Obiettivi troppo alti rispetto ai mezzi a disposizione. Idea di base e protagonisti interessanti.
Zui Jia (Sinful marriage) è uno short drama cinese che punta a un obiettivo di tutto rispetto salvo non accorgersi di avere di fatto degli importanti limiti per raggiungerlo, nonostante la buona volontà.
Mi è piaciuta l'idea del finto matrimonio - non lo definirei nemmeno di convenienza, più uno strumento di vendetta - così come la fitta rete di intrighi e un rapporto di fiducia tra i due coniugi che si instaura a fatica e a piccoli passi laddove regna ampiamente il sospetto. Mi è piaciuta la caratterizzazione della protagonista femminile: sveglia, di buon animo ma - all'occorrenza - abile doppiogiochista senza troppi rimorsi. Molto interessante, dal punto di vista estetico, il protagonista maschile. Per entrambi, inoltre, un livello di recitazione sopra la media per quelli che sono gli standard degli short drama.
Di contro, la struttura troppo complessa della trama poco si sposa con i tempi ristretti della mini-serie: gli eventi sono esageratamente concentrati, si susseguono a ritmo serrato minando spesso la coerenza e creando una confusione tra un passaggio e l'altro che di certo non aiuta i nessi logici. Non solo, la stratificazione delle alleanze/tradimenti portata in scena sarebbe impegnativa anche anche per un drama classico di normale durata, figuriamoci in una serie dove gli episodi durano non più di dieci minuti l'uno: il meccanismo del doppio gioco si rivela poi un triplo gioco, quindi un quadruplo e anche oltre. Davvero difficile capire quando i due protagonisti si trovano dalla stessa parte, c'è sempre l'impressione che uno dei due stia complottando alle spalle dell'altro, salvo spesso poi risultare in una strategia voluta pianificata insieme in antecedenza...Ma prontamente messa di nuovo in discussione da quello potrebbe essere un ennesimo tradimento escogitato a monte.
Un po "too much", insomma, così come il numero di avversari che via via entrano in scena: la matrigna, l'ex fidanzato, il fratello, la rediviva. Si poteva decisamente snellire il contenuto senza snaturare per questo l'idea alla base della serie.
Se da una parte è stata messa quindi troppa carne al fuoco, dall'altra è mancata un po' di sana autocritica rispetto ai propri limiti: non mi riferisco solo al tempo ridotto ma alla qualità generale tipica di molti short drama, che non vantano budget importanti e non eccellono in termini di regia e sceneggiatura, pur riconoscendo - come dicevo - una recitazione delle figure principali inaspettatamente sopra la media. Lo prendo un po' come un test di prova, al quale potrebbe ispirarsi un vero e proprio drama fatto come si deve.
La valutazione complessiva, restando nella scala di valutazione degli short drama, è comunque positiva nella misura in cui propone un'idea interessante e porta all'attenzione due attori - soprattutto quello maschile - spendibili quali protagonisti anche in un drama più importante e strutturato. Quanto al risultato in sè, invece, non la si può certo definire una visione completa, curata e appagante.
Mi è piaciuta l'idea del finto matrimonio - non lo definirei nemmeno di convenienza, più uno strumento di vendetta - così come la fitta rete di intrighi e un rapporto di fiducia tra i due coniugi che si instaura a fatica e a piccoli passi laddove regna ampiamente il sospetto. Mi è piaciuta la caratterizzazione della protagonista femminile: sveglia, di buon animo ma - all'occorrenza - abile doppiogiochista senza troppi rimorsi. Molto interessante, dal punto di vista estetico, il protagonista maschile. Per entrambi, inoltre, un livello di recitazione sopra la media per quelli che sono gli standard degli short drama.
Di contro, la struttura troppo complessa della trama poco si sposa con i tempi ristretti della mini-serie: gli eventi sono esageratamente concentrati, si susseguono a ritmo serrato minando spesso la coerenza e creando una confusione tra un passaggio e l'altro che di certo non aiuta i nessi logici. Non solo, la stratificazione delle alleanze/tradimenti portata in scena sarebbe impegnativa anche anche per un drama classico di normale durata, figuriamoci in una serie dove gli episodi durano non più di dieci minuti l'uno: il meccanismo del doppio gioco si rivela poi un triplo gioco, quindi un quadruplo e anche oltre. Davvero difficile capire quando i due protagonisti si trovano dalla stessa parte, c'è sempre l'impressione che uno dei due stia complottando alle spalle dell'altro, salvo spesso poi risultare in una strategia voluta pianificata insieme in antecedenza...Ma prontamente messa di nuovo in discussione da quello potrebbe essere un ennesimo tradimento escogitato a monte.
Un po "too much", insomma, così come il numero di avversari che via via entrano in scena: la matrigna, l'ex fidanzato, il fratello, la rediviva. Si poteva decisamente snellire il contenuto senza snaturare per questo l'idea alla base della serie.
Se da una parte è stata messa quindi troppa carne al fuoco, dall'altra è mancata un po' di sana autocritica rispetto ai propri limiti: non mi riferisco solo al tempo ridotto ma alla qualità generale tipica di molti short drama, che non vantano budget importanti e non eccellono in termini di regia e sceneggiatura, pur riconoscendo - come dicevo - una recitazione delle figure principali inaspettatamente sopra la media. Lo prendo un po' come un test di prova, al quale potrebbe ispirarsi un vero e proprio drama fatto come si deve.
La valutazione complessiva, restando nella scala di valutazione degli short drama, è comunque positiva nella misura in cui propone un'idea interessante e porta all'attenzione due attori - soprattutto quello maschile - spendibili quali protagonisti anche in un drama più importante e strutturato. Quanto al risultato in sè, invece, non la si può certo definire una visione completa, curata e appagante.
Was this review helpful to you?
1
2

