This review may contain spoilers
Non è abbastanza romantico
Eugene Choi arriva in Corea nel 1902; sembra un tempo lontanissimo, se si pensa che rispetto all’Italia moderna il 1902 è un altro mondo, di cui non si percepisce la continuità. Credo invece che per i paesi orientali, che hanno storie millenarie, un tempo di 116 anni non sia poi così esteso. Quelle vicende storiche sono molto più vicine agli attuali coreani di quel che si pensi, sono gli anni in cui la Corea, sotto una crudele dominazione straniera, ha perso la sovranità per 40 anni: quella forma di governo comunque è stata perduta per sempre e ora il popolo è anche diviso. Invece in Giappone c’è lo stesso impero di allora, e l’attuale imperatore è un discendente diretto di quello. Per tutti questi motivi questa serie ha un grande impatto storico ed emotivo, ed è in qualche modo straziante seguire le lotte partigiane dei coreani e gli intrighi politici pro o contro il Giappone, già sapendo come andrà a finire.Ho rimandato a lungo la visione di questo drama perché non sono attratta dai drammi storici, ma sapevo che era eccellente e quindi l’ho cominciato. A metà del quinto episodio ho sospeso la visione, molto irritata dall’inconcludenza della storia d’amore. Dopo un po’ di tempo l’ho ripresa e non me ne pento, ma la storia d’amore è rimasta inconcludente. Questo infatti non è un drama romantico sullo sfondo di una guerra, ma una storia di guerra con un pretesto romantico, neanche tanto a dire il vero; la locandina mente, è il Joseon, negli ultimi agonizzanti anni della sua esistenza, il vero protagonista della serie; la storia d’amore è stata inserita come nota sentimentale, ma, ripeto, non è poi una grande storia d’amore.
Artisticamente è un lavoro eccellente. È un drammone infinito che potrebbe racchiudere tre o quattro film: decine di personaggi, molti dialoghi in lingua straniera, personaggi reali ed inventati, eventi storici, battaglie anche in mare, New York e Tokyo (in CG), location da sogno e una incredibile ricostruzione di Hanseong. Una estrema accuratezza nelle scenografie e nei costumi e una regia spaziale. Non ci sono archi narrativi lasciati in sospeso, il che è un miracolo, per un drama coreano.
La prima puntata è l’antefatto, dal 1871 al 1901. Dalla seconda alla decima puntata si svolge l’evoluzione del loro rapporto, che rappresenta molto bene la gamma di sentimenti contrastanti che provano l’uno verso l’altra, dall’attrazione al sospetto, dall’amicizia all’amore. Dalla decima alla ventesima puntata si delinea la catastrofe del Joseon. Le ultime quattro puntate sono di una tristezza infinita; le ho guardate dopo il 24 febbraio 2022, invasione dell’Ucraina, e quei dialoghi sui Paesi deboli che devono soccombere ai Paesi forti, quei combattimenti per le strade, sono ancora più sconvolgenti. In tutto questo abbiamo anche le sottotrame, tutte interessanti, però con la grave pecca della totale mancanza di storie d’amore secondarie. Occhio a distinguere i coreani dai giapponesi, che poi sono anche loro attori coreani, ahahah, tanto per farci venire il mal di testa.
Riguardo alle inesattezze storiche, va bene, non è un documentario; difficile che un film storico non riporti delle inesattezze, dal momento che non si può assumere una squadra di studiosi per scovare tutti i riferimenti sbagliati. Ho letto che, mentre la denuncia dell’ingiustizia sociale nel Joseon è stata fin troppo accurata, le responsabilità del Giappone sono state abbastanza sorvolate, lasciando una erronea impressione sul fatto che il Joseon sia più che altro crollato dall’interno. Ebbene, tutti gli imperi crollano dall’interno: il terremoto non fa crollare tutti gli edifici, ma solo quelli che non erano abbastanza solidi. È vero che due dei protagonisti hanno preso la cittadinanza straniera proprio a causa dell’ingiustizia sociale, e che in fondo tutti loro, i Giusti, non stanno solo combattendo contro lo straniero, ma contro il sistema. Ho avuto l’impressione che la produzione non abbia voluto calcare la mano contro il Giappone, forse per motivi di opportunità politica, diplomatica, relazionale, commerciale, chi lo sa. Tuttavia i personaggi giapponesi e filogiapponesi sono tutti indistintamente così malvagi, malevoli e violenti da far bene intuire che cosa abbia significato per i coreani la dominazione giapponese.
Uno dei protagonisti è a capo di un gruppo di samurai yakuza, la Società Musin (“musin” vuol dire “senza Dio”); adombra la Società del Drago Nero, un gruppo armato giapponese che stabilì una succursale in Corea allo scopo di favorire l’annessione al Giappone. È abbastanza impossibile che a capo di un gruppo di quel genere ci fosse un coreano, ancorché naturalizzato giapponese, perché era un’organizzazione ultranazionalista. Anche questo suscitò proteste, perché uno dei personaggi più positivi e simpatici risulta essere un affiliato di una società ultranazionalista giapponese.
Ritengo che l’aspetto romantico sia molto trascurato nel drama, anche se sembra la storia principale. È molto tenero vedere la crescita del loro amore, ma resta tutto troppo platonico. Invece hanno dato la giusta attenzione all’amicizia virile fra i tre protagonisti, un tema che regala molti momenti umoristici che donano tanta leggerezza e simpatia; alcuni approfondimenti dei personaggi avvengono proprio nell’interazione con gli altri due. Le prove d'attore sono tutte eccellenti, i tantissimi ruoli di supporto sono un arricchimento per la serie, sono stati tutti fantastici.
La trama fa molti giri perché 24 puntate sono lunghe da riempire; i personaggi si avvicinano e si allontanano ripetutamente, anche i tre uomini, e le due donne con questo o con quello. Quindi guarda questa serie se non sei interessato più di tanto a sapere come vada a finire la storia d'amore, ma vuoi essere avvinto e coinvolto dalle trame politiche, sempre raccapriccianti, e dalla lotta del popolo coreano per non perdere la libertà.
ALLARME SPOLIER: da qui in avanti la recensione si rivolge a chi ha visto il drama fino alla fine.
SPOILER
SPOILER
Benché sia un lavoro eccellente, ci sono varie cose che non mi sono piaciute riguardo alle trame romantiche. Non mi è piaciuto che i due protagonisti non si siano dati una sola possibilità di stare insieme contro qualsiasi avversità, che è la sostanza dell’amore romantico; lei anzi è una vera stronza e lo lascia due volte per motivi francamente inaccettabili. Soprattutto dopo il trattato di protettorato col Giappone, quando lei scappa sulle montagne coi partigiani, è proprio quel tipo di situazioni in cui si vive l’amore subito e fino in fondo, dal momento che ogni giorno potrebbe essere l’ultimo, lo abbiamo vissuto anche noi in Europa. L’ho trovata una storia d’amore estenuante in cui sembra sempre che stiano per saltarsi addosso e invece in 24 puntate non si danno neanche un bacio, mi è sembrato quasi offensivo nei confronti dello spettatore.
Un’altra cosa che non ho sopportato è l’assenza di storie d’amore secondarie, a fronte di decine di personaggi. Altro che Mary Sue, qui abbiamo tre uomini diversissimi tra loro che si innamorano della stessa donna, senza se e senza ma, a prima vista e per sempre. Ognuno di loro si porta appresso una storia significativa da poter condividere con una donna che li apprezzi e li ami, uno ha addirittura una compagna, eppure preferiscono restare soli e trattati a pesci in faccia. La condivisione la fanno solo fra loro tre. Dong-mae si innamora di Ae-shin in un minuto, perché vent’anni prima gli aveva salvato la vita: ci può essere un motivo più inverosimile? Ma poi chi è che si innamora in un minuto e resta innamorato per anni incontrandosi per due minuti una volta al mese? Non certo un tipo navigato come Dong-mae. Anche l’amore di Hee-sung si basa sul nulla, non condividono nulla, non fanno esperienze in comune, non hanno una “storia”, eppure quando rompono il fidanzamento addirittura si mette a piangere e addirittura afferma che non amerà mai più nessun’altra. Mah…
Nella sciattezza della parte romantica ricade anche la bellissima e volitiva Hina, che avrebbe meritato una storia d’amore splendida, un primo amore, dopotutto, vista la sua triste storia matrimoniale. Invece si innamora scioccamente di Eugene soltanto perché è un bell’ufficiale, poi senza un perché comincia a pensare a Dong-mae, ma sono quasi certa che abbia anche flirtato un poco con Hee-sung; cosa che tra l’altro ha fatto anche Ae-shin, altro che. Alla fine hanno creato tanti momenti di flirt di tutti con tutti, molto divertente, ma che senso ha?
Mi è piaciuto che piano piano si scopra che tutti i personaggi sono Giusti, e quelli che non lo sono fiancheggiano. Invece non ho granché apprezzato che siano morti TUTTI tranne l’eroina. Che diamine, una vera tragedia!
Il protagonista è lui, Mr. Sunshine, interpretato splendidamente da Lee Byung-hun. Credo che l’attore sia perfetto per questo ruolo: un uomo dolente con un passato travagliato e gli occhi pieni di umanità. Credibile sia come ufficiale sia come innamorato, amico, gentiluomo, severo quando è necessario, sottilmente autoironico. Il personaggio sembra ritagliato su di lui.
La protagonista femminile non mi è piaciuta affatto. Credo che Kim Min-jung (Hina) sarebbe stata molto più verosimile come Ae-shin, anche se forse un po’ troppo in là con gli anni. Ma Kim Tae-ri mi sembra davvero fuori parte: con quelle fattezze da bambina risulta inadatta sia nella parte della combattente che in quella dell’innamorata. E dovrebbe impersonare un’assassina, eh; invece sembra una fanciulla ad una merenda sul prato. Il suo sguardo infantile non trasmette né coraggio né passione; ogni volta che recita insieme a LBH ci si chiede che cosa possa trovarci un uomo come quello in una ragazzina come quella: chimica zero. Accanto all’immenso (great, not big) Choi Moo-sung, il suo mentore, scompare. Tuttavia riconosco che l’attrice ha fatto del suo meglio.
Un altro attore fuori parte è Yoo Yeon-seok nella parte del samurai yakuza Dong-mae. Se c’è una cosa che non troverete negli occhi di YYS è la spietatezza, mentre era perfetto come pediatra in Hospital Playlist. L’attore non è in parte e il personaggio non è ben delineato. Qualcuno dovrebbe spiegare agli sceneggiatori coreani che un criminale non può essere un personaggio simpatico, positivo e alla mano (vedi Vincenzo): un criminale è una persona che fa del male ai deboli. Inoltre è abbastanza patetico che Dong-mae, che dopotutto ha una bellissima compagna, un’indovina giapponese muta (non che la sceneggiatura ci mostri mai la benché minima intimità tra i due), non faccia altro che sbavare appresso ad Ae-shin, che contemporaneamente disprezza (un’altra delle incongruenze del personaggio). La storia di Dong-mae è molto pasticciata, è un personaggio incongruo che non è né veramente cattivo né veramente buono. E non si capisce che diavolo voglia da Ae-shin, con la quale non ha alcun rapporto. Infine non è chiaro per quale motivo cada in disgrazia: non ha ammazzato abbastanza coreani? Aveva una missione che non ha portato a termine? E perché smette di essere fedele al Giappone? La sceneggiatura non ha voluto esplorare la vera natura della Società Musin, da lui guidata, ma questo crea molta confusione sulle motivazioni del personaggio, che a volte sembra sia andato lì a fare soldi aprendo un ristorante.
Ho amato molto Hee-sung. Quando è comparso la prima volta mi è sembrato un tipo davvero insignificante; di fronte agli altri due uomini scompare. Invece puntata dopo puntata si fa amare moltissimo. È sbarazzino, irriverente, è uno spirito libero con un sorriso che ti stende. Ha la dolcezza negli occhi. L’attore interpreta magistralmente la sete d’amore e di poesia di questo ragazzo malinconico, sognatore con poche speranze. La descrizione del suo animo è una grande prova di sceneggiatura: suona il pianoforte e gli piacciono i fiori, le farfalle, le poesie, le stelle e guardare il cielo… Quanti ragazzi così, invece di diventare degli artisti e ingentilire il mondo, sono stati e sono ancora oggi massacrati nelle crudeli guerre di questo mondo? Ho odiato che gli abbiano fatto fare quella fine bestiale e meschina, insignificante ma disturbante, solitaria, per mano di uno qualsiasi. Capisco che c’è una connessione con la morte del padre di Eugene, ma l’ho trovato ugualmente abbastanza deprimente e ingiusto; fino alla fine ha pagato per gli errori dei suoi ascendenti, come se suo nonno gli avesse lanciato una maledizione. E anche lui, senza amore a vita…
Come valore di rewatch ho messo 10, è da rivedere subito, come un thriller di cui si voglia andare a rivedere tutti gli indizi di come sarebbe andato a finire.
Was this review helpful to you?
Mr. Sunshine: Um Raio de Sol - Drama Intenso e Emocionalmente Desafiador
"Mr. Sunshine: Um Raio de Sol" é uma série que se destaca pelo seu drama intenso e envolvente. A trama nos leva em uma jornada através de personagens cativantes e complexos, que enfrentam desafios emocionais e dilemas morais ao longo da história.As atuações são sólidas, dando vida aos protagonistas e secundários de forma convincente. O elenco expressa as emoções dos personagens com habilidade, trazendo autenticidade às cenas mais intensas.
A direção cria uma atmosfera envolvente, transportando o espectador para o cenário histórico retratado na série. A ambientação é bem trabalhada, embora em alguns momentos possa parecer um pouco exagerada.
O enredo oferece uma variedade de reviravoltas emocionantes, tornando difícil prever os desdobramentos da história. No entanto, em alguns momentos, a trama pode se tornar um pouco arrastada, perdendo um pouco do ritmo.
"Mr. Sunshine: Um Raio de Sol" apresenta uma produção bem cuidada e alguns momentos tocantes, mas ainda assim, não conseguiu conquistar o posto de minha série favorita. Essa avaliação é baseada em uma perspectiva pessoal, e embora eu reconheça suas qualidades, sinto que falta algo que me conecte profundamente com a trama, algo que vá além da excelência técnica e da atuação magistral.
Recomendo "Mr. Sunshine: Um Raio de Sol" para quem busca um drama emocionante com personagens bem desenvolvidos e uma imersão no contexto histórico. Apesar de não ter sido minha escolha favorita, tenho certeza de que muitos apreciarão a riqueza da trama e a intensidade das emoções apresentadas.
Was this review helpful to you?
Ganhou um lugar especial em meu coração!
Começo minha resenha dizendo que não sou especialista, mas sou uma pessoa que gosta de opinar.De início, não estava entendendo nada, me perdi nas cenas e não entendi em que época se passava a série, mas com o passar dos episódios tudo pôde ser compreendido
A história é trágica e triste, mas combina com a época e o estado do país. Os personagens e as relações deles entre si são igualmente interessantes e envolventes.
A série começa bem devagar, explica muito bem quem são os personagens e quais são seus objetivos e dilemas, o que as vezes pode parecer ruim, mas quando a série engata fica maravilhosa!
Sobre a atuação, li algumas resenhas e vi bastante gente comentando do elenco e de como ele era bom, porém, na minha opinião, a atriz que fez a Go Ae-sin não se saiu muito bem no papel, sinto que ela não se encaixou muito nessa personagem.
Was this review helpful to you?
This review may contain spoilers
Ele disse: não chore.. mas eu chorei
Entendo algumas críticas em relação aos relacionamentos desse drama.Porém eu consegui entender o porquê cada um se apaixonou pela Go Aeshin, não é só uma questão de beleza, mas de resiliência. Aeshin é uma personagem forte, empática, mimada e bem consciente disso. Ela te inspira por uma causa e ao mesmo tempo te traz dúvidas. Nesse contexto trágico, é compreensível ser atraído por ela.
E apesar do casal não ter tido contato físico, o romance foi incrível porque os atores são tão competentes que isso não foi preciso, consigo sentir o amor profundo e o ansiar de estar junto da parte de ambos. Começou com uma curiosidade e terminou em algo que nunca de fato pode se concretizar.
Kim Taeri nunca decepciona, uma atriz que dá alma as personagens de forma visceral.
Todo elenco é incrível, a história bem escrita, produção excelente e ótima trilha sonora.
Valeu muito a pena todas as lágrimas que derramei nesse drama.
Was this review helpful to you?
O amor de Eugene Choi por Go Ae Shin foi o ato mais nobre e corajoso que já vi.
Assisto doramas desde 2012, e agora em 2026 assisti Mr. Sunshine, e posso afirmar com tudo de mim que essa foi a história que mais tocou meu coração. Essa é uma história sobre identidade, e sobre as nossas lutas - sejam elas internas ou externas, sejam elas contra os inimigos ou contra nós mesmos.Eugene Choi, um homem que nasce como escravo na Coréia, e cresce cercado de fome, pobreza e desprezo da sociedade. Ele passa por grandes trágedias pessoais, até conseguir fugir para os Estados Unidos, aos 9 anos de idade. Mas lá, não sofreu menos. A xenofobia e o bullying preenchiam seus dias.
E só aqui no primeiro episódio já me deparo com duas cenas profundamente impactantes:
- Um pequeno Eugene de 9 anos chorando em meio a uma tempestade, como se naquele momento ele tivesse finalmente entendido tudo. Ele não teve um lugar na Coréia, e também não teria um lugar nos EUA. A dor que aquela criança demonstra é tão vívida que transborda.
- Um Eugene um pouquinho mais velho, em um momento de dificuldade, olha para alguns soldados do exército, que estão caminhando. Entre os brancos, ele vê um negro. Os brancos estão conversando e sorrindo junto com o negro. Nesse momento Eugene emocionado enxerga um caminho pelo qual ele pode seguir, pois ele vê finalmente um lugar no qual ele poderia ser aceito.
Go Ae Shin, uma mulher filha de coreanos guerrilheiros, nasce para em seguida ficar órfã. É criada por seu avô, um membro muito influente da nobreza coreana. Ela cresce cercada de luxo, riqueza e prestígio da sociedade. Mas desde pequena demonstra grande empatia com as pessoas independende da classe social. Quando fica adulta, ela convence seu avô a deixá-la seguir os passos de seus pais. Ela então treina durante 10 anos, se tornando uma hábil atiradora, e fazendo parte do exército de resistência anti-japonesa, chamado Exército dos Justos.
O plano de fundo histórico: a história se passa durante a ocupação japonesa na Coréia, antes da Coréia perder completamente sua soberania para o imperialismo japonês. E os japoneses cometerem inúmeros crimes de guerra na Coréia, foi um período terrível da história do país.
Agora sobre o amor: a cena em que Eugene e Ae Shin se conhecem pela primeira, é maravilhosa. Ambos carregando armas e apontando para matar um político japonês, até que eles percebem a existência um do outro. Eles miram suas armas um no outro, e seus olhares se cruzam. Eu amo como os olhares entre eles são tão bonitos e profundos!
Esse é o amor mais forte que já vi em qualquer história. É um amor dolorosamente lindo. Com um sabor tão doce e tão amargo ao mesmo tempo. Construído de forma leve e gradual, evoluindo até o ponto em que não existe mais volta. Um amor tocante, pois comovente. Um amor cruel, pois impossível.
Eles são opostos, mas são complementares, e eles são tão necessários na vida um do outro, quanto precisam do ar para respirar. E vale ressaltar que os personagens tem aproximadamente 10 a 12 anos de diferença de idade (e não 20, igual muitas pessoas estão falando).
Eugene se vê dividido entre odiar o país que o desprezou, e amar a mulher que quer proteger esse país. Eugene também tem sua identidade fragmentada. Nem completamente coreano, nem completamente estadunidense. Para quase todos, ele na verdade não é nenhum dos dois. Mas tenho certeza que no fundo do coração de Eugene, ele chegou na conclusão de que ele é inteiramente ambos. Coreano e americano.
Gu Dong Mae tem uma história de vida bastante similar a de Eugene. Dong Mae nasceu filho de açogueiros (eram considerados do mesmo status social tão desprezível quanto um escravo). Ele sofreu tragédias pessoais na infância e então fugiu para o Japão, onde entrou para a máfia se tornando um guerreiro samurai. Ele é um personagem bastante complexo, com a moralidade ambígua, mas que nos comove ao longo dos episódios, com sua devoção errante por Ae Shin. Ao longo dos episódios eu aprendi a amá-lo.
Kudo Hina de forma semelhante é coreana, filha de um político plebeu, e foi casada a força por dinheiro com um japonês. Ela também é bastante complexa e cheia de camanas. O que mais gosto nela, é o quanto ela protege as mulheres a sua volta. No início fiquei com medo que ela fosse ser aquelas personagens detestáveis que brigam com a protagonista por causa de homem, mas não, amar o mesmo homem não as fez brigar. E quanto mais a história avança, mais Hina nos emociona.
Kim Hee Seong é um nobre, noivo de Ae Shin, que fugiu do casamento por 10 anos no Japão, mas quando finalmente retorna para a Coréia se apaixona por sua noiva. Mas o seu amor nunca poderia ser correspondido, pois o coração de Ae Shin já pertencia inteiramente a Eugene. No início esse era o personagem que eu menos gostava, mas foi gratificante demais vê-lo amadurecer tanto durante a história, em especial quando ele compreendeu seus privilégios e suas dívidas, ele se tornou mais humano e no final conseguiu me comover muito, chorei demais com algumas cenas dele.
Os três homens que amavam Ae Shin, eram inimigos, mas se tornaram aliados para proteger aquilo que mais importava: a mulher que eles amavam.
Outro personagem que me emocionou muito foi Jang Seung Gu, o Artilheiro Jang. Profundamente marcado pela guerra, com um coração bondoso, e uma história pessoal que me tocou demais. Ele ter ido trabalhar no palácio foi a melhor coisa que poderia ter acontecido, isso o fez enxergar certas coisas que deram sentido para o que ele sentia.
Também gostei demais do Kyle, amigo de Eugene. Foi tão bonito ver como eles eram verdadeiramente amigos! Kyle o ajudou sempre! Fiquei realmente feliz vendo essa relação que foi central em momentos decisivos.
Essa é uma história com início um pouco lento, mas os episódios tem um ritmo adequado, e a progressão da história é muito boa. As cenas, a fotografia, o modo como escolheram filmar, foi simplesmente espetacular, tudo completamente lindo e magnífico! Eugene e Ae Shin andando de cavalo, a cena deles cobrindo o rosto um do outro, a cena de Hina e Dong Mae na praia, tudo tão bonito que fazia o meu coração saltitar!
Uma frase que me emocionou, e eu nem sou religiosa, foi quando um personagem americano faleceu, e uma pessoa coreana foi em um templo budista pedir para a xamã rezar, mas avisando que aquele falecido acreditava em Deus. Então a xamã respondeu "As divindades a quem servimos devem se conhecer bem. Tenho certeza de que Buda vai mostrar a ele o caminho até Deus".
Uma cena que foi como um soco na minha cara, e que mostrou bastante da complexidade de Eugene, foi quando um personagem odioso disse para ele "você também acredita em imperialismo, você foi pra guerra em nome dos EUA e conquistou as Filipinas, agora o Japão está fazendo o mesmo com a Coréia". Isso me fez ficar muito pensativa, e triste.
Outra cena que me emocionou demais, foi a cena da bandeira com as mãos pintadas sendo erguida. Me acabei de chorar vendo a luta desse povo pelo seu país. E saibam que esse Exército dos Justos de fato existiu! O amor pela sua pátria também é tão profundo quanto o amor romântico - e isso é muito agridoce (eu pessoalmente queria que Ae Shin e Eugene simplesmente fugissem pra China e desaparecessem pra viver o amor deles, mas eu entendo que para Ae Shin esse seria um lento suicídio, e ela nunca seria feliz).
Acho que dificilmente outro dorama vai superar as emoções que Mr. Sunshine me provocou. Aqui é mostrado como as nossas decisões fazem parte de quem a gente é, e como cada uma delas molda o rumo de nossas vidas, e principalmente mostra que as vezes podemos ter o poder de escolha, mas nem sempre escolhemos o que é mais fácil. É profundamente belo. É dolorosamente lindo. Eugene Choi vai viver para sempre em minha memória enquanto eu viver, um personagem inesquecível. E seu amor por Ae Shin foi o ato mais nobre e corajoso que já vi.
Was this review helpful to you?
Uma carta de amor à resistência
“Mr. Sunshine” não é um simples dorama. É uma obra-prima, uma aula de história, uma poesia com pólvora e lágrimas. Tem dor, tem beleza, tem honra e tem amor ... aquele amor que não precisa dar certo pra ser eterno.
“Tem gente que passa pela sua vida como sombra. Outras chegam como sol. Mesmo que queimem.”
Desde o primeiro episódio, fui sugada pra dentro da fotografia impecável, da trilha sonora que fala sem palavras, e principalmente, da dor contida nos olhos de Eugene Choi — um homem que nasceu escravo na Coreia e voltou como soldado americano, carregando no peito a liberdade… e o vazio.
O que “Mr. Sunshine” entrega vai além do romance (e que romance, viu?).
Entrega história com H maiúsculo: o final da Dinastia Joseon, o imperialismo japonês, os movimentos de resistência e o preço de lutar por uma pátria que nunca te abraçou.
E aí entra ela: Go Ae Shin, nobre, idealista, uma mulher à frente do seu tempo, dividida entre o amor e a causa. O amor deles?
Lindo. Dolorido. Impossível. Necessário.
Mas esse dorama é um mosaico. Cada personagem tem peso, tem propósito.
– Gu Dong Mae, o fora-da-lei com alma em frangalhos.
– Hee Na, a dona do hotel que anda com elegância e uma pistola escondida.
– E até o vilão é tridimensional — a Coreia nessa época não permite vilões rasos.
Preparei meu coração pra chorar… e chorei mesmo. Porque cada sacrifício aqui tem nome, tem sangue, tem poesia.
🔥 “Nem todo herói usa armadura. Alguns carregam feridas abertas e ainda assim… permanecem de pé.”
Mr. Sunshine é mais do que um drama histórico. É uma carta de amor à resistência.
Um lembrete de que há batalhas que a gente escolhe não por vencer — mas por não trair quem somos.
Esse eu coloco no topo da estante, com iluminação especial, proteção de vidro e plaquinha dourada escrito: "Assista com o coração preparado para nunca mais ser o mesmo."
Was this review helpful to you?
This review may contain spoilers
Le pondria un 10 pero no puedo.
La razon por la que le quite un punto es porque la pareja principal de este dorama nunca me hizo sentir nada (hasta el final que si senti feito) pero en general la pareja me parecieron mas un par de amigos que otra cosa, no importa si los pjs se decian amarse, yo no lo senti mas que como amor de amigos y admiraciónMejor personaje? Goo Dong-mae definitivamente, toda su historia y evolucion es demasiado buena, incluso su final a pesar de ser triste es elocuente y deja ver que el personaje nunca dejo de ser fiel a sus ideales, hasta el final por eso y mil raones mas lo considero el mejor personaje de este dorama ademas de que ser el que mejor quimica tuvo con la protagonista, quimica que no se exploto lamentablemente pero bueno.
Kudo Hina fue una sorpresa, pero realmente es el segundo personaje mas impresionante de este dorama y otro que me hizo sentir mil cosas, ami parecer merecia un mejor final pero igual que dong mae, final elocuente y llevando sus ideales hasta el final.
La historia me hizo llorar y fue epica, solo me falto un romance mas creible, es lo unico a lo que le pongo un pero
eso si, al final el ultimo sacrificio de eugene si me hizo sentir mal, fue muy buena escena aunque ya algo tarde para el dorama
-1
-Romance
-Escenas de despedida cada 3 min (me voy, no nos volveremos a ver, se vuelven a ver 20 min despues -En el capitulo-) despues del capitulo 20
-Los saltos de tiempo super extraños, donde los protagonistas se encontraban y sugerian que habia pasado mucho tiempo, pero el espectador mas perdido que adan en el dia de las madres,.
-Algunas escenas cortadas, no dejaban sentir la "tristeza" que querian transmitir (por suerte en escenas claves no hizieron eso)
-la relacion de los protagonistas fue muy inestabie, creo que ni ellos sabian que estaban enamorados
-ah y no hubo ni un beso, aunque lo agradezco un poco
+1
-Historia bien contada, no soy de Joseon y al final del dorama queria hasta pelear ;-;
-Buenos personajes y evolucion de cada uno indistutible
-Musica de 10, cada momento tenia musica que me erizaba la piel
-Sad ending, pero realista y esos son mis favoritos
-Goo Dong Mae, si.
Was this review helpful to you?
This review may contain spoilers
Si empiezas a ver el dorama quizás no te enganché, pero te recomiendo seguir viéndolo.A mi me pasó, me vi los primero 15 episodios sin pena ni gloria, me gustaba la historia y los personajes pero se me hacía lento y el guión un poco simplón (quizás por la traducción de Netflix). Pero aun así lo seguí viendo, menos mal.
Es un dorama con mucha presencia bélica, me gustan los históricos pero no había visto ninguno de está época y me sorprendió bastante pues desconocía la historia y lo que sufrió Corea entre 1900-1945.
Destacaría la fotografía, pues es asombrosa y sinceramente la calidad de la serie es increíble. En el primer capítulo hay escenas con croma, horrorosas, supongo que por falta de presupuesto y luego mejoraron la calidad consiguiendo escenas espectaculares a nivel de efectos, muchos personajes, etc.
La banda sonora es muy bonita, aunque no creo que ninguna canción sea para escucharla muchas veces fuera del dorama como, por ejemplo, la de Descendant of the Sun que por cierto, salen muchos actores de este mismo dorama.
Ahora bien, si los primeros 20 capítulos están bien los 4 últimos son de una calidad suprema y por la que deberías ver este dorama. Por favor, tened cerca algo para secar vuestras lagrimas.
Hasta la fecha el dorama con el que más había llorado fue Moon Lovers, pues con este creo que he sufrido aun más.
Was this review helpful to you?
Sin embargo, dejando de lado La Armada de Honor (¡papelazo de rebeldía!), la serie se guía más como un relato ajeno a la guerra (no así a los que la vivieron). Hablada en tres idiomas distintos (coreano, japonés e inglés) y ubicada casi en su totalidad en el agonico Joseon de 1903, con cinco protagonistas cuyos pasados sólo ayudan ha rozar un poco sus extraños orígenes: Un niño esclavo convertido en infante de marina de Estados Unidos; una niña aristócrata que empuñó un arma extranjera para defender los ideales de sus padres muertos; una viuda japonesa que maneja un hotel occidental en pleno oriente; un espadachín renegado, hijo de pobres carniceros, que porta una katana para vengar a los suyos; y un niño mimado, nacido en cuna de oro, que nunca ha conocido el desamor, ni el dolor, ni la segregación de castas, ni la guerra, hasta que se topa con los otros cuatro colegas.
Eso, y un aluvión de personajes divergentes; tiranos y graciosos; nacionales y extranjeros; sirvientes y nobles. Todos metidos en un embrollo titánico de repercusiones históricas que mantiene ese trance perpetuo de obra perfecta montada en medio de un escenario caótico y real de esperanza y muerte.
Was this review helpful to you?
This review may contain spoilers
ktrauma
ÇA M’A BRISER LE COEUR, tout le monde meurt faut surtout pas s’attacher aux personnages sinon vous allez finir comme moi, UNE HORREUR 💔💔 olala pitié j’ai trop aimé, j’ai trouvé ça un petit peu long mais ça va, j’ai trop aimé, IL EST TROP UNDERRATED ??? je comprends pas comment personne ne parle de ce drama svp?? omg REGARDEZ ?????????????????????????????????(j’essaye de compléter ma critique parce que sinon ça pourra pas se poster 😣😣😣) MAIS REGARDEZ EN VRAI JE VOUS PROMETS VOUS ALLEZ AIMERWas this review helpful to you?



