is a series I’m really enjoying so far. It’s fun, intriguing, and very well acted by the usual excellent cast often seen in Korean historical dramas. The story flows smoothly and keeps you curious episode after episode. I’m at episode six and can’t wait to see how the intrigue unfolds.
you talk about low score and give it low score and wonder how it got low score
My review is in Italian… From your comment, I can understand that you either don’t understand my language or that the translator didn’t translate my review correctly. I’ve tried adding an English translation… try taking another look at it.
Sono arrivata al sesto episodio di My Youth (la serie è ancora in corso) e ho deciso di interrompere la visione. Mancava ancora metà strada per arrivare alla fine, ma la sensazione era chiara: non valeva la pena investire altro tempo.
La trama mi è sembrata un lungo "copia-incolla" di elementi già visti e rivisti in tanti altri drama. Il continuo ritorno al passato per spiegare le sofferenze del protagonista non aggiunge nulla di originale: il ragazzo segnato da un’infanzia tragica (madre suicida, padre assente che lo abbandona dopo aver sfruttato i suoi soldi, una sorellastra da crescere sulle sue spalle, debiti da saldare nonostante fosse minorenne) è un cliché portato all’estremo.
Il tutto si intreccia a una storia d’amore che fatica a decollare: lei rifiutata dal protagonista a vent’anni, ricompare dieci anni dopo, lo tiene sulle spine per episodi interi e si dichiara soltanto quando lui scopre di avere una malattia rara che minaccia la sua vita. Una costruzione narrativa che, più che emozionare, risulta stanca e artificiosa.
I dialoghi mancano di spessore e la direzione della storia sembra smarrita, senza un contenuto forte che regga il melodramma. L’unico motivo che mi ha trattenuta fino al sesto episodio è stata la presenza di Song Joong Ki, attore che apprezzo e che, pur facendo un lavoro dignitoso, non riesce a salvare una sceneggiatura così debole.
In definitiva, ho già dedicato sei ore a questa visione e non intendo investirne altre. Non consiglio la serie: è noiosa, priva di originalità e con uno sviluppo forzato che non lascia nulla.
Mah mi sembra che dalla tua analisi in cui citi grandi romanzi dimentichi completamente il coinvolgimento emotivo,…
benvenuta viky2066 nella mia pagina. Il coinvolgimento emotivo è sottointeso ... (se non ci fosse stato avrei droppato il kdrama). Quello che cerco non è solo o principalmente l'emozione, ma il messaggio che gli autori (regista, sceneggiatori, attori) attraverso scrittura, fotografia, musica e recitazione mi stanno veicolando. Mi sono rivolta ai kdrama perché hanno spesso, (non sempre, ne cancello una buona quota) a differenza del cinema occidentale, un modo bello, profondo e pulito di raccontare storie di vita, di amore, di lotta tra il bene e il male che mi richiamano i grandi romanzi che ho sempre amato.
Grazie a Dio finalmente qualcuno che la pensa come me! Netflix comunque deve sempre mettere in mezzo ideologia…
non potevi dirlo meglio ... Netflix avvelena con idee pseudo-progressiste anche le serie Coreane che stanno prendendo piede perché rispettano valori e idee umane e religiose ... vorrà dire che ci diamo una mano a non farci incantare da questi "pifferai magici" del menga ;-)
La trama mi è sembrata un lungo "copia-incolla" di elementi già visti e rivisti in tanti altri drama. Il continuo ritorno al passato per spiegare le sofferenze del protagonista non aggiunge nulla di originale: il ragazzo segnato da un’infanzia tragica (madre suicida, padre assente che lo abbandona dopo aver sfruttato i suoi soldi, una sorellastra da crescere sulle sue spalle, debiti da saldare nonostante fosse minorenne) è un cliché portato all’estremo.
Il tutto si intreccia a una storia d’amore che fatica a decollare: lei rifiutata dal protagonista a vent’anni, ricompare dieci anni dopo, lo tiene sulle spine per episodi interi e si dichiara soltanto quando lui scopre di avere una malattia rara che minaccia la sua vita. Una costruzione narrativa che, più che emozionare, risulta stanca e artificiosa.
I dialoghi mancano di spessore e la direzione della storia sembra smarrita, senza un contenuto forte che regga il melodramma. L’unico motivo che mi ha trattenuta fino al sesto episodio è stata la presenza di Song Joong Ki, attore che apprezzo e che, pur facendo un lavoro dignitoso, non riesce a salvare una sceneggiatura così debole.
In definitiva, ho già dedicato sei ore a questa visione e non intendo investirne altre. Non consiglio la serie: è noiosa, priva di originalità e con uno sviluppo forzato che non lascia nulla.