This review may contain spoilers
Una pietra miliare, un caldo abbraccio, una storia autentica e sincera
Il drama è l’adattamento del racconto “A pragmatist's love” di Meng Zhong De Yi, che traspone un’innocente storia d’amore ambientata nel difficile e controverso periodo della rivoluzione culturale cinese, creando un contrasto vivido e unico nel suo genere: nell’immaginaria Jiangcheng del 1975 una giovane operaia che sogna l’università, Fei Ni, stipula un matrimonio di convenienza con un ritrovato compagno di scuola, Fang Muyang, scoprendo poi l'amore vero.
LA STORIA
Non possedendo approfondite competenze al riguardo, non mi dilungo volutamente sul contesto storico, aspetto che ha creato una netta divisione prima dell’uscita della serie ma che, una volta in onda, sembra essere incredibilmente riuscita a smorzare la maggior parte delle critiche, probabilmente grazie a un approccio inaspettato e più onesto del previsto in termini propagandistici, ad eccezione forse degli ultimi episodi.
Tra i meriti di questo drama, il buon numero di cliché… Che di fatto non sono dei veri e propri cliché. Tematiche sì già viste ma finalmente proposte in modo davvero originale e innovativo: un’amnesia che non crea un’insensata e temporanea rottura ma che al contrario avvicina, un matrimonio con vantaggi reciproci che si concretizza non solo con naturalezza ma anche con graduale consapevolezza di entrambi, un passato da compagni di scuola che – una volta noto – non diviene elemento destabilizzante ma arricchisce con grande semplicità il senso della storia che si sta portando avanti. Questo drama non ha bisogno di ricorrere a trucchetti nel tentativo di sorprendere: è già ricco e splendido di per sé. Bando quindi a stupidi fraintendimenti, rotture insensate, triangoli amorosi tirati all’inverosimile per i vertici. Al contrario, i protagonisti si avvicinano sempre di più l’uno all’altra ad ogni prova che si trovano a dover affrontare e che, di fatto, superano insieme. A livello emotivo, il loro amore giovane e innocente sa coinvolgere più di un’attrazione passionale e travolgente. E’ un calore costante, che avvolge in modo persistente: ti abbraccia e ti scalda al pari di quella coperta dalla quale non vorresti più uscire in una mattina d’inverno, facendoti stare incredibilmente bene.
A fronte di mille problematiche da risolvere (l’assegnazione dell'unità abitativa, il sogno universitario di Fei Ni che sfuma più volte, i continui sabotaggi di Feng Lin, la scorrettezza di Lin Yi, il soccorso più volte prestato a Fei Ting, le conseguenze per il possesso di libri vietati, il terremoto, la caduta in rovina della famiglia Fang) non mancano però momenti più divertenti e leggeri, alcuni davvero esilaranti (la prima notte passata a fantasticare la futura casa disegnando arredamenti immaginari sul soffitto della stanza, il modo in cui lui mette a tacere l’odiosa Feng Lin con uno spudorato riferimento alla taglia dei preservativi piuttosto che al succhiotto sul collo di Fei Ni, l’atteggiamento volutamente oltraggiato con il quale provoca la vicina rispetto ai rumori notturni nei momenti di intimità con Fei Ni, la notte passata a far sbattere il letto contro la parete, a riprova di quanto sostenuto, le ore insonni passate a giocare per via del caffè troppo forte, il teorema di Pitagora con premio annesso e via dicendo). Trovano ampiamente spazio anche passaggi decisamente più dolci, intimi e confidenziali, dalle chiacchierate della giovane coppia sul tetto terrazzato, loro luogo segreto di ritrovo, ai momenti permeati dall’affetto che lega indissolubilmente i componenti della famiglia Fei. Gli ultimi episodi, in una splendida escalation emozionale, conducono al lieto fine tanto agognato. Il ripristino degli esami di ingresso permetterà a Fei Ni di realizzare il sogno di andare all’università e a Fang Muyang di realizzare il proprio, entrando a sua volta nella facoltà di arte e continuando così a vivere con la sua amata Fei Ni.
I PERSONAGGI
Fang Muyang è un giovane idealista dal cuore sincero nonostante le sofferenze vissute, nonché un aspirante artista dall’animo romantico. Sotto l’apparenza sciocca e ingenua nasconde però una grande perspicacia. Viene presentato, già nella prima scena sul treno, come un personaggio altruista e gentile. Il periodo da eroe amnesiaco che segue lo rende sì disorientato e cauto, ma mostra anche il suo lato più innocente e fiducioso lungo il percorso fatto di piccole riconquiste (oltre a non riconoscere le persone dovrà imparare da capo le azioni più elementari, come tagliarsi le unghie, lavarsi i denti e allacciarsi le scarpe). Nel corso della serie dimostra un grande spirito di iniziativa e capacità di adattamento, un atteggiamento proattivo e una notevole quantità di risorse. A caratterizzarlo più di tutto sono però i sentimenti che prova per Fei Ni fin dall’adolescenza. E’ chiaro allo spettatore, è chiaro a lui quando recupera i ricordi e sarà chiaro a Fei Ni già dopo i primi mesi di matrimonio (dalla richiesta del bacio sulla guancia, al suggerire il passaggio dal letto a castello a quello a due piazze). Da giovane uomo sposato, Fang Muyang si dimostra un marito devoto: amore profondo e gentile, rispetto sincero, supporto incondizionato. Non mancherà comunque di evolvere nel corso della serie: limerà alcuni difetti (il ragionare in autonomia e solo sul breve termine o il frenare la sua impulsività, piuttosto che il comprendere, con l’infelice mossa della festa di matrimonio a sorpresa, cosa sia il vero rispetto) e imparerà ad aprirsi, mostrando a Fei Ni anche le sue debolezze (la delusione per i fumetti non apprezzati, il dolore per la bambina che non riesce a salvare dalle macerie del terremoto). Una serie di imperfezioni che rendono questo splendido personaggio perfettamente credibile e reale.
Fei Ni è una ragazza intelligente, laboriosa e piena di iniziativa. Coltiva l’ambizioso sogno di una vita accademica, convive con la delusione e la frustrazione di vedere l’opportunità sfumare di continuo, ma con tenacia e un approccio volutamente pragmatico cerca sempre nuove possibilità per realizzare i suoi desideri. Nei suoi ricordi, Fang Muyang era solo il compagno di scuola che finiva sempre per metterla – involontariamente – nei guai. Lo ritrova nei panni di un eroe ferito e incosciente e fa di lui il suo nuovo tentativo di ingresso all’università. Pur accudendolo con un secondo fine, promuove con onestà un vantaggio reciproco, aiutandolo a riacquistare la propria autonomia e indipendenza. La progressiva conoscenza di Fang Muyang dopo il matrimonio e il suo dissimulato corteggiamento strategicamente promosso dalla convivenza forzata la portano a innamorarsi a sua volta del marito.
La caratterizzazione dei due protagonisti è, di fatto, incredibilmente complementare. Non c’è una netta separazione tra pragmatismo e romanticismo: lui è romantico ma con i piedi per terra, lei è concreta ma con il cuore pieno di sogni.
Accanto al pairing principale trovano posto altre coppie, in primis quella più adulta e matura formata da Fang Mujing (sorella di Muyang) e il neurochirurgo Qe Hua, che controbilancia perfettamente quello giovanile. Per complessità, il personaggio di Fang Mujing è forse quello più intrigante dell’intera serie: una matematica dall’approccio estremamente razionale, orgogliosa e testarda, che si ritrova a dover accettare e vivere la situazione per lei più difficile in assoluto. Splendido esempio di resilienza, soffoca una rabbia altrimenti ingestibile spegnendo volutamente il suo lato emotivo, senza però riuscire ad sopprimerlo del tutto. Il recupero del rapporto con la madre sarà un processo difficile e complesso, che le richiederà fatica e coraggio. Modesta ma apprezzabile anche la coppia data Lin Mei e dal fratello di Fei Ni: Fei Ting è quell’anima buona e semplice, un giovane di grande integrità ma privo di quegli strumenti e di quell’intraprendenza che caratterizzano invece Fang Muyang, combattuto tra le aspettative della moglie e la gratitudine verso la propria famiglia da una parte e l’istintivo anelare – come tutti – a una vita piena e soddisfacente dall’altra.
Diverse le figure negative che operano quali perenni elementi di disturbo: la direttrice Xu, figura a capo della fabbrica tessile, donna ciecamente votata alla causa al punto da perdere di vista il buonsenso e sconfinare nell’ipocrisia, oltre a farsi ripetutamente manipolare mentre persegue l’obiettivo di apparire integerrima agli occhi del Partito; Ling Yi, ragazza aiutata in passato da Fang Muyang ad evitare una fine miserabile, mossa da un egoismo che giustifica a sé stessa come forma sopravvivenza, quando invece è puro arrivismo; i familiari di Lin Mei, opportunisti senza alcuna vergogna; e infine lei, Feng Lin, giovane universitaria meschina che non necessita di denaro, pistole o spade affilate per arrecare continuamente danno: corrosa da un’invidia che cela un complesso di inferiorità, è promotrice di sabotaggi che denotano una cattiveria puramente gratuita.
IL CAST
Chen Fei Yu brilla nel ruolo di Fang Muyang, per dare vita al quale si reinventa completamente. La professionalità e la dedizione traspaiono dalla sua drastica trasformazione: dal palese cambio estetico in favore di una presenza fisica più solida e sana, coerente con l’immagine del giovane temprato dal duro lavoro all’aria aperta, a una postura e un portamento del tutto nuovi e talvolta goffi, a uno sguardo limpido, empatico e gentile, fino a una ricalibrazione nel modo di parlare e a un’espressività capace di incarnare l’essenza stessa del personaggio. Una scommessa non da poco, la sua, con la quale punta a uscire dall’ingombrante ombra di Li Xun, personaggio che qualche anno fa l’ha reso famoso e con una caratterizzazione agli antipodi rispetto a Fang Muyang, dando definitivamente prova di una versatilità e di una bravura a lungo contestate. Il risultato è andato davvero oltre ogni aspettativa.
Sun Qian è un’attrice a me nuova, ma la cui valida prova è altrettanto indiscutibile. Mi ha stupito come l’attrice sia apparsa spigliata ed estroversa – negli spezzoni dietro le quinte e nei recenti programmi televisivi – così diversa dal ruolo interpretato nel drama, a riconferma di un ottimo lavoro fatto nella caratterizzazione del personaggio di Fei Li.
L'intesa tra i due protagonisti è innegabile, rendono il sentimento palpabile anche nei piccoli gesti o con semplici sguardi.
Ho ritrovato con piacere il carismatico e sempre affascinante Wang Tian Chen mentre Cristy Guo si è rivelata una vera e propria sorpresa. In generale, l’intero cast ha fatto un ottimo lavoro: ciascun attore ha dato vita al proprio personaggio in modo eccellente, suscitando nello spettatore le emozioni ricercate. Una menzione d’onore, in tal senso, va a Wu You You, che ha portato in scena una Feng Lin davvero odiosa e capace di unire il pubblico suscitando un’antipatia di massa, centrando così perfettamente il bersaglio.
DIMENSIONE TECNICA ED ESTETICA
La cura per i dettagli si avverte già nei primi secondi, con lo scorrere delle immagini della sigla di apertura, davvero in linea con la serie e rispettosa di quell’autenticità che porta a preferire una grafica vecchio stile a un facile ma artificioso uso delle moderne tecniche di CGI.. Ogni episodio che arricchisce la storia aggiunge una nota di colore anche alla tavolozza dell’immagine finale, rendendola un’insolita “barra di avanzamento” della serie. Viste una volta, solitamente tendo a saltare le sigle nelle puntate successive. In questo caso l’ho riguardata con piacere episodio dopo episodio: sortisce l’effetto di una breve premessa capace di mettere lo spettatore nel “mood” giusto ed entrare – così - in sintonia con la storia narrata.
Quanto all’OST, il main theme - “You, my dear” di Mao Buyi – presente anche in chiusura, è delicato e intenso al tempo stesso, e crea un’atmosfera calda e rassicurante. A completamento il drama conta pochi brani ma sapientemente selezionati e abbinati, dalla spensierata “Reality” di Clare Duan alla dolcemente nostalgica “In time” di Hong Yinuo, fino alla romantica e avvolgente “Fireflies in the night sky” di Liu Yu. Sono un apporto fondamentale a definire i vari cambi di atmosfera che si susseguono nelle diverse scene, contribuendo a dare loro un’identità senza mai essere però invasivi.
La regia ha fatto un lavoro sublime, così come la sceneggiatura, priva di sbavature, capace di inserire senza forzature tanti temi ed elementi di rilievo all’interno di un vivere quotidiano fatto di drammi e piccole gioie. Il ritmo è perfetto, c’è un equilibrio nella struttura portante che non vacilla mai. La fotografia è un’opera d’arte (basti pensare al campo di colza fiorito), la scenografia dedica attenzione ai minimi dettagli. Le tinte calde conferiscono all’atmosfera un’aria al contempo vivida e nostalgica: siamo in un’epoca che non c’è più, ma sembra di viverla accanto a loro. Le riprese sono studiate, ci sono alcune inquadrature in particolare che sono un vero tocco da maestro: significativa la scena con Fang Muyang che entra in casa da bambino al richiamo sorridente della nonna e guardando le scale dall’androne vede degli uomini in divisa intenti nella confisca dei beni, mentre l’inquadratura torna su di lui non più bambino ma adolescente. Oppure il momento della confessione tra i due, che di fatto ha luogo di fronte a tutta la famiglia Fei, ma dove l’angolazione della ripresa dalla stanza accanto si sposta, coprendo i famigliari con il muro e lasciando visibili solo Fei Ni nel vano della porta e Fang Muyang oltre la finestrella, dando l’idea di una scena che si svolge al contempo su due piani diversi: il confronto aperto con la famiglia ma anche un momento riservato tra i due.
La forza del drama è tutta nella sua sincera autenticità: il romance predomina e fa da filo conduttore, abbracciando però la vita quotidiana e le molteplici relazioni, mostrando la bellezza dell'ordinarietà. "La realtà in sé è già abbastanza potente. Tutto ciò che dobbiamo fare è catturarla.": una frase detta in una scena da Fei Ni, che calza a pennello nel descrivere la serie stessa.
Personalmente è una storia che ho amato molto e che mi rimarrà nel cuore (come credo si evinca dalla recensione). Lo considero un drama imperdibile, ma che rischia – parlo a livello internazionale, già che in Cina ha riscosso invece un successo strepitoso – di non essere considerato a dovere. A tutti gli amanti dei Cdrama moderni o storico-fantasy suggerisco di non lasciarsi condizionare dall’insolito periodo di ambientazione. Agli amanti dei kDrama titubanti nei confronti delle serie cinesi, un consiglio estremamente semplice e pratico: se avete amato “When life gives you tangerines/Quando la vita ti dà mandarini”, allora lo adorerete di certo.
LA STORIA
Non possedendo approfondite competenze al riguardo, non mi dilungo volutamente sul contesto storico, aspetto che ha creato una netta divisione prima dell’uscita della serie ma che, una volta in onda, sembra essere incredibilmente riuscita a smorzare la maggior parte delle critiche, probabilmente grazie a un approccio inaspettato e più onesto del previsto in termini propagandistici, ad eccezione forse degli ultimi episodi.
Tra i meriti di questo drama, il buon numero di cliché… Che di fatto non sono dei veri e propri cliché. Tematiche sì già viste ma finalmente proposte in modo davvero originale e innovativo: un’amnesia che non crea un’insensata e temporanea rottura ma che al contrario avvicina, un matrimonio con vantaggi reciproci che si concretizza non solo con naturalezza ma anche con graduale consapevolezza di entrambi, un passato da compagni di scuola che – una volta noto – non diviene elemento destabilizzante ma arricchisce con grande semplicità il senso della storia che si sta portando avanti. Questo drama non ha bisogno di ricorrere a trucchetti nel tentativo di sorprendere: è già ricco e splendido di per sé. Bando quindi a stupidi fraintendimenti, rotture insensate, triangoli amorosi tirati all’inverosimile per i vertici. Al contrario, i protagonisti si avvicinano sempre di più l’uno all’altra ad ogni prova che si trovano a dover affrontare e che, di fatto, superano insieme. A livello emotivo, il loro amore giovane e innocente sa coinvolgere più di un’attrazione passionale e travolgente. E’ un calore costante, che avvolge in modo persistente: ti abbraccia e ti scalda al pari di quella coperta dalla quale non vorresti più uscire in una mattina d’inverno, facendoti stare incredibilmente bene.
A fronte di mille problematiche da risolvere (l’assegnazione dell'unità abitativa, il sogno universitario di Fei Ni che sfuma più volte, i continui sabotaggi di Feng Lin, la scorrettezza di Lin Yi, il soccorso più volte prestato a Fei Ting, le conseguenze per il possesso di libri vietati, il terremoto, la caduta in rovina della famiglia Fang) non mancano però momenti più divertenti e leggeri, alcuni davvero esilaranti (la prima notte passata a fantasticare la futura casa disegnando arredamenti immaginari sul soffitto della stanza, il modo in cui lui mette a tacere l’odiosa Feng Lin con uno spudorato riferimento alla taglia dei preservativi piuttosto che al succhiotto sul collo di Fei Ni, l’atteggiamento volutamente oltraggiato con il quale provoca la vicina rispetto ai rumori notturni nei momenti di intimità con Fei Ni, la notte passata a far sbattere il letto contro la parete, a riprova di quanto sostenuto, le ore insonni passate a giocare per via del caffè troppo forte, il teorema di Pitagora con premio annesso e via dicendo). Trovano ampiamente spazio anche passaggi decisamente più dolci, intimi e confidenziali, dalle chiacchierate della giovane coppia sul tetto terrazzato, loro luogo segreto di ritrovo, ai momenti permeati dall’affetto che lega indissolubilmente i componenti della famiglia Fei. Gli ultimi episodi, in una splendida escalation emozionale, conducono al lieto fine tanto agognato. Il ripristino degli esami di ingresso permetterà a Fei Ni di realizzare il sogno di andare all’università e a Fang Muyang di realizzare il proprio, entrando a sua volta nella facoltà di arte e continuando così a vivere con la sua amata Fei Ni.
I PERSONAGGI
Fang Muyang è un giovane idealista dal cuore sincero nonostante le sofferenze vissute, nonché un aspirante artista dall’animo romantico. Sotto l’apparenza sciocca e ingenua nasconde però una grande perspicacia. Viene presentato, già nella prima scena sul treno, come un personaggio altruista e gentile. Il periodo da eroe amnesiaco che segue lo rende sì disorientato e cauto, ma mostra anche il suo lato più innocente e fiducioso lungo il percorso fatto di piccole riconquiste (oltre a non riconoscere le persone dovrà imparare da capo le azioni più elementari, come tagliarsi le unghie, lavarsi i denti e allacciarsi le scarpe). Nel corso della serie dimostra un grande spirito di iniziativa e capacità di adattamento, un atteggiamento proattivo e una notevole quantità di risorse. A caratterizzarlo più di tutto sono però i sentimenti che prova per Fei Ni fin dall’adolescenza. E’ chiaro allo spettatore, è chiaro a lui quando recupera i ricordi e sarà chiaro a Fei Ni già dopo i primi mesi di matrimonio (dalla richiesta del bacio sulla guancia, al suggerire il passaggio dal letto a castello a quello a due piazze). Da giovane uomo sposato, Fang Muyang si dimostra un marito devoto: amore profondo e gentile, rispetto sincero, supporto incondizionato. Non mancherà comunque di evolvere nel corso della serie: limerà alcuni difetti (il ragionare in autonomia e solo sul breve termine o il frenare la sua impulsività, piuttosto che il comprendere, con l’infelice mossa della festa di matrimonio a sorpresa, cosa sia il vero rispetto) e imparerà ad aprirsi, mostrando a Fei Ni anche le sue debolezze (la delusione per i fumetti non apprezzati, il dolore per la bambina che non riesce a salvare dalle macerie del terremoto). Una serie di imperfezioni che rendono questo splendido personaggio perfettamente credibile e reale.
Fei Ni è una ragazza intelligente, laboriosa e piena di iniziativa. Coltiva l’ambizioso sogno di una vita accademica, convive con la delusione e la frustrazione di vedere l’opportunità sfumare di continuo, ma con tenacia e un approccio volutamente pragmatico cerca sempre nuove possibilità per realizzare i suoi desideri. Nei suoi ricordi, Fang Muyang era solo il compagno di scuola che finiva sempre per metterla – involontariamente – nei guai. Lo ritrova nei panni di un eroe ferito e incosciente e fa di lui il suo nuovo tentativo di ingresso all’università. Pur accudendolo con un secondo fine, promuove con onestà un vantaggio reciproco, aiutandolo a riacquistare la propria autonomia e indipendenza. La progressiva conoscenza di Fang Muyang dopo il matrimonio e il suo dissimulato corteggiamento strategicamente promosso dalla convivenza forzata la portano a innamorarsi a sua volta del marito.
La caratterizzazione dei due protagonisti è, di fatto, incredibilmente complementare. Non c’è una netta separazione tra pragmatismo e romanticismo: lui è romantico ma con i piedi per terra, lei è concreta ma con il cuore pieno di sogni.
Accanto al pairing principale trovano posto altre coppie, in primis quella più adulta e matura formata da Fang Mujing (sorella di Muyang) e il neurochirurgo Qe Hua, che controbilancia perfettamente quello giovanile. Per complessità, il personaggio di Fang Mujing è forse quello più intrigante dell’intera serie: una matematica dall’approccio estremamente razionale, orgogliosa e testarda, che si ritrova a dover accettare e vivere la situazione per lei più difficile in assoluto. Splendido esempio di resilienza, soffoca una rabbia altrimenti ingestibile spegnendo volutamente il suo lato emotivo, senza però riuscire ad sopprimerlo del tutto. Il recupero del rapporto con la madre sarà un processo difficile e complesso, che le richiederà fatica e coraggio. Modesta ma apprezzabile anche la coppia data Lin Mei e dal fratello di Fei Ni: Fei Ting è quell’anima buona e semplice, un giovane di grande integrità ma privo di quegli strumenti e di quell’intraprendenza che caratterizzano invece Fang Muyang, combattuto tra le aspettative della moglie e la gratitudine verso la propria famiglia da una parte e l’istintivo anelare – come tutti – a una vita piena e soddisfacente dall’altra.
Diverse le figure negative che operano quali perenni elementi di disturbo: la direttrice Xu, figura a capo della fabbrica tessile, donna ciecamente votata alla causa al punto da perdere di vista il buonsenso e sconfinare nell’ipocrisia, oltre a farsi ripetutamente manipolare mentre persegue l’obiettivo di apparire integerrima agli occhi del Partito; Ling Yi, ragazza aiutata in passato da Fang Muyang ad evitare una fine miserabile, mossa da un egoismo che giustifica a sé stessa come forma sopravvivenza, quando invece è puro arrivismo; i familiari di Lin Mei, opportunisti senza alcuna vergogna; e infine lei, Feng Lin, giovane universitaria meschina che non necessita di denaro, pistole o spade affilate per arrecare continuamente danno: corrosa da un’invidia che cela un complesso di inferiorità, è promotrice di sabotaggi che denotano una cattiveria puramente gratuita.
IL CAST
Chen Fei Yu brilla nel ruolo di Fang Muyang, per dare vita al quale si reinventa completamente. La professionalità e la dedizione traspaiono dalla sua drastica trasformazione: dal palese cambio estetico in favore di una presenza fisica più solida e sana, coerente con l’immagine del giovane temprato dal duro lavoro all’aria aperta, a una postura e un portamento del tutto nuovi e talvolta goffi, a uno sguardo limpido, empatico e gentile, fino a una ricalibrazione nel modo di parlare e a un’espressività capace di incarnare l’essenza stessa del personaggio. Una scommessa non da poco, la sua, con la quale punta a uscire dall’ingombrante ombra di Li Xun, personaggio che qualche anno fa l’ha reso famoso e con una caratterizzazione agli antipodi rispetto a Fang Muyang, dando definitivamente prova di una versatilità e di una bravura a lungo contestate. Il risultato è andato davvero oltre ogni aspettativa.
Sun Qian è un’attrice a me nuova, ma la cui valida prova è altrettanto indiscutibile. Mi ha stupito come l’attrice sia apparsa spigliata ed estroversa – negli spezzoni dietro le quinte e nei recenti programmi televisivi – così diversa dal ruolo interpretato nel drama, a riconferma di un ottimo lavoro fatto nella caratterizzazione del personaggio di Fei Li.
L'intesa tra i due protagonisti è innegabile, rendono il sentimento palpabile anche nei piccoli gesti o con semplici sguardi.
Ho ritrovato con piacere il carismatico e sempre affascinante Wang Tian Chen mentre Cristy Guo si è rivelata una vera e propria sorpresa. In generale, l’intero cast ha fatto un ottimo lavoro: ciascun attore ha dato vita al proprio personaggio in modo eccellente, suscitando nello spettatore le emozioni ricercate. Una menzione d’onore, in tal senso, va a Wu You You, che ha portato in scena una Feng Lin davvero odiosa e capace di unire il pubblico suscitando un’antipatia di massa, centrando così perfettamente il bersaglio.
DIMENSIONE TECNICA ED ESTETICA
La cura per i dettagli si avverte già nei primi secondi, con lo scorrere delle immagini della sigla di apertura, davvero in linea con la serie e rispettosa di quell’autenticità che porta a preferire una grafica vecchio stile a un facile ma artificioso uso delle moderne tecniche di CGI.. Ogni episodio che arricchisce la storia aggiunge una nota di colore anche alla tavolozza dell’immagine finale, rendendola un’insolita “barra di avanzamento” della serie. Viste una volta, solitamente tendo a saltare le sigle nelle puntate successive. In questo caso l’ho riguardata con piacere episodio dopo episodio: sortisce l’effetto di una breve premessa capace di mettere lo spettatore nel “mood” giusto ed entrare – così - in sintonia con la storia narrata.
Quanto all’OST, il main theme - “You, my dear” di Mao Buyi – presente anche in chiusura, è delicato e intenso al tempo stesso, e crea un’atmosfera calda e rassicurante. A completamento il drama conta pochi brani ma sapientemente selezionati e abbinati, dalla spensierata “Reality” di Clare Duan alla dolcemente nostalgica “In time” di Hong Yinuo, fino alla romantica e avvolgente “Fireflies in the night sky” di Liu Yu. Sono un apporto fondamentale a definire i vari cambi di atmosfera che si susseguono nelle diverse scene, contribuendo a dare loro un’identità senza mai essere però invasivi.
La regia ha fatto un lavoro sublime, così come la sceneggiatura, priva di sbavature, capace di inserire senza forzature tanti temi ed elementi di rilievo all’interno di un vivere quotidiano fatto di drammi e piccole gioie. Il ritmo è perfetto, c’è un equilibrio nella struttura portante che non vacilla mai. La fotografia è un’opera d’arte (basti pensare al campo di colza fiorito), la scenografia dedica attenzione ai minimi dettagli. Le tinte calde conferiscono all’atmosfera un’aria al contempo vivida e nostalgica: siamo in un’epoca che non c’è più, ma sembra di viverla accanto a loro. Le riprese sono studiate, ci sono alcune inquadrature in particolare che sono un vero tocco da maestro: significativa la scena con Fang Muyang che entra in casa da bambino al richiamo sorridente della nonna e guardando le scale dall’androne vede degli uomini in divisa intenti nella confisca dei beni, mentre l’inquadratura torna su di lui non più bambino ma adolescente. Oppure il momento della confessione tra i due, che di fatto ha luogo di fronte a tutta la famiglia Fei, ma dove l’angolazione della ripresa dalla stanza accanto si sposta, coprendo i famigliari con il muro e lasciando visibili solo Fei Ni nel vano della porta e Fang Muyang oltre la finestrella, dando l’idea di una scena che si svolge al contempo su due piani diversi: il confronto aperto con la famiglia ma anche un momento riservato tra i due.
La forza del drama è tutta nella sua sincera autenticità: il romance predomina e fa da filo conduttore, abbracciando però la vita quotidiana e le molteplici relazioni, mostrando la bellezza dell'ordinarietà. "La realtà in sé è già abbastanza potente. Tutto ciò che dobbiamo fare è catturarla.": una frase detta in una scena da Fei Ni, che calza a pennello nel descrivere la serie stessa.
Personalmente è una storia che ho amato molto e che mi rimarrà nel cuore (come credo si evinca dalla recensione). Lo considero un drama imperdibile, ma che rischia – parlo a livello internazionale, già che in Cina ha riscosso invece un successo strepitoso – di non essere considerato a dovere. A tutti gli amanti dei Cdrama moderni o storico-fantasy suggerisco di non lasciarsi condizionare dall’insolito periodo di ambientazione. Agli amanti dei kDrama titubanti nei confronti delle serie cinesi, un consiglio estremamente semplice e pratico: se avete amato “When life gives you tangerines/Quando la vita ti dà mandarini”, allora lo adorerete di certo.
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