''Se a obsessão não é amor, então eu nunca amei antes''
Esse filme me deixou encantada com a forma como o filme aborda temas tão profundos de maneira leve e genuína. A história segue Jae-hee e Heung-soo, dois amigos inseparáveis que compartilham não só um apartamento, mas também os altos e baixos de suas vidas em Seul. É um filme que fala sobre amizade de um jeito tão autêntico que me vi em várias cenas, principalmente na cumplicidade e no apoio mútuo entre os dois.O jeito como o filme trata o amor é lindo e, ao mesmo tempo, doloroso. Ele não romantiza as relações, mas mostra as dificuldades e os desafios que todos enfrentamos quando tentamos nos conectar com outras pessoas. A representatividade LGBTQ+ é tratada com muito respeito e sensibilidade. A vivência de Heung-soo é mostrada sem estereótipos, destacando a luta por aceitação, mas também os momentos de alegria e orgulho por quem ele é.
O que mais me tocou foi a mensagem sobre felicidade. O filme deixa claro que felicidade não é algo constante ou fácil de alcançar, mas sim momentos que criamos e valorizamos, especialmente ao lado de quem amamos.
A história mostra como a amizade pode ser tão ou mais importante que o amor romântico. Enquanto eles enfrentam as complicações dos próprios relacionamentos amorosos, é a força dessa conexão que os mantém firmes. Jae-hee tem um espírito livre e uma personalidade vibrante, enquanto Heung-soo traz um equilíbrio mais contido, mas igualmente intenso. A dinâmica entre eles é cheia de honestidade, carinho e, principalmente, respeito.
Acredito que esse filme seja importante para todos que já tiveram essa vivência ao mesmo tempo que aprecia as dificuldades buscando entendê-las e seguir. Um filme lindo que aborda a amizade, o amor e o companheirismo de uma forma simples e bonita.
Eu realmente gostei muito desse filme. Super leve e até, posso dizer, reconfortante.
Uma beleza!
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Questa storia è tratta dal libro di Sang-young Park, edito in Italia per Rizzoli con il titolo Amore, Malboro e mirtilli, ma non è la sola trasposizione uscita nel 2024.
Sono due, infatti, gli adattamenti tratti da questo bellissimo romanzo e Love in the Big City è il titolo sia del drama da otto episodi (che potete trovare su Viki) sia del film.
I due hanno comunque delle differenze.
Se il drama riprende passo passo tutti e quattro gli archi narrativi del cartaceo, il film è un progetto nato precedentemente rispetto alla serie e racconta le vicende solo del primo capitolo del libro, che corrispondono ai primi due episodi del drama, ma con alcuni cambiamenti.
Il protagonista non è, infatti, solo Heung-su, ragazzo gay che vuole mantenere segreto il suo orientamento sessuale, ma, insieme a lui, lo è anche Jae-hui, uno spirito libero, una donna forte e audace.
La trama ruota attorno alla loro amicizia e, grazie ad essa, vengono affrontati tantissimi temi delicati e importanti che sicuramente non verranno tutti trattati in queste poche righe, soprattutto per non anticipare troppo riguardo alla storia.
Jae-hui si avvicina a Heung-su dopo averlo beccato a limonare con un ragazzo.
Pensando che lei abbia scoperto il suo punto debole e che prima o poi lo userà contro di lui, Jae-hui lo rassicura e, con la sua genuinità, afferma: “Come può risultare un punto debole essere se stessi?”
Questa frase risuona forte come il vero e unico messaggio del film.
Love in the Big City, infatti, racconta dei pregiudizi che devono affrontare chi viene ritenuto “diverso”.
E non ci si riferisce solo al protagonista che fa di tutto per nascondere la sua omosessualità per paura di essere etichettato, giudicato e non accettato, ma anche alla co-protagonista che affronta le critiche a testa alta: a lei piace divertirsi, bere e innamorarsi dei bei ragazzi e non c’è niente di sbagliato in tutto ciò.
Insieme al Heung-su, anche lei si dovrà scontrare più volte con un’opinione pubblica retrograda rappresentata durante il corso del film da varie figure, ma che trova la sua espressione massima nella dottoressa della clinica ginecologica alla quale Jae-hui si rivolge: il modellino dell’utero, che prende prima di scappare via correndo, diventa quasi il simbolo dell’orgoglio femminile; sembra quasi gridare che il corpo è di ogni donna e ogni donna ne fa quello che vuole.
Ed è così che il film Love in the Big City diventa portabandiera non solo della comunità LGBTQ, ma anche dei diritti delle donne.
La storia risulta essere molto realistica e quindi più vicina allo spettatore.
I due protagonisti, nel loro percorso di ricerca del vero amore e della felicità, agiscono in modo impulsivo e poco saggio, commettendo più volte lo stesso errore, come del resto può veramente succedere nella vita reale quando si tratta di sentimenti.
D’altronde, non importa in quale guaio Jae-hui e Heung-su si cacceranno: loro sanno che potranno sempre contare l’una sull’altro.
Viene descritta un’amicizia che va al di là del semplice affetto e che assomiglia più all’essere una vera e propria famiglia. E questo è dimostrato nei piccoli gesti quotidiani che intravediamo nella pellicola: Heung-su che posiziona nel congelatore le Malboro che lei ama fumare fredde e Jae-hui che compra i mirtilli che lui adora mangiare ancora surgelati; lui che usa la BB cream di Jae-hui e lei che utilizza il rasoio di Heung-su.
Come si può notare, i nomi dei personaggi non sono gli stessi del romanzo, come a voler sottolineare che questa non è la trasposizione fedele del cartaceo, ma ne è solo tratto.
Sono interessanti tutti i rimandi al mondo queer che possiamo scovare all’interno del film.
Primo fra tutti troviamo proprio l’autore Sang-young Park: il protagonista legge un articolo in cui si parla proprio di lui e della letteratura queer in Corea.
Meraviglioso anche il rimando al film hongkonghese Happy Together del 1997, famosa storia che parla di una relazione omosessuale; e non a caso un ragazzo che frequenta Heung-su gli dice di assomigliare proprio al personaggio interpretato da Tony Leung.
Possiamo, quindi, capire fin da subito che la sceneggiatura è curata nei minimi dettagli, così come del resto lo è la regia: in ogni scena c’è uno studio minuzioso della luce e dei colori, sia nelle parti di vita notturna sia nella vita di tutti i giorni.
Anche la musica risulta sempre impeccabile, riuscendo ad essere sempre il sottofondo ideale in ogni scena.
Eccezionali, sotto ogni punto di vista, sono stati i due attori protagonisti.
Go-eum Kim ha dato più volte prova di essere un’attrice straordinaria e sfaccettata che riesce sempre a immergersi nel proprio personaggio sia sul piccolo che sul grande schermo.
Ha dato vita a una Jae-hui forte e tenace, che sa esattamente quali sono i punti deboli del genere femminile e che non ha paura di affrontarli. Personalmente, l’ho preferita alla sua controparte nel drama. C’è da sottolineare, d’altronde, che ha avuto molto più spazio rispetto alla serie, potendo così caratterizzare al meglio il proprio personaggio.
Steve Noh è stato perfetto, tanto che sembrava uscito dalle pagine del romanzo stesso. Anzi, sia lui che Yoon-soo Nam, attore che interpreta il protagonista nella serie, sono stati impeccabili, rappresentando sfaccettature diverse dello stesso personaggio, ma, allo stesso tempo, assomigliandosi tantissimo. Ed è una cosa più unica che rara che due attori, con età diverse e trascorsi diversi, riescano entrambi a ricordare così tanto e in modo così simile il protagonista originale.
Nel film, il personaggio interpretato da Steve Noh è un ragazzo insicuro per quanto riguarda le storie d’amore. Non riesce a vivere spensieratamente le sue relazioni ed è proprio Jae-hui che gli insegna a buttarsi: d’altronde per chi altri, se non per la sua migliore amica, Heung-su avrebbe mai cantato e ballato Bad Girl, Good Girl delle miss A davanti a tutti gli invitati ad un matrimonio? E vi assicuro che questa scena vale da sola tutto il film!
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O melhor filme que já assisti!!!!!
Maravilhoso!!! Impecável!!! Incomparável!!! Esses são os poucos adjetivos que descrevem a experiência que foi assistir essa obra prima em forma de filme. Confesso que depois de ver a série que foi derivada dele, eu estava com ressalvas de assisti-lo e se seria morno como foi a sucessora dele. E me surpreendi da melhor forma com um filme maduro, visceral, tocante, divertido, bem construído e extremamente relevante pros dias atuais. O filme foca mais na amizade de JaeHui e HeungSu, que na série seriam Young e MiAe, mas com todo os altos e baixos da vida de cada um envolvendo família, emprego, relacionamentos, amizade e autodescoberta. Enquanto a série te leva a um passeio na Disney gay da Coréia pelas experiências de Young, o filme retrata de forma orgânica e realista os desafios de JaeHui e HeungSu de ser quem são em uma sociedade coreana totalmente preconceituosa e presa a padrões conservadores. Amei que eles abordaram de forma muito ampla e cirúrgica o preconceito tanto contra a homossexualidade e aceitação quanto em relação à posição das mulheres na sociedade coreana. Apesar da história ser focada nessa linda, tocante e transformadora amizade de JaeHui e HeungSu, temos claramente a jornada de cada um como indivíduos enfrentando seus medos, inseguranças, aceitação, decepções, realizações e vitórias. O preconceito em se assumir e se aceitar de HeungSu mostrado no filme foi totalmente mais coerente e sensível do que foi mostrado na série por Young. Até o tom do personagem era mais sombrio e melancólico frente a esse dilema do que na série, em que Young era a diva queer açucarada em relação a isso. Seus receios e inseguranças e as consequências disso eram palpáveis na tela. Até a mãe dele no filme não precisou estar à beira da morte pra aceitar o filho, o processo dela de aceitação e sua dor, e se tratando de uma mulher religiosa, foi muito mais real e visceral do que na série. Até a jornada de JaeHui, sendo mulher na Coreia, morando com um amigo homem e sendo a frente do seu tempo no seu comportamento, foi extremamente impactante e forte e não tão branda e rasa como foi MiAe na série. Não estou desmerecendo a série, até pq ela trouxe pontos relevantes como o tema do HIV e a cultura dos amores líquidos que o filme não houve menção e não foi tão abordado. Mas posso afirmar que se tratando de história, desenvolvimento, atuações e relevância, o filme entrega tudo e mais um pouco. Minha nota pra esse filme é 11 e ele vai entrar no meu ranking de melhores filmes que assisti esse ano. Enredo, direção, atuação, fotografia tudo extremamente perfeitos e sem nenhum defeito. Diferente da série, eu não posso classificar esse filme como uma obra exclusivamente do gênero LGBTQIAPN+, mas sim como um dorama que aborda assuntos relevantes independentes da nossa orientação sexual, pois ele conversa com a gente sobre a vida e todos os seus momentos agridoces. Eu recomendo demais que assistam o filme, e se forem assistir a série também, assistam ela primeiro pra depois verem o filme. Acho que dessa forma a experiência vai ser mais completa e satisfatória.Was this review helpful to you?
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Um brinde as amizades
To emocionada, que filme lindo. Eu sou super fã da go Eun, ela é uma ótima atriz.Esse filme se trata de almas que se encontram, a amizade deles era pura e mesmo que tenha sido uma junção de pessoas que se sentem inferiores pelas outras era pra ser, um deu força ao outro e isso fez com que ficassem confiantes pra continuar vivendo a vida deles.
Pra mim o heung soo encontrou um cara legal e eles ficaram juntos até muito tempo, não vejo essa amizade acabando
Na verdade, a minha tristeza, o motivo do meu choro é justamente essas mudanças, elas são pra mim a pior parte, sua vida dá uma giro, força você a sair do conforto e se adaptar a algo novo, ao desconhecido, me acostumei com eles juntos ali e simplesmente depois não estavam mais mas sei que eles continuam presentes um na vida do outro. Amei!
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uma adaptação bem diferente
Esse filme me deixou pensando muito sobre o quanto eu gostei dele. Eu acho que foi uma ideia interessante eles terem focado somente no primeiro arco da história e adaptarem a partir daí. A amizade dos dois protagonistas é extremamente divertida de se acompanhar por ser uma jornada de auto conhecimento e companheirismo. Era meio inevitável que coisas ficassem de fora, e coisas importantes ficaram mesmo de fora. Não sei explicar até que ponto isso é um problema mas tem elementos interessantes que poderiam ter sido abordados. Me pegou um pouco de surpresa como alguns personagens foram mudados pra poder se encaixar no formato da história, acho que o ponto principal é a relação da jaehee com o ex violento dela. Não tem menção disso na novel ou no drama e eles terem adicionado isso foi uma boa jogada principalmente considerando os acontecimentos recentes envolvendo o país que ele se passa. Acho que o que diferencia bastante aqui das outras obras é como o protagonismo é distribuído entre a jaehee e o heung soo, as outras adaptações deixam claro o protagonismo único mas aqui é muito mais sobre a amizade dos dois do que qualquer outra coisa.Was this review helpful to you?



