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After Moving Seats, the Boy Behind Me Has a Crush on Me japanese drama review
Completed
After Moving Seats, the Boy Behind Me Has a Crush on Me
3 people found this review helpful
by Lynnea
Sep 24, 2026
8 of 8 episodes seen
Completed
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 7.5
Music 7.0
Rewatch Value 7.5
This review may contain spoilers

Delicata BL giovanile tra affetto sincero, insicurezza e accettazione di sé

IN SINTESI - Drama BL adolescenziale giapponese ambientato tra i banchi di scuola, nasce quale adattamento dell’omonimo manga di Mashiro Ito e conta in tutto i classici otto episodi. Una precisazione che va messa subito sul piatto: l’obiettivo di questa breve serie non è raccontare una storia completa o complessa, ma catturare uno dei sentimenti più caratteristici e curiosi dell’adolescenza, dove le emozioni genuine s’intrecciano a una altrettanto sincera titubanza.

LA STORIA – E’ semplice, diciamo pure banale. Non era l’obiettivo del drama, per cui è un classico spaccato in contesto scolastico, dove al di là dell’interazione tra i due protagonisti – vero fulcro dell’opera – non c’è molto altro che meriti di essere riportato. Il tutto si riduce alla reazione – dapprima incredula - di Mayama, liceale qualunque con autostima sotto la suola delle scarpe, dopo l’inaspettata ma determinata dichiarazione di Asamiya, il ragazzo più bello e popolare della scuola.

TEMI PRINCIPALI – Il focus del drama è legato a quella sensazione, prettamente adolescenziale, di chi sogna intensamente ma oscilla nell’incertezza. Davanti alla dichiarazione – un po’ spiazzante – di Asamiya, la prima reazione di Mayama è l’incredulità. Sebbene sia un tratto molto comune alla maggior parte degli adolescenti, nel suo caso è volutamente accentuato da un episodio passato che ne ha minato profondamente l’autostima, al punto da essere ormai abituato a sminuirsi e, di conseguenza, a ritenere che se un ragazzo bello e popolare come Asamiya arrivi a dimostrare un interesse nei suoi confronti, è perché di sicuro c’è stato un errore. Una distorsione della percezione di sé che, calata nel contesto, non è affatto irragionevole, anzi.
Il fulcro della serie risiede dunque nella sua delicata decostruzione dell'essere amati, aspetto che offre un cambio di prospettiva, quasi un rovesciamento, a mio avviso interessante: il nocciolo della questione non è come ci si innamora di qualcuno ma piuttosto come imparare a lasciarsi amare dagli altri. A conti fatti la difficoltà primaria che deve fronteggiare Asamiya non è far innamorare Mayama di sé, in modo tale che ricambi i suoi sentimenti, ma - in primis - far sì che Mayama sia disposto a riconoscere l’esistenza sincera dei sentimenti che Asamiya nutre nei suoi confronti e che ha apertamente dichiarato. Una sorta di passaggio precursore che, pur nella brevità e semplicità con la quale viene trattato, conferisce un senso di originalità al lavoro (non è l’unico nel suo genere, per molti versi richiama ad esempio la BL “School Trip” del 2025, ma qui siamo a livello qualitativo superiore).
Spiace molto la svista in chiusura: l’episodio finale fatica davvero a trovare un senso, una ragione di esistere. Non c’era più nulla da aggiungere, non c’era modo – né tempo – di avviare niente di nuovo. Riesce giusto a fare da riconferma alla nuova situazione "di coppia", ripercorrendo parte delle scene presentate in apertura (vedi lo scambio dei posti in classe) ma con l’idea di proporre ora una chiave di lettura diversa. Ci riesce poco o, comunque, l’effetto è molto sottotono.

PERSONAGGI E CAST– Asamiya appare sicuro di sé, un corteggiatore privo di esitazioni. Mostra il suo interesse in modo aperto e diretto, a volte quasi ostinato. Le sue intenzioni sono chiare, i suoi pensieri personali molto meno (compreso il soffrire l’etichetta di “bello e perfetto”). Al contrario, le modalità incerte e titubanti di Mayama sono la conseguenza di uno stato emotivo che appare ben chiaro allo spettatore. La chimica tra i due funziona a dovere, la tensione nel loro rapporto è generata da uno sbilanciamento voluto delle loro caratterizzazioni, con Asamiya che fa dieci passi verso Mayama mentre quest’ultimo resta fermo a chiedersi “Dice sul serio?”. A livello di recitazione, buona la prova di entrambi: tra i due, Konishi Eito (Mayama) è certamente un gradino sopra a livello di espressività, mentre in Gennosuke (Asamiya) è evidente un’ingessatura che spesso va oltre la caratterizzazione del proprio personaggio.

ASPETTI TECNICI – Classici otto episodi da mezz’ora l’uno che impongono un ritmo abbastanza serrato e il divieto di dilungarsi sulle varie questioni. Come sempre, il formato breve impatta molto su questo comparto, ponendo grossi limiti e restrizioni. La sceneggiatura, volutamente semplice, evita di costruire una vicenda troppo complessa da portare avanti ma, nel farlo, rinuncia anche a qualsiasi colpo di scena o sviluppi più significativi.

IN CONCLUSIONE – Sorvolando sul titolo improponibile (sia in lingua originale che in inglese, mi è già capitato in altri drama giapponesi e continuerò a chiedermi il perché di queste scelte improbabili), il fascino di questo drama sta nell’aver preferito al racconto di un amore epico una quieta dimostrazione di una tesi molto semplice: a volte si viene apprezzati per quei lati di sé che nemmeno si sa di avere. Carino, delicato, apprezzabile.
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