Thriller poliziesco brillante e sorprendente sul significato e valore dell'amicizia
Drama tosto – nel senso che sa il fatto suo - impegnativo, realizzato e confezionato con estrema cura. Un drama d’azione - thriller poliziesco davvero ben studiato ed eseguito. La trama è complessa e articolata, già dopo i primi episodi ci si trova avvolti da una fitta rete di intrighi e di intrecci, misteri e sospetti. In termini di quantità – e qualità - di contenuti è nettamente superiore alla maggior parte degli altri drama dello stesso genere: arrivata al quinto o sesto episodio ho avuto l’impressione di aver già visto tanto, con uno sviluppo della trama già ben avanzato.
Forse, questo punto di forza è altresì anche un potenziale difetto: bisogna proprio essere amanti del genere e degli intrighi, per apprezzare a pieno la serie, ed essere disposti a investire attenzione e concentrazione per comprendere e seguire tutti i passaggi concatenati. Una visione impegnativa, nel bene e nel male (sarò sincera, avendolo visto a più riprese, dopo la prima metà faticavo a ricollegare tutti i pezzi). Non un drama per rilassarsi e distendere la mente, insomma.
La trama, dicevo, è ben strutturata e senza falle: una sceneggiatura articolata che denota un importante investimento a monte per far sì che tutte le congetture e i dettagli trovino giusta collocazione senza mai contraddirsi. Spesso la coerenza viene a mancare anche nelle serie più semplici e banali, riuscire a mantenerla in un’opera così complessa non è cosa da poco.
Il cast è stellare. Tanti personaggi principali – di cui uno di punta – tutti interpretati da attori di talento che hanno saputo caratterizzare le diverse figure in modo eccellente. Sono dei veri e propri ritratti distinti e definiti, dove certe azioni e modi di ragionare sono propri dell’uno ma non dell’altro, per cui di fronte a una stessa situazione può essere osservata da diverse angolazioni, e gli sviluppi prevedere svariate reazioni e risvolti possibili. In cima c’è lui, Ji Sung: attore poliedrico e sopraffino è, per quanto mi riguarda, una delle due colonne portati (insieme a Namgoong Min) del panorama cinematografico coreano. Non importa quale drama facciano, quale ruolo rivestano: sono sempre eccellenti e impossibili da eguagliare.
In questa serie in particolare si è ritrovato a interpretare un ruolo decisamente particolare: a capo della squadra antidroga, viene aggredito, rapito e gli vengono somministrati una quantità di stupefacenti che di fatto lo renderanno un tossicodipendente. Quest’aspetto, già noto nell’incipit della trama, mi aveva un po’ turbata ed è stato probabilmente il motivo per cui non mi sono buttata a capofitto nella visione non appena uscito il drama. E’ un risvolto particolare, che ci sta, ma che ho trovato un po’ disturbante. Detto questo, la sua interpretazione è stata così equilibrata e convincente da aver attutito l’impatto dell’aspetto che temevo, a favore di una caratterizzazione del personaggio molto più sfaccettata e complessa.
Rispetto al thriller, è una storia che tiene col fiato sospeso dall’inizio alla fine. Per nulla prevedibile, l’elenco dei sospettati e dei moventi si fa sempre più ampio, le congetture dello spettatore – così come quelle del protagonista – vengono puntualmente sollecitate e poi smontate. La chiave di lettura dei vari personaggi cambia di continuo, in modo imprevedibile ma sempre supportato da una logica ineccepibile.
Mi sarei aspettata l’aggiunta di un pizzico di romance, i presupposti c’erano tutti e non nascondo che mi sia un po’ dispiaciuto, ma l’ho accettato nell’ottica che il tema centrale della storia riguardasse l’amicizia, con tutte le implicazioni positive – e negative – che questa è in grado di comportare ai diversi livelli.
L’unico appunto che mi sento di fare è quello della decentratura nella seconda parte del drama. Mi spiego meglio: la prima parte inquadra uno scenario molto ampio, dove le relazioni personali e quelle professionali appaiono ben bilanciate. Andando avanti il cerchio sembra restringersi attorno al gruppo degli ex compagni di scuola, aspetto che ci può stare ma che perde comunque di vista il resto. Ci sono svariati episodi nei quali il ruolo professionale di Jang Jae Kyung sembra un po’ svanire nel nulla: lo vediamo muoversi in autonomia a caccia di indizi per indagini che nemmeno gli sono state assegnate. La sua giornata lavorativa sembra davvero eclissarsi – paradossalmente dovrebbe essere più impegnata del solito già che è fresco di nuova nomina e promozione – e invece si muove come se fosse bellamente in ferie. Idem le interazioni tra e con gli altri ex compagni di liceo, che diventano sempre più private e informali, quasi possano sfuggire alla trafila procedurale e burocratica tipica di ambienti come quello della giustizia e delle forze dell’ordine. Il focus ha fatto un po' perdere il quadro d'insieme, insomma.
Detto questo, decisamente consigliato agli appassionati del genere, si rivelerà molto probabilmente un’ottima visione. Sconsigliato agli amanti del romance e suggerito – ma con le dovute avvertenze – a chi è alla ricerca di una vicenda ben fatta, già che risulta sicuramente soddisfacente ma occorre essere disposti a spremersi un po’ le meningi rispetto alle mere storielle da intrattenimento.
Forse, questo punto di forza è altresì anche un potenziale difetto: bisogna proprio essere amanti del genere e degli intrighi, per apprezzare a pieno la serie, ed essere disposti a investire attenzione e concentrazione per comprendere e seguire tutti i passaggi concatenati. Una visione impegnativa, nel bene e nel male (sarò sincera, avendolo visto a più riprese, dopo la prima metà faticavo a ricollegare tutti i pezzi). Non un drama per rilassarsi e distendere la mente, insomma.
La trama, dicevo, è ben strutturata e senza falle: una sceneggiatura articolata che denota un importante investimento a monte per far sì che tutte le congetture e i dettagli trovino giusta collocazione senza mai contraddirsi. Spesso la coerenza viene a mancare anche nelle serie più semplici e banali, riuscire a mantenerla in un’opera così complessa non è cosa da poco.
Il cast è stellare. Tanti personaggi principali – di cui uno di punta – tutti interpretati da attori di talento che hanno saputo caratterizzare le diverse figure in modo eccellente. Sono dei veri e propri ritratti distinti e definiti, dove certe azioni e modi di ragionare sono propri dell’uno ma non dell’altro, per cui di fronte a una stessa situazione può essere osservata da diverse angolazioni, e gli sviluppi prevedere svariate reazioni e risvolti possibili. In cima c’è lui, Ji Sung: attore poliedrico e sopraffino è, per quanto mi riguarda, una delle due colonne portati (insieme a Namgoong Min) del panorama cinematografico coreano. Non importa quale drama facciano, quale ruolo rivestano: sono sempre eccellenti e impossibili da eguagliare.
In questa serie in particolare si è ritrovato a interpretare un ruolo decisamente particolare: a capo della squadra antidroga, viene aggredito, rapito e gli vengono somministrati una quantità di stupefacenti che di fatto lo renderanno un tossicodipendente. Quest’aspetto, già noto nell’incipit della trama, mi aveva un po’ turbata ed è stato probabilmente il motivo per cui non mi sono buttata a capofitto nella visione non appena uscito il drama. E’ un risvolto particolare, che ci sta, ma che ho trovato un po’ disturbante. Detto questo, la sua interpretazione è stata così equilibrata e convincente da aver attutito l’impatto dell’aspetto che temevo, a favore di una caratterizzazione del personaggio molto più sfaccettata e complessa.
Rispetto al thriller, è una storia che tiene col fiato sospeso dall’inizio alla fine. Per nulla prevedibile, l’elenco dei sospettati e dei moventi si fa sempre più ampio, le congetture dello spettatore – così come quelle del protagonista – vengono puntualmente sollecitate e poi smontate. La chiave di lettura dei vari personaggi cambia di continuo, in modo imprevedibile ma sempre supportato da una logica ineccepibile.
Mi sarei aspettata l’aggiunta di un pizzico di romance, i presupposti c’erano tutti e non nascondo che mi sia un po’ dispiaciuto, ma l’ho accettato nell’ottica che il tema centrale della storia riguardasse l’amicizia, con tutte le implicazioni positive – e negative – che questa è in grado di comportare ai diversi livelli.
L’unico appunto che mi sento di fare è quello della decentratura nella seconda parte del drama. Mi spiego meglio: la prima parte inquadra uno scenario molto ampio, dove le relazioni personali e quelle professionali appaiono ben bilanciate. Andando avanti il cerchio sembra restringersi attorno al gruppo degli ex compagni di scuola, aspetto che ci può stare ma che perde comunque di vista il resto. Ci sono svariati episodi nei quali il ruolo professionale di Jang Jae Kyung sembra un po’ svanire nel nulla: lo vediamo muoversi in autonomia a caccia di indizi per indagini che nemmeno gli sono state assegnate. La sua giornata lavorativa sembra davvero eclissarsi – paradossalmente dovrebbe essere più impegnata del solito già che è fresco di nuova nomina e promozione – e invece si muove come se fosse bellamente in ferie. Idem le interazioni tra e con gli altri ex compagni di liceo, che diventano sempre più private e informali, quasi possano sfuggire alla trafila procedurale e burocratica tipica di ambienti come quello della giustizia e delle forze dell’ordine. Il focus ha fatto un po' perdere il quadro d'insieme, insomma.
Detto questo, decisamente consigliato agli appassionati del genere, si rivelerà molto probabilmente un’ottima visione. Sconsigliato agli amanti del romance e suggerito – ma con le dovute avvertenze – a chi è alla ricerca di una vicenda ben fatta, già che risulta sicuramente soddisfacente ma occorre essere disposti a spremersi un po’ le meningi rispetto alle mere storielle da intrattenimento.
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