Post "happy ending": apprezzabile - in parte - ma non così necessario.
Nelle serie asiatiche i sequel sono cosa piuttosto rara e, in questo caso, giustificato solo in parte.
Nonostante la prima stagione si fosse conclusa con quello che poteva a tutti gli effetti essere considerato un degno epilogo, la nuova stagione punta i riflettori sulla vita di coppia di Shirasaki e Hayama.
Gradevole? Direi proprio di sì. Necessaria? Forse anche no.
Sicuramente si ha modo di apprezzare un maggior numero di interazioni tra i due, e di natura più intima. L'intesa in questo senso non manca. Vederli ritagliarsi piccoli momenti di vita quotidiana, vissuta in totale riservatezza, sicuramente appaga i fan della coppia.
La recitazione, rispetto alla prima stagione, ha fatto anche un evidente passo in avanti. La caratterizzazione dei personaggi resta fedele, con Hayama che esterna solo una minuscola parte dell'infinità di emozioni che lo pervadono e Shirasaki spesso alle prese con nuove e vecchie insicurezze.
A conti fatti, però, pur in una relazione diversa - prima non erano una coppia, ora sì - le tematiche sul piatto sono un po' sempre quelle: Hayama che va interpretato e Shirasaki alle prese col suo complesso di inferiorità nei confronti dell'altro.
Certo lo affrontano in modo diverso, senza i tanti fraintendimenti della prima stagione. Ma di nuovo, tutto sommato, non c'è altro.
Se da una parte l'ho guardata con piacere, dall'altra a visione conclusa ho avuto l'impressione di non aver aggiunto alcun tassello mancante. Spesso i drama trovano l'epilogo nella dichiarazione che da il via alla love story ufficiale, e puntualmente si spera sempre in qualche manciata di minuti in più in coda all'epilogo, qualche scena extra che mostri il post happy ending che tutti vorremmo vedere, ma quasi sempre ciò non accade, la serie finisce e il resto sta all'immaginazione dello spettatore.
Potrei perdere il conto dei drama per quali avrei voluto, non appena giunta alla fine, avere anche una seconda stagione. Nel concreto mi chiedo se, appagato il desiderio di seguire le dinamiche quotidiane - e finalmente felici - del pairing di turno, in mancanza di altri contenuti nuovi e originali ad arricchire la vicenda motivando un secondo sviluppo, mi riterrei soddisfatta o meno della visione. Su due piedi direi di sì, ma in realtà probabilmente no. Un po' come in questo caso: è stato bello rivederli e seguirli nelle dinamiche di coppia ma, a conti fatti, andava bene anche senza. Forse, a volte, l'idea del sequel ha più fascino se rimane nell'immaginazione individuale piuttosto che portata in scena nel concreto.
Per chi ha apprezzato la prima stagione resta comunque un sequel che non fa male guardare.
Nonostante la prima stagione si fosse conclusa con quello che poteva a tutti gli effetti essere considerato un degno epilogo, la nuova stagione punta i riflettori sulla vita di coppia di Shirasaki e Hayama.
Gradevole? Direi proprio di sì. Necessaria? Forse anche no.
Sicuramente si ha modo di apprezzare un maggior numero di interazioni tra i due, e di natura più intima. L'intesa in questo senso non manca. Vederli ritagliarsi piccoli momenti di vita quotidiana, vissuta in totale riservatezza, sicuramente appaga i fan della coppia.
La recitazione, rispetto alla prima stagione, ha fatto anche un evidente passo in avanti. La caratterizzazione dei personaggi resta fedele, con Hayama che esterna solo una minuscola parte dell'infinità di emozioni che lo pervadono e Shirasaki spesso alle prese con nuove e vecchie insicurezze.
A conti fatti, però, pur in una relazione diversa - prima non erano una coppia, ora sì - le tematiche sul piatto sono un po' sempre quelle: Hayama che va interpretato e Shirasaki alle prese col suo complesso di inferiorità nei confronti dell'altro.
Certo lo affrontano in modo diverso, senza i tanti fraintendimenti della prima stagione. Ma di nuovo, tutto sommato, non c'è altro.
Se da una parte l'ho guardata con piacere, dall'altra a visione conclusa ho avuto l'impressione di non aver aggiunto alcun tassello mancante. Spesso i drama trovano l'epilogo nella dichiarazione che da il via alla love story ufficiale, e puntualmente si spera sempre in qualche manciata di minuti in più in coda all'epilogo, qualche scena extra che mostri il post happy ending che tutti vorremmo vedere, ma quasi sempre ciò non accade, la serie finisce e il resto sta all'immaginazione dello spettatore.
Potrei perdere il conto dei drama per quali avrei voluto, non appena giunta alla fine, avere anche una seconda stagione. Nel concreto mi chiedo se, appagato il desiderio di seguire le dinamiche quotidiane - e finalmente felici - del pairing di turno, in mancanza di altri contenuti nuovi e originali ad arricchire la vicenda motivando un secondo sviluppo, mi riterrei soddisfatta o meno della visione. Su due piedi direi di sì, ma in realtà probabilmente no. Un po' come in questo caso: è stato bello rivederli e seguirli nelle dinamiche di coppia ma, a conti fatti, andava bene anche senza. Forse, a volte, l'idea del sequel ha più fascino se rimane nell'immaginazione individuale piuttosto che portata in scena nel concreto.
Per chi ha apprezzato la prima stagione resta comunque un sequel che non fa male guardare.
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