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Like Flowers in Sand

모래에도 꽃이 핀다 ‧ Drama ‧ 2023 - 2024
Completed
PHope
0 people found this review helpful
Feb 19, 2024
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 7.0
Acting/Cast 8.0
Music 5.0
Rewatch Value 5.0

Good Enough

Korean Drama '' Like Flowers in the Sand '' is a slice of life drama with many other genres blended nicely in the main plot.

The drama is a sports drama that handled it well, with some training, some games, and a championship of course.

However, the drama didn't forget the rest of its plotlines. The mystery case was solid and blended nicely with the story of the friends and their backgrounds.

The romance was, in addition, subtle, but cute.

Finally, the performances were all great by everyone in the cast.

So, overall, seven out of ten.

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Completed
MaryannTeo
0 people found this review helpful
Mar 20, 2024
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 7.5
Story 7.0
Acting/Cast 8.0
Music 8.0
Rewatch Value 6.0

An investigation @ country side

It is not as interesting as I thought it would be. When one is interested in the story you won't skip it but this one I forward many times as some of the parts were not interesting. You dont get excited and no suspense even though it is a muder case investigation. And the spoken Korean were all those from countryside people. Anyway not many well known actors/actrecess in this drama , but maybe there are some who like this kind of story but not me. Just my opinion , only the Historical dramas were the best this year so far
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Completed
Brogana Sunfrog
0 people found this review helpful
Jun 20, 2025
12 of 12 episodes seen
Completed 1
Overall 7.0
Story 7.0
Acting/Cast 5.0
Music 4.0
Rewatch Value 1.0
This review may contain spoilers

desperate shirtless men who have sand for brains, selfish unlikeable slappy women

OK so there are shirtless guys wearing tight pants-fine, if that is all you are interested in-enjoy. I'm not into watching sports of any kind but I started this as a way to unwind & it DID start out very sleep inducing. Then it actually got interesting. I actually found myself caring about the wrestling matches & rooting for the Lead. Still, I started to lose interest around Ep. 7, when the build up of community gossips, and Plethora of women slapping men became over done. This is becoming more & more a cultural divide for me, for which I cannot stomach. Why is this "comedy" ? It's a trope that's past it's expiration date. I started losing serious interest in Ep 8. You've got a whole town of aggressive, loud, slappy females & it's tiresome. The the lead female repeatedly puts her own agenda over supporting the male lead & it's pathetic & sad. She is selfish & undeserving of the male lead's affection. But, apparently all the men in the community are desperate & stupid, deserving thier fate as punching bags because it what they choose. By Ep. 8 the sweetness of the story soured. I pushed through to the end, and have to admit that it ended well. If you removed all the female slapping/hitting men, cut out the males lead's irritating family scenes, AND trimmed down the amount of wrestling scenes a bit- I'd give this a solid 8.5 . Sadly, there is just no fixing the unlikability of the female lead. I would re-title this : they had sand for brains.

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Completed
Hyperborea
5 people found this review helpful
Jun 3, 2026
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 7.5
Story 8.5
Acting/Cast 7.5
Music 7.0
Rewatch Value 8.0

Visione rilassante, un vero comfort drama.

La serie contiene una domanda che dà il titolo al lavoro: a che età, esattamente, si sboccia? La risposta, in originale coreano "Moraeedo kkochi pinda" («anche nella sabbia i fiori fioriscono») sostiene l'idea che non esista un'età precisa, una stagione programmata. È il momento in cui qualcuno smette di misurarsi con ciò che avrebbe dovuto essere e comincia a esistere come ciò che è. Kim Baek-doo, il protagonista, ha 32 anni, e pratica, come il padre e i fratelli più grandi il ssireum, la lotta coreana . A differenza di loro però non vince mai, ha alle spalle una famiglia di campioni che lo guarda con l'affetto discreto di chi ha rinunciato ad aspettarsi grandi cose, e un'espressione permanente che oscilla tra il dormiveglia e la tenerezza involontaria. E' l'anti-eroe per eccellenza, quanto di più diverso ci hanno abituato i drama asiatici, e questo è il primo elemento di novità e di freschezza.

Il ssireum — la lotta tradizionale coreana su sabbia, patrimonio culturale praticato sin dalla dinastia Joseon e ancora oggi disciplina agonistica con campionati nazionali — non è soltanto lo sfondo della storia ma la sua metafora portante: due corpi che si afferrano, che cercano il baricentro dell'avversario, che cadono o reggono su un terreno che non dà punti d'appoggio stabili.
Per prepararsi fisicamente al ruolo, Jang Dong-yoon ha dovuto mettere 14 kg di massa nel corso di diversi mesi attraverso un allenamento intensivo e una dieta pensata per replicare la corporatura di un lottatore professionista, una scelta che racconta già molto sull'approccio produttivo della serie: non la fisica idealizzata del drama mainstream(vedi Lovely runner con un Byeon Wook seok, risibile nei panni del nuotatore agonistico con il fisico slanciato e snello) , ma una credibilità che passa attraverso il peso specifico dei corpi sulla sabbia. Il risultato visivo e atletico è convincente, ed è uno dei pochi casi in cui la componente sportiva sullo schermo non odora di menzogna poco plausibile.

Kim Jin-woo, il regista, non è un nome che porta in dote un percorso autoriale particolarmente ricco o con uno stile definito, così come Won Yoo-jung alla sceneggiatura costruisce un impianto narrativo che mira alla solidità, non ambisce a spingere senza mezzi per poterlo fare come in altri lavori blasonati, votati più per fandom che per effettiva qualità.
La scelta di ambientare tutto nella cittadina marittima immaginaria di Geosan, un luogo dove il sireum è quasi religione di stato, dove tutti si conoscono, dove il pettegolezzo circola con la velocità del vento tra le risaie, è funzionale a una grammatica narrativa che vuole il villaggio come organismo collettivo, quasi un personaggio che respira e mormora intorno agli eventi principali. L'atmosfera che ne risulta è genuinamente calda, rusticamente accogliente, rilassante: una serie senza sprechi, ambientata in una città di provincia che si rispecchia perfettamente nell'onestà greggia e non rifinita di Kim Baek Du, il protagonista.
Questa qualità: farsi guardare senza fatica, far respirare l'occhio, con un ritmo quotidiano, senza scossoni, senza il ricatto continuo del colpo di scena, senza la manipolazione dello spettatore che tanti drama coreani è diventato quasi caratteristica fondativa, è un merito reale, così come è un merito aver voluto presentare il ssireum a chi segue fuori dai "confini".

COSA HA QUESTA SERIE CHE MERITA ATTENZIONE:

La sceneggiatura MANCA di quell'istinto predatorio che caratterizza una quantità enorme di drama asiatici e non, dove i personaggi esistono fondamentalmente come materiale da consumare al servizio della tensione drammatica. Il meccanismo predatorio costruisce un personaggio abbastanza, quanto basta perché lo spettatore si affezioni, e poi lo si usa, lo si umilia, lo si tormenta, lo fa soffrire per massimizzare la risposta emotiva del pubblico, senza che quella sofferenza serva davvero alla storia o alla crescita del personaggio stesso. È una forma di sfruttamento narrativo che veste i panni del dramma ma che in realtà è semplicemente ricatto: ti faccio soffrire per il personaggio perché così non smetti di guardare, non perché quella sofferenza significhi qualcosa, e dopo aver visto Something in the rain, che è l'apoteosi di questo discorso, la differenza mi è ancora più chiara.

Qui Baek-du viene mostrato nella sua incompiutezza, nella sua storia di aspettative non realizzate, nella solitudine discreta di chi ha deluso una famiglia di campioni ma non viene mai abusato narrativamente per produrre lacrime facili. La sua vulnerabilità è trattata con una specie di rispetto quasi pudico: la sceneggiatura la mostra, la lascia esistere, non la sfrutta. È la differenza tra un autore che vuole bene ai propri personaggi e un autore che li usa come strumenti. Nel primo caso senti che il personaggio ha una vita che precede e supera la storia che lo contiene; nel secondo senti che esiste soltanto in funzione dei picchi emotivi che deve produrre, e che fuori da quei picchi non è niente.

I personaggi trattati con rispetto si depositano da qualche parte e continuano a esistere dopo che lo schermo si è spento, lasciandoti una sensazione di placido tepore.

Il problema principale della serie è strutturale: Fiori nella sabbia, prova a essere contemporaneamente un romance, un crime thriller, uno sports drama e uno slice-of-life rurale, e non riesce a integrare queste quattro anime in un corpo narrativo unico che funzioni in ogni sua parte. Il risultato è una serie che procede per compartimenti stagni, dove lo sport sparisce per episodi interi per poi tornare improvvisamente quando la sceneggiatura ricorda che era parte identitaria della serie, dove l'elemento crime si accumula nei due episodi finali in rivelazioni precipitose che avrebbero avuto bisogno di molto più spazio per sedimentarsi, e dove il romance viene ritardato artificialmente ben oltre la soglia della credibilità narrativa. Baek-doo dichiara i propri sentimenti dopo 2 terzi della serie, e la risposta definitiva arriva sostanzialmente nel settimo minuto finale: lo spettatore sa già dall'episodio tre come andrà a finire, e tuttavia deve percorrere nove ore di trama che lo tengono separato da una conclusione che la serie non ha il coraggio di anticipare. Non è tensione narrativa, è procrastinazione strutturale.

Altro elemento di pregio è la rappresentazione della genitorialità. Nei drama capita spesso di imbattersi in famiglie disfunzionali, genitori emotivamente assenti, padri autoritari, madri ipercontrollanti o relazioni costruite quasi esclusivamente sul conflitto. Fiori nella sabbia sceglie una strada diversa. Pur senza idealizzarle, le famiglie vengono rappresentate come luoghi di sostegno, protezione e responsabilità reciproca. I genitori sbagliano, ma cercano di capire. Si preoccupano, incoraggiano, si mettono in discussione e restano presenti anche quando non hanno tutte le risposte. È una normalità affettiva che raramente trovo nei drama asiatici e che proprio per questo finisce per distinguersi.
In moltissimi drama il protagonista positivo nasce nonostante la famiglia. Qui, invece il protagonista diventa l'uomo che è anche grazie alla famiglia che lo circonda.
La madre lo sostiene senza umiliarlo per i suoi fallimenti. Il padre può essere apparentemente distaccato ma non è una figura tossica. I fratelli lo prendono in giro ma c'è affetto reale. Quando lui vacilla, nessuno lo tratta come un peso o come una delusione.
Questa rete di affetto quotidiano spiega molto del personaggio.
In fondo Baek-du è così fiducioso negli altri, così poco cinico e così capace di amare senza calcolo anche perché è cresciuto in un ambiente che, pur con tutti i suoi difetti, gli ha insegnato che l'amore non è un premio da meritare.

COSA NON HA FUNZIONATO:
L'arco crime è forse l'elemento più deludente della produzione. Non per incompetenza esecutiva ma per un deficit di "concezione" che riguarda il peso dell'assassino all'interno della storia: chi compie i crimini non è per nulla presente nel tessuto narrativo tanto da costituire una rivelazione che, a scopo cliffhanger, risulta un escamotage che alla fine ha poco senso. Il confronto con Mous, serie crime, è impietoso: lì il colpevole esiste, pesa, vive nella storia, e quando la verità emerge ogni scena precedente acquista un secondo strato di senso. Qui, al contrario, la rivelazione produce più una reazione che non dà scossoni emotivi. L'arresto poi non è non mostrato, le conseguenze sulla comunità (che avrebbe dovuto essere sconvolta, lacerata da una verità che la riguarda dall'interno) sono appena accennate, come se la sceneggiatura avesse esaurito il respiro proprio nel momento in cui avrebbe dovuto inspirare più a fondo. Molto deludente.
Anche poco plausibile che questo personaggio, bravissimo nell'interpretazione, venga ricordato così dal nulla dopo 12 ore di ripetere sempre le stesse dinamiche, e si presenti per compiere l'ennesimo misfatto avendo tutto il tempo per consumarlo, ma contentandosi di una chiacchierata intimidatoria. o:O.
Non mi ha convinto.

Altro problema è stato per me il villaggio: Geosan non è soltanto uno sfondo. Per buona parte della serie il villaggio agisce come una sorta di coro comunitario, una presenza collettiva che osserva e filtra gli eventi attraverso pettegolezzi, ricordi condivisi e legami di lunga data. Proprio per questo sorprende che nel finale, quando emergono le verità più importanti, questa voce collettiva si faccia improvvisamente silenziosa.

Oh Du-sik, la protagonista femminile interpretata da Lee Ju-myoung, è l'altro grande incompiuto della serie. Il suo ingresso in scena ha una forza scenografica notevole, una donna che si rifiuta di riconoscere che sono cresciuti insieme, cosa che turba Baek-doo ancora più della serie di morti nel suo paese assopito e il personaggio promette una complessità che però non viene mai pienamente mantenuta. Lee Ju-myoung non è credibile nei panni di una detective sotto copertura decisa a dimostrare il proprio valore, destabilizzata dal senso di altruismo disinteressato di Baek-doo, poi col procedere degli episodi il personaggio tende a essere oscurato dall'ingombro luminoso del protagonista maschile, come se la sceneggiatura avesse investito tutto il suo affetto in un solo personaggio e non avesse avuto abbastanza energia emotiva per sostenere entrambi fino in fondo, o semplicemente è una attrice che deve ancora crescere molto, ho trovato la sua interpretazione appena sufficiente, sicuramente l'anello debole dell'intero cast.

Per Kim Baek-doo invece chapeau: Jang Dong-yoon costruisce qualcosa che è raro nel panorama del drama coreano — un personaggio che non conquista per nessuno degli attributi canonici (non ha una bellezza vistosa, non è ricco, non è geniale, non è potente) ma che conquista perché sembra una persona buona nel senso più semplice e radicale del termine, rare volte ho visto un ragazzo così autenticamente genuino e luminoso. La prima impressione che il personaggio genera è quella di un uomo lento, opaco, forse un po' spento, un ex talento che non ha realizzato le aspettative di nessuno e che si è adagiato su questa consapevolezza senza farne un dramma. Con il procedere degli episodi quella opacità si rivela come la crosta di qualcosa di più luminoso: dolcezza autentica, assenza totale di malizia, intelligenza emotiva di quelle che raramente si incontrano, innate abilità comunicative, a livello emotivo, è trasparente come un vetro. È assolutamente convincente sia come un'anima stanca e smarrita sia come un atleta intenso e concentrato, e questa capacità di abitare contemporaneamente la fragilità e la forza senza che l'una smentisca l'altra è la prova più precisa del talento di Jang Dong-yoon, che per questo ruolo ha trasformato non solo il proprio corpo ma l'intera gamma espressiva. Ed io che lo avevo sottostimato, conoscendolo nel drama : my man is cupid, mi sono dovuta ricredere per la splendida interpretazione, 8 ,5 per lui.

Il personaggio è anche l'incarnazione più riuscita del tema del titolo: un fiore che sboccia tardi, in un terreno che non sembra promettere molto, con una lentezza che chi lo osserva da fuori scambia per fallimento e che invece è semplicemente il suo tempo, il suo ritmo irriducibile (un po' come la ginestra tanto cara a Leopardi). Non esiste un'età giusta per trovare il proprio posto, dice la serie senza dirlo mai, e Baek-doo lo dice semplicemente esistendo sullo schermo con quella sua qualità di presenza calma e persistente. È probabilmente il miglior personaggio della serie, quello che rimane impresso più della trama, più del mistero, più dello sport, più di qualsiasi altra cosa. In una produzione che fatica a tenere insieme i propri fili, lui è il filo che regge.

Fiori nella sabbia è una serie piacevole, onesta, priva di cattiverie e di manipolazioni scadenti, costruita su un protagonista eccezionale che abita una storia soltanto parzialmente all'altezza di lui. Non merita i voti entusiasti che ho letto online, con toni da rivelazione, come sempre il riflesso di un affetto comprensibile per qualcosa che non fa del male, che scalda, che non manipola; e, in un panorama dove la manipolazione è tecnica corrente, quella assenza di tossicità viene scambiata per eccellenza. Non è eccellenza: è decenza narrativa!
La valutazione più onesta è un 7,7 che riconosce il calore, il personaggio, il gesto di raccontare una storia semplice con rispetto per chi la guarda, e insieme registra tutto ciò che la serie non è riuscita a diventare : il crime potente, il romance maturo, il villaggio come coro, la protagonista femminile davvero incisiva. Una buona serie, non una grande serie. Un protagonista straordinario dentro una narrazione che lo contiene a fatica.

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Completed
Nonna Grace
2 people found this review helpful
Jun 14, 2024
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 10
Story 8.0
Acting/Cast 10
Music 10
Rewatch Value 9.0

Ssireum, amore e mistero: perché Come i fiori sulla sabbia conquista

Come i fiori sulla sabbia è una gradevolissima commedia che sorprende soprattutto per l’interpretazione di Jang Dong Yoon nel ruolo di Kim Baek Doo. Non lo conoscevo o non lo avevo mai notato prima, ma qui fa davvero la differenza: sembra che sceneggiatura e regia siano state costruite apposta per lui.

La storia ruota attorno al Ssireum, la lotta tradizionale coreana, simile a un mix tra wrestling e lotta greco-romana. Non è necessario conoscere o amare questo sport: serve principalmente come pretesto per esplorare un intero paese, un microcosmo ricco di storie personali, familiari e di crescita, con un mistero legato a morti sospette che aggiunge tensione alla narrazione.

Tutti gli attori, anche quelli nei ruoli minori, sono eccellenti. La protagonista femminile rompe gli schemi: non è la classica attrice patinata e bellissima, ma una donna forte, diretta e spesso arrabbiata, che diventa un incredibile supporto per il protagonista maschile. Lui, invece, è bello, ingenuo, un po’ tontolone ma estremamente buono: insieme formano una coppia autentica, lontana dai cliché melensi, dove ciascuno valorizza l’unicità dell’altro.

I personaggi, in generale, sono simpatici e tenerissimi, e la serie riesce a catturare lo spettatore senza dover saltare scene o eccedere in melodrammi: le emozioni scorrono rapide e genuine, rendendo la visione fluida e piacevole fino all’ultimo episodio.

In sintesi, Come i fiori sulla sabbia è una serie che affascina per la sua leggerezza, l’umanità dei personaggi e la chimica sorprendente tra i protagonisti. Un piccolo gioiello che conquista dal primo all’ultimo minuto.

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Completed
EchoesOfLove
0 people found this review helpful
Jul 21, 2025
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 8.0
Story 9.0
Acting/Cast 9.0
Music 7.5
Rewatch Value 7.0

Num lugar onde nada florescia, nasceu o impossível: esperança.

Mesmo sob sol escaldante, alguma coisa insiste em brotar...

Em meio a um centro esportivo esquecido, jovens atletas desafiam o abandono: de recursos, de esperança, de um sistema que deveria protegê-los, não derrubá-los. Um grupo de servidores públicos mais empenhado em enterrar do que em apoiar. Mas como a flor que insiste em nascer na areia, eles seguem. Porque onde há sonho, há raiz. E onde há raiz, pode haver flor.

Com um roteiro sensível e personagens que arrancam torcida do fundo do peito, acompanhamos jovens esportistas tentando manter vivos seus sonhos em meio à negligência e aos jogos de poder. O centro esportivo, quase um personagem à parte, representa o que é insistir em existir quando o sistema quer te apagar.

Uma história sobre o Brasil? Poderia ser. Mas é coreana. E universal.
Porque onde tem talento, tem flor. Onde tem coragem, tem deserto vencido.

Entre treinos puxados, olhares cúmplices e a saudade de um passado que ainda pulsa, surge também o reencontro com o amor da infância, aquele que nunca desiste da gente, mesmo quando a gente já tinha desistido.

A metáfora é clara:
🌬️ O deserto são as pressões sociais.
⚖️ A areia, as injustiças escorrendo entre os dedos.
🌱 A flor? A coragem de continuar, mesmo quando tudo diz para parar.

🌺 Para quem acredita que flores nascem onde a gente rega, mesmo na areia.

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Completed
Moon Prix
0 people found this review helpful
Feb 24, 2024
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 8.0
Story 10
Acting/Cast 10
Music 10
Rewatch Value 7.0

Um diamante bruto reluzente

Jang Dong Yoon como Kim Baek Doo, foi magnifico!
Apesar de Like Flowers In Sand esta na categoria comédia romântica , a assuntos muito sérios tratadas nela, e com tradicionalmente coreana a forma de tratar o mais profundos sentimentos passo a passo que envolve os ocidentais e nós amamos.
A essência mais profunda de um primeiro amor perdido no tempo, e amizades pura que voltam a se reencontrar da forma mais inesperada depois d anos de distanciamento e mal entendimento tendencioso agravado pelos moradores mexeriquemos da ilha.
Personagens maduros e bem executado. Cenas com famílias e seus costumes e a dissipação do esporte ssireum. Flores no Deserto embarca na pele de jovens lutando para ter sucesso na vida. A série é um drama esportivo sobre o Ssireum (pronuncia-se shirun) é uma luta tradicional. coreana com origem no século IV, um estilo tradicional de luta coreana que acontece em um ringue coberto de areia. O título da série vem do estilo de luta.

Fazia tempo que eu não me deparava com um enredo que não é cheio de bobeiras e que prende a tenção.
Da pra maratona tranquilamente em um final de semana e além de gargalhar , chorar um pouco com Kim Baek Doo, que não é bobo , apesar de parecer, e como fica logo nítido ele com sua teimosia e inquietação e o que fara os amigos de infância se juntar e ira realizar o sonho de reencontrar uma amiga e amor perdido.

Sob a direção de Kim Jin-Woo, a série é feita para proporcionar uma experiência visualmente incrível no mundo das lutas coreanas. Ambientado contra o cenário pitoresco de Geosan, na Coreia, a história gira em torno de Kim Baek-Doo.
Juntos, eles se unem para salvar a equipe, enfrentando desafios e trabalhando rumo a um objetivo comum.

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Completed
Dramalia
0 people found this review helpful
Mar 14, 2025
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 8.0
Music 7.5
Rewatch Value 7.0
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Sport, amicizia, amore, passione, coraggio e un tocco di crime!

Recensito da: Effe IG: _Dramalia_

La lotta coreana o ssirŭm (씨름, ssireum, ssirŭm) è una forma di combattimento dalle origini antiche che vede due atleti impegnati nel cercare di rovesciare l'avversario utilizzando la forza di braccia, gambe e dorso all'interno di una buca di sabbia. È la 131ª proprietà culturale intangibile coreana.

Perchè ve lo sto dicendo? Semplicemente perchè le prime scene di questo drama vedono degli atleti impegnati in una lotta che ha delle vaghe somiglianze con il sumo ma che sostanzialmente non avevo mai visto prima, e che quindi mi sono domandata se fosse frutto di un’invenzione o qualcosa di realmente esistente.
Bè, il ssirum esiste e, a quanto pare, è anche uno sport particolarmente sentito in Corea, probabilmente anche perché fa indiscutibilmente parte della loro cultura.
Kim Baek-doo (Jang Dong-yoon) è figlio di una famiglia di campioni di ssirum, dal padre ai fratelli, sono tutti titolati, tranne lui, nonostante sia stato evidenziato come un “prodigio” in tenera età. Ormai superati i 30 anni, è da tutti considerato un atleta vicino alla scadenza, oltre che un facile avversario. Rispettato per il suo carattere, non lo è però troppo all’interno del ring di sabbia che vede gli atleti scontrarsi, dove la sua assenza di passione risulta sempre più chiara gara dopo gara. Ma questo non è solo un drama sportivo, la trama si interseca in maniera molto interessante con un giallo il cui svolgimento rimane particolarmente dubbio sino alla fine, infatti il colpevole non è facilmente evidenziabile, al contrario di altri drama. Un assassinio, un suicidio, un vecchio caso irrisolto e delle scommesse clandestine aprono lo scenario su Yoo-kyung, una detective che torna nella sua città di origine dopo essere fuggita da bambina a causa delle dicerie di paese che avevano condannato il padre come un assassino, nonostante la legge avesse dato un verdetto diverso. Yoo-kyung, considerata estremamente bruttina durante l’infanzia, torna con un aspetto totalmente diverso e non viene riconosciuta, riuscendo così a infiltrarsi nella cittadina per indagare sulle misteriose morti avvenute connesse al ssirum. Baek-doo però, che altro non ha atteso se non il ritorno dell’amica, scombina i suoi piani riconoscendola praticamente subito e proponendosi di aiutarla nella sua missione. I due chiaramente si riavvicinano e, mentre portano avanti le indagini che iniziano a aleggiare sulle teste di ogni abitante apparentemente non sospetto, la passione per il ssirum di Baek-doo torna a fare capolino. Il riavvicinamento tra i due porta anche, man mano, al ricongiungimento dell'originario gruppo di amici che, da bambini, passavano le giornate nella cittadina costiera tra discorsi sul ssirum, scuola e giochi. Il contesto dell’amicizia è una delle immagini più belle di questo drama, il loro legame mai sopito che riemerge piano piano, andando a curare vecchie ferite e ricostruendo il rapporto di un tempo, è in grado di toccare le nostre anime, stuzzicando ricordi infantili che tutti noi teniamo nascosti da qualche parte. Vedere i ragazzi correre, mentre le loro immagini da bambini si sovrappongono, porta con sé una nota di sapiente sentimentalismo e dolce malinconia che non mi aspettavo certo di incontrare in un drama del genere. Anche la parte sportiva è stata sorprendente, l’unione della squadra, il sostegno reciproco, la competitività tra atleti che non diviene mai odio ma sempre rispetto e stima, sono tutti concetti pregni di un valore di altissimo livello che è un piacere ritrovare in una serie fatta decisamente bene. Questo drama mi ha, come avrete capito, sorpreso molto, all’inizio approcciarmi al ssirum è stato un po’ strano, tant’è che temevo mi sarei dovuta sorbire 12 episodi di lotte decisamente curiose tra individui mezzi nudi, ma in realtà il cuore della narrazione va ben oltre, se al posto del ssirum ci fosse stato un qualsiasi altro sport, non sarebbe cambiato poi molto, perchè questo non è sicuramente un drama univocamente sportivo e basta. Apprezzabile, come ho già detto, anche la parte concernente il giallo, il cui colpevole rimane non individuabile fino alla fine, il che ci spinge ad indagare e supporre assieme ai protagonisti, coinvolgendoci direttamente nella trama. Un plauso (e una curiosità) per Jang Dong-yoon che ha ben interpretato il protagonista, Baek-doo, al punto che per calarsi nel ruolo è ingrassato di ben 14kg modificando in maniera piuttosto chiara il suo aspetto generalmente muscoloso e asciutto, non stupitevi quindi delle inquadrature ad hoc sulla sua “pancetta”, fa tutto parte della trama. Non sono una grande fan degli stravolgimenti fisici a carico di attori e attrici, se devo essere onesta, però riconosco in Dong-yoo un encomiabile impegno per un ruolo che è rimasto comunque un po’ troppo di nicchia, “Like flower in sand” non è infatti un drama di cui si sente molto parlare, il che è un peccato a mio avviso, è in verità un prodotto estremamente valido, corredato da una fotografia eccellente, che mi sento in assoluto di consigliarvi.

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Like Flowers in Sand poster

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