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- Titolo Originale: 十二封信
- Conosciuto Anche Come: Hou Hui You Qi , Shi Er Feng Xin , 后会有期 , 后會有期
- Regista: Sha Wei Qi
- Sceneggiatore: Cheng Xiao Mao, Cheng Meng Yan
- Generi: Thriller, Mistero, Romantico, Fantasy
Dove Guardare Hou Hui You Qi
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Cast & Ringraziamenti
- Zhou Yi RanTang Yi XunRuolo Principale
- Wang Ying LuYe Hai TangRuolo Principale
- Zheng He Hui ZiYu NianRuolo di Supporto
- Ren You LunShen ChengRuolo di Supporto
- Zhang QiYu Zhi HongRuolo di Supporto
- Li Yi XiangYe Yi BoRuolo di Supporto
Recensioni
Vite sfortunate, resilienza e la possibilità di riscrivere la propria storia.
Con i suoi 12 episodi da tre quarti d’ora l’uno, “Twelve letters” porta in scena una storia di notevole spessore, capace di cogliere l’essenza della vita vera, non quella edulcorata dei sogni ad occhi aperti, dove una grande storia d’amore può annientare qualsiasi ostacolo. Twelve letters è un inno alla resilienza, all’amore nel senso più ampio del termine, che non spazza via le difficoltà della vita ma che però non smette nemmeno di resistere, pur nel dolore e nella sofferenza, e lotta per andare avanti, sempre e comunque.Un drama serio, dove la spensieratezza non può essere che di passaggio, comparsa fugace di brevi momenti destinati ad essere un’eccezione in un quotidiano che appare spesso senza speranza.
Davvero tante le vite difficili narrate, dove talvolta sembra non esserci nemmeno un piccolo barlume di speranza all’orizzonte. I trascorsi dei due protagonisti sono tragici e strazianti, il loro vissuto attuale anche, le prospettive future pressoché inesistenti. Accanto a loro, altre vite spezzate, quelle di molti personaggi secondari a loro legati. Rispetto a molti altri drama che raccontano di vite difficili ma che sono più di nome che di fatto, in questa serie la violenza quotidiana la sofferenza esasperante ed esasperata emergono nitidamente. Chi venuto al mondo in situazioni difficili, chi incapace di risollevarsi, chi rassegnato a un destino che sembra già scritto.
E’ in questo scenario tutt’altro che idilliaco che si incontrano i protagonisti. Più che un incontro – il loro - è uno scontro iniziale che evolve poi in una graduale conoscenza e quindi in un supporto reciproco che sarà anche espressione concreta di un profondo sentimento. L’elemento fantasy delle lettere che arrivano da un futuro distante diverse decadi funge da catalizzatore di una serie di eventi a cascata che andranno a stravolgere la linearità della vicenda, offrendo inaspettate opportunità e nuove difficoltà e, di fatto, permettendo di riscrivere la storia. Ogni lettera determina una sorta di rivalutazione di quanto è già noto e nuove supposizioni su ciò che deve ancora avvenire. Nel presente, due personaggi altrettanto fondamentali ricostruiscono a piccoli pezzi la vita – passata e sconosciuta – dei loro cari. Qualche piccola incoerenza legata ai salti temporali emerge, cosa che però è abbastanza frequente quando si intrecciano fittamente eventi di epoche diverse… Qualcosa sfugge sempre. Giusto farlo presente, ma non ne farei un dramma. Complessivamente, la sostanza della serie non cambia.
Mi ha colpita la totale e voluta mancanza di romanticismo nella coppia protagonista: non un bacio, non un abbraccio, nessun camminare mano nella mano. Scelta davvero inusuale, ma carica di significato. A un certo punto della storia è chiaro che i due sono diventati a tutti gli effetti una coppia, ma non è l’“innamoramento” che questo drama vuole mostrare. L’amore, qui, è inteso nella sua accezione più vasta, che non si limita a quello tra un uomo e una donna, ma anche ad esempio a quello tra genitori e figli, consanguinei o meno. Il tema del sacrificio si ripropone in due importanti occasioni quale scelta consapevole per dare ad altri l’opportunità di una meritata vita migliore.
I sentimenti negativi, in Twelve letters, sono anch’essi altrettanti forti: c’è una crudeltà che viene perpetrata ciclicamente – a volte sembra quasi all’infinito – senza mai un’ombra di rimorso a farla vacillare. Coesistere passivamente, fuggire, tagliare i ponti…sono tutte opzioni che vengono vagliate di fronte alla disumanità di un padre che davvero non può essere definito tale. Le scelte che possono sembrare risolutive, si dimostrano fallimentari nel futuro, e questo rimette nuovamente tutto in gioco, andando a riscrivere, ancora una volta, la storia del passato.
Emotivamente parlando, il drama è davvero molto coinvolgente. Le lacrime sfuggono al controllo, ci si ritrova a immedesimarsi nei personaggi con estrema facilità. Questo grazie anche alla recitazione, davvero ottima. Wang Ying Lu, attrice da me da poco scoperta e apprezzata per un altro ruolo decisamente più allegro, qui dimostra di saper gestire un personaggio estremamente drammatico in modo credibile ed equilibrato, senza sbavature. Zhou Yi Ran interpreta un protagonista maschile con una caratterizzazione che gli è affine e che ha tratti comuni ad altri personaggi da lui interpretati in drama passati, sebbene qui mostri una profondità maggiore, credo una vera e propria maturazione positiva di questo giovane e promettente attore.
Prove altrettanto valide sono quelle degli attori che rivestono alcuni ruoli secondari: Shen Cheng, Tan Xin, Li Cha Dong, tanto per citarne alcuni.
SPOILER!!!
Qualche perplessità sul finale: nell’ultima scena ambientata nel futuro si vede un uomo di spalle seduto al tavolino che assomiglia incredibilmente a Shen Cheng. Mi sta bene lasciare intendere che potrebbe effettivamente essere lui, ma allora andava ritoccata la sua affermazione rispetto alla propria età, dove un mero calcolo matematico fa capire che non può essere figlio biologico di Hai Tang e Yi Xun. In alternativa, si sarebbe dovuto omettere il dato anagrafico e allora sì, il dubbio che Hai Tang si fosse sposata mentre già aspettava un bambino da Yi Xun sarebbe stato coerente col fatto che, nel futuro, anche cambiato il corso del destino, Shen Cheng ci sarebbe comunque stato.
FINE SPOILER!!!
Difficile il rewatch: questo è un drama di alto livello che però, per come pensato e impostato, poco si presta ad essere rivisto, non tanto perchè ormai consapevoli di come andrà a finire ma perchè tale consapevolezza non permette di percepire tutto lo svolgersi della vicenda con il giusto approccio, vincolato a una comprensione graduale degli elementi man mano inseriti.
Concludo consigliandone sicuramente la visione: un drama a grande impatto emotivo, capace di far soffrire ma anche di portare speranza. Equilibrato, ben fatto, ben recitato e qualitativamente davvero meritevole.
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Sofferenza, speranza e crescita personale!
Twelve Letters è un drama lento, malinconico e profondamente emotivo. Le dodici lettere collegano passato e presente come ferite mai guarite, raccontando un amore imperfetto, fatto di silenzi, rimpianti e scelte sbagliate.Non è un romance leggero: fa male in modo silenzioso, puntando più sugli sguardi e sulle emozioni non dette che sui grandi gesti. I personaggi sono fragili e realistici, e l’atmosfera nostalgica amplifica ogni sentimento.
Il finale non offre risposte facili, ma resta coerente con il messaggio della storia: alcune ferite non si chiudono, si imparano solo ad accettare.
Un drama intenso, commovente e spesso triste, ma con momenti di resilienza e speranza, che resta addosso anche dopo i titoli di coda.
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