This review may contain spoilers
Il dramma dei k-drama
Non so quali porcherie tecnico-finanziarie determinino (come ovunque) le produzioni televisive coreane. Ho letto spesso, ad esempio di sceneggiature che vengono rimaneggiate in corso d'opera a seconda dell'andamento degli gli indici di ascolto settimanali o di esigenze di implementazione del fan service o degli inserzionisti pubblicitari. Certo queste manovre, che non hanno niente a che fare con le capacità artististiche degli attori o spesso, con le aspettative degli spettatori sono quasi sempre negative sulla riuscita/godibilità dello spettacolo.
In questo drama, a mio avviso i risultati ottenuti sono devastanti. Il taglio, in itinere, di 4 puntate (12 delle 16 inizialmente previste, nonostante gli elevati indici di ascolto durante la programmazione) e il conseguente rimaneggiamento delle puntate ha completamente deformato uno spettacolo molto divertene e ottimamente recitato. Fino alla fine dell'ottava puntata il mio voto era un 9.5. Il voto finale è decisamente più basso e a salvare almeno questo risultato è la recitazione fantasmagorica di Namgoog Min. Il mio monoteismo coreano si è trasformato in un duoteismo (pardon). NGM ha raggiunto l'olimpo e siede ora, per sempre, accanto a Ji Sung. In questo spettacolo anche gli odiosi inserti pubblicitari, grazie alla sua maestria sono proprio divertenti (quello del caffè starbuck mi ha fatto morire dal ridere).
NGM è attore superpoliedrico e qui lo mostra in una gamma di trasformazioni personali sorprendente. E' divertente, scanzonato, serio-serissimo, determinato, finto tonto, compagnone e delicato, eccentrico ed equilibrato, pauroso e indomabile. In alcune delle sue versioni ha pure questa pettinatura tutta 'perfettamente disordinata' che gli dà quell'aria sbarazzina (che mette da parte quando fa l'integerrimo procuratore) che lo rende, per me, un piacere anche per gli occhi.
Nel trio che forma il personale dello studio legale, dove tutte le cause costano un dollaro ai clienti meno abbienti, spicca anche la recitazione del braccio destro del protagonista: Park Jin Woo nella parte del proprietario di lavanderia, mr. Sa. Ji Hoon lo ha salvato in un caso legale difficile e ora mr. Sa, ingenuo fino alla tontaggine e timoroso di natura, per aiutare il ML si butterebbe nel fuoco, tremando come una foglia. Bravissimo. La protagonista femminile non è male ma è distante anni luce dai due uomini.
Fino al tracollo lo spettacolo ha pure aggirato la modalità legal-drama un po' scontata del 'un caso diverso ogni puntata' che, visto uno, visti tutti. Dunque anche una certa originalità di sceneggiatura che si manifesta anche nella scelta di non costruire un passato, che si intuisce complesso e doloroso, attorno al protagonista. Fino alla sesta puntata non sappiamo chi sia davvero Ji Hoon, da dove venga, perchè faccia il povero avvocato con vestiti di alta sartoria, perchè viva in un attico e cerchi di sfuggire alla proprietaria dello studio legale perchè tremendamente in arretrato con l'affitto.
Insomma uno spettacolo egregio quasi ammazzato da decisioni di produzione. Detto questo ne consiglio la visione perchè, finchè mi sono divertita mi sono divertita molto.
Nota: c'è questa scena dove lui disperato per avere indirettamente causato il 'suicidio' dell'amato padre, profondamente consapevole della sua emarginazione professionale, conseguenza della sua irriducibilità al compromesso con i potenti, solo e senza risposte nè vie d'uscita si sdraia sul selciato di un vicolo sotto la pioggia scrosciante. La sua altrettanto irriducibile innamorata senza speranza gli si sdraia accanto silenziosa. Quando lui, girando la testa la vede capisce a un tratto che, forse, alla fine, l'amore può essere una scintilla nel suo buio esistenziale. Il suo sguardo verso di lei continua ad esser disperato ma un barlume di luce affiora nel fondo degli occhi e un decimillimetro di sorriso incurva impercettibilmente le sue labbra. Namgoong Min, ma come fai a fare 'ste robe? (febbraio 2026)
In questo drama, a mio avviso i risultati ottenuti sono devastanti. Il taglio, in itinere, di 4 puntate (12 delle 16 inizialmente previste, nonostante gli elevati indici di ascolto durante la programmazione) e il conseguente rimaneggiamento delle puntate ha completamente deformato uno spettacolo molto divertene e ottimamente recitato. Fino alla fine dell'ottava puntata il mio voto era un 9.5. Il voto finale è decisamente più basso e a salvare almeno questo risultato è la recitazione fantasmagorica di Namgoog Min. Il mio monoteismo coreano si è trasformato in un duoteismo (pardon). NGM ha raggiunto l'olimpo e siede ora, per sempre, accanto a Ji Sung. In questo spettacolo anche gli odiosi inserti pubblicitari, grazie alla sua maestria sono proprio divertenti (quello del caffè starbuck mi ha fatto morire dal ridere).
NGM è attore superpoliedrico e qui lo mostra in una gamma di trasformazioni personali sorprendente. E' divertente, scanzonato, serio-serissimo, determinato, finto tonto, compagnone e delicato, eccentrico ed equilibrato, pauroso e indomabile. In alcune delle sue versioni ha pure questa pettinatura tutta 'perfettamente disordinata' che gli dà quell'aria sbarazzina (che mette da parte quando fa l'integerrimo procuratore) che lo rende, per me, un piacere anche per gli occhi.
Nel trio che forma il personale dello studio legale, dove tutte le cause costano un dollaro ai clienti meno abbienti, spicca anche la recitazione del braccio destro del protagonista: Park Jin Woo nella parte del proprietario di lavanderia, mr. Sa. Ji Hoon lo ha salvato in un caso legale difficile e ora mr. Sa, ingenuo fino alla tontaggine e timoroso di natura, per aiutare il ML si butterebbe nel fuoco, tremando come una foglia. Bravissimo. La protagonista femminile non è male ma è distante anni luce dai due uomini.
Fino al tracollo lo spettacolo ha pure aggirato la modalità legal-drama un po' scontata del 'un caso diverso ogni puntata' che, visto uno, visti tutti. Dunque anche una certa originalità di sceneggiatura che si manifesta anche nella scelta di non costruire un passato, che si intuisce complesso e doloroso, attorno al protagonista. Fino alla sesta puntata non sappiamo chi sia davvero Ji Hoon, da dove venga, perchè faccia il povero avvocato con vestiti di alta sartoria, perchè viva in un attico e cerchi di sfuggire alla proprietaria dello studio legale perchè tremendamente in arretrato con l'affitto.
Insomma uno spettacolo egregio quasi ammazzato da decisioni di produzione. Detto questo ne consiglio la visione perchè, finchè mi sono divertita mi sono divertita molto.
Nota: c'è questa scena dove lui disperato per avere indirettamente causato il 'suicidio' dell'amato padre, profondamente consapevole della sua emarginazione professionale, conseguenza della sua irriducibilità al compromesso con i potenti, solo e senza risposte nè vie d'uscita si sdraia sul selciato di un vicolo sotto la pioggia scrosciante. La sua altrettanto irriducibile innamorata senza speranza gli si sdraia accanto silenziosa. Quando lui, girando la testa la vede capisce a un tratto che, forse, alla fine, l'amore può essere una scintilla nel suo buio esistenziale. Il suo sguardo verso di lei continua ad esser disperato ma un barlume di luce affiora nel fondo degli occhi e un decimillimetro di sorriso incurva impercettibilmente le sue labbra. Namgoong Min, ma come fai a fare 'ste robe? (febbraio 2026)
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