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  • Last Online: 2 minutes ago
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Summertime korean drama review
Completed
Summertime
5 people found this review helpful
by Lynnea
29 days ago
10 of 10 episodes seen
Completed
Overall 8.5
Story 7.5
Acting/Cast 8.5
Music 8.5
Rewatch Value 8.5
This review may contain spoilers

La difficoltà di riconoscere e dare un nuovo nome a ciò che da sempre si ritiene ormai certo

IN SINTESI – Drama coreano BL che racconta il disorientamento tipico degli adolescenti, in preda agli ormoni a mille, con la testa piena di pensieri osé e il cuore che batte incontrollato per il primo grande amore. Il tutto calato su un'amicizia di lunga data la cui definizione è costretta ad essere stravolta e rivista.

TRAMA – La storia è semplice e funzionale allo sviluppo della relazione tra i protagonisti: Cha Do Hyun e Yeo Eun Ho sono due diciannovenni cresciuti assieme dall’infanzia in quanto figli di coppie di grandi amici (la tragica e prematura scomparsa dei genitori di Cha Do Hyun porta ad inglobare ulteriormente quest’ultimo quale membro della famiglia Yeo). La premessa: Do Hyun sa da tempo che i suoi sentimenti per Eun Ho vanno ben oltre l’amicizia, mentre Eun Ho non ne ha la minima idea. L'arrivo nella loro scuola di Kwon Yi Hyun – studente emarginato perché omosessuale e fin da subito palesemente interessato a Eun Ho - rompe questo delicato equilibro e incalza, di conseguenza, la possessività di Do Hyun che inizia a sfuggirgli di mano.

TEMI PRINCIPALI – Rispetto a molti altri drama BL adolescenziali, in questo caso il nocciolo centrale della situazione non è tanto la scoperta di essere gay quanto l’inaspettata rimessa in discussione di un rapporto ormai talmente consolidato e definito – almeno da parte di Eun Ho – da risultare semplicemente spaventoso. Di fatto, Eun Ho scappa continuamente dagli accenni – sempre meno velati - di Do Hyun, un’evasione emotiva che prosegue anche dopo l’inizio ufficiale della storia tra i due: Eun Ho è sempre quello schivo, imbarazzato, quasi a disagio in una relazione che ha accettato – più o meno – nei fatti ma che evita il più possibile di definire a parole. Si sente attratto (e si vede) ma anche altrettanto a disagio (e si vede), non tanto perché l’altro è un ragazzo ma perché si tratta proprio di Do Huyn, il suo amico di sempre e ritenuto tale fino a pochissimo tempo prima. Trovo che, complessivamente, la tematica sia stata trattata con grande coraggio, senza la paura di dover limare i difetti o smussare degli spigoli per rendere “migliori” i personaggi: traspare solo un sincero e contrastante tira e molla tra desiderio e paura, tra l’ossessività di Do Hyun e la codardia di Eun Ho.
A far funzionare il tutto contribuisce di sicuro anche la chimica straordinaria tra i due protagonisti e la scelta – una volta tanto – di rendere un ritratto più reale delle pulsioni adolescenziali, sicuramente più cariche di sogni spinti che di nuvolette rosa. In questo senso il drama gioca bene le sue carte, proponendo una scena mirata subito all’avvio e riproponendo altri momenti intimi – reali od onirici – con una frequenza omogenea lungo il corso degli episodi. Non sono scene particolarmente romantiche, ma colgono a mio avviso tutta la frettolosità, l’irruenza e l’impaccio di due ragazzi che sperimentano per la prima volta una sessualità di coppia. Paradossalmente, il picco di tensione emotiva l’ho percepito non tanto nelle scene più esplicite, quanto in diversi passaggi che facevano un po’ da premessa, un crescendo verso il culmine più emozionante del culmine stesso, insomma.

PERSONAGGI – Cha Do Hyun è sicuramente quello più intrigante, ma anche quello più inquietante. Curioso da vedere in un’opera di fantasia, probabilmente più problematico da gestire nella vita reale. Il suo è un profilo estremamente atipico (quasi patologico, a dira tutta): più che uno studente modello dal carattere calmo e tranquillo, sembra invece mosso da un ossessivo bisogno di controllo e possessività, a compensare una ancor più profonda ansia da perdita. Sicuramente determinato, per certi versi anche devoto, ma è come se tutto scaturisse da un suo meccanismo personale, indifferente – o quasi – ad eventuali variabili esterne capaci di minare la sua studiata pianificazione. Eun Ho è una figura certamente più solare e sana, un ragazzo che mostra l’imbarazzo e la scontrosità tipica dell’età, ma di fatto un giovane dal cuore tenero. E’ socievole, simpatico, ha diversi amici, con i quali interagisce tranquillamente, a differenza di Do Hyun che sembra vedere e contemplare solo lui e che, in aggiunta, punta a diventare l’unico pianeta orbitante attorno al suo sistema solare. Tra i due, sicuramente Eun Ho è quello più ingenuo – ma non stupido – semplicemente inconsapevole delle dinamiche che lo circondano e delle conseguenze che le proprie azioni hanno sull’animo di Do Hyun.

CAST – Ha senso prendere in considerazione solo i protagonisti, già che le - poche – figure secondarie sono davvero di rilevanza marginale. Per entrambi gli attori principali, ambedue giovani ventiseienni, la performance è stata più che valida. Kim Do Min, che ha alle spalle qualche ruolo di supporto in altre produzioni, incarna in modo credibile la figura di un giovane titubante, incerto e disorientato, disordinatamente bello e capace di trasmettere la simpatia tipica di un ragazzo genuino – a volte quasi tonto – ma davvero di buon cuore. Sung In Ho, pur essendo al suo esordio, riesce a regalare un personaggio tanto affascinante quanto anomalo, rendendo splendidamente tutte le emozioni inespresse di Do Hyun che si agitano senza sosta sotto l’espressione impassibile: con il resto del mondo ha un approccio da automa, con Eun Ho la calma sembra più un’attenzione costante verso un oggetto di studio, poco gratificante in una sana relazione di coppia ma certamente espressione di un suo bisogno e attaccamento profondo. E’ come se ammettesse che i propri sentimenti non sono sempre sani ma di non riuscire comunque a controllarli, una scissione interiore difficile da portare sullo schermo, e quindi un plauso particolare per l’ottimo risultato ottenuto.

ASPETTI TECNICI – Il budget contenuto costringe la regia di Bae Yoon Seok a fare delle scelte obbligate, ma quanto meno intelligenti: il ricorso – sempre un po’ spiacevole – all’AI è perlomeno parziale e non va a sostituire per intero gli scenari ma va a completamento o a ritocco di una base reale. Per quanto la scelta resti opinabile, insomma, ne va riconosciuto un buon uso che evita almeno stonature evidenti e ridicole. La fotografia è chiara, luminosa, a ricordare in modo costante un’ambientazione estiva – che si ricollega al titolo – e adolescenziale. Sul fronte OST, i brani strumentali vanno davvero a segno, caricando la tensione con veloci sequenze di tastiera nei passaggi opportuni. Semplici ma di grande effetto.

IL FINALE (Spoiler!!!) – Serve un capitolo a parte sugli ultimi cinque minuti dell’episodio finale. Penso non sia piaciuto quasi a nessuno, ma poteva andare peggio e – onestamente – può sì penalizzare il giudizio complessivo ma di certo non ribaltarne completamente la valutazione. Non ho capito la scelta di rendere tutto un sogno, è il triste escamotage tipico di molti Cdrama laddove la narrazione cozza con i dettami della censura (vedi ad esempio i viaggi nel tempo), ma qui non ce n’era affatto bisogno. Quanto meno, il sogno viene proposto come una sorta di premessa di quello che sarà il futuro, rendendo così il boccone un po’ meno indigesto. In realtà, l’aspetto che ho apprezzato di meno è stata la repentina – e poco credibile – reazione di Eun Ho: si sveglia di colpo, realizza che è stato tutto un sogno, ma ecco che in men che non si dica apre uno spiraglio a ciò che – nel “sogno” – ha rifuggito per buona parte degli episodi e che è stato un po’ il motore della storia. Poco credibile, poco rispettoso di tutto il pregresso, ovviamente solo funzionale a un finale aperto ma con una prospettiva di happy ending. Una forzatura che dal punto logico funziona poco, se non per offrire una magra consolazione dopo la discutibile scelta della chiave di lettura onirica.

CONCLUSIONE – Un ottimo titolo per gli amanti del genere, con tutti i punti di forza qualitativi tipici dei drama coreani, un ritmo incalzante, oltre a una chimica che risalta particolarmente grazie all’aggiunta di un’insolita – ma apprezzabile - audacia rispetto agli standard (coreani). Negli ultimi cinque minuti il finale riesce a penalizzare quella che sarebbe stata altrimenti tra le migliori BL dell’anno, danneggiando effettivamente la resa emotiva. Un breve scivolone che non può però - a mio avviso – minare troppo pesantemente il valore complessivo della serie, che resta una visione sicuramente da consigliare.
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