Had I Not Seen the Sun Part 2 (2025)

如果我不曾見過太陽 二部曲 ‧ Drama ‧ 2025
Had I Not Seen the Sun Part 2 (2025) poster
8.7
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Classificato #255
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  • Paese: Taiwan
  • Digita: Drama
  • Episodi: 10
  • Andato in Onda: dic 11, 2025
  • In Onda su: Giovedì
  • Rete Originale: Netflix
  • Durata: 55 min.
  • Puteggio: 8.7 (scored by 1,528 utenti)
  • Classificato: #255
  • Popolarità: #5489
  • Classificazione dei Contenuti: 18+ Restricted (violence & profanity)

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Netflix
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Recensioni

Completo
Lynnea
2 persone hanno trovato utile questa recensione
27 giorni fa
10 di 10 episodi visti
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Generale 9.0
Storia 9.0
Acting/Cast 10
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 8.5
Questa recensione può contenere spoiler

L’umanità di un mostro in un thriller-romance incredibilmente intenso

Non mi aspettavo un drama così intenso, bello ma al tempo stesso difficile da guardare. L’avevo erroneamente scambiato per una serie coreana, forse perché la trama tutto sembrava fuorché un cDrama: è invece una produzione taiwanese, ottimamente riuscita, che decide di osare su molti fronti, fornendo uno spaccato duro ma incredibilmente reale e indubbiamente coinvolgente.
L’inizio è particolarmente cruento, aspetto sicuramente utile allo spettatore titubante e abituato ai drama “standard” per capire che, forse, questa visione non fa per lui. Li Jen Yao viene introdotto così, all’apice della sua efferatezza ripetuta: l’idea del documentario sulla sua storia, mentre è in attesa della condanna a morte, fa chiaramente intendere un lungo e complesso tuffo nel passato della sua vita.
Appare inoltre fin da subito chiaro un nesso nascosto tra la figura della giovane reporter Chou Pin Yu e il pluriomicida: legame di cui lei è palesemente inconsapevole, ma che a lui – e all’amata cugina di lei, dall’aria fin da subito molto sospetta – è di certo ben noto. Altra cosa che stupisce è il suo essere dipinto come un serial killer atipico, particolarmente collaborativo nella ricostruzione dei fatti – non li nega, anzi, sembra esserci a monte una scelta anticipata e consapevole dell’assunzione di responsabilità – quanto ermetico rispetto al movente. Le strane visioni di Pin Yu sottolineano inoltre il legame con la misteriosa studentessa del passato, da lei etichettata come un fantasma inquieto ma che appare subito ben chiaro essere molto più di questo.
Il flashback agli anni del liceo presenta due giovani emarginati: da una parte Hsiao Tung, promettente ballerina spesso presa di mira ma che mostra comunque grande determinazione, una famiglia sana e affidabile alle spalle e difficoltà a integrarsi con i pari, fatta eccezione per la migliore amica, Yu Chen. La situazione di Li Jen Yao appare fin da subito molto più drammatica: malvisto dai compagni di classe e dai docenti, vive in un contesto famigliare particolarmente degradato, dove la madre debole e succube non riesce a ribellarsi al marito violento, nemmeno quando a farne le spese è proprio Jen Yao, continuamente braccato dai delinquenti ai quali il padre deve dei soldi. Questo quadro racconta anni di violenze fisiche e psicologiche. Ne risulta un ragazzo solitario e concentrato solo sul “tirare avanti”, oltre che disilluso per quanto riguarda i rapporti umani (del resto non ha mai avuto nessuno dalla sua parte, nemmeno la madre, unica figura agli occhi della quale – è palese – vorrebbe essere importante).
Nel contesto scuola, oltre al gruppo di bulli – che spaziano dal figlio viziato di un ricco e potente politico al ragazzo sovrappeso e codardo quando non nel branco – emerge un’altra figura chiave: Lin Yu Chen, compagna di scuola e migliore – non che unica – amica di Hsiao Tung: un primo colpo di scena, già che nel presente risulta essere – con un propizio cambio di nome - la cugina di Chou Pin Yu. Anche Yu Chen vive una situazione complicata, fisicamente e psicologicamente tormentata dalla nonna paterna che riversa su di lei l’odio profondo nei confronti della nuora, sparita dopo aver (a suo dire) rovinato la vita del proprio figlio causandone la morte. Fin da subito è chiaro che se per Hsiao Tung Yu Chen è solo un’amica, quest’ultima nutre nei suoi confronti sentimenti più profondi.
Un casuale incontro sul tetto avvicinerà per la prima volta Li Jen Yao e Hsiao Tung: una prima chiacchierata e il ritrovarsi successivamente apprezzando la reciproca compagnia – più cercata da Hsiao Tung già che inizialmente Jen Yao la scambia per pietà – diventa la base per la nascita di un’amicizia che vorrebbe poi evolvere in qualcosa di più. A questo punto ci si aspetta la contro mossa di Yu Chen quale rivale – ufficiosa – in amore: in realtà finirà per esporsi in prima persona nell’ultimo modo che ci si potrebbe aspettare, il tutto per proteggere Hsiao Tung da un provvedimento scolastico. Questo fatto scatenerà una serie di conseguenze che da una parte l’allontaneranno definitivamente da Hsiao Tung (scapperà di casa per fuggire alla nonna iraconda e cambierà città, ritrovando la madre perduta), ma dall’altra le faranno capire che – anche se solo come amica – l’affetto di Hsiao Tung nei suoi confronti è sincero e profondo, già che la nasconderà inizialmente a casa propria per poi accompagnarla nel trasferimento in un’altra città. Forse questa onestà da parte di Hsiao Tung porterà Yu Chen ad accettare l’idea di farsi da parte: quando a Taipei incontreranno Li Jen Yao, Yu Chen suggerirà al ragazzo di dichiararsi, e di non fare il suo stesso errore. Non saranno mai amici, ma onesti rivali e, soprattutto in futuro, alleati nel proteggere Hsiao Tung a qualunque costo.
Il fulmine a ciel sereno – “sereno” si fa per dire, data la già notevole quantità di elementi drammatici introdotti – arriva quando Hsiao Tung decide di aiutare Lin Yu Chen nel risolvere i problemi legati ai debiti del padre, che a loro volta sono collegati a Ti Ou Yang, il sopracitato “figlio di papà” a capo dei bulli della scuola. Il piano di Hsiao Tung fallisce, viene scoperta e la situazione prende una piega agghiacciante: la ragazza diventa vittima di uno stupro di gruppo. Li Jen Yao, massacrato di botte nel tentativo di raggiungerla, non arriverà però in tempo per salvarla, aspetto di cui si colpevolizzerà a vita.
Una distrutta Hsiao Tung si trasferirà altrove con la famiglia, con l’intento di voltare pagina, mentre i giovani seviziatori rimarranno impuniti grazie alle pressioni nei giusti ambienti da parte della potente famiglia di Ti Ou Yang, che metterà quindi a tacere l’intera vicenda. La rabbia incontenibile e il senso di impotenza porterà il padre di Hsiao Tung a un’azione impulsiva (cercherà – senza grande successo - di investire il gruppo di bulli) ma che si risolverà nel definitivo bisogno di trasferirsi altrove. Li Jen Yao e Hsiao Tung si saluteranno sul tetto della scuola: lei, per quanto a pezzi e desiderosa di ricominciare una nuova vita, darà comunque appuntamento a lui di lì a cinque anni sullo stesso tetto, per festeggiare il Natale. La rabbia e il dolore di Li Jen Yao nel vederla così prendono il sopravvento e, mostrando una maggiore arguzia rispetto al padre di Hsiao Tung, riesce poco più tardi a fare emergere il collegamento col giro di droga e la famiglia Ti, arrivando a pugnalare platealmente Ti Ou Yang: l’intenzione non è quella di ucciderlo ma di attirare su di sé lo sguardo dei media per dare risalto alla vicenda, in seguito alla quale il padre di Ou Yang perde effettivamente le elezioni alle quali è candidato. Li Jen Yao viene quinti denunciato e condannato a sei anni di prigione (aspetto che aveva anticipatamente messo in conto e del quale non si pente). Esce, dopo aver scontato la pena, e si mette alla ricerca di Hsiao Tung, lavorando nel frattempo per una ditta di pulizie professionali. Trova traccia dell’appuntamento che si erano dati sul tetto della scuola (le decorazioni di Natale e il messaggio di augurio di Hsiao Tung), evento ormai passato da due anni e al quale non si era potuto presentare in quanto rinchiuso in carcere.
L’incontro con Hsiao Tung avverrà praticamente per caso: un volto diverso, una giovane donna non vedente, un nome diverso e riferimenti a una vita che nulla hanno a che vedere con Hsiao Tung. La riconosce a livello istintivo, ma tutto sembra fargli intendere che si tratti di un errore. Il dubbio avrà breve durata e diventerà chiaro che Tieng Chin altri non è che una nuova personalità di Hsiao Tung, sviluppata quale meccanismo protettivo in seguito a un tentato suicidio dopo aver visto la diffusione del video che riprendeva lo stupro (in realtà lo spettatore avrà modo di incontrare anche un’altra personalità generata dal disturbo dissociativo, la ragazza col bruco dipinto sul dito e amante dei lecca lecca, personalità di forte spirito che subentra in alcuni momenti chiave a protezione di Hsiao Tung). Li Jen Yao e Tieng Chin si avvicinano e iniziano una relazione, con lui distrutto per quanto patito dalla ragazza di un tempo e deciso a fare tutto il necessario per farla vivere serenamente, anche a costo di nasconderle la verità. L’apparente soluzione si rivela però inefficace quando uno degli stupratori – angosciato dal senso di colpa – rintraccia Tieng Chin e senza il minimo riguardo per la fragilità della donna la assilla in cerca di perdono: l’episodio distrugge nuovamente il già precario equilibrio della donna, che tenta un nuovo gesto estremo e si rifugia in una nuova personalità. Li Jen Yao capisce di dover prendere le distanze e che non basta cancellare il passato dalla memoria di lei per proteggerla per sempre: l’unico modo certo è quello di eliminare tutti coloro che sanno – ovvero i responsabili – ed evitare così qualsiasi possibile loro ritorno nell’attuale o futura vita di lei. Il primo omicidio non è premeditato, Jen Yao sembra perdere effettivamente la ragione in una situazione provocatoria in cui viene portato oltre il limite. I successivi, invece, sono tutti voluti e meticolosamente pianificati. La vede come unica soluzione possibile e, ritenendosi responsabile di tutte le sventure di Hsiao Tung, si sente in dovere di intraprendere questa strada, con la consapevolezza di diventare a sua volta un mostro e di doversene poi assumere tutte le responsabilità. L’uccisione della moglie e del figlio di uno dei seviziatori non è premeditata: Jen Yao si trova davanti a un quadro famigliare di abusi simili a quello della sua infanzia, la sua mente ormai troppo messa alla prova cede e sovrappone le due cose: quando uccide il bambino – scena fortissima – di fatto sta uccidendo sé stesso. Nella sua vita è stato a suo modo una vittima di ciò che ha subito e di ciò di cui si è convinto, ovvero di essere il responsabile di tutto quanto è andato storto, anche se di fatto non è così.
Ho apprezzato che il drama non punti a giustificare le sue azioni, già che di fatto non sono né giustificabili né perdonabili: non esistono mostri con cattive intenzioni e mostri con buone intenzioni. Al più potremmo fare distinzione tra mostri senza motivo (i bulli della scuola) e mostri con una motivazione, come nel suo caso, dove si spiega l’iter che lo ha portato a quel punto senza però giustificarlo. A sorprendere più di tutto, in questo drama, è il ritratto complessivo e complesso del personaggio, portato più volte psicologicamente al limite come Hsiao Tung, pur in forma diversa e con conseguenze nel suo caso imperdonabili. Riuscire a far emergere l’umanità e accettare la presenza della stessa anche nel “mostro” è sicuramente l’obiettivo più arduo che la serie si pone, ma che raggiunge egregiamente: Jen Yao è un mostro, non un eroe e nemmeno un antieroe. Ma è anche umano.
E’ con la serenità di chi ha raggiunto il proprio obiettivo che Li Jen Yao va incontro alla condanna a morte: Hsiao Tung è tornata sé stessa e ha finalmente voltato pagina, il suo futuro non potrà più essere minacciato dal suo passato. Il drama chiude con un passaggio alquanto difficile, che non va però frainteso: quello di Hsiao Tung non è il gesto estremo di chi cerca una via di fuga – come accaduto in passato – bensì l’espressione di una scelta consapevole fatta in totale libertà – libertà datale dal “sacrificio” di Lin Jen Yao - e senza pressione/influenza alcuna, per quanto moralmente discutibile. La scena finale è un tributo – ovviamente immaginario – ai due protagonisti, di nuovo giovani e riuniti sul tetto della scuola a festeggiare – finalmente – il loro primo Natale insieme.


Il drama si caratterizza per un linguaggio insolitamente crudo e volgare, scene e riferimenti espliciti, descrizione e immagini dei delitti abbastanza raccapriccianti. E’ un thriller con una componente drammatica particolarmente intensa e al contempo un romance sofferto estremamente coinvolgente. Rispetto alla musica, il “Clair de lune” di Debussy è un brano classico che – come altri – non si può che trovare sempre splendido, tra l’altro ben contestualizzato nella vicenda. Questa scelta sembra però voler escludere la presenza di altri brani originali, ma va bene così. Cast eccellente: ho trovato la recitazione di tutti i personaggi principali – e buona parte di quelli secondari – estremamente credibile e convincente, nonostante ruoli e o scene tutt’altro che da manuale.
Apprezzabile ma non indispensabile il simbolismo legato alla farfalla nera e alla falena, che si conclude con le due che volano insieme alla luce del giorno. Un appunto sull’immagine di locandina – sia della prima che della seconda parte nella quale è suddiviso il drama – che ho trovato piuttosto fuorviante: gli abiti semi-eleganti quale giacca e dolcevita nero di lui nella versione adulta fanno pensare a un’evoluzione della trama in una direzione diversa e che di fatto non c’è.

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Completo
Noctis Finger Heart Award1 Flower Award2 Clap Clap Clap Award1
53 persone hanno trovato utile questa recensione
dic 11, 2025
10 di 10 episodi visti
Completo 12
Generale 9.0
Storia 9.0
Acting/Cast 9.0
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 8.0
Questa recensione può contenere spoiler
I am just going to cut straight to the chase with this one, HINSTS II was absolutely incredible not just a stellar story on its own but a sequel that delivers on almost everything the first part set up.. The drama feels so much sharper and heavier in the second part, which is exactly what you want from a Part 2.. Since the first part already laid a solid foundation for the story, the characters and the direction this will go, this sequel dives deep into that darkness.. We get a clearer view of how everything actually went down and most importantly we finally see the pain those monsters went through..

This story like the first part is all centered around the horrific incident and the aftermath of that trauma.. This time they did a brilliant job showing the lasting damage this event left on the main characters..

I think I should get this out first.. From a storytelling perspective, the 10 episodes make sense.. They cover all the questions, tick all the boxes, explain the whys and hows and show what pushed Li Yen Yao to that level of desperation.. It ties everything together neatly.. That said, this could easily have been 4 episodes shorter and still been just as good if not better.. For people who were waiting just to watch the guys who ruined her life suffer, it might feel a bit long.. Personally, it was totally worth it.. I just wish their pain had lasted longer.. They died too quickly and they didn’t even feel half of what she had to go through..

There is nothing more satisfying than watching bad people get what they deserve in the most brutal way possible.. But at what point does revenge turn into something darker than cold blooded murder itself?? You will know exactly what I am talking about if you have watched the drama.. We could argue about morality, humanity, conscience, ethics, whatever you want to call it.. But the truth is, something started that day and that ' something ' only had one possible end.. That’s what we saw here.. If this wasn’t the ending, then it would have been those scumbags walking away with a smile on their faces again just like last time.. Because in this journey, no matter which path they took, everything was always going to diverge into the same destination eventually..

It’s not a very clever drama with a cunning hero.. Most of the emotional nuance can get lost among the horrible things happening, the bloodshed, the brutality and the sexual aspects of the drama.. This is where the longer storytelling I mentioned earlier really comes into play.. The story gets the respect it deserves because it doesn’t rush anything and it lets us see that there are other extremely compelling elements to this sequel besides people being killed for revenge.. As the story moves forward, we see how the barriers she built to protect herself from those memories slowly break down, inching her closer and closer to the moment when everything collapses.. We watch her reach her breaking point and we see how because of that Li Yen Yao is pushed into a psychological spiral.. His inner and physical conflict only intensifies as he reaches that tipping point where he realises there is no other way left except revenge and justice for the pain that practically ended their life.. So that at least she can have a life or whatever is left of it..

Watch out for episode 5, that’s where things get confusing for some and everything makes sense for others.. And the way Chou Pin Yu's real face is revealed?? Honestly, that was ' peak cinema ' as they say.. And that scene with the plant she watered.. That was so well done.. That one moment showed exactly what she was going through, a glimpse of what is actually happening to her.. And again just like in the previous season, the transition from past to present was slick.. The bar scene in episode 5?? Perfect..

The casting for this drama was crucial to making the story work and this is definitely one of those cases where the cast truly shines.. Tseng Ching Hua carries that quality that defines both the teen and adult versions of Li Yen Yao.. He feels like a soul forced into the harsh truth of existence.. It puts him in this strange place between who he was and who pain turned him into.. I really like LYY's character arc, someone becoming desperate and hungry not just for revenge but also to protect the only person he loves.. The rest of the cast was really good too.. Alice Ko basically did for this part what Moon Lee did in the first, she carried the emotional weight of the story and pushed it forward with her performance..

There is a real ' why the f**k would he do that?? ' moment toward the end that honestly bothered me, his second last kill.. There was absolutely no need for it.. It suddenly paints LYY in a different shade, but then the show weirdly downplays it afterward as if it doesn’t really matter.. So what was the point of that?? Was it just to make his death feel inevitable?? But wasn't that already the case??

Now, the ending might seem vague or open, like what actually happened to her?? But it really isn’t.. She fulfilled her promise to him about following her passion for ballet.. Then she rereads his letter, walks toward the ocean and drowns herself.. The mid credit scene makes it clearer.. She meets him again in the afterlife or whatever you interpret it as and together they finally complete their last unfinished wish, preparing the Christmas tree.. And that’s it.. That’s the real ending..

There was never going to be a happy ending in this one, not for a single moment did the story suggest otherwise.. What we got was the best possible outcome for these characters.. And honestly I am glad they didn’t soften it or exaggerate it.. It was the perfect ending for a beautifully written, directed and performed story about two people and the agony that shaped their lives..

Overall, just like Part 1, this is a well made drama that delivers the best possible conclusion to the story.. I can’t say I enjoyed it, that’s not the right word, but I was completely riveted by it.. This story had one of the best portrayals of a character’s mental breaking point and it wants us to feel it, to understand it.. It’s not a pleasant watch and it’s not meant to be.. And honestly, seeing those trash people whose humanity was long gone, the soulless monsters finally face their comeuppance made this worth it..

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Dettagli

  • Titolo: Had I Not Seen the Sun Part 2
  • Digita: Drama
  • Format: Standard Series
  • Paese: Taiwan
  • Episodi: 10
  • Andato in Onda: dic 11, 2025
  • Andato in Onda On: Giovedì
  • Rete Originale: Netflix
  • Durata: 55 min.
  • Classificazione dei Contenuti: Riservato ai 18+ (Violenza & Volgarità)

Statistiche

  • Puteggio: 8.7 (segnato da 1,528 utenti)
  • Classificato: #255
  • Popolarità: #5489
  • Chi Guarda: 3,029

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