Quantcast

Something in the Rain

밥 잘 사주는 예쁜 누나 ‧ Drama ‧ 2018
Dropped 2/16
SeaD
2 people found this review helpful
May 25, 2021
2 of 16 episodes seen
Dropped 0
Overall 4.0
Story 6.0
Acting/Cast 2.0
Music 4.0
Rewatch Value 1.0

I Couldn't Get Into The Male Lead

The male actor opposite of Son Ye Jin didn't do it for me. Sorry, but thought he was pretty bland and boring. He just seemed to smile all the time and that doesn't hold my attention haha... I think I dropped it after two episodes.

I search for Son Ye Jin films, because loved her in "Crash Landing On You", but was disappointed. If anyone has suggestions for other dramas she is in, would love to hear about them. I love dramas that have a larger cast as well as in a community.

Thanks!
Was this review helpful to you?
Dropped 5/16
Bubbly
0 people found this review helpful
Mar 31, 2023
5 of 16 episodes seen
Dropped 0
Overall 6.0
Story 5.0
Acting/Cast 10
Music 1.0
Rewatch Value 1.0

Very solid first 4 episodes then not worth watching :(

I was really disappointed because the drama had so much promise! The camera pacing was super slow and the music was a bit weird, but I loved the first 4 episodes. Jin Ah and Joon Hee's interactions were extremely cute and their chemistry was believable! However, by the 5th episode, the main character started getting on my nerves and now I understood why the average rating was only 7.9/10 stars... The characters starting having random conflicts for no reason. There is no meaningful plot! There was only alternating fluff and conflict. I could not keep watching. As a side note, it is not attractive at all to smoke cigarettes in this day and age!! No matter how aesthetically pleasing the male lead is, that is 0/10 points for cuteness.

Read More

Was this review helpful to you?
Dropped 7/16
potatoes
0 people found this review helpful
Oct 23, 2018
7 of 16 episodes seen
Dropped 0
Overall 6.0
Story 7.0
Acting/Cast 7.0
Music 10
Rewatch Value 3.5
The drama starts off okay, and was pretty interesting especially since it provided a break from the typical and cliche kdrama relationship dynamics. It was definitely on the slow-moving side though, and started to get really boring after the first few episodes. The plot failed to present with interesting twists that'll keep a viewer like me watching. THE OST though, is something that would stick in your head. It helps that the main ost was an english song, making it more meaningful to non-korean speaking people like me! I loved Jung Hae In, but honestly would NOT recommend this drama, unless you are really really interested in such age gap storylines, because this whole noona theme is the main draw of the drama.

Read More

Was this review helpful to you?
Completed
Hyperborea
6 people found this review helpful
May 31, 2026
16 of 16 episodes seen
Completed 2
Overall 7.0
Story 7.5
Acting/Cast 8.0
Music 8.0
Rewatch Value 1.0

L' evoluzione "mancata" di Miss Tambourine

Miss Tambourine - il soprannome già da solo contiene metà (disprezzo ) del drama - è il nomignolo dispregiativo di Yoon Ji-na, protagonista della serie: una donna di 35 anni, assistent manager di una catena di caffetterie, Coffebay. Viene appellata così dalle colleghe di ufficio perché nel loro idioma avvelenato lei sarebbe quella donna che “fa atmosfera”: la ragazza graziosa, gradevole, un po’ ornamentale, quella che i colleghi maschi guardano con favore e che, nella fantasia tossica altrui, ottiene attenzione non per autorità o competenza ma perché sa intrattenere. Il tamburello richiama proprio quell’idea da karaoke, da hostess che sorridono, accompagnano, tengono su il clima. Insomma: non un complimento, ma il modo elegante con cui certi ambienti riescono a dire “non la prendetela sul serio”, "non seguire il suo esempio" senza usare parole troppo esplicite. E questa, in fondo, è già la fotografia perfetta della serie: bella superficie, sottotesto acidissimo.
>>>>>>>>>>>>>>>>Il drama non è più disponibile su netflix da domani ma potete seguirlo su Viki (e secondo me con sottotitoli migliori) <<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<< .

Dal punto di vista estetico, Something in the Rain sa benissimo cosa sta facendo. La regia è classica, non sperimentale, ma ha un gusto visivo notevole: toni caldi, seppia morbido, una malinconia costante che sembra stendersi su ogni scena come una coperta calda, lisa per l'utilizzo. È un drama che non urla mai, ti siede accanto e ti mette addosso quell’aria da sera piovosa in cui tutto appare più romantico di quanto probabilmente sia. , Funziona finché non ti accorgi che spesso il silenzio viene usato più come sedazione che come intensità. I primi piani lunghissimi, i montaggi musicali, la musichetta che scorre sopra corse, abbracci e prese in braccio costruiscono un clima, sì, ma non sempre una vera tensione. E la differenza io la sento.

La prima metà della serie vive di questa illusione elegante. È il tratto più riuscito: ti convince di stare guardando una romance adulta, delicata, naturale, quasi osservata da una finestra appannata. Poi però arriva il problema fondamentale: la storia d’amore non viene davvero costruita, viene mostrata. Vedi loro due che sorridono, camminano, si cercano, si toccano, si abbracciano. Vedi la tenerezza. Vedi la familiarità. Ma la passione? La spinta? La ragione profonda per cui lui dovrebbe scegliere proprio lei, e lei proprio lui? Quella resta spesso fuori campo, come se bastasse mostrare due persone vicine per farci credere che l’amore sia diventato inevitabile. E invece no: non basta una canzone, non basta un ombrello stretto, un passaggio della metro, non basta un abbraccio preso bene in controluce. La romance, almeno per chi la guarda con un po’ di sangue nelle vene, deve far sentire il perché. A me il perché non è arrivato!

Joon-hee e Jin-a hanno una chimica che molti hanno celebrato come esplosiva; per me, più semplicemente, è una chimica discreta, fatta di comfort e desiderio trattenuto, ma non di vera tensione. I bacini ci sono, la tenerezza pure, ma quella corrente sotterranea che dovrebbe attraversare una storia d’amore adulta non sempre si accende. Joon-hee è scritto come l’uomo ideale visto attraverso gli occhi di lei: bello, comprensivo, paziente, quasi sempre pronto a reggere il mondo sulle spalle senza lamentarsi troppo. Solo che un uomo così, se non gli dai anche un interno umano, rischia di sembrare più una funzione che una persona. E in effetti la sua evoluzione è minima: tra traumi familiari, abbandoni, dolore e senso di spaesamento, si intuisce molto, ma si realizza poco. Non c’è una vera trasformazione che si faccia sentire fino in fondo.

Poi c’è Jin-a! Il vero centro nervoso della serie, e anche il suo punto più contestabile. Perché il problema non è che sia una vittima, o che sia sotto pressione, o che viva schiacciata tra famiglia, lavoro e giudizio sociale. Il problema è che il drama le assegna una lunga serie di scelte che la fanno apparire sempre meno come una donna che cresce e sempre più come una che oscilla, si ritira, rimanda, acconsente, si fa trascinare. La sua condotta con l’ex fidanzato è il primo grande schiaffo allo spettatore: la scena della macchina, con lui che si porta dietro un gesto da maniaco disperato e lei che finisce dentro un incubo di ansia e terrore, dovrebbe essere il momento in cui si capisce che certi legami sono tossici fino al midollo. E invece la serie, pur mostrando il pericolo, spesso non si prende abbastanza cura di farci sentire il terrore fino in fondo. Lo intuisce, lo sfiora, ma non lo porta sempre a compimento.

Il vero crollo, poi arriva nelle decisioni successive. Lei si piega a logiche familiari e sociali che la espongono sempre di più. Quando accetta l’appuntamento al buio per placare la madre, dopo che lui è stato persino picchiato dalla stessa, il danno è ormai evidente: non è più una donna alle prese con la paura, è una donna che continua a scegliere la via più comoda per non affrontare il conflitto, anche quando il costo lo paga l’uomo che dice di amare. E quando organizza di nascosto con il padre di lui e poi gli chiede di non essere infantile, lì il drama si tradisce da solo. Perché a quel punto non sei più davanti a una protagonista in difficoltà; sei davanti a una persona che continua a chiedere maturità agli altri mentre lei stessa scivola dentro compromessi che sembrano solo rimandi di colpa. E non ho avuto alcuna percezione della differenza di età, nel modo di vivere la relazione: lei e la madre mi sono sembrate oltremodo infantili.

La cosa più irritante, in tutto questo, è che Something in the Rain non approfondisce davvero il costo emotivo di ciò che racconta. Parla di molestie sul lavoro, di ambiente tossico, di sessismo quotidiano, di famiglia soffocante, e in teoria lo fa bene. Mostra, non spiega. Ma mostra senza scavare sempre abbastanza nella ferita. Jin-a subisce, minimizza, abbassa la testa, cerca di non preoccuparsi troppo di sé per non disturbare gli altri, e questo potrebbe essere un ritratto potentissimo di assuefazione e stanchezza. Invece, spesso, finisce per sembrare una donna che non reagisce nemmeno quando dovrebbe. Il che rende la sua figura meno tragica e più esasperante. E allora sì, capisci perché tanti spettatori smettono di vederla come la protagonista da proteggere e cominciano a guardarla come una presenza autosabotante.

La seconda metà del drama è il luogo in cui questa frustrazione diventa struttura. La madre entra come una calamità morale senza fine: controllo, giudizio, ricatto emotivo, status, reputazione, ossessione per ciò che “si deve” fare. Il padre resta terribile nella sua passività ambivalente, la sorella di lui vive un’ombra di serietà e ferite che però non si schiudono mai in una vera evoluzione. E i colleghi? Un catalogo di tossicità che la serie osserva con lucidità ma senza ribaltarlo davvero. C’è verità, ma non c’è riscatto, accennato alla fine. Hai vinto tu, JIn-a, in ascensore, 3 secondi di scena. Tutto resta addosso, come polvere.

Il punto non è che la serie sia brutta. È peggio: è una serie fatta bene che non convince fino in fondo proprio dove dovrebbe colpire di più. Tecnicamente regge, visivamente seduce, gli attori sono bravissimi, e la prima metà ha un fascino rilassante con qualche richiamo francese, sembrano quasi dei bistrot e non dei ristoranti asiatici. Ma quando si tratta di far crescere davvero la storia e i personaggi, si ritrae, ripete, si appoggia all’atmosfera e alla musica, e spera che basti. Non basta. La cosiddetta evoluzione di Jin-a, per come viene mostrata, è più un annuncio che un percorso. Lui non supera davvero i suoi traumi, lei non diventa mai pienamente la donna capace di scegliere senza dissociarsi, se non negli ultimi 20 minuti di lavoro, e il finale non cambia la sensazione di fondo: 90 secondi di punzecchiamenti e scherzi, un abbraccio goffo, dopo 3 anni di separazione, persone che avrebbero meritato una scrittura più coraggiosa.

Alla fine resta questo: una serie elegante, malinconica, ben recitata, molto più forte nella forma che nella sostanza. Una romance che sa vestirsi benissimo, ma che quando deve spiegarti perché dovresti amare davvero questi due, comincia a balbettare. E per una storia d’amore, è un difetto che pesa come un ombrello fradicio. Il voto, finisce lì: nel territorio del “buon lavoro, ma non mi ha conquistata”. Intorno al 7 pieno, con tutto l’onore e tutto il fastidio del caso.

PS: ero partita da 8,5 dopo il primo episodio, con premesse bellissime, e sono arrivata a 7 perché è un lavoro molto curato: la OST — e sottolineo che non c’è una canzone coreana — ti porta perfettamente dentro l’atmosfera emotiva, e si sposa benissimo con tutto, anche se le musiche sono oltremodo minimaliste e insistenti nel finale, partono in continuazione e alla lunga provocano stanchezza.

Il ritmo è terribile. Primi piani di cinque minuti di loro che si struggono, in una serie di venti ore complessive, sono la morte: è una serie lenta, lentissima, e quel tempo avrebbe potuto essere speso meglio per i dialoghi, per approfondire, per inserire scene che secondo me sono state tagliate, perché a volte i personaggi sanno di eventi e ti chiedi come diavolo abbiano fatto ad apprenderli, e finisci per doverti dare una spiegazione da sola.

Il payoff emotivo è tragico, e il finale è forse il più brutto e sbrigativo che io abbia visto in un lavoro del genere.

Il cast, a livello interpretativo, non mi ha convinta del tutto: gli attori che interpretano i padri abbassano la media complessiva del gruppo.

Voglio dire un’ultima cosa: forse lo scopo, mi sono detta, è parlare dell’evoluzione a tentoni di questa donna, perché la storia d’amore è il contorno, illustrata per lo più con dei videoclip musicali; i suoi problemi, invece, sono affrontati, mostrati, ma mai approfonditi. Non so come altro spiegarmelo. E la storia, come al solito, è infilata lì come motore che avvia la crescita personale e come polo attrattivo per acchiappare una grossa fetta di pubblico che ancora nelle recensioni parla della storia d’amore, ma la serie è molto altro.

E il lato positivo, questo lo sottolineo, è che mostra il lato scomodo della Corea, e dei coreani, altro che uomini da sogno: la società è posizionale, classista, il gender gap esiste ed è prodotto del patriarcato. Così insito che anche le donne sono deformate nel pensiero: “Dovresti sposarti”, “Sei più bella”, “Hai un fidanzato?”, “Ormai non ti applichi più, pensi al fidanzato”, “Lasci il lavoro?”, “Ti sposi?”. O la madre: la madre è quanto di più tossico possa rappresentare la società. “Se ti hanno umiliata è colpa tua”, “Se non andavi in pensione e avanzavi di carriera non si sarebbero permessi di umiliarla”, “Se ti tradiscono le coppie litigano, fa niente, può capitare”, “Ha molti fratelli, quando il padre morirà dovrà occuparsi di lui e anche nostra figlia dovrà occuparsene”, “Se sei orfano e tuo padre ti abbandona sei marcio”. E l’ipocrisia, quanta ipocrisia, cazzo.
C'è poi un altro aspetto che ho apprezzato e che raramente viene mostrato con questa schiettezza: la gestione delle molestie sul lavoro. È vero, anche qui il drama si ferma spesso sulla soglia dell'approfondimento e non entra fino in fondo nel costo psicologico che certe situazioni comportano. Tuttavia mostra molto bene una dinamica scomoda che spesso nelle narrazioni viene semplificata: le donne non diventano automaticamente solidali tra loro solo perché condividono la stessa discriminazione. Anzi! Molte colleghe prendono le distanze da chi denuncia, non perché credano che abbia torto, ma perché hanno paura di essere coinvolte, isolate o penalizzate a loro volta. Alcune scelgono il silenzio come forma di sopravvivenza. Altre arrivano persino a schierarsi con i molestatori o con il sistema che li protegge, nella speranza di ottenere vantaggi, protezione o semplicemente di non diventare il prossimo bersaglio.
È una rappresentazione dura, perfino deprimente, ma estremamente realistica. E non riguarda soltanto la Corea. Credo che la stessa dinamica possa verificarsi in moltissimi contesti occidentali. Il drama ha il merito di non trasformare le donne in un gomitolo di vittime virtuose: mostra invece persone inserite in un sistema competitivo e gerarchico che, per paura o convenienza, finiscono talvolta per perpetuare le stesse logiche che le danneggiano.

È forse uno degli aspetti più riusciti dell'intera serie, perché mette in scena una verità sgradevole: le donne non sono sempre complici tra loro. Molto spesso, soprattutto in ambienti tossici, diventano rivali prima ancora di riuscire a diventare alleate. E Something in the Rain questo lo mostra con una lucidità che fa male.

Un altro elemento che mi ha colpito è il rapporto quasi patologico con il lavoro e con il ruolo sociale: il lavoro non è soltanto un mezzo di sostentamento, è identità, status, legittimazione dell'esistenza. È il modo in cui una persona misura il proprio valore e quello degli altri.
Lo si vede benissimo nel padre di Jin-ah. Una volta andato in pensione, non riesce davvero a godersi il tempo libero. Si sveglia comunque all'alba perché quel ritmo è diventato il suo orologio biologico. Non sa cosa fare delle sue giornate. Si mette al computer, controlla la posta elettronica, studia inglese, cerca qualcosa che riempia quel vuoto lasciato dal lavoro. Non è la rappresentazione di un uomo finalmente libero, ma di una persona che ha costruito tutta la propria identità attorno a una funzione sociale e che, una volta persa quella funzione, fatica a capire chi sia e si obnubila nell'alcol già nel pomeriggio, tra noia e disturbo d'adattamento.

Una società, quella coreana, che appare moderna, efficiente e affascinante dall'esterno, ma che spesso sembra chiedere ai suoi membri un prezzo emotivo enorme. Ed è forse anche per questo che il drama mi è sembrato, a tratti, molto più interessante come ritratto sociale che come storia d'amore. Dietro il k-pop, le luci di Seoul e l'immaginario romantico esportato dall'esotismo dei drama, emerge un Paese duro, competitivo, classista e profondamente segnato dalle aspettative collettive. Non un paradiso sentimentale, ma un luogo in cui molte persone sembrano vivere costantemente sotto il peso di ciò che dovrebbero essere.
La serie di buono ha questo: non edulcora nulla, non fa sconti. La donna non è ritratta da un misogino, ma è prodotto del sistema, incapace di dissenso, frustrata e disposta a tollerare pur di seguire il percorso che la società indica come corretto, per non essere outsider, zitella. Peccato non averne mostrato il costo emotivo — i primi piani di lei che piange sul letto non contano.

Read More

Was this review helpful to you?
Completed
WictorNathan
5 people found this review helpful
May 12, 2021
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 8.0
Story 7.0
Acting/Cast 9.0
Music 9.0
Rewatch Value 7.0
This review may contain spoilers

Desabafo sobre a sobra

Bom, não levem muito em em consideração minha opinião para decidir, assistir ou não a obra, no final, isso é mais um desabafo meu.
A obra começa bem, eé bem fofo, e continua num ritmo agradável, a principio, o único ponto negativo dela, seria as longas pausas silenciosas dos personagens pensando ou quando algo acontece, no fundo, isso pode não ser u mdefeito para muitas pessoas, mas para mim é.
A parti daqui, contem alguns spoilers.
O problema começa lá pelo ep 11 ou 12, o casal começa a se autodestruir com suas escolhas, em vez de tentarem se entender, eles ficam se retraindo, e tomando decisões meio idiotas, o que me deixava cada vez mais frustrado, o ponto alto foi o termino , eles não se comunicavam de verdade, um tentando não magoar o outro e se magoando no processo, isso na verdade era irritante e chegou ao ponto deles terminarem , eu me forcei a ver o ultimo ep, e mesmo com o final dele aquilo não me agradou, o decorrer do dorama foi bem melhor que o final.

Read More

Was this review helpful to you?
Completed
DayanaCosta
2 people found this review helpful
May 30, 2023
16 of 16 episodes seen
Completed 2
Overall 8.0
Story 7.0
Acting/Cast 10
Music 7.0
Rewatch Value 5.0
This review may contain spoilers

Comentário de indignação com spoiler, leia por sua conta e risco

Fazia algum tempo que eu não sentia a urgência de escrever um comentário sobre um drama. Não poderia ficar sufocada com toda a indignação que senti assistindo a esse drama. Não sei se é possível amar e odiar algo na mesma intensidade, mas foi como me senti assistindo o desenvolvimento dessa história. Amei como os protagonistas foram se apaixonando, lenta e perdidamente. A química entre os atores foi tão incrível que eu acreditava que eles realmente estavam apaixonados para além das telas, sem contar que nunca me senti tão solteira assistindo um drama. Porém me enervava como a Jin ah deixava que todos mandassem e desmandassem na vida dela. Ela era uma mulher de 35 anos, pelo amor de Deus! Como ela foi incapaz de dizer “não” para a mãe dela?! E infelizmente não é algo que a personagem supere na trajetória do drama porque no final de tudo ela ainda continua deixando a mãe dela manipular as relações amorosas dela. É realmente muito frustrante.

Falando na mãe da protagonista, pelo amor de Deus!!! Que mulher mais insuportável!!! Todas as vezes que ela abria a boca para falar qualquer coisa eu queria esfregar a cara dela no chapisco! E, pior, a única pessoa que poderia acabar com esse comportamento doentio era a Jin ah, mas ela acabava reforçando esse comportamento visto que ela atendia as exigências absurdas da mãe sem protestar como, por exemplo: sair em um encontro às cegas sendo que ela estava namorando outra pessoa! Qualquer ser humano com bom senso e que respeitasse seu parceiro jamais se prestaria a esse papel.

Além disso, a Jin ah reclamava do comportamento da mãe pelas costas, mas na primeira oportunidade mostrou que é exatamente igual a mãe! Porque, meu amigo, o que ela fez com o Joo Hee com relação ao pai dele foi EXATAMENTE o que a mãe fazia com ela. Isso mesmo! Ela simplesmente forçou o namorado a fazer algo que ele não queria! Aliás, algo que causou imenso sofrimento a ele: falar com o pai. Um pai que traiu a mãe doente do rapaz e abandonou os filhos sem nunca ligar para saber como eles estavam! Ela simplesmente deslegitima os sentimentos dele e ainda fez ele achar que era imaturo da parte dele sentir repulsa pelo pai horrível dele! Tem noção desse absurdo?! Gente, eu fiquei simplesmente estarrecida nessa hora. Pobre rapaz. A irmã dele tinha razão faltava amor próprio à ele.

E, claro, tem aquela pitada máxima de todo melodrama: falta de comunicação! Não tem nada mais frustrante do que a falta de comunicação. Um resolve por conta própria que a solução da vida deles é mudar de país. Até aí tudo bem, perfeito. Só que a criatura esquece que a outra parte precisa estar de acordo com essa decisão! E pra completar a outra se muda de casa e não avisa pro cara. Isso pode dar certo? Claro que não! A está altura eu já estava desejando que o melhor para os dois era cada um no seu canto porque já estava mais que provado que não ia dar certo, apesar dos dois se gostarem genuinamente.

O mais frustrante de tudo é que a Jin ah não amadureceu em nada! Só de olhar o cara que ela arrumou de namorado percebe-se que foi arranjado pela mãe dela e um perfeito babaca tal qual o anterior ao Joo Hee. E ela continua trabalhando na mesma empresa onde era assediada! Ela não conseguiu uma retratação decente dos assediadores e muito menos que eles fossem punidos devidamente e ainda assim continuou trabalhando para eles como se nada tivesse acontecido (só no final do último episódio ela finalmente pede demissão) Absurdo em cima de absurdo!

Eu realmente esperava gostar mais desse drama visto que amei One Spring Night do mesmo diretor e roteirista. One Spring Night é um dos meus dramas favoritos da vida! É posterior a Something in the Rain e por isso acho que a roteirista quis corrigir os problemas de Something in the Rain porque tudo que é um problema aqui, em One Spring Night é resolvido. A Jung In (interpretada pela Han Jimin) é tudo que falta a Jin ah ser. Ela não deixa que os pais decidam a a vida dela e muito menos tolera o namorado babaca por muito tempo.

Read More

Was this review helpful to you?
Completed
relie44170
2 people found this review helpful
Apr 10, 2026
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 6.5
Story 10
Acting/Cast 10
Music 1.5
Rewatch Value 1.5

longueurs et musiques redondantes

aïe ! une belle histoire qui aurait pu être faite en seulement 12 épisodes ou alors en développant les personnages secondaires car là bah c est long d une longueur des plans qui n auraient pas lieu d exister comme dans les taxis , les entrées d immeubles , les marches dans les rues, les séquences dans les cafés, bref inutiles à souhait. j ai zappé du 11 épisode au dernier le 16 ème c est pourtant ceux qui méritaient d être vu au vu de la déchéance du couple. que je n ai pas vu j y retournerai peut être dans les prochains jours, histoires de comprendre j aime la lenteur comme reply 1988 mais là désolé c est excessif! et la musique mon dieu arrêtez le carnage it s hard de be à womeeeen ooooh non mais trop trop il fallait laisser les silences, les bruits. les acteurs sont excellents par contre. l alchimie du couple est bonne mais sans plus pour moi. si vous aimez la lenteur, les musiques redondantes courez , sinon fuyez Désolé j avais entendu plus de com ++ et bien j ai vu et j ai aimé sans plus voir détesté par cette lenteur et ces musiques...

Read More

Was this review helpful to you?
Completed
Carol
2 people found this review helpful
Jun 19, 2023
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 8.0
Story 8.0
Acting/Cast 10
Music 9.5
Rewatch Value 8.0
This review may contain spoilers

Prometía mucho

Comenzó encantándome. Empecé amándolo por la cantidad de romance que había y el cliché de amor prohibido que tiene, pero a la mitad del drama comenzó a repetirse todo.

Era el mismo problema tras el mismo problema y eso me desesperó mucho. Se volvió un drama muy lento, con escenas largas que sobraban y claramente no necesitábamos ver.

No puedo decir que no me gustó, porque está lleno de romance y momentos muy muy lindos entre los protagonistas que me calentaban muchísimo el corazón y me hacía reír mucho. Pero tampoco es de mis favoritos porque siento que es innecesariamente largo. Es lindo.

Read More

Was this review helpful to you?
Completed
alis89
2 people found this review helpful
Jul 31, 2024
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 9.5
Story 9.0
Acting/Cast 9.5
Music 9.5
Rewatch Value 9.5
Ho sentito qualcuno definire questo drama "lento", ma non sono per niente d'accordo.
Nonostante che nelle varie puntate non accada niente di eclatante, questo drama è veramente pienissimo di contenuti.
Partendo dal fatto che la storia d'amore presentata è veramente dolcissima, l'autrice ci descrive uno squarcio di realtà che rappresenta una Corea leggermente diversa da quella presentata di solito nei vari drama.
La relazione fra i due protagonisti non è vista di buon occhio dalla società: non solo lui è molto più giovane di lei, ma è anche un orfano (fatto di cui non andare fieri, a quanto pare). Nello sfondo di questa bellissima storia d'amore vengono presentate anche una situazione familiare dove è la madre che decide un po' tutto e una situazione lavorativa non rosea dove le impiegate vengono alcune volte molestate.

Read More

Was this review helpful to you?
Completed
Lunna
1 people found this review helpful
Jan 10, 2021
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 9.5
Story 9.5
Acting/Cast 10
Music 10
Rewatch Value 8.0

Amooo ?

Achei a química do casal muito boa. O romance entre Joon Hee e Jin- A é bem turbulento porque ela é mais velha que ele retém também todo aquele preconceito por parte da família dela com relação ao emprego do Joon Hee.

Passei o dorama todo com ranço da mãe da Jin- A, porque ela é muito sem noção, quer que a filha faça tudo do jeito dela, namore com quem ela quer( que no caso é o ex que por sinal é embuste puro). Tirando ela é show😂.

Se você ainda não assistiu, super recomendo, mas lembrando que os primeiros episódios vão te deixar eufórico mas não se engane pq a história não vai manter esse ritmo até o final, porém achei que isso deu um ênfase ao contexto realista da história.

Read More

Was this review helpful to you?
Completed
Miles1977
2 people found this review helpful
Aug 3, 2020
16 of 16 episodes seen
Completed 1
Overall 9.0
Story 9.5
Acting/Cast 9.5
Music 9.0
Rewatch Value 8.0

Tout en douceur

Autant le dire de suite, cette série ne plaira pas à tout le monde...

C’est une série qui se déguste comme un bon vin, en prenant son temps et en suivant cette histoire qui, sur un rythme lent, explique les difficultés rencontrées en Corée par une femme célibataire de presque 40 ans, tant sur le plan personnel que professionnel.

Son Ye-Jin, que j’adore personnellement, joue un rôle qui lui convient parfaitement. Elle rayonne dans ce drama, jouant une palette de sentiments variés mais toujours juste.

Jung Hae In, que je connaissais pas encore, s’en sort également avec les honneurs dans le rôle du copain du frère devenu adulte et qui a des sentiments pour Yoon Jin Ah.

Les rôles secondaires sont plutôt bien exploités et complètent à merveille l’histoire, apportant leur propre expérience et ressenti.

C’est donc une romance douce-amère qui s’écoule doucement tout au long des 16 épisodes, où l’on entre peu à peu dans la vie des personnages, dans les problèmes rencontrés par le célibat à un âge « avancé » (selon les critères de la société), les relations hommes-femmes sur le lieu de travail (avec le harcèlement sous-jacent qui en découle et qui reste tabou) et les relations familiales, tellement encadrées par les principes.

La pluie est une constante, tellement qu’elle en devient presque un rôle et est le fil conducteur de l’histoire.

Bref, j’ai passé un excellent et doux moment à suivre cette série ❤️


Read More

Was this review helpful to you?
Completed
Roger T
2 people found this review helpful
Jun 20, 2020
16 of 16 episodes seen
Completed 0
Overall 10
Story 10
Acting/Cast 10
Music 10
Rewatch Value 10
This review may contain spoilers
Por mais que exista um amor aparentemente puro e inquebrável, há questões de personalidades próprias e valores familiares que podem entrar em conflito e muitas vezes são intransponíveis. Outras vezes, não.

Ao assistir pela primeira vez "Something in the rain", conforme a história se desenvolve, uma profusão de sentimentos vêm à tona. Alegria, tristeza e principalmente raiva, todas misturadas, nos fazem muitas vezes sentir pena e torcer por um dos protagonistas, sem muito bem entender o motivo que levou o outro a tomar aquela atitude, aparentemente incompreensível e sem sentido.

No caso da história deste drama, por sermos espectadores com uma visão de cultura e valores ocidentais, temos a tendência de não compreendermos muitas das atitudes da protagonista feminina Yoon Jin-ah. Mas este juízo de valor que fazemos sobre as ações que ela toma não seria justamente uma intolerância da nossa parte ? Tentar se colocar no lugar dela, lembrando dos valores familiares que ela aprendeu desde sua infância, por mais difícil que possa parecer para nós, seria o mínimo que poderíamos fazer para não a julgarmos com olhares enviesados. E é justamente o que seu par Seo Joon-hee deixou de fazer em certo momento.

A psicologia das cores em conjunto com o clima (chuva, sol, neve, tempestade) entra nesta história de forma espetacular para explicar a todo momento o comportamento e o amadurecimento dos dois protagonistas. A filmagem, a fotografia e a trilha sonora são maravilhosas. A lentidão das cenas sem cortes se assemelha bastante com filmes cinematográficos.

O final poderia ter sido um pouco mais bem trabalhado, mas não prejudico o todo da obra.

Read More

Was this review helpful to you?
Something in the Rain poster

Details

Statistics

  • Score: 8.0 (scored by 45,205 users)
  • Ranked: #2754
  • Popularity: #123
  • Watchers: 102,467

Top Contributors

89 edits
67 edits
53 edits
32 edits

Popular Lists

Related lists from users
All Time Favorite Dramas
883 titles 2146 loves 40
Noona Romance
538 titles 375 loves 21

Recently Watched By