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Trapped in Osaka chinese drama review
Completed
Trapped in Osaka
1 people found this review helpful
by Lynnea
Dec 22, 2025
4 of 4 episodes seen
Completed
Overall 7.0
Story 6.5
Acting/Cast 7.5
Music 6.5
Rewatch Value 6.5
This review may contain spoilers

Short drama BL eccessivamente breve e un po' troppo ambizioso, ben riuscito ma non eccellente

Short drama BL interessante ma non eccellente. Con una durata così breve - è praticamente ridotta all'osso, quattro puntate di una decina di minuti l'una - riuscire a raccontare una storia che porti in sè un significato importante è davvero un'impresa ardua. In questo caso direi che l'obiettivo è riuscito solo in parte, il che comporta comunque un merito perchè come dicevo non è cosa facile.

ASPETTI POSITIVI:
- L'ambientazione: il Giappone sembra una scelta totalmente casuale, ma così non è. Le scene si svolgo quasi interamente al chiuso, nell'appartamento (con l 'eccezione della spiaggia e di quando escono a comprare l'acqua), per cui in teoria un Paese valeva l'altro. Invece la scelta dell'estero permette di sottolineare ulteriormente il senso di solitudine e di abbandono, uno stato di sofferente infelicità che li porterà a convergere l'uno verso l'altro.
- Gli attori protagonisti: poco conosciuti e senza grandi prove alle spalle, ma devo dire molto bravi, soprattutto Qin Jia Lin. Hanno fatto un buon lavoro a livello di espressività e hanno saputo catturare il senso di ogni momento e a trasmetterlo allo spettatore, alternando sguardi ironici, sorrisi divertiti, smorfie di disappunto, atteggiamenti di menefreghismo e provocatori, espressioni di dolore pur mascherato ma sincero.
- Bello il significato dietro alla sequenza delle scene. Un giovane disilluso, senza più ragione di vivere, che incontra uno strozzino che tutto sembra fuorché quello e dall'improbabile confronto, oltre al tempo trascorso insieme - per quanto breve - nasce un tenue raggio di luce che si fa lentamente strada in un mondo che sembrava ormai destinato alle tenebre. Processo comunque difficile, perchè per avere anche solo un bagliore di futuro occorre prima passare attraverso l'accettazione, passaggio tanto doloroso da spingere inizialmente Chen Xi a rifiutarlo e rifuggirlo, crogiolandosi nell'attesa di una morte risolutiva a tutte le sue sofferenze. Solo grazie alla presenza di Hao Yu troverà la forza per affrontare quella fase così dura ma così necessaria, e passare finalmente oltre.

ASPETTI NEGATIVI:
- La durata: esistono short drama ben più lunghi di 40 minuti complessivi. In questo senso si è puntato forse un po' troppo in alto: serve una regia, una sceneggiatura, una scenografia e un cast d'eccellenza per un progetto così ambizioso. Va da sè che se molte scene sono singolarmente ben fatte, nell'insieme qualche intoppo alla fluidità del racconto c'è, ed è anche piuttosto evidente. Tutto troppo precipitoso, in certi momenti al limite del surreale.
- La caratterizzazione di Hao Yu: bene la figura di uno strozzino che tale non è, ma si è un po' calcata la mano e finiti per esagerare, passando da lui che minaccia e urina provocatoriamente nel salotto ma che rivediamo, il giorno successivo, tutto buoni consigli e cuore aperto, con tanto di maglioncino bianco di lana e collanina di perle al collo. Va bene mostrare due spaccati diversi - ciò che sembra e ciò che è - ma tanti accenti non erano davvero necessari a sottolineare ciò che, se fatto bene, sarebbe già stato tranquillamente ovvio.
-Il finale: capisco che la trama non punti a raccontare una storia vera e propria ma a portare in scena un messaggio, ma si scade un po' nel banale e nella faciloneria.

Tirando le somme, per i 40 minuti che richiede è in ogni caso una visione che mi sento di consigliare. Particolare, di cui si comprende il senso, ma al cui risultato manca probabilmente qualcosa.
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