidiani, quelli veri. La povertà, la disperazione e i sogni infranti non riescono però a soffocare l'amore, che porta il cuore a scelte inevitabili, segnando così il destino di tutto ciò che verrà.
I sedici episodi sono davvero ricchi, intensi. Già dopo averne visti due o tre si ha l'impressione di aver superato - in contenuti - la maggior parte delle serie complete in circolazione. Il filone, dicevo, segue principalmente la crescita di Ae Sun, ma frequenti sono i flashback e i flashforward tra una decade e l'altra, con particolare attenzione ai primi anni di matrimonio, dove le vicissitudini della giovane coppia alternano momenti di gioia e speranza a grandi sofferenze e rinunce, e poi al ventennio successivo, con Ae Sun e Gwan Sik ormai alla soglia dei quarant'anni, alle prese con la gestione dei figli nel delicato passaggio tra l'adolescenza e l'età adulta.
Personalmente, la parte che più ho preferito è quella iniziale, fino ai primi anni del matrimonio. Il salto successivo lascia ampio spazio alle vicende dei due figli che, pur ben caratterizzati, non mi hanno affascinata allo stesso modo. Gli ultimi episodi, invece, sono tornati a investirmi in pieno. Questa è sicuramente una delle serie per la quale ho versato più lacrime in assoluto, la capacità della sceneggiatura, della regia e della recitazione di coinvolgere è impressionante, sembra davvero di mettersi nei loro panni e di vivere le diverse situazioni.
Cast di altissimo livello, tutti quanti, bambini inclusi che hanno davvero avuto un ruolo non marginale o semplice. E che dire delle "zie" haenyeo, la nuova moglie del patrigno, la coppia di anziani burberi ma di buon cuore nella cui casa vivono in affitto nei primi anni di matrimonio, o ancora la nonna di Ae Sun, la madre di Gwan Sik, e non di meno il fastidioso Bu Sang Gil con moglie e figlia. Tante storie e tanti intrecci portati avanti sapientemente, senza mai perdere di credibilità o coerenza, mostrando un vita reale in tutta la sua straziante ma - al tempo stesso - sconvolgente bellezza.
Le musiche - in gran parte canzoni celebri delle varie epoche - s'inseriscono perfettamente nel contesto, affiancando all'inusualità della scelta la capacità di ricondurre sempre a un senso di realtà costante e profonda, richiamando periodi - vissuti o raccontati - che fanno parte della storia di tutti.
In conclusione, una serie non solo da non perdere ma che probabilmente lascerà sconvolti tanto è meravigliosa e ben fatta. A me, di sicuro, è successo.

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Dettagli

  • Titolo: Quando la Vita Ti Dà Mandarini
  • Digita: Drama
  • Format: Standard Series
  • Paese: Corea del Sud
  • Episodi: 16
  • Andato in Onda: mar 7, 2025 - mar 28, 2025
  • Andato in Onda On: Venerdì
  • Rete Originale: Netflix
  • Durata: 1 hr. 2 min.
  • Classificazione dei Contenuti: 13+ - Dai 13 anni in su

Statistiche

  • Puteggio: 9.3 (segnato da 58,256 utenti)
  • Classificato: #7
  • Popolarità: #70
  • Chi Guarda: 126,814

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