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  • Last Online: 3 hours ago
  • Gender: Female
  • Location: The Boot
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Idol I korean drama review
Completed
Idol I
0 people found this review helpful
by Lynnea
3 hours ago
12 of 12 episodes seen
Completed
Overall 6.0
Story 5.5
Acting/Cast 7.0
Music 7.0
Rewatch Value 5.0

Classica (e banale) commedia-thriller che promuove una riflessione sul complesso rapporto idol-fan

Romance-thriller d’intrattenimento che parte sicuramente meglio di come finisce. E’ infatti nella primissima parte che si trova lo spunto più interessante di tutto il drama, ovvero la tematica – più che mai attuale – che riguarda il complesso rapporto tra fan e celebrità. I primi episodi riportano bene entrambe le figure: da una parte abbiamo l’idolo, Do La Ik, che vive la difficile vita sotto i riflettori e ha annullato quasi completamente il suo essere “privato”. Questo perché terminato il lavoro vero e proprio – cantante, attore, personaggio televisivo che sia - inizia poi il secondo lavoro, ovvero il mantenere l’immagine perfetta e intaccabile anche nel resto della giornata. Un lavoro, in pratica, che non termina mai. Da questo punto di vista credo offra un ritratto fedele dello stile di vita delle celebrità: un medico può essere un bravissimo e competente professionista e, staccato il lavoro, può ritrovarsi per i fatti suoi al supermercato sbuffando per la coda alla cassa, essere antipatico con degli sconosciuti, dimostrarsi disordinato, perdere la pazienza, avere la luna storta e non dover girare tutto il tempo con un sorriso da paresi facciale. Una persona normale, insomma, come tutti. Nessuno metterebbe mai in dubbio la sua competenza professionale sulla base di queste cose. Per una celebrità, il discorso è totalmente diverso. Il giudizio è impietoso, e preservare l’immagine perfetta che i fan adorano e sostengono ha un costo credo davvero enorme. Il personaggio pubblico si sovrappone alla persona anche nella vita privata o nei momenti destrutturati non legati alla propria professione. I fan non perdonano… Anche questioni sulle quali non dovrebbero proprio mettere il becco. Ed ecco quindi il ritratto della fan sfegatata nella figura di Maeng Se Na: non ama solo le canzoni del gruppo musicale, o seguirne i concerti. C’è un attaccamento esagerato a tutto il merchandising, un sostegno smisurato ed eccessivo alla carriera del suo cantante preferito che la porta a sentirlo un po’ di sua proprietà. Le due fan squinternate che si introducono a casa di lui o reagiscono con violenza quando non ottengono da lui la reazione sperata rispecchiano perfettamente il livello malsano che può essere raggiunto (vero che la curiosità dei fan viene spesso alimentata dalle agenzie delle celebrità stesse, ma le singole persone dovrebbero non perdere di vista il fatto che tutti – idoli o fan che siano – sono in primis individui che meritano il rispetto di tutti). Chiudo qui la parentesi un po’ divagante ma frutto di riflessioni promosse proprio dai primi episodi della serie, aspetto che ho davvero apprezzato.
Tolto questo, però, non resta molto altro. Un classico romance abbinato a un classico caso da risolvere. Nella seconda parte del drama ci si concentra in particolar modo su quest’ultimo, una caccia all’assassino non particolarmente entusiasmante o complessa o accattivante, pur tenuto in piedi dall’interpretazione abbastanza buona della FL – della quale ho apprezzato l’espressività, per quanto esteticamente mi ricordi molto Hwang Jung Eum, attrice quotata fino a una decina d’anni fa ma che io ho sempre trovato tremendamente irritante – mentre Kim Jae Young (Do La Ik) è risultato essere abbastanza sotto tono, addirittura anonimo in diversi punti, al di là dell’estetica sicuramente apprezzabile (peccato che quella da sola però non basti). A poco è valsa la presenza di due importanti spalle quali Kim Won Hae e Jung Man Shik tra i ruolo di supporto, impossibilitati di fatto a infondere verve e carattere a una sceneggiatura che si è rivelata via via sempre più piatta e poco interessante. Evoluzione della trama abbastanza prevedibile (si capisce abbastanza alla svelta chi è il vero assassino, così come chiara è fin da subito la strada che finirà per prendere l’antipatico procuratore, e via dicendo). Il ricorso a un legame passato sembra voler dare un senso più profondo all’ammirazione sviluppata da lei nei confronti del ML nel corso degli anni. Finale abbastanza deludente, ciò che forse voleva essere divertente l’ho trovato solo ridicolo e illogico.
Come già detto, tolto il particolare della tematica idol-fan che caratterizza la serie (unico aspetto che probabilmente ricorderò) il resto è – quasi – solo noia.
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