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The Secret Romantic Guesthouse korean drama review
Completed
The Secret Romantic Guesthouse
5 people found this review helpful
by Blue eyes Samurai
9 days ago
18 of 18 episodes seen
Completed
Overall 7.0
Story 7.5
Acting/Cast 6.5
Music 6.5
Rewatch Value 6.0

Il principe è segreto, le forzature no. Quando il mistery è il 9,5 su Viki.

Sageuk fusion con un'idea di partenza che non è affatto male anche se l'abbiamo vista e sentita tipo un migliaio di volte: un misterioso principe sopravvissuto a un colpo di Stato che ha portato al massacro della propria famiglia da parte dello zio, una giovane donna che gestisce una locanda vuota con solo 4 studiosi, 3 giovani flower boy che potrebbero nascondere identità diverse, un re-zio depravato e usurpatore, una rivolta e un fantasma. Sulla carta c'è materiale sufficiente per costruire un sageuk politico-romantico decisamente interessante.
La prima cosa che colpisce è il tono: TSRG oscilla continuamente fra mistery, romance, commedia, melodramma e intrigo politico, ma non sempre riesce a far convivere questi registri, sin da principio, dalla sigla all'interpretazione ridicola dei "bambini" si ha l'impressione di non avere un grosso budget a disposizione. Alcune situazioni sono apertamente farsesche, altre dovrebbero avere un peso drammatico enorme e vengono trattate quasi nello stesso modo. Il risultato è una serie che spesso sembra non sapere se vuole essere una storia di palazzo o una commedia romantica in costume. Non ho nulla contro l'umorismo in un sageuk. Anzi. Ho adorato Mr Queen ma inizialmente la comicità invade anche le scene che avrebbero avuto bisogno di gravità. E quando ad una regia basic si aggiungono musiche che entrano puntualmente a sottolineare ogni avvicinamento romantico, ogni sguardo e ogni momento di tensione, creato ad hoc percepisco un forzatura che stona.
Dal 2° ep. parte l'orchestra ogni volta che Kang San si avvicina a Dan Oh. A un certo punto ho avuto la sensazione che bastasse passare a meno di un metro dalla protagonista perché partisse un'intera sezione d'archi.
Anche la recitazione contribuisce parecchio alla sensazione di artificiosità: Ryeoun non è un cattivo attore, ma mi ha convinta poco, inizialmente nelle scene con Dan Oh tende a caricare molto le espressioni e soprattutto passa da un'espressione all'altra con una rapidità poco naturale. Più che assistere a un'emozione che nasce, si ha spesso l'impressione di assistere alla sua rappresentazione: preoccupazione, sorpresa, imbarazzo, gelosia. Tutto immediatamente leggibile, tutto già sottolineato e calcato in modo troppo poco naturale, non era all'altezza di un ruolo così complesso e anche lui, apprezzo l'onestà, non si dichiara soddisfatto della sua prestazione.
In una scena in cui vede la donna che ama in una situazione potenzialmente pericolosa e dovrebbe semplicemente preoccuparsi per lei, per esempio, l'espressione è talmente calcata da sembrare quasi una didascalia: occhi spalancati, sopracciglia sollevate, bocca aperta, senza alcune progressione graduale, dal neutro abbiano la faccia penosa-pensosa-appesa.
Ancora più sopra le righe ho trovato Hyun Woo nel ruolo del re Lee Chang. Il personaggio avrebbe bisogno di una certa freddezza, di quella calma inquietante di chi non ha bisogno di dimostrare continuamente il proprio potere. Invece, siccome deve interpretare un pazzo, sembra recitare la minaccia anziché incarnarla. Mani al collo, occhi sgranati, lembi della bocca tirati in giù tremanti, monoespressivo;e più che un villain è la caricatura di Jafar senza averne l'eleganza e l'inquietudine composta.
Anche i costumi, almeno per i miei gusti, non aiutano. Non mi hanno dato quella sensazione di cura e raffinatezza che mi aspetto da un sageuk importante. Alcuni abiti sembrano più funzionali alla riconoscibilità del personaggio che realmente appartenenti a un mondo storico coerente. E complessivamente c'è una certa povertà visiva che, insieme alle interpretazioni molto caricate, finisce per dare in alcuni momenti la sensazione di stare guardando un drama assemblato con quello che c'era a disposizione.
La cosa paradossale è che la serie si fa seguire e non annoia per essere un lavoro di 18 ore: il mistero dell'identità di Lee Seol funziona abbastanza bene, almeno finché non si comincia a guardarlo da vicino. L'idea che il principe sopravvissuto sia nascosto sotto un'altra identità, mentre il palazzo cerca di trovarlo, ha una sua attrattiva e la sceneggiatura rimescola spesso le carte per farti sospettare dei tre studiosi, tuttavia a volte la scrittura ha delle cadute incredibili: come la scoperta dell'identità attraverso il disegno nel libro dei documenti,
Dan Oh vede il disegno di due bambini vicino alla cuccia e collega immediatamente l'immagine al bambino che aveva nascosto molti anni prima. Peccato che sia stata proprio lei a raccontare al Principe quella storia. Quindi, l'esistenza di un disegno ispirato alla cuccia non dimostra affatto che quella persona sia quel bambino. Potrebbe semplicemente aver disegnato ciò che lei stessa gli aveva raccontato.
Per trasformare quel disegno in una vera prova sarebbe bastato un dettaglio che Dan Oh non gli aveva mai raccontato. Qualcosa che solo il bambino avrebbe potuto conoscere. Invece no: la serie pretende che il collegamento sia sufficientemente forte e via, avanti con la rivelazione.

Lo stesso problema si presenta nell'intrigo politico. Ci sono momenti in cui i personaggi sembrano essere intelligentissimi e altri in cui improvvisamente dimenticano la logica elementare pur di permettere alla trama di andare avanti.
Un esempio perfetto è Jang Tae-hwa. Nell'episodio in cui Kang San viene salvato dal Guardiano, Tae-hwa riesce a disarmarlo ed è nella posizione perfetta per eliminarlo. Poi compare il Guardiano, che interviene, disarma tutti e porta la situazione a 2 contro1. Prima di quello Jang Tae-hwa voleva solo uccidere il guardiano e vendicare al morte del figlio ma no...temporeggia perché vuole prima sapere chi c'è sotto il cappello, dando tempo al guardiano di entrare in scena e ribaltare la situazione.
Se il tuo obiettivo è vendicare tuo figlio e neutralizzare il Guardiano, lo uccidi e poi controlli chi era. Se non parla, non hai perso niente perché uno che vive per proteggere qualcuno è chiaro che non parla a costo di farsi ammazzare. Invece la scena viene costruita in modo da salvare il personaggio perché serve ancora alla trama,le motivazioni spesso sono sufficienti a sostenere la scena, ma non abbastanza forti da resistere a 2 minuti di ragionamento.
Quante volte il Principe e Il Guardiano possono uccidere l'Ispettore Capo! Almeno 2, no invece ci vuole la resa dei conti, lo lasciano andare più volte per arrivare al duello finale che dà una certa soddisfazione, sì. Comprendo le esigenze. di scrittura ma rendi quella scrittura plausibile, inevitabile, non renderla piena di buchi logici come un colabrodo!
La vera sorpresa, per me,però è stata un'altra, non il Guardiano, non la coppia di amici bambini che si salvano da piccoli e quindi per esigenze di copione devono ritrovarsi anche da adulti e scegliersi perché il primo amore è l'unico valido e perchè è bello. No! La sorpresa è stata l'eunuco. Una creatura viscida, meschina, sprezzante, profondamente umana che eleva il drama da 6,5 a 7.
In una serie popolata da personaggi che spesso sembrano usciti da una recita scolastica ambiziosa, l'eunuco è quasi l'unico adulto nella stanza. Non è semplicemente la macchietta codarda che cerca di salvarsi. È molto più interessante. È un concentrato di vigliaccheria, istinto di sopravvivenza e rapacità. Non si schiera davvero con nessuno: osserva chi sta per vincere e cerca di collocarsi dalla parte giusta del tavolo.
Anni prima aveva tradito il principe per sopravvivere. Quando viene richiamato per verificare l'identità di Ye Seol, però, decide di tacere. Non perché ci ripensi e sia mosso da un qualche senso di colpa ma perché continua a ragionare secondo la propria logica opportunistica.
A volte fornisce informazioni. A volte tace. A volte mette deliberatamente le carte sul tavolo. A volte manipola. Quando parla con il capo della fazione di sinistra, arriva praticamente a chiedere: "Ditemi chi devo confermare come Sua Maestà". Perché l'eunuco ha capito una cosa che gli altri sembrano ignorare: in politica non basta avere ragione. Conta chi riesce a imporre come verità ciò che il popolo è disposto a credere.
Quando dice a Ye Seol di non farsi sbranare dall'impostore, perché non importa quale sia la verità ma ciò che il popolo crede diventa verità, per un attimo TSRG smette di essere una commediuccia farsesca e diventa una storia politica. È praticamente un Don Abbondio coreano del Quattrocento!
Non ha il coraggio dell'eroe, non ha la fede del martire, non ha l'ambizione del potente ma ha soltanto il semplice, dignitoso e umanissimo desiderio di sopravvivere, con un po' di avidità; riuscendo a vedere con lucidità il meccanismo che muove tutti gli altri. Persino la sua riflessione sul rischio che i due fratelli ripetano l'errore della generazione precedente è più adulta di buona parte del conflitto principale.
È quasi comico che il personaggio più vigliacco sia anche uno dei più lucidi e riusciti.
Molti hanno poi parlato dell’evoluzione del Guardiano, ed è vero: è uno dei personaggi più interessanti dell’intera serie. Peccato che, osservandolo un po’ meglio, ci si accorga anche della quantità spropositata di controfigure utilizzate. Basta guardare le scene in cui compare completamente bendato: addome e punto vita sembrano cambiare dimensioni ogni volta. E nei primi piani del volto bendato ci sono addirittura 2 frame in cui si vede chiaramente che è un altro attore. E no, non è nemmeno l’attore che interpretava il Guardiano da giovane: il taglio degli occhi è diverso e quelli che si vedono sono chiaramente occhi da adulto, non da ragazzo.
E poi, negli ultimi 40 minuti dell’episodio finale, arriva l’assurdità definitiva: compare il Guardiano del re in carica. Peccato che questo significhi che, per tutti i 18 episodi, mentre gli altri cercavano disperatamente di scoprire l’identità del Guardiano, sapesse praticamente tutto: chi fosse, dove si muovesse, chi fosse coinvolto e persino chi lo finanziasse. E non interviene mai, nonostante il regno sia attraversato da complotti e intrighi, salvo “risvegliarsi” proprio quando il re è in pericolo. A questo punto la plausibilità logica può tranquillamente uscire dalla stanza: la sceneggiatura ha deciso che serviva un altro Guardiano e ce lo ha semplicemente materializzato negli ultimi minuti.
Purtroppo pessima la scrittura e la mancata evoluzione per Hong-joo, la sorella della protagonista, il personaggio è scritto male e reso ancora peggio: presentata come una ragazza la cui vita ruotava quasi interamente intorno al matrimonio con l'uomo che amava. Quando lui muore, lei si chiude in casa e cade nella depressione. Fin qui, nulla di assurdo, anzi è interessante mostrare il livello di superstizione e quali sacrifici si chiedevano alle donne da parte di un padre padrone che non ha mai smesso di considerare le donne proprietà privata. Invece di raccontare davvero il lutto, la serie lo utilizza come trampolino per introdurre Shi-yeol. Hong-joo comincia lentamente a uscire dal suo isolamento, prende confidenza con lui, torna nel mondo esterno, va al mercato, a bere e si innamora.
Ma quanto di questo percorso appartiene realmente a Hong-joo e quanto dipende dall'arrivo di un altro uomo?
La sensazione è che la serie sostituisca semplicemente l'oggetto dell'investimento affettivo. Prima viveva per il fidanzato; poi trova Shi-yeol e ricomincia a vivere attraverso Shi-yeol. Quando scopre che lui è coinvolto nella morte del fidanzato, crolla di nuovo e improvvisamente riemerge l'amore per il primo.
Quello che manca è la conquista di una soggettività autonoma!!!!Chi è questa donna? Non ha un baricentro autonomo, affettivo, vive per l'uomo di turno!
Avrebbe potuto avere un arco molto bello: una donna che, anche dopo la morte, comprende di aver vissuto troppo poco per se stessa e impara finalmente a desiderare qualcosa che non sia definito da un uomo. Invece il suo percorso sembra continuamente dipendere dal "pantalone" occasionale.
E quando scopre la verità, il conflitto avrebbe potuto essere molto più interessante: come si conciliano l'amore per l'uomo che hai conosciuto e amato e la scoperta che quell'uomo è responsabile...?
Invece la sceneggiatura tende sbrigativamente a farla ritornare dal primo uomo, in crisi.
Il personaggio non elabora MAI davvero, coazione a ripetere, diniego, sostituzione del sintomo sono i suoi funzionamenti. Ma questo è un problema che ritrovo anche altrove: molti personaggi non sembrano vivere le emozioni, sembrano attraversare funzioni emotive previste dalla sceneggiatura.
Tra Dan Oh e Kang San ci sono momenti che funzionano. Anzi, per un sageuk la quantità di contatto fisico è sorprendentemente generosa: baci, avvicinamenti, mani, situazioni abbastanza esplicite. C'è persino quella scena in cui lui cerca di scioglierle il nodo dell'handbook, che ha un'allusività decisamente più audace rispetto alla media del genere.
Alcune dinamiche iniziali sono piacevoli. Mi è piaciuto soprattutto il gioco dei doppi sensi fra loro, come quando lei trova la spada di legno di lui, la impugna, lui arriva, le mette la mano sulla sua e tira la spada verso di sé e, irritato, le chiede se desideri la sua spada e lei risponde: "E se la desiderassi?". Per un attimo la serie riesce a essere spiritosa senza spiegare il doppio senso.
Peccato che, sul piano della costruzione emotiva, il rapporto parta praticamente già avviato. Kang San manifesta atteggiamenti ambigui verso Dan Oh quasi subito, e la progressione che dovrebbe trasformare l'interesse in innamoramento è piuttosto sbrigativa. Non si avverte sempre il percorso; si avverte spesso il risultato. E qui torna il problema di Ryeoun: quando il personaggio dovrebbe semplicemente guardarla, spesso sembra già essere arrivato ad una fase prematura per il loro rapporto.

Il risultato è che il romance, pur avendo parecchio fan service, non mi ha dato sempre la sensazione di essere costruito con la gradualità necessaria.
Alla fine The Secret Romantic Guesthouse è una serie con molte idee, qualche personaggio interessante e diversi momenti piacevoli, ma anche con una scrittura che ricorre troppo spesso alla scorciatoia.
Quando deve far incontrare due personaggi, li fa comparire nel momento esatto in cui servono.
Quando deve creare una rivelazione , basta un disegno. Quando deve far sembrare un personaggio minaccioso, parte la mano alla gola. Quando deve sottolineare il romance, parte l'orchestra. Quando deve mostrare la preoccupazione, occhi spalancati. Quando deve risolvere un conflitto, arriva la rivelazione.

E quando una situazione potrebbe essere risolta logicamente in un modo molto più semplice, la sceneggiatura sceglie quello che permette alla puntata successiva di esistere. Il risultato è un drama che pretende spesso di avere un intrigo politico molto più raffinato di quello che effettivamente costruisce.
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