This review may contain spoilers
Un insipido minestrone di cattivi poco cattivi e eroi poco eroi
Recensito da: Effe IG: _Dramalia_
Vi ricordate la magistrale interpretazione di Taecyeon in “Vincenzo”?
Il suo cattivo spettacolare, così crudele, folle, perfido, pazzo…! Ecco, ora dimenticatevelo.
E’ vero, in “Vincenzo” nessuno aveva dei superpoteri come accade in “Cashero”, ma il punto non è questo.
Il focus è che in “Cashero” appunto abbiamo più cattivi che personaggi, sono infatti ben 4 i malintenzionati che gravitano nella trama e nessuno di loro, nemmeno messi tutti insieme, eguagliano anche solo per un minuto la malvagità brutale e disumana che Taecyeon ci aveva regalato con il suo super, indimenticabile cattivo.
Quattro cattivi non ne fanno uno decente insomma, e già questo dovrebbe darvi un’idea del drama di cui mi appresto a parlarvi.
La storia è quella di Kang Sang-ung (Lee Jun-ho), un normalissimo ragazzo che vive un’altrettanto normalissima vita con la propria fidanzata, una delle Bettine più Bettine che io abbia mai avuto il dispiacere di incontrare nell’universo dramoso. La fanciulla è una spilorcia di prim’ordine il cui hobby principale nella vita è fare i conti in tasca al povero Sang-ung.
Un giorno però accade una cosa speciale, Sang-ung riceve un’eredità dal padre. Niente soldi, ma un superpotere: una forza sconfinata. E qui la sfiga dimostra ancora una volta di vederci benissimo perché il superpotere non è gratis. Scordatevi superman, gli invincibili o l’uomo ragno, qui se vuoi fare una buona azione, tipo salvare un bus pieno di gente che sta per caracollare da un dirupo, devi pagare. Letteralmente nel caso del povero Sang-ung. Sì, perché nell’universo di questo drama chi possiede dei superpoteri, per poterli usare, è costretto a “pagare” in qualche modo. Ad esempio Byeon Ho-in, uno dei personaggi che Sang-ung incontra, per poter usufruire del suo potere che gli consente di passare attraverso le cose, deve ubriacarsi; Bang Eun-mi, un altro personaggio, per usare la telecinesi deve alzare il suo livello glicemico e quindi sfondarsi di cibo. Ora, come vi anticipavo, la sfiga ci vede davvero benissimo, quindi il nostro eroe per poter usare la sua forza estrema cosa mai dovrà fare se non pagare letteralmente con del denaro tintinnante?
Praticamente funziona così: lui può guarire dalle ferite, diventare fortissimo, saltare altissimo ecc SOLO se ha del denaro contante in tasca. La carta di credito non vale. Pensate che sogno per uno che ha una fidanzata che gli conta i centesimi nelle tasche dei jeans e non arriva a fine mese!
Comunque il nostro baldo giovine, dopo aver ereditato il potere, inizia a trovarsi costantemente in situazioni in cui deve spendere soldi per poter diventare forte e aiutare gli altri: gente che viene derubata, il bus che sta cadendo dallo strapiombo, una Chiesa che viene distrutta…tutta robetta poco economica che gli prosciuga in un attimo le finanze.
Meravigliosa la scena di lui che usa il fondo pensionistico per correre a salvare lei intrappolata nella Chiesa. Non fa in tempo a evitare che il soffitto le crolli addosso che lei è già lì a chiedergli -in mezzo alle fiamme, ai detriti e a gente ferita- come si fosse procurato i soldi, per poi prodigarsi in una ramanzina.
Respiro profondo per non mandarla a quel paese dal divano. Ho rimpianto quel dannato soffitto, qualche secondo e sarebbe finita a fare la sottiletta kraft invece di blaterare a vanvera. Che peccato.
In tutto ciò ovviamente ci sono una serie di cattivi, i cui ruoli sono a mio avviso un tantino confusi, che bazzicano qua e là nella trama. Abbiamo la famiglia Cho, padre con figlia e figlio al seguito (che si detestano) che vogliono rubare i poteri a tutti i supereroi, e poi abbiamo Park Jeong-ja che è una strozzina che presta denaro ai supereroi per contrastare la famiglia Cho con la quale ha delle divergenze personali. Insomma, cattivi che fanno i cattivi tra loro e con chi ha i superpoteri. Un po’ un caos anche perché ad esempio la figlia di Cho prima tenta di far fuori Sang-ung, poi si allea con lui, poi vuole tradirlo. Anche Jeong-ja lo aiuta, poi lo ricatta, poi lo aiuta di nuovo…un minestrone. Un grande, insipido minestrone.
Cosa devo dirvi? avevo una discreta aspettativa sia per la partecipazione come protagonista di Lee Jun-ho, reduce da uno splendido “Typhoon Family”, sia per la partecipazione come cattivo di Lee Chae-min, anche lui reduce dal grande successo di “Bon appetit your Majesty”. Aspettative totalmente bruciate da un drama scritto male, fatto male, gestito male, raccontato male.
Questo è un drama fantasy d’azione dove in realtà manca la cosa più importante: il brivido. Mancano le emozioni, a parte quella di profondo fastidio per la fidanzata di Sang-ung. E’ un drama debole, noiosetto, non c’è chimica tra i protagonisti, manca totalmente il senso di squadra tra i supereroi, sono tutti disuniti, slegati…non ha coerenza. Non ha ritmo, non è dinamico.
L’unico attimo di gaudio è stato l’ingresso di Lee Chae-min, quando per un secondo ho pensato che sarebbe potuto essere un discreto cattivo nella scena in cui ha drogato della gente facendola lanciare dal tetto di un edificio con tanto di spiaccicamento al suolo. Un minuto di illusione che presto è stato sostituito dalla noia.
Non so dirvi esattamente cosa non abbia funzionato, per me in realtà non ha funzionato niente in questo drama. L’unica cosa decente è stata l’idea di fondo di fornire superpoteri che richiedessero una sorta di pagamento per poter essere usati, qualcosa che quindi spinge la gente alla vera generosità. Tutti siamo capaci di salvare qualcuno da un pestaggio se abbiamo la super-forza, meno se quella super-forza ci costa milioni per essere usata e noi siamo in bolletta perenne, è più difficile scegliere di metterci in gioco per il bene altrui a nostro totale discapito. Quindi sì, l’idea era davvero molto, molto buona, ma la resa pessima. Hanno scelto davvero un cast insipido (ad esclusione di Lee Jun-ho e Lee Chae-min) e, a mio parere, hanno scelto anche dei poteri davvero noiosi. A parte quello del protagonista, serviva qualcosa di più scenico rispetto alla capacità di passare attraverso le porte. Ecco, ora che ho parlato di “scenico” vi dico anche questo: un’altra cosa atroce di questo drama sono gli effetti scenografici. Un incendio così finto non l’ho visto nemmeno nei cartoni animati.
Ho detto tutto.
Consigliato? No.
Vi ricordate la magistrale interpretazione di Taecyeon in “Vincenzo”?
Il suo cattivo spettacolare, così crudele, folle, perfido, pazzo…! Ecco, ora dimenticatevelo.
E’ vero, in “Vincenzo” nessuno aveva dei superpoteri come accade in “Cashero”, ma il punto non è questo.
Il focus è che in “Cashero” appunto abbiamo più cattivi che personaggi, sono infatti ben 4 i malintenzionati che gravitano nella trama e nessuno di loro, nemmeno messi tutti insieme, eguagliano anche solo per un minuto la malvagità brutale e disumana che Taecyeon ci aveva regalato con il suo super, indimenticabile cattivo.
Quattro cattivi non ne fanno uno decente insomma, e già questo dovrebbe darvi un’idea del drama di cui mi appresto a parlarvi.
La storia è quella di Kang Sang-ung (Lee Jun-ho), un normalissimo ragazzo che vive un’altrettanto normalissima vita con la propria fidanzata, una delle Bettine più Bettine che io abbia mai avuto il dispiacere di incontrare nell’universo dramoso. La fanciulla è una spilorcia di prim’ordine il cui hobby principale nella vita è fare i conti in tasca al povero Sang-ung.
Un giorno però accade una cosa speciale, Sang-ung riceve un’eredità dal padre. Niente soldi, ma un superpotere: una forza sconfinata. E qui la sfiga dimostra ancora una volta di vederci benissimo perché il superpotere non è gratis. Scordatevi superman, gli invincibili o l’uomo ragno, qui se vuoi fare una buona azione, tipo salvare un bus pieno di gente che sta per caracollare da un dirupo, devi pagare. Letteralmente nel caso del povero Sang-ung. Sì, perché nell’universo di questo drama chi possiede dei superpoteri, per poterli usare, è costretto a “pagare” in qualche modo. Ad esempio Byeon Ho-in, uno dei personaggi che Sang-ung incontra, per poter usufruire del suo potere che gli consente di passare attraverso le cose, deve ubriacarsi; Bang Eun-mi, un altro personaggio, per usare la telecinesi deve alzare il suo livello glicemico e quindi sfondarsi di cibo. Ora, come vi anticipavo, la sfiga ci vede davvero benissimo, quindi il nostro eroe per poter usare la sua forza estrema cosa mai dovrà fare se non pagare letteralmente con del denaro tintinnante?
Praticamente funziona così: lui può guarire dalle ferite, diventare fortissimo, saltare altissimo ecc SOLO se ha del denaro contante in tasca. La carta di credito non vale. Pensate che sogno per uno che ha una fidanzata che gli conta i centesimi nelle tasche dei jeans e non arriva a fine mese!
Comunque il nostro baldo giovine, dopo aver ereditato il potere, inizia a trovarsi costantemente in situazioni in cui deve spendere soldi per poter diventare forte e aiutare gli altri: gente che viene derubata, il bus che sta cadendo dallo strapiombo, una Chiesa che viene distrutta…tutta robetta poco economica che gli prosciuga in un attimo le finanze.
Meravigliosa la scena di lui che usa il fondo pensionistico per correre a salvare lei intrappolata nella Chiesa. Non fa in tempo a evitare che il soffitto le crolli addosso che lei è già lì a chiedergli -in mezzo alle fiamme, ai detriti e a gente ferita- come si fosse procurato i soldi, per poi prodigarsi in una ramanzina.
Respiro profondo per non mandarla a quel paese dal divano. Ho rimpianto quel dannato soffitto, qualche secondo e sarebbe finita a fare la sottiletta kraft invece di blaterare a vanvera. Che peccato.
In tutto ciò ovviamente ci sono una serie di cattivi, i cui ruoli sono a mio avviso un tantino confusi, che bazzicano qua e là nella trama. Abbiamo la famiglia Cho, padre con figlia e figlio al seguito (che si detestano) che vogliono rubare i poteri a tutti i supereroi, e poi abbiamo Park Jeong-ja che è una strozzina che presta denaro ai supereroi per contrastare la famiglia Cho con la quale ha delle divergenze personali. Insomma, cattivi che fanno i cattivi tra loro e con chi ha i superpoteri. Un po’ un caos anche perché ad esempio la figlia di Cho prima tenta di far fuori Sang-ung, poi si allea con lui, poi vuole tradirlo. Anche Jeong-ja lo aiuta, poi lo ricatta, poi lo aiuta di nuovo…un minestrone. Un grande, insipido minestrone.
Cosa devo dirvi? avevo una discreta aspettativa sia per la partecipazione come protagonista di Lee Jun-ho, reduce da uno splendido “Typhoon Family”, sia per la partecipazione come cattivo di Lee Chae-min, anche lui reduce dal grande successo di “Bon appetit your Majesty”. Aspettative totalmente bruciate da un drama scritto male, fatto male, gestito male, raccontato male.
Questo è un drama fantasy d’azione dove in realtà manca la cosa più importante: il brivido. Mancano le emozioni, a parte quella di profondo fastidio per la fidanzata di Sang-ung. E’ un drama debole, noiosetto, non c’è chimica tra i protagonisti, manca totalmente il senso di squadra tra i supereroi, sono tutti disuniti, slegati…non ha coerenza. Non ha ritmo, non è dinamico.
L’unico attimo di gaudio è stato l’ingresso di Lee Chae-min, quando per un secondo ho pensato che sarebbe potuto essere un discreto cattivo nella scena in cui ha drogato della gente facendola lanciare dal tetto di un edificio con tanto di spiaccicamento al suolo. Un minuto di illusione che presto è stato sostituito dalla noia.
Non so dirvi esattamente cosa non abbia funzionato, per me in realtà non ha funzionato niente in questo drama. L’unica cosa decente è stata l’idea di fondo di fornire superpoteri che richiedessero una sorta di pagamento per poter essere usati, qualcosa che quindi spinge la gente alla vera generosità. Tutti siamo capaci di salvare qualcuno da un pestaggio se abbiamo la super-forza, meno se quella super-forza ci costa milioni per essere usata e noi siamo in bolletta perenne, è più difficile scegliere di metterci in gioco per il bene altrui a nostro totale discapito. Quindi sì, l’idea era davvero molto, molto buona, ma la resa pessima. Hanno scelto davvero un cast insipido (ad esclusione di Lee Jun-ho e Lee Chae-min) e, a mio parere, hanno scelto anche dei poteri davvero noiosi. A parte quello del protagonista, serviva qualcosa di più scenico rispetto alla capacità di passare attraverso le porte. Ecco, ora che ho parlato di “scenico” vi dico anche questo: un’altra cosa atroce di questo drama sono gli effetti scenografici. Un incendio così finto non l’ho visto nemmeno nei cartoni animati.
Ho detto tutto.
Consigliato? No.
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