Details

  • Last Online: 3 days ago
  • Gender: Female
  • Location:
  • Contribution Points: 0 LV0
  • Roles:
  • Join Date: March 31, 2024
The Tale of Lady Ok korean drama review
Completed
The Tale of Lady Ok
0 people found this review helpful
by Dramalia
Jan 25, 2026
16 of 16 episodes seen
Completed
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 8.0
Music 8.0
Rewatch Value 7.0
This review may contain spoilers

Grande focus su un personaggio femminile, la nuova era dei drama storici!

Recensito da: Effe IG:_Dramalia_

Premessa doverosa: questo drama è parecchio intricato, quindi cercherò il più a grandi linee possibile di spiegarvi cosa succede.
Goo Deok (Lim Ji-yeon) è la serva di una famiglia di nobili, padre e figlia, particolarmente inclini verso le punizioni disumane nei confronti dei propri servi. Crudeli e senza pietà li conosciamo mentre obbligano il padre di Goo Deuk a seppellire la moglie malata ancora viva davanti agli occhi disperati della figlia. E’ chiaro fin da subito che il sentimento comune sarebbe quello di vedere i due aguzzini finire male, ma questo drama è stato scritto per farci penare. Qualche anno più tardi, Goo Deok, adulta, è una serva geniale, molto intelligente e stranamente acculturata che fa l'impossibile per mettere da parte del denaro così da poter scappare con il padre. Un giorno, mentre si finge un uomo che vende noccioline nel mezzo di una festa di paese, incontra Song Seo-in (Choo Young-woo), un nobile vestito da schiavo che sta cercando di incontrare la donna con la quale è destinato a sposarsi. Seo-in è un giovane molto bello e con il desiderio di fare l’artista, appassionato scrittore di romanzi, il suo sogno nascosto è quello di diventare un intrattenitore. Seo-in però è anche il promesso sposo della padrona di Goo Deuk, Kim So-hye, peccato che la fine intelligenza della serva lo colpisca come una freccia in pieno petto non lasciandogli sentimentalmente scampo. I due passano la giornata insieme e si rivedono durante un banchetto organizzato prima delle nozze, Seo-in prova dei sentimenti per lei ma il divario sociale non permette loro di fare nulla di più se non conversare. Durante il banchetto però, mentre sono insieme, Kim So-hye li scopre e scoppia uno scandalo. Il matrimonio salta e Goo Deuk viene prima violentemente punita e poi le viene ordinato di divenire la concubina del padrone di casa. E’ allora che la giovane decide di fuggire con il padre. Dopo giorni di viaggio braccati dai soldati, i due si fermano in una locanda lungo la strada ma, il mattino seguente, Goo Deuk si ritrova sola, il padre, malato, è ripartito da solo per non rallentarla troppo nella fuga. Goo Deuk, nella speranza che l’uomo torni, rimane nella locanda per un anno finché un giorno arrivano due nobili, padre e figlia, con tutto il seguito. I due sono l’esatto opposto dei padroni di Goo Deuk, sono gentili, umani e estremamente decorosi. Ok Tae-young, la figlia, si affeziona in fretta alla ragazza e alla fine, prima della partenza, le chiede di seguirla non come serva ma come sorella. Prima che possano incamminarsi però dei criminali assaltano la locanda e uccidono tutti. Goo Deuk e Tae-young riescono a scappare ma vengono intrappolate in un magazzino che prende fuoco dove Tae-young rimane gravemente ferita. La giovane nobildonna spinge fuori Goo Deuk come ultimo atto, implorandola di vivere e di seguire i suoi sogni. Quando Goo Deuk si sveglia, si trova nella tenuta della famiglia Ok dove tutti credono che sia lei la vera Lady Ok Tae-young. Dopo un primo momento però Goo Deuk cede ai rimorsi e racconta alla nonna e alla serva la verità. La nonna comprende quanto potenziale si celi dietro la giovane e le propone di diventare ufficialmente sua nipote acquisendo il nome della vera Ok Tae-young. Divenuta quindi a tutti gli effetti una nobile, viene fatta sposare con Sung Yoon-gyeom, il figlio del Magistrato che è identico in tutto e per tutto a Song Seo-in, due gocce d’acqua. Yoon-gyeom però, così come la nuova Tae-young che in reatà è una serva fuggitiva, ha un segreto: è omosessuale, non ha alcun interesse nell’avere figli ed è concentrato nel gestire un luogo in cui vengono accolte altre persone omosessuali che imparano le arti marziali per potersi difendere dai soprusi. I due conoscono i rispettivi segreti e decidono di aiutarsi mentre il Magistrato, affascinato dalle doti di Tae-young, la spinge a diventare un avvocato. L’uomo però, con la sua bontà e giusta misura, è un problema per i ricconi in cerca di potere, soprattutto per il Ministro delle Finanze e il Consigliere di sinistra che trovano e depredano una miniera d’oro non dichiarata. Per sviare il Magistrato, il centro di accoglienza creato da Yoon-gyeom viene svelato e raso al suolo, portando il ragazzo a fuggire, mentre il padre, barbaramente incastrato, muore. Sette anni più tardi Tae-young è un avvocato di estremo successo e, sebbene il marito sia sparito, è ormai una nobile rispettata che vive con il cognato, Sung Do-gyeom, arrivato primo all’esame di stato. La famiglia è felice ma il matrimonio di Do-gyeom con Cha Sun-hee scatena dei problemi, la ragazza infatti è figlia della famiglia che aveva depredato la miniera e per questo era stata punita grazie a Ok Tae-young. Madre e figlia complottano dunque per distruggere l’avvocato. Tae-young viene quindi presa di mira su più fronti e l’assenza del marito diventa il pretesto perfetto per renderla vedova, ovvero una disgraziata senza potere. Prima che ciò accada, Do-gyeom corre a cercare il fratello per convincerlo a rientrare a casa, lo trova, ma lui nonostante tutto rifiuta di tornare. E’ Seo-in a intervenire e risolvere la situazione. Do-gyeom incontra infatti l’ormai famoso intrattenitore per strada e, raccontatagli la storia, il ragazzo, ancora innamorato di Goo Deuk, si propone di aiutarla. Seo-in quindi mette in scena la sua morte per liberarsi dai panni dello scrittore e dell’intrattenitore da tutti conosciuto e arriva appena in tempo per salvare Tae-young impersonando il marito scomparso e giustificando la sua assenza con una perdita di memoria. Tutto sembra risolversi ma le disgrazie sono dietro l’angolo e la falsa coppia viene scoperta. Seo-in viene condannato a morte per aver contravvenuto ad un ordine del Re che gli aveva comandato di recarsi a fare uno spettacolo dai Qing, mentre lei viene rimandata dalla sua padrona originaria, divenuta concubina del Ministro delle Finanze. Una malattia misteriosa però appare dal nulla, sconvolgendo il popolo. Tae-young, ripresi i panni originari della serva Goo Deuk, finge di esserne rimasta contagiata e si fa portare al campo di isolamento con gli altri malati, dove, indagando, scopre che la malattia è generata dall’assunzione di alcune pastiglie appositamente avvelenate e distribuite proprio dal Ministro delle Finanze. Nel villaggio in quarantena ritrova anche il suo vero marito come volontario, il ragazzo non parla e ha una malattia al cuore incurabile. E’ lui a riuscire a fuggire dai soldati che piantonano i malati e a raggiungere il capo dell’esercito, da sempre alleato di Tae-young, che, scoperta la verità, salva i malati e condanna finalmente il Ministro delle Finanze, abbandonato miseramente dal Consigliere di Sinistra che lo sacrifica senza rimorsi. Tae-young, per tutto il bene che ha fatto al popolo, nonostante abbia impersonato una nobile, viene premiata dal Re e diviene una donna comune, abbandonando quindi definitivamente lo status di serva. Seo-in invece viene sostituito all’ultimo da Yoo-gyeom che, in punto di morte, si trascina nella sua cella con il benestare del capo delle guardie reali prendendo il suo posto.
Intricato, eh? E pensate che ve l’ho raccontato solo in maniera generica. Di questo drama, da buona appassionata di storici, posso solo parlarne bene. Ha una storia nuova, interessante, con una focalizzazione totale su un ruolo femminile ben studiato e ben delineato. E’ uno storico importante, pensato e ragionato nei dettagli, non banale e sicuramente piacevole perché oscilla tra momenti di calore familiare, momenti di lotta, momenti tragici e momenti di rivalsa. Ha un equilibrio ammirevole. E’ sicuramente un prodotto, nel suo genere, tra i più validi. Però ci sono dei punti che, per quanto mi riguarda, hanno stonato. In primis la dualità tra Yoon-gyeom e Seo-in, due personaggi identici interpretati da un bravissimo Choo Young-woo che ha saputo differenziarli molto bene, complice un’espressività nel suo sguardo encomiabile. Nonostante ciò non ho compreso a fondo perché creare due persone fisicamente uguali senza legami di sangue. Ora, che i sosia esistano, va bene, ma qui siamo nella sfera dei gemelli omozigoti. Avrebbe avuto più senso se i due fossero stati fratelli, sarebbe stato probabilmente più banale ma sicuramente meno irreale di avere una copia sputata di sé stessi che gironzola di qua e di là. Un’altra critica verte invece sulla quantità di personaggi coinvolti. Io vi ho raccontato i casi più importanti della storia, ma di cattivi ce ne sono di più, così come di cause legali che Lady Ok affronta. Tutti questi volti, molti dei quali dopo i primi episodi spariscono per ritornare sul finale, sono davvero, davvero tanti. Tant’è che più volte mi sono dovuta fermare per capire chi fosse uno o chi un altro, sperando che prima o poi qualcuno fornisse un indizio sulla provenienza del soggetto. L’infinità di nomi poi non ha certo aiutato la mia confusione. Quindi a mio avviso troppi ruoli, troppe storie intersecate tra loro che creano caos. Ultima critica, per la quale già so che non sarete concordi: la protagonista. Lim Ji-yeon è stata indiscutibilmente brava, ma l’ho trovata decisamente più adatta e centrata nel ruolo di Ok Tae-young che in quello della serva Goo Deuk. Le è mancata l’umiltà data dalla sottomissione, quell'aura di fragilità mista a paura. I suoi lineamenti, il suo sguardo, la sua generale rigidità hanno sicuramente trovato un riscontro più netto nella rappresentazione di una nobile fasulla che ha come obiettivo quello di non farsi scoprire da nessuno, manifestando quindi una rigidità necessaria per apparire forte e in alcun modo mendace. Però, nei panni della ferita e abusata Goo Deuk ho percepito una certa mancanza di morbidezza, di fragilità, di paura e dolore. E’ una critica che chiaramente verte solo sulla parte iniziale del drama dove ho un po’ arrancato a empatizzare con una serva sì vessata ma comunque, al di là della manifesta genialità, a tratti un pizzico eccessiva nell’essere così sicura di sè in maniera vagamente supponente. Per il resto l’interpretazione della rigida e forte Ok Tae-young è stata perfetta. In ogni caso questo drama si conferma tra i migliori del settore storico e agli appassionati piacerà indubbiamente.
Was this review helpful to you?