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- Titolo Originale: KPop Demon Hunters
- Conosciuto Anche Come:
- Regista: Maggie Kang
- Generi: Azione, Musica, Commedia
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Cast & Ringraziamenti
- Ahn Hyo SeopJinuVoice Actor
- Kim Yoon JinCelineVoice Actor
- Lee Byung HunGwi MaVoice Actor
- Daniel Dae KimHealer HanVoice Actor
- Kevin WooMystery [Singing]Voice Actor
- Lea SalongaCeline [Singing]Voice Actor
Recensioni
E allora perché sta facendo impazzire i social media? Qual è il suo segreto?
Probabilmente è la sua radicata connessione con la Corea del Sud. Il film, infatti, riesce a fondere k-pop e elementi culturali coreani.
Le nostre protagoniste Rumi, Zoey e Mira non sono semplice maghette, bensì le Huntrix, una delle più famose girl band k-pop in vetta a ogni classifica musicale. Acclamate idol che devono affrontare concerti sold-out e pazzesche coreografie, sono anche guerriere che combattono contro i demoni che minacciano l’umanità. E proprio dal popolo dei demoni arriveranno i loro principali nemici, sia sopra che sotto il palcoscenico, che complicheranno il lavoro di idol e cacciatrici: i Saja Boys, un gruppo k-pop formato da cinque bellissimi, muscolosissimi e talentuosissimi ragazzi, Jinu, Abby, Romance, Mystery e Baby Saja, che in realtà sono demoni che si nutrono delle anime dei fan.
Le eroine presentate sono molto distanti dall’essere perfette: Mira è definita come la “pecora nera” dalla sua famiglia; Zoey è sempre stata divisa tra due mondi, la Corea dove è nata e la California dove è cresciuta, non trovando il suo posto; Rumi nasconde (anche alle sue compagne) un grande segreto, ovvero che suo padre era un demone.
Jinu, d’altronde, non è il classico cattivo: è un demone, eppure è gentile con Rumi e con gli altri membri del suo gruppo; è un personaggio che si porta dentro una grande vergogna e per questo collabora con il re dei demoni.
Gli altri membri dei Saja Boys, invece, non sono altro che lo stereotipo della formazione dei gruppi k-pop: di solito è presente il membro muscoloso (Abby), uno più sentimentale (Romance), un altro più misterioso a cui non piace molto parlare (Mistery) e il più piccolo del gruppo, il makne, che spesso è dolce e carino, ma alcune volte si rivela essere quello con la voce più bassa (Baby Saja).
All'interno della storia si ironizza più volte sul mondo del k-pop, non solo attraverso questi personaggi, creando una critica molto velata e divertente al tempo stesso.
Già questo basterebbe per spiegare il successo virale che ha avuto questo film: le fan del k-pop (e non solo) stanno facendo a gara per scovare tutte le somiglianze tra i protagonisti e i loro beniamini.
In realtà, la regista Maggie Kang ha già dichiarato da quali stelle del k-pop ha preso ispirazione per i suoi personaggi: le Huntrix richiamano i gruppi femminili di maggior successo come ITZY, BLACKPINK e TWICE; i Saja Boys i gruppi maschili come i BTS, Stray Kids, ATEEZ, BIGBANG, TXT e Monsta X.
L’unico personaggio di cui Maggie Kang ha parlato con maggior chiarezza riguardo ai suoi modelli di riferimento è Jinu: dovendo dare l’impressione del tipico e bellissimo ragazzo coreano dai capelli neri, per lui sono stati presi come spunto il cantante e attore Cha Eun-woo (degli ASTRO) e l’attore Nam Joo-hyuk.
Per gli altri membri dei Saja Boys non ci sono riferimenti precisi, ma su Internet continuano a girare video e foto cercando somiglianze, moda a cui non riesco nemmeno io a sottrarmi: per me, potete dire quello che volete, ma Baby Saja, il rapper dalla voce bassa e dall’aria da cucciolo, è la fusione di Suga e Jimin dei BTS.
Tanti sono gli omaggi al k-pop: le TWICE (che cantano l’ultima canzone Takedown) sono presenti nella classifica anche di questo universo, e vediamo perfino un loro poster appeso.
Nella clinica del dottore, invece, è presente una fotografia che indubbiamente ritrae Lee Know, Felix e Hyunbin degli Stray Kids con l’outfit dell’MV di Thunderous.
Perfino l’entrata in scena stessa di uno dei membri dei Saja Boys, Abby, quando grazie ai suoi muscoli fa volare i bottoni della sua camicia, sembra un chiaro rimando a una scena avvenuta davvero: durante il terzo giorno di concerto Permission to Dance On Stage dei BTS è capitata una cosa simile al muscolo Jungkook, lasciando i suoi pettorali in bella vista; è stato l’unico momento in cui si sono sentite le voci degli Army - causa pandemia non era permesso urlare e applaudire -, reagendo proprio come hanno reagito le nostre protagoniste.
Le colonne sonore sono uno dei punti di forza di KPop Demon Hunters: non accompagnano solamente la storia, ma fanno parte della trama stessa (quindi, suggerisco di attivare i sottotitoli in italiano). Oltre alla già citata canzone finale interpretata dalle TWICE, o meglio da tre di loro, Jeongyeon, Jihyo e Chaeyoung, sono presenti numerosi altri brani realizzati ad hoc per il film, con tanto di coreografie complete, ormai diventate virali su TikTok. Golden delle Huntrex e Soda Pop dei Saja Boys sono probabilmente già entrate nella playlist di molti.
Tutto questo anche grazie all’impeccabile lavoro che hanno fatto i doppiatori, sia nelle parti parlate che in quelle cantate.
Una piccola curiosità sulle voci riguarda proprio l’antagonista del film, Gwi-ma, che è doppiato da Lee Byung-hun, attore che interpreta un altro famoso rivale, ovvero il Frontman di Squid Game: sicuramente i cattivi gli riescono egregiamente!
Non mancano neppure gli easter egg che riguardano i k-drama. Proprio nella scena già citata sopra, quando i Saja Boys compaiono per la prima volta, si può sentire in sottofondo la classica musica da rom-com, e in questo caso altri non è che la OST del famoso drama Business Proposal - in cui Ahn Hyo-seop, voce di Jinu, interpretava proprio il protagonista -, intitolata Love Maybe dei MeloMance.
I rimandi al mondo dei drama non finiscono qui, ma non volendo svelare troppo dico solo che è presente una scena che potrebbe ricordarne un’altra presente in My Demon (o anche Goblin o Cupido, Amore mio).
Il legame con la Corea è ovunque: nei costumi, nelle armi, nel cibo e persino nell’ambientazione.
I Saja Boys rimandano in tutto e per tutto, dal nome ai vestiti, ai cupi mietitori, ovvero le guide che portano i morti nell’aldilà secondo la tradizione coreana.
Saja significa leone, ma fa parte anche della parola Jeosung Saja, ovvero i tristi mietitori, e proprio come loro, i Saja Boys si vestono indossando hanbok - vestito tipico coreano - nero con il tipico cappello a tesa larga di nome gat.
Le armi che le Huntrix usano per sconfiggere i demoni non sono altro che oggetti cerimoniali usati per sconfiggere il male, ma rielaborati in chiave moderna: Rumi combatte con una spada chiamata Saingum; Zoey usa dei coltelli di nome Daesinkal; Mira utilizza il Weoldo, che somiglia molto al Guandao cinese.
Persino la città in cui è ambientato KPop Demon Hunters ha riferimenti ben precisi, sembrando in tutto e per tutto una Seoul alternativa: possiamo riconoscere la Torre di Seoul, l’Han River Park e il Villaggio Andong Hahoe.
Senza contare supermercati con distese di cup ramyeon! E non sono i soli cibi tipici coreani presenti, perché le nostre protagoniste si ingozzeranno (letteralmente!) con gimbap e seolleongtang che vi faranno venire l’acquolina in bocca.
Infine, anche la mitologia coreana entra in scena: le due mascotte e animaletti di Jinu sono una tigre e una gazzella, protagonisti di una celebre favola coreana in cui la gazzella riesce con l’astuzia a vincere sulla forza del felino; solo che qui sono rappresentati in modo più carino e tenero, e la tigre è addirittura più… imbranata!
In sostanza, KPop Demon Hunters crea un universo colorato, giocoso, simpatico e pieno di riferimenti alla cultura coreana che lo rendono irresistibile per ogni fan della Corea.
Ma c’è di più, perché riesce ad entrare nei cuori anche di chi è estraneo a questo mondo, grazie al suo messaggio chiaro e importante. Le voci con cui Gwi-ma riesce a controllare Jinu e gli altri demoni possono semplicemente essere interpretati come una metafora dei nostri pensieri negativi: sensi di colpa, sensazione di non essere all’altezza o di non essere abbastanza sono tutte preoccupazioni che ci schiacciano, ansie che possono portarci a sminuirci e, alcune volte, anche alla depressione.
L’unico modo per sconfiggere queste vocine che ci parlano e ci demoliscono mentalmente è accettare sé stessi per quello che si è e il passato che abbiamo alle spalle; grazie all’aiuto degli affetti che abbiamo scelto per accompagnarci in questo viaggio e alla musica che ci fa stare bene possiamo sconfiggere demoni ben più grandi di Gwi-ma.
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RainbowWhalien52
17 persone hanno trovato utile questa recensione
Questa recensione può contenere spoiler
A critical look at "Kpop Demon Hunters"
Narratively fractured and creatively barren, "Kpop Demon Hunters" reassembles genre conventions into a spectacle of commodified affect, where the promise of cosmic struggle is subsumed by performative decadence. Consider the hunters who, paralyzed by lust, pervert the moral architecture of their sacred duty and salivate over the demons they're sworn to vanquishThe movie incriminates itself through the imposition of non-platonic paradigms on male-female idol dynamics and the transfiguration of malevolent entities into archetypes of desire or victims of circumstance. Among the demons, Jinu being a salient example, many owe their damnation to a consistent disregard for the welfare of others. They have forsaken their familial bonds in pursuit of self-preservation and manipulated the truth to cultivate a favorable self-image
Rumi: "I know your story. You were a good person, and you still are"
Jinu: "I lied to you. I made a deal with Gwi-Ma to get myself out of that miserable life. I left my family alone while I slept on silk sheets in the palace with my belly full every night. I left them" (1:9:50)
Having condemned his family to destitution and starvation so that he might live in safety, Jinu endures punishment in the afterlife. Why would we mourn his suffering? No amount of retrospective remorse can rewrite history or nullify the ethical transgressions he committed
To forgive, or not to forgive? This is not a question posed to courts or the public, but a war waged behind closed doors and in the chambers of the wounded heart. Should Jinu's family, the aggrieved parties, extend forgiveness, it'd be an act of courage and a near-divine suspension of justified anger. Should they withhold forgiveness, it'd be a dignified reclamation of agency, a solemn tribute to what was lost, and a refusal to be coerced into premature reconciliation by societal or doctrinal demands. However, they could very well have departed to heaven. We're left with no clarity on where they stand in the matter
The story still performs a psychological sleight of hand: it acknowledges the demons' past atrocities only to repress their significance. The audience is conditioned to internalize a distorted moral hierarchy that valorizes temporary catharsis over justice, and conditional empathy over accountability. "They didn't deserve it," they'd insist. The truth is, the demons in question aren't misunderstood or fallen angels whose small errors brought about their condemnation
Rumi: "if this is the Honmoon I'm supposed to protect, I'm glad to see it destroyed" (1:14:42)
Rumi, who seconds ago endorsed the destruction of Honmoon, appears at the Saja Boys' concert with a newfound determination to protect it. Her abrupt shift in sentiment and subsequent behavior remain unexamined, to the detriment of character believability and emotional payoff
"Kpop Demon Hunters" suffers from a systemic breakdown across all creative domains. The characters, the dialogues, the songs. They dissipate into mediocrity
A critical divergence in reception has emerged regarding the songs, with fans asserting their qualitative superiority over the works of established Kpop groups. This position is one I don't share. Established Kpop groups, BTS, Stray Kids, ATEEZ, MAMAMOO, ITZY, FIFTY FIFTY, etc, have released songs characterized by melodic sophistication and lyrical depth. They're amenable to repeated, ritualistic listening. On the contrary, the songs from "Kpop Demon Hunters" are intolerable and unbearable to listen to beyond a single auditory exposure
Measured against the refined standards set by established Kpop groups, I believe the widespread popularity of "Kpop Demon Hunters" is disproportionate to its merits
TL;DR On a scale of 1 to 10, I'd rate the movie a 2
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