La Valigia (2024)

트렁크 ‧ Drama ‧ 2024
La Valigia (2024) poster
7.9
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Valutazioni: 7.9/10 dagli utenti 21,106
# di Chi Guarda: 42,477
Recensioni: 151 utenti
Classificato #3133
Popolarità #474
Chi Guarda 21,106

L'esistenza di un servizio matrimoniale segreto è rivelata quando una valigia ritrovata fa luce sullo strano matrimonio della coppia al centro della storia. (Fonte: Netflix) Modifica la Traduzione

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  • Paese: South Korea
  • Digita: Drama
  • Episodi: 8
  • Andato in Onda: nov 29, 2024
  • In Onda su: Venerdì
  • Rete Originale: Netflix
  • Durata: 1 hr. 3 min.
  • Puteggio: 7.9 (scored by 21,106 utenti)
  • Classificato: #3133
  • Popolarità: #474
  • Classificazione dei Contenuti: 18+ Restricted (violence & profanity)

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Recensioni

Completo
Lynnea
1 persone hanno trovato utile questa recensione
feb 22, 2025
8 di 8 episodi visti
Completo 0
Generale 7.5
Storia 7.0
Acting/Cast 7.5
Musica 6.5
Valutazione del Rewatch 7.0

Intrigante...ma con qualche nodo di troppo.

Drama di soli otto episodi ma che - data la durata - non lo fanno sembrare una serie così breve. Salta all'occhio una netta discrepanza tra la prima e la seconda metà, dove quella iniziale è sicuramente la migliore tra le due. Complice una valida fotografia, scenografia e montaggio, la partenza cattura subito l'attenzione. Non ci sono voli pindarici ma si entra subito nel vivo della storia, ed è presto chiaro che il fulcro della vicenda non è il finto matrimonio in sè quanto le criticità individuali dei personaggi - non solo protagonisti - che ruotano attorno all'accordo.
Han Jeong Won viene presentato come un uomo che non riesce ad accettare la separazione dalla moglie, quasi una figura patetica, continuamente alla sua ricerca e in disperata attesa del suo ritorno. Un vero e proprio burattino, in poche parole.
Lee Seo Yeon, che risulta antipatica fin da subito, sembra compiacersi nel ruolo di burattinaia, muovendo abilmente i fili del tormento nei confronti dell'ex marito, mentre non perde occasione di sventolargli il nuovo e giovane marito sotto gli occhi.
E poi c'è la protagonista, No In Ji: il suo ingresso in scena è freddo, distaccato, quasi asettico. Non traspare la minima emozione, i lineamenti immutabili e il tono di voce monocorde.
Mentre l'ex moglie appare sempre più sadica nei confronti di Jeong Won, costringendolo addirittura ad accettare l'idea di un finto matrimonio per un anno con una sconosciuta, la convivenza iniziale tra Jeong Won e Ji si instaura come un accordo stridente e stonato. Flashback e confidenze tra i due nuovi coniugi fanno via via emergere il difficile passato di lui - un vissuto violento e infelice fin dalla tenera età - e i trascorsi drammatici che hanno portato In Ji a dedicarsi alla singolare professione di finta moglie a contratto. Questa nuova situazione porterà i due a una tacita intesa di reciproca comprensione che destabilizzerà l'ex moglie, sempre più smaniosa di avere il controllo totale sia su Jeong Won che sull'attuale marito, sfoggiando comportamenti deviati e malsani. Purtroppo, la seconda metà del drama prende una piega del tutto diversa: il ritmo sembra perdere il giusto tempo, il baricentro - fino a quel momento fisso sul triangolo l'ex moglie/lui/la nuova moglie - si sposta abbracciando maggiormente le vicende passate di In Ji e focalizzando l'attenzione sullo stalker psichiatrico e sull'ex fidanzato sparito. La percezione non è stata però quella di scoprire via via nuove parti di un disegno complesso con relativi colpi di scena, bensì quella di un rimescolamento delle carte in tavola. Anche sul fronte Jeong Won ed ex consorte vengono a galla elementi passati che sembrano voler rimettere in discussione tutto quanto. Pur vero che una netta distinzione tra buoni e cattivi sarebbe stata inverosimile quanto una classificazione tra bianco e nero senza possibilità di tinte grigie, negli ultimi episodi i personaggi sembrano scambiarsi l'un l'altro l'etichetta di "vittima" e "peccatore". Ciò che ne deriva è un monocromatico grigio intermedio che sembra abbracciare tutti quanti (tranne il pazzoide omicida).
Il finale suona un po' incompleto. Non propriamente un finale aperto, l'epilogo è quasi preannunciato ma non mostrato. Ci si arriva però molto vicino, e forse è la cosa che più infastidisce. Fatto trenta, è bene fare anche trentuno.

Colonna sonora nella norma, la recitazione buona ma non eccezionale. L'unico attore che già conoscevo è il protagonista, purtroppo non tra i miei preferiti (nemmeno ai tempi del celebre Goblin). Gli riconosco comunque una prova valida, mentre nell'aspetto l'ho trovato davvero molto invecchiato, mi viene da pensare quasi all'ultimo canto del cigno per quanto riguarda il ruolo di protagonista (a differenza di altri colleghi coetanei quali Namgoong Min, Song Joong Ki, Hyun Bin, Jung Kyung Ho, Ji Sung e via dicendo). Non escludo insomma di ritrovarlo tra qualche tempo a interpretare il padre/zio del protagonista di turno.

In conclusione un drama iniziato con un buon intrigo salvo poi continuare a rimaneggiare a caso la matassa invece di sbrogliarla tenendo saldo un capo del filo in mano, per arrivare in fondo trascinandosi dietro qualche nodo nel filo srotolato.

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Completo
Cora Finger Heart Award1 Flower Award2
259 persone hanno trovato utile questa recensione
nov 29, 2024
8 di 8 episodi visti
Completo 3
Generale 8.0
Storia 8.0
Acting/Cast 9.0
Musica 8.5
Valutazione del Rewatch 6.0
Questa recensione può contenere spoiler

LOVE IS TEMPORARY AND MARRIAGE IS A SERVICE

In The Trunk, appearances are deliberately deceptive. The series situates its characters within polished, affluent environments that suggest security and order, yet beneath these glassy surfaces lie decay, repression, and unresolved trauma.

The title refers to a baby-blue designer suitcase trimmed in red, first discovered abandoned beside a lake at dawn. The lake reappears later when a woman kayaks serenely across its surface. In both images, an unsettling red intrusion disrupts the calm. These recurring visual motifs signal the drama’s central preoccupation with concealed truths. The trunk functions as a metaphor for the emotional and psychological burdens each character carries, histories sealed away but never truly discarded.

Gong Yoo stars as Han Jeong-won, a traumatised music producer plagued by insomnia and pill dependency. He resides in an expansive house weighed down by memories of childhood abuse and his mother’s violent death. Recently divorced from his childhood sweetheart, Lee Seo-yeon, Jeong-won remains deeply and painfully attached to her.

Seo-yeon abruptly leaves him, marries a younger man, and later presents an unsettling proposal. If Jeong-won agrees to remain married for one year to a stranger of her choosing, she will return to him. That stranger is Noh In-ji, played by Seo Hyun-jin, a professional “field wife” employed by NM (New Marriage), a shadowy company that provides contractual spouses to clients. In-ji has already completed four such marriages. When she arrives at Jeong-won’s home with her red-and-blue suitcase, she begins her fifth assignment.

Their marriage is governed by a detailed instruction manual that enforces shared routines and constant proximity. Initially distant and methodical, In-ji gradually reveals warmth and emotional intelligence, transforming Jeong-won’s cold, cavernous mansion into something approaching a home. As Jeong-won begins to heal, sleeping naturally again and relinquishing his reliance on medication, Seo-yeon grows increasingly jealous and disturbed by his emotional recovery outside her control.

In-ji’s backstory, while occasionally convoluted, lends her character a sense of depth and complexity. Jeong-won, by contrast, feels less fully realised on the page, though Gong Yoo’s restrained performance lends credibility and emotional weight to his vulnerability.

The Trunk excels in atmosphere. Visually elegant and emotionally restrained, it is dense with symbolism. Objects such as the titular suitcase or a chandelier fashioned from knife-like glass reflect the darkness the characters attempt to suppress. Although a crime mystery simmers beneath the narrative, it remains secondary to the drama’s true focus, which is marriage as performance and as a constructed façade through which distorted self-images are maintained.

Where the series falters is in its eventual revelations. Seo-yeon’s motivations become increasingly opaque, and NM, introduced as a powerful and ominous organisation, never develops beyond a vague conceptual threat. When the series finally opens its metaphorical trunk, the contents fail to fully justify the prolonged suspense.

Visually refined and emotionally compelling, The Trunk captivates through mood and symbolism, but ultimately loses force when pressed to explain itself.

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Dettagli

  • Titolo: La Valigia
  • Digita: Drama
  • Format: Standard Series
  • Paese: Corea del Sud
  • Episodi: 8
  • Andato in Onda: nov 29, 2024
  • Andato in Onda On: Venerdì
  • Rete Originale: Netflix
  • Durata: 1 hr. 3 min.
  • Classificazione dei Contenuti: Riservato ai 18+ (Violenza & Volgarità)

Statistiche

  • Puteggio: 7.9 (segnato da 21,106 utenti)
  • Classificato: #3133
  • Popolarità: #474
  • Chi Guarda: 42,477

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