K-Drama
This review may contain spoilers
one of the best movies ive watched
coming from someone who only watching romance movies / dramas i wanted to watch this only because someone recommended it and even then it took me a while to just sit down and watch it but once i started it i was glued to my tv, it was so(i am not super great at writing reviews i just felt like this movie deserved it,)
the plot of Better days is so emotional and sadly realistic in some aspects it was always keeping me interested into how it would turn out for the two mains and i just wanted things to be easier for both of them,
and if the plot and important message of this movie alone isn't good enough for you to watch it then you are in for a treat because everything about this movie was beautiful, the cinematography and scenes were perfect it felt so real and 100% convincing, every emotion that characters felt in the moment was displayed on screen so well and it made you feel the things they felt, it gave you a deeper dive into how they felt. The music was really fitting and was added in when needed (not to much not to little) + the intro set the tone of the movie well (into scene confused me at first but was short and i understood it at the end of the movie so its no big deal). The cast was a 10/10 for me, they fit the characters so well and the acting never made me cringe or even think they could do better, both main leads did an amazing job of getting into the characters, it felt so real the whole movie. this movie was so amazing and i could definitely re-watch it many times (i probably will be)
don't have a lot to say but if you haven't watched this movie you definitely should (please read the tags and make sure you can deal with topics that are discussed / shown in this movie)
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One of the things that really attracted me in this movie was the details, the male character's place, clothes, hair and injuries really described his life, and his pain, he didn't look like a bad person even though he had all these tattoos, instead he looked lost, and dark.
As for the female character, she was portrayed in the novel as a stutterer and she acted like a child, but in the movie she's like one of these people, who knew a lot but kept it to herself.
I liked the first half of the movie better, the second half fell off for me, but overall, it was worth watching.
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I came into this movie with high expectations expecting an emotional story as its the custom with movies staring her
its a really good, realistic and engaging story with some fantastic acting from everyone .
Every one had chapters in their lives when they thought life would stop, you get in one hell of ride to visit some one's own chapter
this is the kind of movie where popcorn would probably not be very appealing , grab your seat, close the lights and enjoy this movie :)
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F the Police
The police made a bad situation worse. I’d like an epilogue where the bullying girls parents are in prison jumpsits picking up trash on the side of the road.Was this review helpful to you?
nice
good drama , always loved this kind of stuff, brilliant cast , awesome story, watermelon and pineapples why is my character still not 500 , I just wanted to submit the rating with writing a review , but here I'm wasting my time. anyways this movie is worth your time if u r into drank genre . plus the acting is crazy good ................ . .ksksnxnxidnxjxisnsjsjsnsjsnsjsnsjznxncnxkksnsjsnsjsnxnxnxixnxnxn why can't I post it yet jdixnxjdnsjxjxjsjsnsjsjsndnxjdjWas this review helpful to you?
Un ritratto spietato del bullismo tra silenzio, disperazione e sopravvivenza
Ci sono film che si guardano, si apprezzano e si archiviano in fretta. Poi ci sono film come “Better Days” : un’esperienza che resta scolpita nella mente per giorni, un pugno allo stomaco che si trasforma in un abbraccio disperato. Definirlo un semplice “drama scolastico” sarebbe riduttivo e fuorviante: si tratta piuttosto di un’indagine spietata sulla natura del bullismo, sulla fragilità della speranza adolescenziale e sulla forza primordiale di un legame che nasce dal fango e dalla solitudine.La storia segue Chen Nian - interpretata da una straordinaria Zhou Dong Yu - una studentessa modello la cui intera esistenza è votata all’esame di ammissione all’università, considerato l’unica speranza per un futuro migliore. La sua vita scolastica è però un inferno quotidiano: un gruppo di compagne la sottopone a un bullismo feroce, psicologico e fisico, con una crudeltà tanto gratuita quanto agghiacciante. Dall’altra parte della città vive Xiao Bei – portato in scena da un Jackson Yee in uno stato di grazia sorprendente - un ragazzo di strada abituato a risolvere tutto con i pugni, che dorme in una baracca fatiscente e non ha altra prospettiva che la sopravvivenza. L’incontro tra i due sembra destinato a restare uno scontro tra mondi opposti, ma si trasforma immediatamente in qualcosa di molto più complesso: una tregua armata, poi un’alleanza, infine una dipendenza reciproca che rasenta il sacro.
Il vero punto di forza assoluto del film è la comunicazione silenziosa tra i due protagonisti. Zhou Dong Yu e Jackson Yee recitano prevalentemente con lo sguardo. Una ruga sulla fronte, un tremore delle labbra, una lacrima trattenuta: ogni minimo segno diventa un dialogo interiore potentissimo. Quando si guardano, l’intero mondo intorno smette di esistere. Jackson Yee, giovanissimo e all’epoca al suo primo grande ruolo serio, non recita da idol pop: incarna un ragazzo distrutto ma dignitoso, capace di trasmettere una vulnerabilità titanica con un semplice battere di ciglia. Zhou Dong Yu, dal canto suo, offre una prova fisica e psicologica di rara intensità, specialmente nelle sequenze di umiliazione pubblica, dove il suo corpo sembra piegarsi ma mai spezzarsi del tutto.
La regia alterna una crudezza quasi documentaristica a momenti di una bellezza lirica straziante. Le scene di violenza sono girate con una vicinanza sporca e claustrofobica: la macchina da presa non si sottrae mai all’aggressione, costringendo lo spettatore a sostenere lo sguardo su ogni schiaffo, ogni strappo di vestiti, ogni risata sadica. Non c’è compiacimento, ma nemmeno pietismo. Si tratta di una scelta etica prima ancora che estetica: mostrare fino in fondo la brutalità del bullismo per non lasciare alcuno spazio alla neutralità. In netto contrasto, i momenti tra i due protagonisti – sulla moto sgangherata o nella baracca illuminata da una luce calda – sono impregnati di una tenerezza sospesa, quasi onirica, che rappresenta l’unico rifugio possibile in un mondo ostile.
La sceneggiatura è notevole anche per come rifiuta ogni facile manicheismo. I bulli non sono mostri caricaturali, ma ragazze che agiscono all’interno di un sistema che legittima la sopraffazione. E la vera antagonista del film è infatti l’indifferenza strutturale: quella degli insegnanti che voltano lo sguardo, quella della polizia che arriva sempre troppo tardi, quella di una società che misura il valore di una persona solo in base ai risultati scolastici. La madre di Chen Nian, venditrice truffata e costantemente assente, non è un personaggio malvagio: è semplicemente una donna sopraffatta dalla sopravvivenza, che rappresenta l’assenza non per crudeltà ma per impotenza.
Nella seconda metà, quando la vicenda precipita in un evento tragico, il film si trasforma in un thriller morale teso e angosciante. La lunga sequenza dell’interrogatorio, in cui i due ragazzi vengono separati e ripetono all’infinito la stessa identica versione dei fatti, è un capolavoro assoluto di montaggio e recitazione. In quel momento, senza alcuno scambio di parole, emerge con chiarezza assoluta che il loro legame è diventato indistruttibile, quasi sacro. Hanno scelto di portare il peso l’uno dell’altra, perché prima di incontrarsi nessuno aveva mai dato loro una ragione per continuare a lottare.
Rispetto ai bulli, il film accenna solo brevemente alle loro motivazioni personali, lasciando in ombra le dinamiche familiari o sociali che potrebbero averle generate. Tuttavia, questa scelta appare perfettamente funzionale al punto di vista adottato: la narrazione resta saldamente ancorata allo sguardo delle vittime, e mostrare il retroterra delle aguzzine rischierebbe di umanizzarle in modo indesiderato o di distrarre dall’urgenza del dolore raccontato.
Il finale – e non rivelo volutamente nulla perché rovinerebbe davvero l’intera visione - rappresenta un altro tratto di coraggio della regia: non si tratta del lieto fine riparatorio tipico della narrazione hollywoodiana, ma di una conquista faticosa, imperfetta e profondamente vera. La speranza non viene donata: viene strappata a denti stretti dal silenzio e dalla memoria. E proprio questa ambiguità – non sapere del tutto se la felicità sarà duratura, ma riconoscerla come possibile – rende l’intera esperienza ancora più preziosa.
In conclusione, “Better Days” è un vero e proprio capolavoro, uno dei migliori film asiatici che abbia mai visto. La recitazione, la regia, la fotografia e l’uso calibratissimo del silenzio convergono in un film che non si limita a denunciare il bullismo, ma ne esplora le conseguenze psicologiche, legali e morali con una profondità raramente raggiunta dal cinema contemporaneo. È un’opera dolorosa, a tratti quasi insostenibile, ma assolutamente necessaria. Va vista almeno una volta, e probabilmente tornerà in mente per molto, molto tempo. Non è un film per chi cerca leggerezza, ma per chi non ha paura di guardare in faccia il peggio dell’adolescenza per trovarvi anche il meglio di cui due esseri umani siano capaci.
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Filme sensível e emocionante
A atuação dos dois protagonistas são muito muito boas. Eles conseguem passar muito só com o olhar. A história é bem boa. Eu não gosto de ver histórias de bullying, mas essa me prendeu desde o começo. Fala muito sobre a pressão nessa época em "ignorar porque depois melhora" e como adultos não sabem lidar bem com a situação, e como é importante se tornar um adulto responsável para que nenhuma criança precise passar por isso. Às vezes só precisamos de alguém para nos acompanhar até em casa.Was this review helpful to you?
Quando l'amore diventa resistenza
"Better Days" non è solo un film, è un’esperienza che ti afferra e non ti lascia andare. Non si limita a raccontare una storia: te la fa vivere, e quando scorrono i titoli di coda, resta lì, non se ne va.
Al centro di questa storia c’è Chen Nian, una liceale intrappolata in un ambiente scolastico e sociale che non fa sconti. Il suicidio di una compagna, vittima di bullismo, è il punto di rottura: da lì in poi, la violenza e la paura diventano compagni di vita. La scuola, che dovrebbe essere un luogo sicuro, si trasforma in un campo minato. E il gaokao, l’esame nazionale cinese, incombe come una condanna: non c’è spazio per le emozioni, solo per la performance.
Nel contesto cinese, dove il bullismo è spesso minimizzato o nascosto, il film sorprende per l'impatto enorme proprio perché osa mostrare senza filtri ciò che in genere viene censurato.
Dentro un clima così soffocante, ciò che colpisce e ferisce ancora di più è il silenzio degli adulti.
Gli insegnanti invitano Chen Nian a parlare, sì, ma con quella freddezza che sa di obbligo, non di ascolto. Nessuno la protegge davvero. E sua madre, schiacciata da una vita ai margini e da scelte discutibili, è troppo persa nei propri guai per accorgersi del dolore che sta consumando sua figlia.
L’unico adulto che prova davvero a fare qualcosa è un agente di polizia, le cui intenzioni sono sincere, ma non bastano. In una società che sembra aver dimenticato i giovani, i ragazzi restano soli, e soli devono affrontare il peggio.
Ed è proprio in quel vuoto che Chen Nian incontra Xiao Bei. Un ragazzo ruvido, cresciuto ai margini ma con un’umanità che spiazza. Tra loro nasce qualcosa che va oltre la sopravvivenza: è protezione, è complicità, è un sentimento che cresce in silenzio. Puro e imperfetto, ma vero.
"Tu proteggi il mondo. Io proteggerò te."
Questa frase, detta dal ragazzo con una semplicità che disarma, racchiude tutto. Chen Nian è una luce che cerca di non spegnersi, e Xiao Bei diventa il suo scudo, il suo rifugio.
Quando la loro storia raggiunge il suo momento più drammatico, il film tocca la sua vetta emotiva: in un mondo dove l’ingiustizia è ovunque, l’amore diventa l’unica forma di resistenza. E un gesto estremo è l’unico modo per restare coerenti con la logica del loro mondo.
"Se tu ce la farai, allora non sarò stato inutile."
Dietro queste parole di Xiao Bei c’è tutta la fragilità di un ragazzo che non ha mai avuto nulla, ma che trova senso nel fatto che lei possa andare avanti. È una sorta dichiarazione d’amore, ma anche di disperazione. È come dire: "se tu continui a vivere, allora la mia esistenza avrà avuto un senso".
Le interpretazioni sono da brividi. Zhou Dongyu è intensa, vulnerabile e autentica. Jackson Yee sorprende per la sua maturità e profondità. La regia di Derek Tsang è delicata e rispettosa: non cerca il sensazionalismo, ma accompagna il dolore con pudore, alternando momenti di quiete trattenuta a improvvise fratture emotive che rispecchiano perfettamente lo stato d’animo dei protagonisti.
La colonna sonora è un sussurro malinconico che si insinua nelle scene senza mai invaderle. È il respiro emotivo del film, capace di dare voce ai silenzi e agli sguardi.
A completare questo quadro c'è la fotografia, fredda e sospesa, che crea un’atmosfera rarefatta che amplifica il senso di smarrimento.
Certo, non è un film privo di difetti. Alcune dinamiche investigative sono un po’ artificiose, e il finale lascia qualche nodo irrisolto. Ma la potenza emotiva e il messaggio sociale sono così forti che tutto il resto passa in secondo piano.
"Better Days", dunque, non è un film facile da affrontare, ma è uno di quelli che non si dimenticano.
Bullismo, emarginazione, amore e sacrificio: tutto converge in una storia che colpisce al cuore.
E lascia il segno soprattutto perché ci porta al centro di ciò che ci rimane quando sembra che non ci resti più nulla: la scelta dell’altro. Anche quando farlo significa perdere sé stessi.
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Quando se trata de romance, nenhum lugar do mundo consegue se igualar à China.
Muitas camadas, muitas mesmo. Primeiro, há uma crítica muito pesada a como o sistema lida com desdém casos de bullying. Segundo, uma crítica perspicaz ao tamanho da pressão que os alunos e vestibulandos enfrentam. Terceiro, não sei o que dizer... É um romance muito bom. Acho que muitas pessoas podem reclamar do arco romântico, mas eu gostei. Gostei de tudo. Achei que foi perspicaz em todas as críticas que quis apresentar e ainda entregou um romance de mocinha e "bandido" totalmente envolvente e maluco de assistir. As atuações são incríveis.Was this review helpful to you?
E quando o oprimido se torna o opressor ?
E quando o oprimido se torna o opressor ?
Essa foi a pergunta que me fiz ao assistir a este filme, que, de forma dura e cruel, expõe o que pode acontecer quando uma pessoa é levada ao limite. Seja pela omissão daqueles que se calam e fingem não enxergar o que está diante deles, seja pela negligência de adultos que falham justamente com quem mais precisa de apoio — aqui, a protagonista.
É revoltante perceber como a polícia permanece em silêncio diante dos sinais evidentes. E, quando o pior finalmente acontece, em vez de assumir a responsabilidade, tenta construir justificativas para encobrir os próprios erros, ignorando aquilo que sempre esteve diante de seus olhos.
O mesmo pode ser dito dos pais, figuras praticamente ausentes ao longo da narrativa. Quando aparecem, não demonstram acolhimento ou presença, mas reforçam sua incapacidade de oferecer suporte emocional aos filhos.
O filme não suaviza as falhas de ninguém. Não há proteção ou condescendência com seus personagens — apenas a exposição crua das consequências de suas escolhas. A obra também nos lembra que a vida está longe de ser justa ou igualitária.
A protagonista continua sendo vítima, mas, ao reagir da mesma forma que seu agressor, cruza uma linha perigosa. Ao sujar as próprias mãos, passa a carregar o peso de suas decisões. E é justamente nessa ambiguidade moral que o filme encontra sua maior força.
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Um dos melhores filmes chineses!
comecei a assistir não dando nada mas, FOI TUDO PRA MIM! literalmente me prendeu desde o início, os personagens, a história, os diálogos, a cinematografia e tudo!! e além de tudo entregou plots!! sinceramente, esse foi uns dos melhores filmes que eu assisti! tudo foi muito bem pensado e feito nesse aqui, chorei, ri, sorri e todos os sentimentos possíveis! recomendo MUITO esse, a vibe dele é tudo e amei muito os personagens! (irei levar para vida eles e esse filme) só cheguei a não entender alguma coisas, mas tirando isso, é um dos melhores filmes da China!! 9.0Was this review helpful to you?
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chorei como uma condenada *piadas a parte*.
esse filme foi... algo. no começo, eu achei que ele ia ser meio bleh porque sei como a asia normaliza bullying nas escolas e normalmente é raro ver um filme em que a vítima não é vista como a culpada, mas esse me surpreendeu muito, eu fiquei chocada com o final porque não era algo que eu estava esperando... tipo eu li a sinopse, mas eu achei que era somente sobre a primeira morte, então quando teve mais uma morte, isso me chocou muito.não tem muitas cenas de romance, eu diria até que eles não são um 'casal' com cenas clichês e fofas no filme, visto que eles se beijaram apenas duas vezes e por circunstâncias em que ambos estavam em perigo e precisavam fazer aquilo para salvarem a si mesmo, mas eu gostei bastante desse fato de não terem ficado tanto assim em um romance tradicional e sim focado neles se acolhendo em meio todas as situações que ambos passaram, o filme te vende a imagem de que será uma garota estudiosa e toda certinha e um bad boy como um verdadeiro clichê, mas é muito mais do que isso.
na verdade, eu diria que eles são apenas dois adolescentes quebrados e cheio de cicatrizes, mas que encontrarão conforto um no outro e a vontade de continuar sobrevivendo mesmo sabendo o quão injusto o mundo é.
"você intimida ou você é intimidado". essa parte me fez chorar um pouco e lembrar de coisas do passado... o filme é muito bom, mas você tem que estar preparado para chorar bastante, na metade do filme eu estava tranquila e pensando se era só aquilo, mas quando o verdadeiro plot começou foi apenas lagrimas atrás de lagrimas, o final foi inusitado para mim, mas de uma forma boa, eu gostei de como foi e não tenho nada a reclamar a respeito disso, confesso que fiquei curiosa para saber como foram os quatro anos dela na cadeia, mas acho que seria algo que já esperávamos com ela tentando resistir e lembrando que quando saísse de lá poderia encontrar ele e assim eles poderiam recomeçar de novo em um ambiente melhor.
e não posso esquecer de escrever sobre a parte mais fofa: no final, ela protege uma aluna que aparentemente está sofrendo bullying levando a menina até a casa dela e ele segue atrás delas, mas dessa vez sem esconder o rosto, ele mante a promessa que enquanto ela estivesse protegendo o mundo e os mais fracos, ele estaria protegendo-a. ❤️
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