Un buon revenge-thriller incentrato sul tema del "mostro"
Un thriller d'azione dalle tinte decisamente forti, dove la violenza non risparmia nessuno, nemmeno donne e bambini. Un piccolo rapito da cinque criminali e un riscatto finito male portano all'imprevedibile: cinque assassini che fanno da padri al bimbo rapito, crescendolo come un giovane serial killer tra lame, armi da fuoco e combattimenti.
Si passa quindi al presente, con il protagonista ormai adolescente, cresciuto in un ambiente a cui è ormai avezzo ma dove sente comunque fuori posto. I cinque padri appaiono estremamente diversi ai suoi occhi: uno che mostra un minimo di affetto, un'altro più scherzoso, uno che mostra interesse per suoi studi e uno estremamente inflessibile e perentorio, verso il quale nutre un evidente timore e manifesta spesso disagio.
L'incontro con la compagna di scuola rappresenta uno spaccato della vita normale che il giovane vorrebbe avere, la realtà invece lo porta a prendere parte all'ennesimo atto criminale del gruppo. Portato volutamente oltre il limite dal padre che ha sempre temuto, si avvia un vero e proprio effetto domino imprevedibile, che porterà in brevissimo tempo a una vendetta nei confronti dei cinque padri-rapitori, con uno scontro finale che vede le tante verità venire a galla.
Filo conduttore dell'intero film è il tema del "mostro", nelle sue svariate e molteplici sfaccettature: un mostro rappresenta la crudeltà, la follia, la violenza e la cattiveria, ma che è anche personificazione dei traumi passati e delle proprie paure. Una presenza terrificante che sembra poter essere sconfitta in un solo modo: sostituendosi ad essa e diventando il mostro.
Un buon film, anche se non eccellente. La vicenda funziona, ma manca la competenza per trasformarla in qualcosa di livello superiore. Ottimo invece il cast, dove ho avuto modo di ritrovare attori ora ben noti ma all'epoca estremamente giovani, dal protagonista - Yeo Jin Goo - ad alcune figure secondarie come Seo Yoo Kyung e Yoo yeon Seok. Due ore ben spese e senza rimpianto.
Si passa quindi al presente, con il protagonista ormai adolescente, cresciuto in un ambiente a cui è ormai avezzo ma dove sente comunque fuori posto. I cinque padri appaiono estremamente diversi ai suoi occhi: uno che mostra un minimo di affetto, un'altro più scherzoso, uno che mostra interesse per suoi studi e uno estremamente inflessibile e perentorio, verso il quale nutre un evidente timore e manifesta spesso disagio.
L'incontro con la compagna di scuola rappresenta uno spaccato della vita normale che il giovane vorrebbe avere, la realtà invece lo porta a prendere parte all'ennesimo atto criminale del gruppo. Portato volutamente oltre il limite dal padre che ha sempre temuto, si avvia un vero e proprio effetto domino imprevedibile, che porterà in brevissimo tempo a una vendetta nei confronti dei cinque padri-rapitori, con uno scontro finale che vede le tante verità venire a galla.
Filo conduttore dell'intero film è il tema del "mostro", nelle sue svariate e molteplici sfaccettature: un mostro rappresenta la crudeltà, la follia, la violenza e la cattiveria, ma che è anche personificazione dei traumi passati e delle proprie paure. Una presenza terrificante che sembra poter essere sconfitta in un solo modo: sostituendosi ad essa e diventando il mostro.
Un buon film, anche se non eccellente. La vicenda funziona, ma manca la competenza per trasformarla in qualcosa di livello superiore. Ottimo invece il cast, dove ho avuto modo di ritrovare attori ora ben noti ma all'epoca estremamente giovani, dal protagonista - Yeo Jin Goo - ad alcune figure secondarie come Seo Yoo Kyung e Yoo yeon Seok. Due ore ben spese e senza rimpianto.
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