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The Kodai Family japanese movie review
Completed
The Kodai Family
2 people found this review helpful
by Lynnea
10 days ago
Completed
Overall 4.5
Story 4.0
Acting/Cast 6.0
Music 5.0
Rewatch Value 4.0
This review may contain spoilers

Un’idea bizzarra trasformata nel vuoto assoluto di un film piatto e deludente

Film giapponese che racconta l’improbabile storia d’amore tra una comune impiegata dalla mente fantasiosa e stravagante, Hiramoto Kioe, e l’erede dell’azienda Kodai Masamichi, giovane rampollo dagli occhi blu nonché appartenente a una famiglia aristocratica che nasconde un singolare segreto: lui e i due fratelli minori hanno ereditato dalla nonna inglese il peculiare dono della lettura del pensiero. Attratto dai pensieri singolari e divertenti di Kioe, inizia a corteggiarla e presto i due innamorati dovranno fare i conti con l’opposizione della madre snob di lui e con il dilemma che affligge la stessa Kioe: come si può gestire una relazione dove la persona che ami può leggere ogni tuo pensiero?

L’idea alla base è anche carina e simpatica, per quanto strana e un po’ sopra le righe. La realizzazione, invece, proprio non funziona. La pellicola conta poco meno di due ore, per cui ogni minuto è prezioso, ma invece di utilizzare il tempo per rendere credibile l’evoluzione della vicenda, c’è uno sperpero immotivato nei siparietti supercolorati e volutamente supercomici che rappresentano le fantasie di lei a occhi aperti. Carini, ma forse ne bastavano uno o al massimo due. I due si incontrano, si avvicinano in modo poco probabile, diventano una coppia quasi senza che lo spettatore abbia capito bene come, quando e cosa sia successo. Il romance in realtà è più un pretesto per giocare con la questione della telepatia, ritagliando scene banali e fine a sé stesse (Kioe che entra in casa Kodai e incontra i due fratelli di lui mi ha ricordato ridicole dinamiche da film di romance a tema vampiresco). Gli ostacoli sono davvero debolucci, la signora Kodai è un’approssimazione opaca e deludente della matrigna di Cenerentola mentre il cruccio di Kioe rispetto a una totale mancanza di privacy mentale poteva anche avere senso, ma si volatilizza poi magicamente grazie a due perle di saggezza propinate dalla nonna di lui. La pigrizia creativa, in questo film, regna praticamente sovrana.

La caratterizzazione di quasi tutti i personaggi lascia poi a desiderare: la sorella e il fratello minori sembrano poter occupare dei filoni paralleli, ma di fatto si limitano poi a fare da mero contorno. L’intera famiglia Kodai sembra un insieme di persone completamente slegate, senza un minimo storico comune e finite lì per caso. La nonna tanto citata ricopre sostanzialmente due funzioni: il racconto introduttivo e l’espediente risolutivo del finale.

Un film scarno, con una storia che sembra svolgersi nel vuoto assoluto. Il comparto tecnico è di un piattume che mette tristezza, il montaggio sembra falciare le scene con tagli a dir poco bruschi che tranciano di netto anche l’OST. Vero che la visione richiede solo un paio d’ore, ma sono due ore onestamente sprecate.
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