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Super Me chinese drama review
Completed
Super Me
0 people found this review helpful
by Hyperborea
23 days ago
Completed
Overall 4.5
Story 7.5
Acting/Cast 6.5
Music 7.0
Rewatch Value 1.0

Super Me, Super Boh: demoni, sogni & buchi di trama.

Super Me è un film con un concept enorme e delle immagini suggestive, ma scritto in modo incompleto. Non è spazzatura assoluta, però è uno di quei film che sembrano intelligenti perché tengono tutto sospeso; in realtà hanno lasciato metà delle fondamenta non cementate.
É il classico esempio di film che scambia la confusione per profondità. Parte da una premessa anche intrigante — un uomo tormentato dagli incubi capace di trascinare nel mondo reale oggetti provenienti dai sogni — ma da lì in avanti deraglia in un completo disastro narrativo. La trama procede per accumulo di eventi sconnessi, introduce elementi enormi e mai davvero spiegati, dai demoni notturni a improbabili teorie sull’umanità superstite di una razza speciale, passando per un insistito psicologismo da due soldi che pretende di dire qualcosa sull’avidità, sul trauma e sull’animo umano senza riuscire a mettere insieme un pensiero che abbia un senso. Non c’è una direzione, non c’è una regola interna, non c’è soprattutto un senso compiuto: si ha costantemente la sensazione che il film stia improvvisando scena dopo scena sperando che l’atmosfera faccia il lavoro che la sceneggiatura non sa fare.

I personaggi, poi, non aiutano : il protagonista è scritto come una vittima passiva trascinata dagli eventi, ma senza il minimo spessore emotivo che permetta di seguirlo davvero nel suo delirio; gli altri entrano ed escono dalla storia come funzioni narrative, fantasmi utili a spingere avanti il caos generale, mai esseri umani con un’identità. La componente sentimentale è abbozzata, i criminali sembrano usciti da un altro film e capitati lì all'improvviso, lo sceneggiatore sul finale non sapendo come ultimare si è scolato un paio di redbull e oki ed ecco spiegato il pasticcio, il misterioso venditore criptico è l’ennesimo espediente messo lì per pronunciare la frase magica “sto sognando” come fosse il mantra illuminante, il Sala Kabula del caso: una formula ripetuta fino allo sfinimento che dovrebbe spalancare significati e invece finisce solo per suonare ridicola.

A peggiorare tutto c’è questa continua volontà di ammantare il nulla con immagini da grande cinema mentale. Super Me vuole evidentemente fare il Nolan orientale: stratificare sogno e realtà, confondere i piani percettivi, lasciare lo spettatore in bilico tra interpretazione psicologica e dimensione fantastica. Il problema è che per fare quel gioco servono rigore e architettura; qui invece c’è solo nebbia. Gli incubi arrivano a ondate, il simbolismo è buttato dentro senza misura, il finale resta sospeso in un’ambiguità di indubbio cattivo gusto che non apre interrogativi ma lascia solo l’impressione di un autore incapace di chiudere il proprio racconto.

Ed è un peccato, perché non tutto sul piano tecnico sarebbe da buttare: la fotografia ha alcuni tagli suggestivi, le luci notturne e certe cromie fredde costruiscono a tratti un’atmosfera interessante, e anche la musica non è del tutto fuoriluogo, molto orecchiabile la canzone della FL. Ma sono rifiniture messe sopra fondamenta marce. Persino gli effetti speciali, che dovrebbero dare corpo al lato visionario, risultano spesso artificiosi, palesemente digitali, con quella patina da computer grafica che toglie spessore e inquietudine a molte sequenze. Invece di immergere nello straniamento, ricordano continuamente allo spettatore di stare guardando un giocattolo finto che sta per rompersi.

Alla fine resta proprio questo: un film pretenzioso che vuole sembrare enigmatico, filosofico e visionario, ma che sotto la superficie non ha abbastanza sostanza per reggersi. Vuole essere Inception, vuole essere thriller psicologico, vuole essere parabola esistenziale; finisce per essere soltanto un confuso collage di idee mal sviluppate. In breve: vuole fare Nolan, ma fa solo No way!

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