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Made in Korea

메이드 인 코리아 ‧ Drama ‧ 2025 - 2026
Completed
Kcdramamusings
0 people found this review helpful
Jan 15, 2026
6 of 6 episodes seen
Completed 0
Overall 7.5
Story 7.5
Acting/Cast 7.5
Music 7.5
Rewatch Value 7.0
This review may contain spoilers

Hyun Bin's Best Work Till Date, Obviously!!

This show is political espionage that is equal parts thrilling & disappointing!

Hyun Bin delivers the most consistent yet heinous villain in existence. Yes, for those unaware, he plays an antagonistic with a screwed moral compass. He is brash, bold and determined to make money; he wants to own power and make his life more comfortable. None of his actions make sense, he is questionable, and he is a certified terrorist parading as a member of KCIA. I have no idea of how KCIA worked in that era, or how much more power it held over the prosecution; but from start to end, the show is a personal revenge saga between a KCIA agent and a prosecutor. Meth smuggling is just the pretext; it is a chess game, played by both sides. While Hyun Bin gives a believable performance as a flawed KCIA agent, it is Jung Woo Sung who wins your heart. Jang Gun Yeong is persistently determined to dealing with meth dealers, no matter who they are.

Read the complete article here-

https://kcdramamusings.wordpress.com/2026/01/15/made-in-korea-series-review/

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Dropped 2/6
HelenXour
0 people found this review helpful
Mar 15, 2026
2 of 6 episodes seen
Dropped 0
Overall 4.0
Story 3.5
Acting/Cast 8.0
Music 4.0
Rewatch Value 2.0

Not for Me

The whole time I was watching this, I only had one question in my mind: Why?

I really couldn’t find anything that made me want to keep watching, and that says a lot, especially since the drama only has six episodes. Even with such a short length, I couldn’t bring myself to finish it.

To be fair, I only watched the first two episodes, so I can’t say much about how the plot develops later on. However, within those two episodes, I didn’t find anything interesting enough to keep me engaged.

The characters were also a big issue for me. I found them quite obnoxious, and unfortunately, I ended up disliking all of them, which made it even harder to stay invested in the story.

I don’t really have much more to say about it. For me, this was a drop, but of course, others might still enjoy it.

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Ongoing 4/6
LaVern Stokes
0 people found this review helpful
Jan 8, 2026
4 of 6 episodes seen
Ongoing 0
Overall 7.5
Story 7.0
Acting/Cast 7.5
Music 7.5
Rewatch Value 6.0

I Was Expecting More

I almost dropped this one. The first couple of episodes didn’t hold my attention. However, it’s starting to become more interesting, and I’m now curious about what will happen in the next episode.

I have to say, this is one of the few K-dramas where the female characters are not annoying. The female roles are well-written and well-performed. The male roles are decent as well, with the exception of Jung Woo Sung. I can’t quite put my finger on what doesn’t work for me, but his laugh really has to go. It’s not funny, sinister, or creepy—it’s just… not.

The sudden bursts of slapstick comedy also feel out of place and disrupt the overall tone.

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Completed
Elsa
0 people found this review helpful
Dec 28, 2025
6 of 6 episodes seen
Completed 2
Overall 4.5
Story 6.0
Acting/Cast 8.0
Music 2.0
Rewatch Value 2.0

?️ Made in Korea — Power, Politics & Hyun Bin Doing His Thing

Hyun Bin is back — and yes, the acting is as solid as ever. 🙌 This drama leans heavily into the political side of things, showing how parties play their cards to look like they’re protecting the nation, while in reality… they might just be shielding criminals. And honestly, that angle feels uncomfortably realistic.

I’m really enjoying the political drama so far — the power games, the moral grey areas, and the tension between truth and image. Acting-wise, it’s strong across the board, with Hyun Bin carrying that calm-but-dangerous presence perfectly.
That said, don’t come here expecting a sweeping love story. Romance is clearly not the focus, and the OST is also pretty low-key — it does the job, but it won’t stay stuck in your head.

So if you’re into serious political dramas, smart storytelling, and watching powerful people expose their own hypocrisy, Made in Korea is definitely worth checking out. If romance is your priority… you might want to look elsewhere. 😅

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Completed
Lynnea
3 people found this review helpful
27 days ago
6 of 6 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 8.0
Acting/Cast 9.5
Music 8.5
Rewatch Value 8.0

Stile impeccabile, cast memorabile, sceneggiatura che necessita del rinforzo del sequel

“Made in Korea” cattura lo spettatore fin da subito con un inizio ad effetto, un dirottamento aereo girato come un film d’azione hollywoodiano, per poi trasformarsi in un thriller politico ambientato nella Corea del Sud degli anni ’70. Non lo definirei un capolavoro assoluto, ma nemmeno un’occasione sprecata, piuttosto una curiosa e apprezzabile via di mezzo che alterna luci abbaglianti e ombre profonde.
Punti di forza indiscussi della serie sono la componente visiva-tecnica e il cast. Rispetto alla prima, la fotografia è curatissima, capace di restituire l’atmosfera opprimente e sporca della dittatura militare di Park Chung Hee. Saltano agli occhi gli ambienti trascurati e deprimenti, dai luoghi di lavoro alle abitazioni private fino alle riprese girate per strada. Le location, i costumi, le luci e la colonna sonora strumentale costruiscono un mondo particolarmente affascinante, dove ogni inquadratura è studiata nel dettaglio. Una particolare menzione va alla scena finale, uno spaccato in bianco e nero di notevole impatto, visivo ed emotivo. E’ una vera e propria chiusura in bellezza, che cala il sipario elegantemente e con la tacita promessa di sollevarlo di nuovo (la serie prevede infatti un sequel).
Per quanto riguarda il cast, ci si è davvero superati: da una parte uno splendido Hyun Bin, di ritorno ai drama dopo ben sette anni dal suo ultimo lavoro – “Crash landing on you” – che lo ha consacrato a livello internazionale. Attore più noto per ruoli romantici ed eroici, qui si trasforma in un villain multi sfaccettato, un narcotrafficante senza scrupoli, freddo e calcolatore, che perdipiù lavora per i servizi segreti coreani. Il ritratto che offre è altamente caratterizzante: l’espressione trattenuta, una sigaretta accesa con lentezza, un sorriso che non arriva mai agli occhi. Al suo fianco, Jung Woo Sung è il contraltare perfetto: attore per me nuovo e principalmente dedito a film piuttosto che a serie tv, riesce a dare vita a un personaggio davvero unico e credibile: il suo procuratore Jang Geon Yeong è un tornado caotico, genuino e quasi comico in certi frangenti – la sua risata, così compiaciuta ed eccessiva, ne è un esempio - ma con una determinazione incrollabile. La loro dinamica è di fatto il vero motore della serie.
Accanto a loro, l’apparizione un po’ fugace di Woo Do Hwan nei panni del fratello di Baek Gi Tae – che conto però riesca a ritagliarsi maggiore spazio nel sequel – e soprattutto Jung Sung II, attore che ho già visto e apprezzato in “The Glory” e che, ancora una volta, interpreta un personaggio intrigante ed ermetico, capace di emanare un’aura di potente sicurezza e di mettere anche un po’ di soggezione. Molto buona anche la prova di Seo Eun Soo nel ruolo dell’ispettrice Oh, mentre Won Ji An veste un po’ a fatica i panni della figlia adottiva della Yakuza, la mafia giapponese.
Meno solida è invece la struttura narrativa. Il drama conta in tutto sei episodi: troppi per essere un film, troppo pochi per sviluppare adeguatamente l’intricato groviglio di personaggi e sottotrame che introduce. L’effetto, in alcuni tratti, è quello di una sinossi illustrata: si salta dal Vietnam al Giappone in dieci minuti, la yakuza viene prima citata e poi introdotta, ma resta l’impressione di non averla mai inquadrata veramente; vi è un accenno a un passato nella guerra del Vietnam che resta quasi uno sfondo decorativo, salvo poi cercare di acquisire un senso verso la fine. Le relazioni – in primis quelle tra i fratelli Baek – sono solo abbozzate e appaiono più come delle premesse che quali legami vissuti.
Questa compressione genera, di fatto, uno strano paradosso: la serie è allo stesso tempo troppo lenta e troppo veloce. Troppo lenta quando si perde in dialoghi tra uomini di potere – si arriva fino ai vertici della Casa Blu – tra mosse e contromosse, doppio giochi che diventano tripli, se non quadrupli o quintupli. Troppo veloce quando, per arrivare alla fine, si risolvono conflitti complessi con un colpo di scena o un’azione violenta, senza dare il tempo allo spettatore di elaborare il tutto. Vuole essere al contempo un thriller serrato e un drama politico profondo, ma alla fine non è pienamente né l’una né l’altra cosa.
Un altro nodo critico sono le figure femminili, davvero sotto tono. Siamo nella Corea degli anni ’70, un contesto patriarcale, e la serie non fa nulla per scalfire questo scenario. Le attrici sono relegate a ruoli di contorno: la spalla comica, la donna isterica, la pedina da proteggere o da usare. Fa eccezione il personaggio di Ikeda/Choi Yu Ji, una donna fredda e ambiziosa, ma la sua presenza è limitata e non del tutto convincente.
Eppure, nonostante tutto, Made in Korea è comunque un drama che si lascia ampiamente apprezzare e che mi sento di consigliare, in primis per la scelta insolita e a suo modo rischiosa: in un panorama ormai saturo di romance e fantasy, un thriller politico cupo, senza il prevedibile lieto fine e con un protagonista malvagio è paragonabile a una boccata d’aria fresca. Inoltre, la seconda stagione potrebbe compensare le pecche sopracitate, dando più spazio ai personaggi secondari e riprendendo le sottotrame lasciate in sospeso. Sicuramente, ad oggi e senza quindi una seconda stagione, “Made in Korea” appare come un drama imperfetto, per quanto affascinante. Il classico prodotto “di prestigio” che pecca di un po’ di presunzione, dove l’estetica e l’alto livello del cast non annullano i difetti della sceneggiatura. Le sei ore passate davanti allo schermo non sono però un peso, soprattutto grazie alle interpretazioni di Hyun Bin e Jung Woo Sung, ma alla fine si resta con la sensazione di aver assistito a una grande prova di stile più che a una grande storia. Per quest’ultima, a quanto pare, sarà imprescindibile attendere la seconda stagione.

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Completed
oceann
0 people found this review helpful
Feb 20, 2026
6 of 6 episodes seen
Completed 1
Overall 9.5
Story 5.5
Acting/Cast 7.5
Music 8.5
Rewatch Value 7.5

ni film gong bat ya kak

KENAPA AGEN KCIA MALAH JUALAN BEGITUAN SIK, ada cobaan malah di cobain 😞😞 kalian semua emank gajinya kaga umr kah sampe butuh uang banget begitu, harusnya bersyukur kak bisa jadi pegawai pemerintahan, benci banget sama orang-orang yang serakah +++ ga bersyukur kayak gini, MAKSUDNYA TUH KAYAK UDA BAGUS JADI KCIA,YAUDAH KERJA SEBAGAI MANA ORANG NORMAL AJA, kesel bat dah nonton nya, kitae juga ngapain si punya pemikiran jualan begituan, daripada jualan narkoba, mending jualan bubur, bisa sekalian naik haji
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Made in Korea poster

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  • Score: 7.4 (scored by 2,123 users)
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