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Dream to You korean drama review
Completed
Dream to You
2 people found this review helpful
by Lynnea
4 days ago
12 of 12 episodes seen
Completed
Overall 6.0
Story 5.5
Acting/Cast 7.5
Music 6.0
Rewatch Value 5.0
This review may contain spoilers

Un sogno... Che si infrange a metà.

Sano e divertente intrattenimento: questo era il massimo che immaginavo di poter chiedere a questo drama e quindi questo è stato il mio esiguo metro di giudizio. Nella prima metà c’è stato dentro, nella seconda anche no.

TRAMA - Due ex compagni di scuola si ritrovano dopo un’infelice separazione: lei, Ju I Jae, è diventata una giornalista trentenne che ha messo da parte i suoi sogni cinematografici mentre lui, Woo Su Bin, si è invece affermato all’estero quale esordiente regista di successo. Poi lui torna, ormai realizzato, e si mette sulle tracce del suo primo amore – ovvero lei – con l’intento di dirigere insieme il film la cui sceneggiatura avevano abbozzato in adolescenza. Lei è risentita dall’abbandono e professionalmente demotivata ma, dopo una serie di tira e molla, accetta la proposta. La love story decolla nel mentre delle riprese che porteranno però Ju I Jae a fare anche determinanti considerazioni rispetto al proprio futuro.

TEMA PRINCIPALE: Sulla carta credo volesse essere l’importanza di inseguire i propri sogni e sentirsi realizzati, per poter vivere liberamente un amore pieno, piuttosto che sacrificare i desideri coltivati da una vita proprio in virtù di un amore che si veste, di conseguenza, di un sottile strato di egoismo. Nel concreto si è capito, ma non direi ben riuscito: sono state impostate le basi ma poi ha però vinto la tentazione di scivolare nei classici cliché, con conseguente virata verso il piatto e il monotono. (Apro una parentesi di riflessione generale: mi sembra di essere un disco rotto ma questo percorso si sta riproponendo sempre più di frequente nei kdrama degli ultimi anni, dove l’inizio coltiva qualche speranza ma poco dopo la serie va alla deriva… E non si riprende più. Non vale per tutti i lavori, ovviamente, ma per un numero via via sempre maggiore).

PERSONAGGI – La caratterizzazione qui ha fatto un po’ acqua da tutte le parti: Woo Su Bin rientra in patria tutto gaio e speranzoso di riprendere con Ju i Jae dal punto in cui si erano interrotti. Dispensa sorrisi e avance e sembra quasi stranirsi della refrattarietà di lei. Ma se sai di essertene andato in malo modo, senza nemmeno una spiegazione decente, dovresti aspettarti che oltre a essersi probabilmente rifatta nel frattempo una vita, se ti dovesse incrociare anche solo per caso ti manderebbe giustamente a quel paese. E invece no, lui si comporta come se avesse semplicemente messo in pausa un nastro per pochi minuti, prima di tornare a premere il pulsante play come se nulla fosse. Che senso ha? Nessuno.
Ju i Jae, al contrario, si riesce a capirla di più all’inizio che nella seconda metà del drama. E’ incazzosa quando se lo vede ricomparire davanti, e ci sta. Resta un po’ ferma sulla sua posizione, poi comincia a tentennare e finisce – adducendo tutte le motivazioni del caso – per accettare la proposta di una doppia regia. Da lì si inizia a scadere in dinamiche convenzionali e ampiamente prevedibili: siamo ancora lontani dalla conclusione del drama e sembra non ci sia la capacità di portare avanti la trama senza creare nuove crisi di coppia. L’ultima parte dell’evoluzione del personaggio di I Jae suona più forzata che credibile, carica di una drammatizzazione che è evidentemente a uso e consumo dello spettatore.
Dato lo scarso lavoro fatto sulle figure principali parlare dei personaggi secondari non ha nemmeno molto senso, il secondo pairing in particolare era partito bene ma si è rivelato poi deludente.

CAST – Uno dei pochissimi aspetti positivi del drama. I protagonisti sono due attori non eccellenti ma di sicuro interessanti. Hwang In Yeob l’ho conosciuto in “A prefabricated family” e mi aveva lasciato una buona impressione. Ha un fascino e un carisma particolare, oltre a un buon livello di recitazione che necessita ancora di essere raffinato, nonostante non sia più giovanissimo (ne ha trentacinque ma direi proprio che non li dimostra). Ha una buona espressività, ma un po’ limitata ad alcune situazioni. Hye Ri aveva un volto che mi diceva qualcosa ma non la ricordavo particolarmente, ho notato solo a visione finita che avevo visto altri drama con lei nel ruolo della FL. La trovo un’attrice valida per dei drama di buon livello, qui purtroppo – come anche Hwang In Yeob – imbrigliata in una sceneggiatura che non aiutava a trasporre un personaggio a tutto tondo. Tra gli attori secodari, quella che ho più apprezzato è stata Park Ji Young nei panni della madre di O Ha Na (e madre biologica dello stesso Woo Su Bin).

ASPETTI TECNICI – Siamo a un classico livello standard, nel bene e nel male. Nulla degno di nota, ma non ci sono nemmeno strafalcioni evidenti. C’è un po’ l’impressione di aver garantito un livello adeguato ma anche di essersi ben guardati dall’andare oltre: un comparto anonimo, praticamente un mero accessorio, che evita di ricercare valori aggiunti. Non è il poco ma fatto bene, piuttosto il poco senza voglia di fare.

IN CONCLUSIONE - Un classico second-chance romance leggero e non impegnativo, con un cast interessante ma che non porta, di fatto, nulla di nuovo e si perde nelle solite scene ultra drammatizzate. Ad un inizio che si lascia guardare segue un noioso e costante declino, e questo è quanto. Visto, salutato e archiviato insieme a tutti gli altri titoli che ultimamente seguono lo stesso iter.
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