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Marry My Dead Body taiwanese drama review
Completed
Marry My Dead Body
0 people found this review helpful
by Hyperborea
9 days ago
Completed
Overall 7.0
Story 8.0
Acting/Cast 7.0
Music 6.5
Rewatch Value 7.0

Quando il nonsense funziona meglio della vuota profondità.

Commedia soprannaturale taiwanese, presente su piattaforma Netflix ,costruita attorno a un poliziotto omofobo che finisce accidentalmente “sposato” con il fantasma di un ragazzo venuto a mancare in un tragico incidente, dentro una storia che mescola indagine, maledizioni e ghost marriage. Il punto forte è proprio il suo paradosso: una premessa assurda che non resta a livello di buffonata ma usa il caos per infilare dentro anche il tema dell’identità queer e del pregiudizio, in un contesto taiwanese dove il matrimonio tra persone dello stesso sesso è legale solo da qualche anno.

Interpretazioni: Greg Hsu, Austin Lin e Gingle Wang sono il trio su cui il film si regge anche quando la sceneggiatura decide inciampa; loro restano credibili e tengono in piedi il gioco senza trasformarlo in una sagra del niente. È il felice caso in cui gli attori capiscono perfettamente il tono, stare dentro una follia dichiarata senza scivolare in una commedia dell'assurdo, nel grottesco nonsense, e secondo me ci riescono.

Sceneggiatura e regia: Il film è diretto da Cheng Wei-hao, che lavora sul confine tra commedia, crime e soprannaturale con una mano abbastanza sfrontata da sembrare quasi un autosabotaggio, e invece no, il meccanismo parte, corre e ogni tanto ti sorprende pure. Le recensioni internazionali lo hanno descritto come un "crowd-pleaser "esagerato e divertente, capace di demolire i pregiudizi con leggerezza più che con la predica; ed è proprio lì che sta il suo colpo migliore, perché la scrittura è talmente folle da diventare creativa, e in certi momenti persino geniale nella sua sfrontatezza.

Musica: consiglio della Ost “Untitled” di Jolin Tsai, uscita il 9 dicembre 2022 come tema del film una canzone leggera e malinconica che si sposa perfettamente con l'atmosfera e le intenzioni del film. È una scelta molto azzeccata perché accompagna bene quel tono da commedia sgangherata che, sotto sotto, sa anche essere tenera.

In sintesi: non è un film di alta levatura, è un Bmovie, chiaro, non finge nemmeno di essere meglio di ciò che è; però ha una faccia tosta che funziona, un’idea centrale memorabile, interpreti solidi e una follia abbastanza ben scritta da lasciarti il sorriso addosso. È una di quelle cose che magari non ti cambiano la vita, ma ti ricordano che il cinema ogni tanto può anche essere una "sberla allegra". Quante risate, LOL.
Con Marry My Dead Body mi sono fatta due ore liete, leggere, senza pretese, che ogni tanto serve più di un capolavoro che ti lascia stremata. È uno di quei film che ti sorprendono perché infilano dentro scene che sembrano uscite da una commedia americana di bassissimo livello, roba che non ti aspetteresti mai di ritrovare in un contesto taiwanese… e invece eccole lì, con quell’energia un po’ sbilenca e totalmente consapevole di esserlo.
Ed è proprio questo il punto: funziona perché non si dà arie! È spassoso, allegro, spensierato, e soprattutto non prova a venderti una profondità che non ha. A differenza di tanti BL fatti male : pieni di silenzi studiati, primi piani infiniti e sguardi intensi che dovrebbero dirti tutto ma in realtà non reggono nulla, qui la scrittura non bluffa. Non finge. Non si prende troppo sul serio.
È un film che non ha ambizioni alte, e proprio per questo centra il bersaglio. Fa quello che promette: intrattiene, diverte, e ogni tanto sorprende pure. E sì, tecnicamente ha i suoi limiti: inseguimenti e incidenti sembrano usciti da un videogioco economico, con effetti che fanno sorridere.
Però, in mezzo a tutto questo, si respira comunque una certa modernità, un ritmo contemporaneo che lo tiene vivo.
Per questo, senza troppi giri di parole, per me è un 7 pieno. Non per quello che è “oggettivamente”, ma per quello che riesce a fare: intrattenere senza spacciarsi per qualcosa di più, e nel contesto asiatico, non è poco!
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