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Completed
Love Is for the Dogs
1 people found this review helpful
Apr 21, 2026
10 of 10 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 8.5
Acting/Cast 8.0
Music 7.0
Rewatch Value 8.0

Niji (虹)?

“Il vento...
La pioggia...
L’arcobaleno (Niji)...
Quel piccolo “qualcosa”...
È quello che mi diceva sempre mia nonna.
Tutto ciò che serve è quel piccolo “qualcosa”
perché una relazione cambi.
Qualcosa come un soffio di vento o uno scroscio di pioggia.
Un arcobaleno improvviso,
una farfalla che si posa su di te, o addirittura...
l’abbaiare di un cane...”
(dall’episodio 7)

La serie trasmette, senza dubbio, una notevole dose di tenerezza, alla maniera di K-drama come "L’amore lontano dalla città"(Netflix 2022) o "Behind Your Touch" (Netflix 2023), grazie soprattutto al cane Shōgun, adorabile in ogni singola inquadratura (anche con qualche modifica in CGI) e gli altri animali domestici visitati nella clinica Shirosaki.

Qualche difetto emerge a livello tecnico nella regolazione dei microfoni degli attori che recitano in presa diretta ma risultano, talvolta, sovrastati dalle musiche; dall’interpretazione un po’ ingessata della protagonista; dal ruolo di Na In Woo, il quale è sicuramente in parte, regalando una buona performance nella resa di un personaggio in cui convivono due lingue e culture affini ma anche con molte diversità, solo che risulta (a mio modesto parere) leggermente sprecato come “terzo incomodo”.

Funziona molto meglio la dinamica amicale tra i tre protagonisti rispetto a quella romantica, rappresentata con il tipico candore dei J-drama ma mancando di pathos.

Di certo, proseguendo con il racconto e con un leggero cambiamento di tono, affiora la profondità del messaggio in cui si contrappone la labilità della spregiudicatezza di coloro che ambiscono solo alla rivalsa o ad accrescere il proprio prestigio con il “vile” denaro e la solidità dei valori come la gentilezza, l’amorevolezza e l’affetto incondizionato degli animali, non antropomorfizzati ma rispettati nella loro natura e che rendono più umani le persone che li accudiscono:

“Prendersi cura degli animali è prendersi cura della vita.
Ti aiuta ad essere più gentile anche con le persone
E rende il mondo un posto più bello in cui vivere🌈”
(dall’episodio 10).

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Completed
Sounds of Winter
1 people found this review helpful
Apr 7, 2026
10 of 10 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 8.0
Acting/Cast 10
Music 9.0
Rewatch Value 8.0

Ciò che amore non è

Questa serie, disponibile su Netflix con il titolo "Sounds of Winter", è girata quasi con un impianto documentaristico, regalando momenti di grande introspezione, con un ritmo lento (a tratti soporifero), dialoghi lunghi e intensi, scene con ampio minutaggio, location urban e una fotografia fredda. I costumi sono minimal e, soprattutto nel caso della protagonista, semplici e oversize, quindi outfit privi di orpelli per non distrarre dal focus narrativo. La colonna sonora è caratterizzata dalle canzoni più in voga del J-Pop.

Sicuramente la qualità della recitazione degli attori è eccellente, visto il forte realismo che permea le vicende dei personaggi.

Protagonista è una giovane scrittrice di nome Ayana, le cui frequenti delusioni sentimentali, raccontate in alcuni flashback che aprono la gran parte degli episodi, l'hanno resa incapace di amare davvero; intraprende, infatti, una relazione con un hair stylist, Yukio, incontrato casualmente in una lavanderia a gettoni ma, nel frattempo, lo tradisce con il signor Yamada e ha un'ambigua amicizia con Kotaro. Insomma, non è la classica eroina romantica. Si ripetono scene di vita quotidiana, in cui la vediamo mangiare e fumare o prendere appunti per i suoi romanzi.

La narrazione non è altro che uno sguardo sulla realtà contemporanea, fatta di rapporti affettivi "liquidi", dove la stabilità e l'esclusività si sono dissolte.

Il messaggio che trasmette è di una donna ferita, fragile, ma libera, che non vuole né essere etichettata né appartenere a qualcuno. Molto attuale.

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Completed
Romantics Anonymous
1 people found this review helpful
Feb 3, 2026
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 9.0
Story 9.5
Acting/Cast 10
Music 9.0
Rewatch Value 10

Si guarisce in due

Una serie dolcissima e incantevole, un drama nippo-coreano, i cui primi due episodi sono stati presentati in anteprima al Busan International Film Festival 2025. Si tratta del remake, con impianto seriale, della commedia romantica franco-belga "Emotivi anonimi" del 2011.

La natura incontaminata fa da cornice all'arte della protagonista, la geniale cioccolataia, Ha-Na: non a caso ogni episodio è incentrato sulla creazione di un particolare cioccolato, resa con grande maestria, tanto che si riesce quasi a percepire i sapori, attraverso lo schermo. Una vera esperienza sensoriale.
E poi c'è un messaggio profondo nella romance di Ha Na con Sosuke, CEO della cioccolateria per cui lavora: entrambi affetti da una fobia che li condiziona terribilmente a livello sociale, riescono a superarla solo quando sono insieme, l'uno di fronte all'altro. Ci viene spiegato anche il significato profondo della famosa parola coreana per definire l'amore, ossia "Saranghae": non semplicemente "ti amo" ma "voglio che tu sia felice"🥹​.

Non manca la lotta di potere per ottenere il controllo dell'azienda di Sosuke, ma non appesantisce il flusso narrativo, svelando sul finale anche una morale commovente.
Interessante anche la storyline secondaria, con l'affascinante Akanishi Jin nel ruolo di Tokada e Nakamura Yuri, che interpreta la psicologa Irene.

Un drama rilassante, coinvolgente e dinamico, in cui è facile empatizzare con i personaggi.
Consigliato se si ha bisogno di un po' di dolcezza 🍫​

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Completed
What's Wrong with Secretary Kim
1 people found this review helpful
Jan 27, 2026
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 9.0
Story 9.0
Acting/Cast 10
Music 10
Rewatch Value 9.0

Un'iniezione di positività

Una rom-com classica e una serie cult, in cui si prende il clichè della "segretaria amante dell'uomo di potere" e lo si trasforma in un'intensa storia d'amore che affonda le radici in un passato traumatico. Dai protagonisti, con le superstar Park Seo-Joon e Park Min-Young, al cast secondario, gli attori sono tutti in parte, anche nei ruoli sopra le righe.

La serie è divertente, leggera, scorrevole, soprattutto fino all'episodio 11: le tensioni sono poche e si risolvono con facilità. Il ritmo scende un po' negli ultimi episodi. Non mancano due flashback struggenti, di cui uno particolarmente tragico.

Un drama ambientato sul posto di lavoro ma senza essere ansiogeno, con un'atsmofera bucolica e un gruppo di colleghi che tutti vorrebbero avere.

Ci sono diversi cameo interessanti, soprattutto di Lee Min-Ki e Jung So-Min.

Certo, guardare questo prodotto a distanza di 8 anni fa percepire anche qualche anacronismo nelle dinamiche tra i protagonisti: lui sembra un po' possessivo e lei sempre in posizione subalterna.

Resta comunque una serie leggendaria che ha dato vita a diversi remake.
Se avete bisogno di un'atmosfera positiva e rilassante si può recuperare o farne il rewatch.
Io comincerò il remake thailandese e valuterò il risultato. Le recensioni mi preoccupano un po', vedremo ;)

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Completed
Our Universe
0 people found this review helpful
May 5, 2026
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 8.0
Acting/Cast 9.0
Music 9.0
Rewatch Value 8.0

Unconventional

“Ora che ho vissuto abbastanza a lungo da rendermene conto,
ho capito che in realtà è tutto qui.
Avere lo stesso sangue non è l’unica cosa
che rende tale una famiglia.
Sono quei giorni in cui vi sostenete a vicenda con amore,
oltre a tutti i momenti che si accumulano a poco a poco,
che rendono una gruppo di persone
una famiglia.”
(dall’episodio 12)

"Our Universe" è una serie particolare, con al centro le attuali e delicatissime questioni della co-genitorialità e, soprattutto, della tutela dei minori, in cui sono scardinati alcuni dei canoni narrativi tipici delle rom-com a cui ci ha abituato la Korean Wave.

In questo caso, l’approccio è fortemente realistico sulla costruzione di una famiglia segnata dai lutti, in cui due giovani cognati, la diligente Woo Hyun Jin e l’egocentrico Sun Tae Hyeong si ritrovano, loro malgrado, a crescere il nipotino di venti mesi, Sun Woo Joo, rimasto orfano dopo la tragica e improvvisa dei genitori. Allo stesso tempo, dovranno condurre le loro vite, tra la realizzazione delle rispettive carriere, nell’iper-competitivo mercato del lavoro sudcoreano: il tempo libero a disposizione è poco e saranno costretti a una convivenza che, pian piano, consentirà l’evoluzione dei loro reciproci sentimenti.
Ma tra loro si frappone Park Yoon Seong, interpretato da Park Seo Ham , nel ruolo dell'affascinante direttore marketing della BS Food.

Già in questo schema a tre si nota il primo rovesciamento di uno stilema classico: Yoon Seong è il tipico eroe romantico, perfetto, senza ombre, disposto a tutto pur di proteggere Hyun Jin, assolutamente surreale. A lui fa da contraltare proprio Tae Hyeong, tormentato, geloso dei propri spazi, arrabbiato con il mondo. Per questo, decisamente credibile. Il suo arco narrativo è più completo rispetto a quello della protagonista femminile, con poco spessore e che subisce quasi un'involuzione negli ultimi due episodi.

La serie, fondamentalmente, presenta forti accenti drammatici, come si evince dallo struggente prologo del primo episodio e dal netto sbilanciamento degli ultimi due episodi; i toni da commedia romantica li troviamo nelle puntate centrali.

Il punto di svolta che si verifica nell’episodio 11 arriva come un “pugno nello stomaco” per lo spettatore, sacrificando l’equilibrio stilistico della trama per un obiettivo particolare: mostrare l’essenza di una famiglia che non è data semplicemente dalla convenzioni sociali, dalla firma di un contratto, dai legami di sangue ma è il luogo dell’esserci e del restare, della forza di un amore puro inteso come scelta esclusiva e stabile, pronto a prendersi cura dell’altro, a guarire le reciproche ferite e allevare una piccola vita.

Una serie sicuramente consigliata, ma bisogna prepararsi a diverse sequenze molto commoventi.

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Completed
Dear My Secretary
0 people found this review helpful
Mar 4, 2026
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 9.0
Story 10
Acting/Cast 8.5
Music 8.0
Rewatch Value 10

Un ottimo remake

Mi discosto dalle ultime recensioni perché, se secondo bene, è un remake ben fatto di una serie che, sicuramente, resta leggendaria (What's Wrong with Secretary Kim): di certo non mancano alcuni difetti tecnici, la messa in scena non è così maestosa come nei k-drama, ma è una gradevole esperienza di visione.
Spensierata, positiva, allegra e scorrevole🥰.

La trama è sviluppata adeguatamente, vi si ritrovano molti stilemi dell'originale, ma con importanti aggiunte: ci sono due plot twist inediti che la rendono ancora più avvincente.
Inoltre, è una lettura attenta alle sensibilità contemporanee, più inclusiva, per quanto, per un paio di casi, si rischia la resa macchiettistica.
Il rapporto tra Thee e Preem è finalmente alla pari ed equilibrato, lui meno ossessivo e lei più indipendente, con una chimica fortissima tra Jes e Bua❤️, tanto che sarebbe bello rivedere i due attori come protagonisti di una nuova Rom-Com.

Le relazioni tra i personaggi sono meglio approfondite, così come il passato traumatico che accomuna Thee, Preem e Tham.
E poi l'ambientazione è splendida, intrisa della cultura, del cibo e della spiritualità thailandese... e i suoi suggestivi paesaggi.

(Spero che carichino su Viki anche gli altri remake, come quello cinese🤩)

Stra-consigliata se avete bisogno di vibes positive!☀️

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Completed
Dynamite Kiss
0 people found this review helpful
Feb 17, 2026
14 of 14 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 7.5
Acting/Cast 10
Music 9.0
Rewatch Value 8.0

Poco commedia, molto ansiogena

Una rom-com, o meglio un'office-comedy, che mi ha accompagnato durante le ultime settimane del 2025, fino proprio al giorno di Natale. I primi due episodi restano i migliori e i più divertenti, con un inizio atipico ed esplosivo (simile a "Positively Yours"), nella magnifica Isola di Jeju, perché il ritorno alla realtà è durissimo sia per la protagonista Ko Da Rim, sia per lo spettatore. Infatti l'eroina è una donna non più giovanissima, alla quale gliene capitano di tutti i colori ed è costretta a fingere di essere moglie e madre pur di farsi assumere dalla prestigiosa azienda di prodotti per bambini della famiglia Kong, la "Natural Bebe".

Il focus è sulle donne, sulle tribolazioni di una trentenne, proveniente da una famiglia umile ed orfana di padre, che non è riuscita ad avere ancora alcuna esperienza lavorativa, sulle neo-mamme che possono trovare un'opportunità di lavoro solo per essere usate come pretesto per la lotta al potere tra i due fratellastri, Kong Ji Hye e Kong Ji Hyeok, e sulla madre di quest'ultimo e il suo riscatto da un marito disonesto. Già questi aspetti affievoliscono i toni della commedia e ci catapultano nella ultra-competitiva e feroce società coreana.

La trama è avvincente ma anche ansiogena, la protagonista non riesce a trovare pace, nonostante la chimica fortissima con Ji Hyeok. Più che uno scontato triangolo, c'è una dinamica a quattro, con ottime performance da parte di Jang Ki Yong, Ahn Eun Jin, Kim Moo Joon e Woo Da Bi.

Sicuramente un paio di criticità sono rappresentate da un colpo di scena in particolare, a mio parere un po' inverosimile. e dal ritorno di un espediente narrativo, ormai diventato un cliché di diversi k-drama e che rischia di vanificare l'intero rapporto dei protagonisti, costruito in 12 episodi.

Un buon prodotto, il lieto fine e il riscatto sociale sono assicurati, ma con diversi limiti.

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Completed
Dear X
0 people found this review helpful
Jan 28, 2026
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 8.0
Acting/Cast 10
Music 9.0
Rewatch Value 8.0

Inquietante e doloroso

Un thriller sviluppato in tre archi narrativi, che condensa in 12 puntate i 62 episodi del popolare webtoon di VANZIUN. Una serie per stomaci forti, con un livello di truculenza pari a "Squid Game".

Assistiamo all'ascesa e alla caduta della protagonista, Baek Ah Jin, che affronta il suo dolore avviando una spirale distruttiva soprattutto per i due personaggi che la supportano, gli unici ad amarla davvero: li manipola, senza remore, per raggiungere i propri scopi. E si vendica, senza pietà, nei confronti di chi la ostacola o le fa del male. Per questo, mantiene fino alla fine la dicotomia tra trauma e desiderio di riscatto, costi quel che costi. Suscita, allo stesso tempo, empatia e orrore.

Kim Yoo Jung dà vita ad una performance incredibile, mostrando ancora una volta il suo talento. Così come Hong Jong Hyun che troviamo solo negli ultimi episodi; forse il suo personaggio avrebbe meritato maggiore approfondimento.

La violenza domestica è rappresentata in tutto la sua crudeltà e permea soprattutto il primo arco narrativo che si conclude con una sequenza davvero disturbante.

Il finale sembra un po' affrettato, nonostante la sontuosità della messa in scena degli ultimi episodi, con una sequenza inverosimile e illogica, per quanto intrisa di simbolismo.
E un domanda resta aperta: é mai possibile un futuro di redenzione e speranza per questa anima perduta?

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Completed
Perfect Crown
0 people found this review helpful
20 days ago
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 9.0
Story 9.0
Acting/Cast 9.0
Music 9.0
Rewatch Value 9.0

Rottamazione reale

“Titoli e prestigio
sono un privilegio
o un vincolo.
Tutto parte dalla Corona.”

Che cosa mai sarebbe potuto accadere se la leggendaria dinastia Joseon, invece di concludersi nel 1910, avesse continuato a regnare indisturbata,
fino ai nostri giorni?

È questo lo spirito della serie, che si presenta, sì, come una commedia romantica, ma rivela diverse sorprese, in cui gioca un fattore determinante il tempo. Non a caso, il titolo letterale dal coreano, tradotto con La moglie del principe del 21° secolo, è sicuramente più calzante.

Il tema centrale sembrerebbe intrecciarsi con i trope classici a cui siamo abituati: l’erede spregiudicata e ambiziosa di un ricchissimo cheabol, ma in conflitto con la famiglia perché figlia illegittima e incompresa; il principe cadetto malvisto dalla corte perché profondamente refrattario alle tradizioni, ma amato dai sudditi; la maestosità del regno Joseon e i consueti intrighi di palazzo; il matrimonio a contratto, con il rapporto tra i protagonisti che evolve “from-enemies-to-lovers”, quindi in un grande amore, radicato già durante il liceo (almeno per lui). Nella serie, a un primo sguardo, ci vengono forniti tutti gli elementi di fascinazione del mondo royal: lo sfarzo delle scenografie, gli abiti principeschi, la proposta di fidanzamento da sogno, il gran ballo alla Bridgerton, il matrimonio del secolo.

E, invece, c’è molto di più: qui non si narra di una realtà alternativa, stile multiverso, come delineato in modo ambizioso in The King: Eternal Monarch (Netflix 2020) ma, piuttosto, di un’alternativa alla realtà, più vicina ai “What if...” di Marvel Television.

Infatti, si respirano gli effluvi di un voluto anacronismo, innanzitutto, dalla presenza di un re bambino, di soli otto anni, interpretato da un promettente, giovanissimo attore come Kim Eun Ho, che vorrebbe vivere come tutti gli altri suoi coetanei, ma si ritrova sulle spalle il fardello di una dinastia millenaria, soffocato dalle ambizioni della regina madre e, soprattutto, del perfido nonno, definito “il lord più pericoloso della storia del Regno”. E poi dai bellissimi costumi, tra tradizione e innovazione, che sottolineano la diversa caratterizzazione e visione dei personaggi.

Il protagonista I AN (Byeon Woo Seok) mostra, così, fin dall’inizio, la sua irriverenza, l’insofferenza verso l’etichetta reale e il senso di ribellione causati da una storia personale segnata dalla morte della madre, del padre e poi del fratello, dalla carica vuota di principe cadetto. E dal trono che gli è stato usurpato.
La co-protagonista femminile, come accennato, è impersonata dalla celebre cantante e attrice IU: il suo personaggio incarna la figura della borghese, senza una goccia di sangue blu, che riceve una corona, come abbiamo assistito nella storia recente della monarchia inglese o spagnola o svedese, ma anche la stigmatizzazione della donna come l’approfittatrice di turno, costretta ad affrontare uno scandalo dopo l’altro e la gogna social; la “cattiva” della fiaba, bersaglio preferito della stampa scandalistica.

In antitesi ai protagonisti, ci sono due comprimari di un certo impatto, come il primo ministro Min Jeong Woo (Noh Sang Hyu) e la regina madre Yoon Yi Rang (Gong Seung Yeon): due shapeshifter in piena regola, con due esiti completamente opposti.

In conclusione: sappiamo che il fascino della dinastia Joseon pervade, da decenni, tanti drammi storici coreani, ma sia in "Perfect Crown" sia nel nuovo "La mia nemica reale" è cambiata la chiave di lettura. Come se si avvertisse una certa aria di saturazione o di rottamazione, cercando di preservare la storia, ma accettando anche che i tempi sono mutati e che il lascito più tenace di una società rigidamente differenziata in classi, del successo garantito solo dal possesso di un titolo reale e dall’appartenenza a un clan, non ha più senso. E a tutti dovrebbero essere garantiti pari diritti e dignità.

Si potrebbe, così, riscoprire la propria identità, senza inutili fronzoli... ma, semplicemente, riuscendo a chiamarsi per nome.

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