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Squid Game Season 2 (2024)

오징어게임 시즌2 ‧ Drama ‧ 2024
Squid Game Season 2 (2024) poster
8.1
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Classificato #2066
Popolarità #111
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  • Paese: South Korea
  • Genere: Drama
  • Episodi: 7
  • Andato in Onda: dic 26, 2024
  • In Onda il: Giovedì
  • Rete Originale: Netflix
  • Durata: 1 hr. 1 min.
  • Puteggio: 8.1 (scored by 70,067 utenti)
  • Classificato: #2066
  • Popolarità: #111
  • Classificazione dei Contenuti: 18+ Restricted (violence & profanity)

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Netflix
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Recensioni

Completo
alis89
0 persone hanno trovato utile questa recensione
7 giorni fa
7 di 7 episodi visti
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Generale 7.5
Storia 8.0
Acting/Cast 8.5
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 8.0

Squid Game 2: fra tante polemiche e hype, ecco la mia opinione!

Squid Game è sicuramente un drama che non ha bisogno di presentazioni visto il successo mondiale. Ma facciamo un passo indietro e ricordiamo dove eravamo rimasti.
Nel finale della prima stagione, Gi-hun -con un’improbabile colore di capelli rosso acceso che, come dichiara il regista Hwang Dong-hyuk, è stato inspirato da Hanamichi Sakuragi, protagonista di Slam Dunk- è all’aeroporto in procinto di partire per andare a far visita a sua figlia.
Però qualcosa lo blocca: dall’altra parte dell’aeroporto vede lo stesso uomo misterioso, che lo ha reclutato in passato come giocatore, che sta sfidando nuovamente un passante a ddakji (il gioco con la carta ripiegata di colore rosso o blu) e decide di tornare indietro.

Ed è proprio così che si apre la seconda stagione, con un Gi-hun che non si è arreso e continua a cercare questo uomo misterioso che gioca a ddakji. Il suo intento? Tornare nell’isola e, una volta al suo interno, fermare il gioco.
Inutile dire che il protagonista riuscirà ad essere nuovamente un giocatore, sempre con il suo numero 456.
Qui incontra nuovi e interessanti giocatori, persone disperate che farebbero di tutto per riuscire a cambiare la situazione economica delle loro vite.
Se nella prima stagione, tuttavia, avevamo personaggi che potevano rispecchiare condizioni più generali, come ad esempio l’extra-comunitario che lavorava in nero o chi aveva perso tutto per scelte finanziarie sbagliate, in questa stagione ci vengono presentati dei giocatori che sono strettamente legati alla società coreana, come se il regista stesso volesse denunciare gli aspetti negativi del suo Paese.
Infatti, oltre a una variegata rappresentazione di diverse generazioni date, per esempio, dalla ragazza-madre incinta che sta rischiando il tutto per tutto per donare un futuro al nascituro, e dalla vecchia madre che scopre che anche suo figlio ha accettato di giocare per poter ripagare i loro debiti, vengono presentati Myung-gi (n. 333), Thanos (n. 230) e Hyun-ju (n. 120).

Myung-gi è un YouTuber che elargisce consigli riguardo a investimenti e criptovalute: una figura che, forse, a noi sembrerà un po’ strana, ma è largamente diffusa in Corea del Sud, dove in molti ascoltano vari YouTuber per i propri investimenti finanziari. Ovviamente le stime del numero 333 non erano molto appurate, altrimenti non sarebbe diventato un giocatore; anzi, nel gruppo ci sono persone che hanno seguito, con insuccesso, i suoi suggerimenti e che vorrebbero fargliela pagare.

Thanos è una delle figure più chiacchierate di questa seconda stagione: ormai tutti sappiamo che l’attore stesso che lo ha interpretato, T.O.P., ha avuto una storia molto simile a quella presentata dal suo personaggio.
T.O.P., pseudonimo di Choi Seung-hyun, era il rapper di uno dei gruppi più famosi in Corea (e non solo), ovvero i "Big Bang". Dopo essere stato accusato di uso di sostanze stupefacenti, si era allontanato dai riflettori, almeno fino a Squid Game.
Thanos ha una storia simile: è un rapper che si è sciupato con la droga, tanto da dimenticarsi sul palco il testo di una sua canzone.

Un personaggio di cui, invece, non si è sentito parlare abbastanza è quello di Hyun-ju, transgender ed ex soldato delle forze speciali.
Premetto che sono rimasta colpita fin da subito dalla duttilità dell’attore che interpreta la numero 120, ovvero Park Sung-hoon, già conosciuto su Netflix per il ruolo di Jeon Jae-jun, infame antagonista nel drama The Glory.
Ma ciò che mi è rimasto più impresso è il fatto che anche la storia di Hyun-ju sembra ispirata da fatti di cronaca: nel 2020, Byun Hui-su, arruolata come uomo, si sottopose all’intervento di riassegnazione di genere; lei avrebbe voluto continuare la sua carriera militare, ma fu costretta a lasciare l’esercito portandola a compiere un gesto estremo.
Hyun-ju finisce sull’isola perché ha bisogno di fondi per completare la sua transizione; in più di un’occasione si dimostra più “uomo” e più coraggiosa di molti giocatori, come ad esempio del numero 388 che si vanta di far parte dei Marines. Si rivela anche la più empatica: è, infatti, l’unica che aiuta il nostro protagonista a finire il gioco Un, due, tre… Stella! proprio come aveva fatto Ali nella prima stagione. È nuovamente una minoranza sociale a salvare Gi-hun.

I parallelismi con la serie originale non finiscono qui, anche l’impostazione è più o meno la stessa, anche se in questa stagione sembra avere un’impronta più cruda.
I primi episodi sono sempre conoscitivi: viene presentata una società ben lontana dalla sfavillante Corea che siamo soliti vedere nei drama, con persone che vivono ai margini della società e il cui desiderio di guadagnare annebbia completamente il loro pensiero.
Se nella parte iniziale della prima stagione, però, i personaggi facevano avanti e indietro dall’isola, con un ritmo incalzante che aumentava sempre più la tensione, la seconda stagione ci presenta prima il mondo esterno per poi, solo successivamente, spostarsi nell’area di gioco con le sue scale colorate e le sue stanze bambinesche in cui si disputano giochi mortali.

Anche in questo nuovo round di giochi bisogna avere un occhio di riguardo per il giocatore 001: ormai sappiamo che dobbiamo diffidare di questo numero! Interpretato da Lee Byung-hun, mi ha fatto piacere vedere che questo attore abbia potuto dimostrare al mondo la sua bravura e versatilità, anche se mi dispiace che sia servito Squid Game per farlo conoscere a più spettatori possibili, considerando la mole di progetti a cui ha lavorato (molti suoi film, tra l’altro, sono arrivati anche doppiati in italiano anni fa).

L’ordine dei giochi sembra essere simile. In entrambe le stagioni si parte con Un, due, tre… Stella!
Si continua con un gioco di squadra, dove la collaborazione è importante: nella prima stagione (dopo i dalgona per la precisione) abbiamo il tiro alla fune, mentre nella seconda abbiamo il Pentathlon con cinque giochi coreani tipici dell’infanzia.
Seguono due giochi che vanno a scardinare l’idea di squadra che si è formata con il gioco precedente, lasciando inevitabilmente indietro qualcuno: le biglie e il corrispettivo del nostro Girotondo.

Quest’ultimo ci regala un’altra canzoncina che ci resterà in testa per giorni! Se dopo la visione della prima stagione continuavamo a ripetere Mugunghwa kkochi kkochi pideon nal (molto probabilmente pronunciandolo male), dopo aver visto il gioco del Mingle, canteremo per settimane Dunggeulge Dunggeulge (anche questo probabilmente pronunciandolo male).

Una differenza sostanziale fra le due serie, però, è evidente: nella seconda stagione ci viene presentata Kang No-eul, ex soldatessa nord coreana. Lei non è una giocatrice, bensì una guardia. Scopriamo, così, che anche dietro alle maschere e alle tute rosa ci sono persone che possono avere difficoltà economiche e che accettano questo ingaggio per svariati motivi. Lei si ritroverà nell’isola, faccia a faccia con una persona che lavorava nel suo stesso parco divertimenti: lui indosserà la tuta del giocatore numero 246, lei sarà la guardia 011.

Il personaggio, invece, che in questa stagione mi è piaciuto meno, è proprio quello a cui mi ero appassionata nella prima: il detective Hwang Jun-ho. Caratterizzato precedentemente da intuito e iniziativa, soprattutto nelle ultime puntate qui è apparso sottotono, non riuscendo a leggere situazioni che per lo spettatore risultano ovvie.

Nonostante questo, Squid Game 2 risulta essere un buon drama che riesce a mantenere la giusta dose di tensione fino alla fine.
Il regista Hwang Dong-hyuk, in questa seconda parte della storia, si concentra meno sui giochi all’interno dell’isola, ma ci regala una rappresentazione della società capitalista molto chiara: la competizione si fa sempre più grande e il divario fra ricchezza e povertà non diminuisce, anche perché i ricchi non vogliono che diminuisca, dopotutto, questo divario per loro risulta alquanto comodo.
Lui non dà risposte, non è il suo intento e lo ha sottolineato più volte. Vuole solamente rappresentare la società e spingere il pubblico a domandarsi se questo è proprio quello che vogliamo.
Ma forse un piccolo messaggio ce lo ha lanciato: Gi-hun continua ad affrontare i giochi a modo suo, aiutando il prossimo e avendo fiducia nelle persone.

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Completo
Dramalia
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gen 13, 2025
7 di 7 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 8.0
Acting/Cast 9.0
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 8.0
Questa recensione può contenere spoiler

Era necessaria una seconda stagione?

Recensito da: Jade IG: _dramalia_

“Qualcuno mi salvi dalle seconde stagioni!”
È più o meno quello che ho pensato alla fine di Squid Game 1. Secondo me non c'era bisogno di avventurarsi su un terreno impervio come quello di creare una seconda stagione per un prodotto che era stato rivoluzionario e magnifico, appassionando centinaia di migliaia di spettatori da tutto il mondo. Perchè? Prima di tutto perché di solito la prima è sempre la migliore ed eguagliare un prodotto già quasi perfetto è davvero difficile. Secondo perché lo sceneggiatore Hwang Dong-hyuk non aveva previsto alcun seguito e non ha partecipato allo script successivo. Netflix glielo ha chiesto, lui ha voluto un sacco di soldi e loro hanno detto: “sì, ma col cazzo. Abbiamo i diritti bello, ciaone!” (I dialoghi sono frutto di immaginazione.) Perciò, senza il creatore originale, pensavo che sarebbe stato tutto un gran minestrone e in parte avevo ragione. “Squid Game 2” parte lento e noioso, non appassiona e fa fatica a ingranare, complice anche la brevità dei suoi sette episodi contro i nove della prima. Tutto ciò perché? Ovviamente perché Netflix vuole lucrare, impaccarsi di soldi, creando un hype per la seconda parte, che da parte mia non è così attesa come si può pensare. Certo, non ho disdegnato, ma non sono neanche andata in brodo di giuggiole come tanta gente. Prima di tutto bisogna partire col dire che era tutto finito con Gi-hun (il vincitore dei giochi) che promette vendetta agli organizzatori del gioco. Ora lo ritroviamo praticamente trincerato in un bunker, alla ricerca di quello che è il reclutatore (Gong Yoo per gli amici), colui che lo spedì sull'isola maledetta. Per farlo impiega una considerevole parte delle sue vincite e una banda di malviventi dal cuore d'oro. Personalmente sarei andata alle Maldive a godermela, ma i gusti sono gusti. Ci dicono che sono anni che va avanti la ricerca e che non ha mai dato i suoi frutti. Insieme a lui anche il poliziotto (Wi Ha-joon) quasi morto è sulle sue tracce, ma nessuno dei due ha mai avuto successo. La situazione si sblocca quando due malviventi avvistano il reclutatore, una figura di cui non si sapeva niente, che fa una brevissima apparizione nella prima, ma qui ci regala alcuni minuti di tensione da cardiopalma. Gong Yoo è infatti un attore incredibile, espressivo e intenso oltre ogni limite e io lo amo profondamente, anche quando fa il pazzo. La sua performance durante la roulette russa è qualcosa di incredibile, che gli dovrebbe valere un premio. Ma lasciamo perdere le mie preferenze. Il giocatore 456, viene ributtato nei giochi come richiesto, pensando di poter fregare tutti installando un gps in un dente finto, ma non ha fatto i conti con i cattivoni. Lo beccano subito, glielo tolgono e lo buttano in una vasca per esche, attirando i suoi collaboratori lontani dal punto prestabilito. Così, senza la sua scialuppa di salvataggio, lo vediamo nuovamente intento ad affrontare i giochi. Avevo paura che fossero gli stessi, di dovermi sorbire più o meno le medesime dinamiche, invece mi hanno piacevolmente sorpresa, tirando fuori nuove prove sempre cattivissime, ma mai viste. In tutto ciò hanno dovuto inserire anche un cast nuovo di zecca. Sono fioccate polemiche in ogni direzione per la scelta degli interpreti. Da una parte TOP accusato di possesso e uso di droga, ex membro dei Big Bang, fa essenzialmente se stesso: un rapper squattrinato mal visto dalla società che si droga di nome Thanos (ha le unghie dipinte come le gemme dell’infinito!). Un individuo meschino, drogato e assolutamente odioso, che si spera subito crepi dal minuto zero, ma che ci dobbiamo portare dietro per un pezzo. E dall'altra il transgender. Ora, per interpretare Jo Hyeon-ju, non è stato preso un vero trans, ma un attore con i controcazzi come Park Sung-hoon (ha fatto una quantità di roba assurda, se non sapete chi è andate subito a cercarlo, capre!). L'uomo che ha reso il personaggio egregiamente, rendendolo uno dei più amati della serie, è stato ampiamente criticato. Lo sappiamo tutti che in Corea non sono proprio aperti di mente su questo genere di cose, ma ragazzi se lui è stato bravo! È uno dei pochi a cui mi sono affezionata. Oltre alle critiche mosse agli attori, abbiamo anche le critiche di Jade. Pensavate di esservela scampata eh? Vi sbagliavate. Ebbene sì, ho trovato la scelta di tagliare a sette puntate davvero sbagliata per la continuità del drama. Non si riesce ad affezionarsi ai personaggi, la loro caratterizzazione è sommaria e non ci vengono regalati bellissimi flashback delle loro vite disagiate, ma sommi racconti raffazzonati. Mi meritavo decisamente di più, anche perchè così non posso disperarmi quando muoiono nei giochi. In tutto ciò ovviamente c'è sempre l'infiltrato. Se nella prima era il vecchio, ma si scopriva solo alla fine, qui abbiamo il Frontman che s'insinua dal primo momento come giocatore 1. Già solo l'opposizione dei numeri dovrebbe far riflettere. Lee Byung-hun è un grandissimo attore, che qui, in coppia con Lee Jung-jae, ci regala una performance davvero strabiliante. Si sono proprio frugati per questo cast, non posso dire niente. I due instaurano una sorta di alleanza e noi, che sappiamo chi si nasconde dietro la faccia sorridente di giocatore 1, passiamo le sette puntate in tensione costante del tradimento. Vi giuro, io avevo l'ansia a un certo punto, ma è il bello del gioco. Con le storie secondarie della nonnetta cazzuta, della ragazza incinta con l'ex lì, e l'aggiunta di una regola bastardissima che apre lo scenario a giochi mentali e violenza gratuita, “Squid Game” è nel complesso un ottimo prodotto. Regge il confronto con la prima? Non del tutto. Ho aspettative per le altre puntate? Ovviamente. Sono ansiosa di vederle? Non molto. Ho paura che rovineranno tutto nel finale e che non contenti, ci piazzino una terza stagione solo per portarsi a casa un malloppo di soldi da capogiro. Si sa che sono avidi, esattamente come i protagonisti del secondo gioco più cattivo di sempre. Fatevene una ragione, il primo rimane “Alice in Borderland” e per me è e sarà sempre migliore di “Squid Game”, uno due e diecimila che siano.
Non mi avrete mai!

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Dettagli

  • Titolo: Squid Game Season 2
  • Genere: Drama
  • Format: Standard Series
  • Paese: Corea del Sud
  • Episodi: 7
  • Andato in Onda: dic 26, 2024
  • Andato in Onda On: Giovedì
  • Rete Originale: Netflix
  • Durata: 1 hr. 1 min.
  • Classificazione dei Contenuti: Riservato ai 18+ (Violenza & Volgarità)

Statistiche

  • Puteggio: 8.1 (votato da 70,067 utenti)
  • Classificato: #2066
  • Popolarità: #111
  • Visto da: 102,752

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