Poco commedia, molto ansiogena
Una rom-com, o meglio un'office-comedy, che mi ha accompagnato durante le ultime settimane del 2025, fino proprio al giorno di Natale. I primi due episodi restano i migliori e i più divertenti, con un inizio atipico ed esplosivo (simile a "Positively Yours"), nella magnifica Isola di Jeju, perché il ritorno alla realtà è durissimo sia per la protagonista Ko Da Rim, sia per lo spettatore. Infatti l'eroina è una donna non più giovanissima, alla quale gliene capitano di tutti i colori ed è costretta a fingere di essere moglie e madre pur di farsi assumere dalla prestigiosa azienda di prodotti per bambini della famiglia Kong, la "Natural Bebe".
Il focus è sulle donne, sulle tribolazioni di una trentenne, proveniente da una famiglia umile ed orfana di padre, che non è riuscita ad avere ancora alcuna esperienza lavorativa, sulle neo-mamme che possono trovare un'opportunità di lavoro solo per essere usate come pretesto per la lotta al potere tra i due fratellastri, Kong Ji Hye e Kong Ji Hyeok, e sulla madre di quest'ultimo e il suo riscatto da un marito disonesto. Già questi aspetti affievoliscono i toni della commedia e ci catapultano nella ultra-competitiva e feroce società coreana.
La trama è avvincente ma anche ansiogena, la protagonista non riesce a trovare pace, nonostante la chimica fortissima con Ji Hyeok. Più che uno scontato triangolo, c'è una dinamica a quattro, con ottime performance da parte di Jang Ki Yong, Ahn Eun Jin, Kim Moo Joon e Woo Da Bi.
Sicuramente un paio di criticità sono rappresentate da un colpo di scena in particolare, a mio parere un po' inverosimile. e dal ritorno di un espediente narrativo, ormai diventato un cliché di diversi k-drama e che rischia di vanificare l'intero rapporto dei protagonisti, costruito in 12 episodi.
Un buon prodotto, il lieto fine e il riscatto sociale sono assicurati, ma con diversi limiti.
Il focus è sulle donne, sulle tribolazioni di una trentenne, proveniente da una famiglia umile ed orfana di padre, che non è riuscita ad avere ancora alcuna esperienza lavorativa, sulle neo-mamme che possono trovare un'opportunità di lavoro solo per essere usate come pretesto per la lotta al potere tra i due fratellastri, Kong Ji Hye e Kong Ji Hyeok, e sulla madre di quest'ultimo e il suo riscatto da un marito disonesto. Già questi aspetti affievoliscono i toni della commedia e ci catapultano nella ultra-competitiva e feroce società coreana.
La trama è avvincente ma anche ansiogena, la protagonista non riesce a trovare pace, nonostante la chimica fortissima con Ji Hyeok. Più che uno scontato triangolo, c'è una dinamica a quattro, con ottime performance da parte di Jang Ki Yong, Ahn Eun Jin, Kim Moo Joon e Woo Da Bi.
Sicuramente un paio di criticità sono rappresentate da un colpo di scena in particolare, a mio parere un po' inverosimile. e dal ritorno di un espediente narrativo, ormai diventato un cliché di diversi k-drama e che rischia di vanificare l'intero rapporto dei protagonisti, costruito in 12 episodi.
Un buon prodotto, il lieto fine e il riscatto sociale sono assicurati, ma con diversi limiti.
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