This review may contain spoilers
Poca cura e coerenza unite a molte banalità in un romance a tema Yakuza... Dove la Yakuza non c'è.
Serie onestamente deludente, costituita da otto episodi non particolarmente lunghi e che non risultano sufficienti a costruire una vicenda lineare e credibile. Soprattutto all'inizio, i passaggi che devono condurre alla convivenza dei due protagonisti si susseguono in rapida successione ma senza la giusta connessione tra l'uno e l'altro: ha più la struttura di un trailer diluito che di un episodio vero e proprio.
Il tema della Yakuza viene promesso dalla trama, ripetutamente citato nella serie, ma di fatto... non c'è. Ciò lo rende elemento stridente, completamente fuori contesto, banalizzato e ridicolizzato da vicende che davvero non stanno in piedi in quanto a logica. Lui ha una doppia vita, ok. Come capo ufficio è rigido, ma di certo non letale come nei panni del boss malavitoso. Accettabile. I dipendenti lo soprannominano - guarda che coincidenza! - "boss della Yakuza", solo perchè autorevole e intimidatorio: e già qui andiamo fuori dalle righe. La giovane e fastidiosa arrivista ruba-fidanzati scopre il segreto di lui nel modo più patetico possibile (zero dignità per la credibilità di questa Yakuza!). Non solo, promuove un ridicolo ricatto a quello che ha appena scoperto essere un capo della malavita. Per la serie: l'oca di turno che minaccia colui che - sulla carta - potrebbe farla sparire dalla faccia della Terra in due minuti e senza lasciare traccia. Il tenore della sensatezza, insomma, è questo e tale resta per l'intera durata del drama.
In tema di protagonisti e recitazione, non mi è dispiaciuto Totsuka Shota, attore già conosciuto e apprezzato in "Rinko-san wants to try": ha le carte in regola per impersonare l'eroe freddo e distaccato, e forse anche l'antieroe gelido e letale. Di questo secondo si è visto ben poco, ho apprezzato giusto la pistola puntata alla nuca dell'ex fidanzato fedifrago di lei e il tipico tatuaggio Irezumi che caratterizza i membri della Yakuza (ma, anche qui, l'elemento è stato sfruttato davvero ben poco). Per il restante 98% del tempo non fa che mostrare sensibilità, gentilezza, preoccupazione, disponibilità, supporto e comprensione alla protagonista. La trovo una caratterizzazione troppo discordante, presa per buona una delle due personalità l'altra risulta troppo OOC. Resta comunque un bravo attore a mio avviso potenzialmente capace di reggere un ruolo come quello proposto, a patto che ci sia una caratterizzazione del personaggio e una sceneggiatura quanto meno decenti.
Stendo un velo pietoso invece sul personaggio femminile: l'attrice l'ho già vista in altri drama simili, la sua interpretazione sembra un copia-incolla delle prove già svolte. La caratterizzazione del personaggio è pessima, non c'è evoluzione e il suo essere perennemente indifesa, insipida, indecisa (e potrei andare avanti con un lungo elenco di altri aggettivi dal prefisso "in") la rende alla stregua di un invertebrato. Enfatizza tra l'altro anche uno dei due elementi che non amo particolarmente nei drama giapponesi, ovvero l'eccessiva formalità e compostezza che sopprime anche quelle che dovrebbero essere forti reazioni istintive, quali la scoperta di un tradimento (l'altro elemento che non mi fa impazzire riguarda la comunicazione, sempre ridotta all'osso).
Mi aspettavo una versione giapponese di una storia simile al drama coreano "Vincenzo" - pur con tutte le possibili differenze, limiti e difetti che tra le due diverse origini di produzione potevano esserci - ma ho trovato ancora di meno di quanto atteso e di quanto promesso dall'incipit della trama. Di sicuro non si è trattato di un inganno voluto, ma davanti al risultato ottenuto la sensazione provata è certamente quella dell'essere stati un po' imbrogliati. Se l'unico appeal è il mix romance-Yakuza, allora è il caso di saltarlo a piedi pari.
Il tema della Yakuza viene promesso dalla trama, ripetutamente citato nella serie, ma di fatto... non c'è. Ciò lo rende elemento stridente, completamente fuori contesto, banalizzato e ridicolizzato da vicende che davvero non stanno in piedi in quanto a logica. Lui ha una doppia vita, ok. Come capo ufficio è rigido, ma di certo non letale come nei panni del boss malavitoso. Accettabile. I dipendenti lo soprannominano - guarda che coincidenza! - "boss della Yakuza", solo perchè autorevole e intimidatorio: e già qui andiamo fuori dalle righe. La giovane e fastidiosa arrivista ruba-fidanzati scopre il segreto di lui nel modo più patetico possibile (zero dignità per la credibilità di questa Yakuza!). Non solo, promuove un ridicolo ricatto a quello che ha appena scoperto essere un capo della malavita. Per la serie: l'oca di turno che minaccia colui che - sulla carta - potrebbe farla sparire dalla faccia della Terra in due minuti e senza lasciare traccia. Il tenore della sensatezza, insomma, è questo e tale resta per l'intera durata del drama.
In tema di protagonisti e recitazione, non mi è dispiaciuto Totsuka Shota, attore già conosciuto e apprezzato in "Rinko-san wants to try": ha le carte in regola per impersonare l'eroe freddo e distaccato, e forse anche l'antieroe gelido e letale. Di questo secondo si è visto ben poco, ho apprezzato giusto la pistola puntata alla nuca dell'ex fidanzato fedifrago di lei e il tipico tatuaggio Irezumi che caratterizza i membri della Yakuza (ma, anche qui, l'elemento è stato sfruttato davvero ben poco). Per il restante 98% del tempo non fa che mostrare sensibilità, gentilezza, preoccupazione, disponibilità, supporto e comprensione alla protagonista. La trovo una caratterizzazione troppo discordante, presa per buona una delle due personalità l'altra risulta troppo OOC. Resta comunque un bravo attore a mio avviso potenzialmente capace di reggere un ruolo come quello proposto, a patto che ci sia una caratterizzazione del personaggio e una sceneggiatura quanto meno decenti.
Stendo un velo pietoso invece sul personaggio femminile: l'attrice l'ho già vista in altri drama simili, la sua interpretazione sembra un copia-incolla delle prove già svolte. La caratterizzazione del personaggio è pessima, non c'è evoluzione e il suo essere perennemente indifesa, insipida, indecisa (e potrei andare avanti con un lungo elenco di altri aggettivi dal prefisso "in") la rende alla stregua di un invertebrato. Enfatizza tra l'altro anche uno dei due elementi che non amo particolarmente nei drama giapponesi, ovvero l'eccessiva formalità e compostezza che sopprime anche quelle che dovrebbero essere forti reazioni istintive, quali la scoperta di un tradimento (l'altro elemento che non mi fa impazzire riguarda la comunicazione, sempre ridotta all'osso).
Mi aspettavo una versione giapponese di una storia simile al drama coreano "Vincenzo" - pur con tutte le possibili differenze, limiti e difetti che tra le due diverse origini di produzione potevano esserci - ma ho trovato ancora di meno di quanto atteso e di quanto promesso dall'incipit della trama. Di sicuro non si è trattato di un inganno voluto, ma davanti al risultato ottenuto la sensazione provata è certamente quella dell'essere stati un po' imbrogliati. Se l'unico appeal è il mix romance-Yakuza, allora è il caso di saltarlo a piedi pari.
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