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Blossoms of Power chinese drama review
Completed
Blossoms of Power
3 people found this review helpful
by Lynnea
1 day ago
36 of 36 episodes seen
Completed 1
Overall 7.5
Story 7.0
Acting/Cast 8.5
Music 8.5
Rewatch Value 6.5
This review may contain spoilers

Un potere che sboccia... E che presto appassice. Tra valido intrattenimento e potenziale sprecato.

Se ci rifacciamo al titolo, “Blossoms of power” è certamente un drama al quale non mancano né le questioni di potere né la componente floreale (fiori nelle poesie, fiori disegnati, fiori infilati tra i capelli, fiori salvavita, fiori che sbocciano e appassiscono in una notte, fiori in vaso che si rovesciano mentre i due si baciano, fiori ricamati, fiori che danno l’insonnia). Tanti fiori, insomma. E anche una “fioritura” di potere, certo, poiché questo è il nocciolo del drama.

Partiamo dagli aspetti narrativi che più ho apprezzato: la questione della fusione di anime e in un corpo altrui, elemento sì caratterizzante ma non oggetto di un focus eccessivo, risultando così interessante ma mai pesante o ingombrante. Tratto originale è l’aver ereditato, insieme al corpo di Shen Xi He, anche tutti i suoi ricordi, particolarità che non solo funziona molto bene ma che evita anche banali fraintendimenti e altri meccanismi già visti mille volte. Ad arricchire la storia ci pensano inoltre i molteplici intrighi di palazzo, che rendono pienamente l’idea di dinamiche complesse e creano una rete di conflitti e alleanze in continuo mutamento. Sono davvero tanti e non tutti necessariamente collegati direttamente al pairing principale: per una volta, insomma, almeno una parte del mondo non ruota attorno ai protagonisti.

Valida anche la caratterizzazione dei personaggi: abbiamo a che fare con una protagonista femminile forte e determinata, che non cerca il grande amore della sua vita né qualcuno che la protegga o che si spenda per il suo bene, bensì la piena libertà di essere – nel bene e nel male – autrice del proprio destino. Sul fronte maschile, il principe ereditario Xian Hua Yong è uno splendido concentrato di contraddizioni affascinanti: cagionevole ma abile nelle arti marziali, astuto stratega ma anche giovane dal cuore puro, abile manipolatore e teneramente vulnerabile allo tempo stesso. Un personaggio davvero sfaccettato, capace di rimarcare costantemente la propria identità – intesa come caratterizzazione - con un semplice sorriso complice o un finto colpo di tosse. La chimica tra i due rende vivo il loro rapporto, costruito su astuzia e rispetto reciproco, tant’è che quando cominciano a fare squadra, la carrellata di sguardi complici e i dialoghi sottili danno al drama una marcia in più.

La buona riuscita dei personaggi è sicuramente più merito del cast che della sceneggiatura. Apprezzo Meng Zi Yi fin dalla sua prova in “Ever night” risalente a quasi una decade fa, anche lì nei panni di una donna forte e determinata. La sua recitazione elegante e raffinata si sposa particolarmente con ruoli decisi e composti, nei quali non deve continuamente dispensare sorrisi o lacrime, ma dove la difficoltà sta nel far emergere il personaggio nonostante l’aura di algidità e l’atteggiamento da glaciale calcolatrice. Riesce a far coesistere con grande naturalezza l’anima di Gu Qing Zhi con il corpo e i ricordi di Shen Xi He. Per quanto riguarda He Yi Qin, sarò onesta: non mi aveva particolarmente colpita in “Speed and Love” e la sua presenza in questo drama era più un deterrente che un incentivo, ma devo ammettere di essermi ricreduta strada facendo. Intendiamoci, non lo metterei nella rosa degli attori più talentuosi – c’è ancora molta ma molta strada da fare – però in questo drama porta a casa una prova dignitosa che, nell’insieme, funziona e fa il suo dovere. A livello espressivo trasmette in modo credibile una buona gamma di emozioni. Tra i personaggi secondari, gli attori che a mio avviso hanno centrato in pieno il personaggio sono senza ombra di dubbio Xu Zheng Xi nei panni del Quinto Principe e Cao Wei Yu nel ruolo del sovrano. Quest’ultimo in particolare ha dato vita a un personaggio ambiguo, che si prestava credibilmente a più interpretazioni e alimentando così il costante dubbio nello spettatore. Passando ai personaggi secondari – dove spesso così secondari non sono – tutti i principi hanno, ognuno a modo suo, una ragione di esistere, anche se in alcuni momenti le loro storie sembrano più un esercizio di stile che parte integrante della trama principale. Bene che ci siano, ma si potevano gestire meglio, insomma. La coppia formata da Bu Shu Lin e Cui Jin Bai è una ventata di aria fresca, con una dinamica divertente e una chimica accattivante che ruba la scena in molte occasioni.

Non tutto, però, ha funzionato a dovere. I primi episodi tengono alta l’attenzione grazie al ritmo serrato, ma al contempo chiedono anche un po’ troppo. Una sfilza di personaggi vengono introdotti a raffica ed è davvero facile andare in confusione, soprattutto per quanto riguarda i principi, tutti con nomi simili. Per distinguerli ho dovuto affibbiare loro dei soprannomi, per cui il secondo era “L’inconsistente”, il quarto “Il rancoroso Sacrificato”, il quinto “Il devotamente Ossessionato”, il sesto “Il Bello perso per strada” e il nono “Il Guerriero infatuato”. Dovessi etichettare anche il protagonista, la scelta ricadrebbe su “Il Fulminato”, perché è l’aspetto che più mi è saltato all’occhio quale pecca di un personaggio che per il resto funziona. Questo perché il l'essere rimasto affascinato dalle abilità e dall'acume di FL, innalzata per questo al suo livello, avviene comunque in modo troppo repentino, proprio come un fulmine a ciel sereno. L'ammirazione diventa in breve un misto di amore, devozione e rispetto e da lì poi inizia un lungo corteggiamento, un gioco di scacchi sentimentale che può anche starci, ma l’inizio partita è stato davvero un po’ troppo brusco e affrettato. Per quanto abbia apprezzato la protagonista femminile, se la forma è risultata splendida il contenuto si è rivelato un po’ carente, nel senso che ci troviamo davanti a una donna ferocemente intelligente, capace di destreggiarsi con sicurezza tra le insidie della corte e che sa cosa vuol dire perdere tutto. Manca però una motivazione profonda a questa sua sete di potere, tant’è che il dolore e la sua determinazione sembrano più raccontati che sentiti. Questa cosa del "raccontare invece di mostrare" si ripropone più volte, in vari contesti, durante la serie, quale limite evidente e anche piuttosto noioso. Qualche perplessità sull’epilogo del pairing secondario, piuttosto banale, moscio e deludente. E' stato un po' come avere tra le mani una materia prima di qualità e non sapere bene come trattarla. Si poteva fare molto ma molto di più, e la coppia, per come la si era portata avanti, meritava davvero uno sforzo maggiore. Riguardo agli intrighi, dicevo all’inizio che è un bene che siano molteplici, poiché sarebbe stato semplicistico e ridicolo far ruotare l’intero drama intorno a un unico ostacolo. Il ritmo dell’intreccio politico è però altalenante e, dopo un buon avvio, incappa in una fase centrale di stallo, permeata da troppi momenti di vita quotidiana piacevoli ma non così necessari, aspetto che porta lo spettatore quasi a dimenticarsi del mistero dell’avvelenamento, questione che verrà ripresa in mano solo nell’ultima parte e liquidata in fretta e furia, con una rivelazione che arriva come un pugno in un occhio (poteva starci benissimo, idea anche intelligente, ma gestita davvero coi piedi).


ATTENZIONE: SPOILER!!!
Ultima nota dolente, il finale: per un’amante degli happy ending come la sottoscritta, la dipartita del ML a quattro o cinque episodi dalla conclusione è davvero un colpo basso. Non mi fa impazzire, non è gratificante, ma posso accettarlo, se ha senso. Però patti chiari e resti morto. Il ritorno dal nulla dopo anni nell’epilogo è davvero una caduta di stile, una scelta che vanifica tutto il pathos precedente e che manca sostanzialmente di coraggio. E no, non è una sorpresa inaspettata. Solo la presa in giro di una sceneggiatura che, nell’indecisione, ha voluto mantenere il piede in due scarpe. Peccato che così facendo nessuna ha calzato in modo giusto.
FINE SPOILER!!!


Dal punto di vista tecnico, siamo a un livello qualitativo medio-alto con una cura quasi maniacale per i dettagli. La fotografia è splendida, con una palette cromatica calda e autunnale che avvolge ogni scena in un'atmosfera sognante ed elegante: i toni dorati e ambrati, caricati del giallo intenso delle foglie di Ginkgo biloba, dominano le scene di corte, creando un senso di opulenza e intrigo, mentre le tinte più cupe e fredde accompagnano i momenti di tensione e pericolo. La luce, spesso soffusa ma prevalentemente naturale, esalta la bellezza dei costumi e dei volti degli attori, regalando immagini nitide e pulite. La cinematografia compie scelte interessanti: non si limita a inquadrature statiche, ma gioca con movimenti di macchina che seguono i personaggi nei loro intrighi, creando un dinamismo che riflette la complessità della trama. I campi lunghi mostrano la maestosità delle architetture e dei paesaggi, mentre i primi piani catturano ogni sfumatura espressiva dei personaggi nei momenti salienti. La regia mostra una mano sicura e una visione chiara, riuscendo a bilanciare i momenti di intimità romantica con le sequenze più epiche e politiche. Il montaggio segue un ritmo disomogeneo, soprattutto nella seconda parte, ma funziona a dovere nei primi episodi e sicuramente nei vari momenti clou. Scenografia e costumi meriterebbero un capitolo a parte: la meticolosità è impressionante, ogni drappo, gioiello o ricamo sulle vesti contribuisce a definire il personaggio stesso. Anche la colonna sonora, con il brano di Zhou Shen in testa, è di altissimo livello e sottolinea perfettamente i momenti più emozionanti.


In conclusione l’ho trovato un drama complessivamente meritevole. La sua forza risiede nella peculiarità dei suoi protagonisti, con una chimica di coppia che funziona, un valido cast di supporto e una produzione visiva di tutto rispetto. Il tallone è – come spesso accade - la sceneggiatura, incapace di sviluppare adeguatamene e con i giusti tempi molte dinamiche. Adatto a chi è alla ricerca di un drama storico che dia priorità al romance e ai personaggi carismatici, meno per chi auspica a una trama politica solida e corente dall’inizio alla fine. Valido intrattenimento, ma gli è mancata qualche carta per essere qualcosa di più.
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