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Completed
Resurrection
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5 days ago
Completed 0
Overall 10
Story 8.0
Acting/Cast 10
Music 10
Rewatch Value 9.0

Un viaggio sensoriale e poetico che si muove come un sogno lucido.

Resurrection è un’esperienza cinematografica rara, costruita in sei capitoli ognuno legato a un senso diverso. Ogni capitolo cambia completamente stile, luce, ritmo e atmosfera, come se il regista stesse sfogliando le pagine della storia del cinema e della Cina del Novecento trasformandole in visioni oniriche. La fotografia è di una bellezza ipnotica e straniante, mentre la musica di M83 avvolge ogni immagine con un’eterea malinconia.
Il cuore del film è la riflessione, semplice e potente, sull’importanza del sogno. In un mondo che ha scelto l’immortalità rinunciando alle illusioni, il Delirante (interpretato da un magnifico Jackson Yee), ultima creatura che non ha smesso di sognare, ci ricorda che i sogni sono ciò che ci rende umani donandoci la capacità di sentire davvero le emozioni. Il cinema diventa qui un “mostro” vivo, l’ultimo rifugio dove questi sogni possono resuscitare, anche solo per un momento, prima di dissolversi.
Il film è ambizioso, a tratti eccessivo, a tratti lentissimo. Può lasciare insoddisfatto chi cerca un filo chiaro da afferrare, ma per chi abbandona la voglia di capire e si lascia attraversare dalle immagini e dalle sensazioni, è un’esperienza che resta dentro come un ricordo che non si sa bene se si è davvero vissuto o solo sognato.

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Completed
Countdown to Yes
0 people found this review helpful
Mar 19, 2026
11 of 11 episodes seen
Completed 0
Overall 10
Story 10
Acting/Cast 8.0
Music 7.0
Rewatch Value 8.0

Un sì. Piccolo, fragile, importante

Ci sono storie che decidono di non farti del male. Di stare con te in modo morbido, di non alzare mai la voce, di mostrarti che esiste un modo di raccontare la vita che non passa per la sua parte peggiore. Hanno il loro ritmo, sottile, quasi impercettibile. Si muovono per piccole rivelazioni, per dettagli che tornano cambiati e ti portano dentro a quella sensazione strana e buona di stare al caldo mentre intorno c’è solo freddo.
Questa è la storia di un’attesa, non succede niente di straordinario, eppure senti che nella sua lentezza c’è tutto.
L’amore non è il soggetto, è la luce con cui gli altri soggetti vengono illuminati attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica, che mostra come appaiono quando qualcuno li guarda senza riserve, senza giudizio, con quella specie di meraviglia tranquilla che è il fondo di ogni amore.
Certe fotografie hanno un calore che non dipende dalla messa a fuoco ma dalla postura del cuore di chi le ha scattate. Chi fotografa la persona che ama ha questa postura. La macchina è solo il gesto visibile di qualcosa che dentro è sempre acceso, sempre orientato verso l’altro come testimone della sua vita, nella sua versione più ordinaria e più preziosa.

Tutto ruota intorno a un sì. Piccolo, fragile, importante, perché quel sì sarà il momento in cui Wataru smetterà di proteggersi.
Quello che mi colpisce di questa serie è che capovolge la logica romantica classica. Di solito viene raccontato l’amore come una conquista progressiva, ci si avvicina, ci si trova, si sta insieme. Qui invece c’è un conto alla rovescia, che è per definizione qualcosa che si esaurisce. Non sta a misurare il tempo che manca ma misura quanto ancora Wataru riuscirà a fare finta che basti amare in silenzio, permettendoci di sentire le versioni di quel si che ingoia per tenere Minato vicino, in un modo che non basta più a nessuno dei due.
E questo introduce una tensione sottile ma potentissima. Ogni episodio, ogni ricordo è un pezzo di qualcosa che potrebbe andare perso.
Il flashback emozionale è la scelta giusta per una storia così. Il flashback che non torna indietro nel tempo ma dentro, dove il confine sottilissimo tra amicizia e amore è un lento logorio, dolce e inevitabile, di chi ama qualcuno così tanto da avere paura di distruggere ciò che esiste già.
Quel “migliore amico”, che Wataru ripete in continuazione, è un limite che si autoimpone, un’armatura che gli permette di proteggersi dal ricordo di essere stato lasciato indietro già una volta da Minato. Per questo preferisce congelare il loro legame in una forma “sicura”, anche se fa male.
Ma Minato ha le idee chiare: “Voglio stare a guardare da vicino Wataru sorridere per sempre”.
E Wataru glielo permetterà?
Noi aspettiamo quel sì, che non è scontato. Potrebbe non arrivare. O potrebbe arrivare troppo tardi.

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Completed
Human Specimens
0 people found this review helpful
Mar 1, 2026
5 of 5 episodes seen
Completed 0
Overall 10
Story 9.0
Acting/Cast 10
Music 10
Rewatch Value 10

Arte vs Follia: dove finisce la poetica dell’artista e inizia la psicosi dell’omicida

Nel primo episodio c’è stata quella crisi di sopraffazione estetica, quel senso di dissolvimento dell’io che Stendhal descrisse davanti alla bellezza che ti sovrasta e ti smonta, un’esperienza che qui ha attraversato il confine tra schermo e inconscio.
È come se qualcuno avesse camminato nella mia testa, fosse entrato in un incubo e l’avesse trasformato in una installazione artistica.
Quindi, per me, la serie ha smesso di essere intrattenimento ed è diventata un’intrusione sconvolgente.
Tra tutte le farfalle che ho scoperto nell’arco narrativo, la Red-Bodied Swallowtail, la “rossa velenosa” che le altre swallowtail, innocue, ne copiano l’aspetto, è il pretesto per raccontare il fulcro relazionale che lega tutti i personaggi in un ciclo di imitazione tossica, solo per sentirsi riconosciuti.
In fondo, tutti inseguono lo sguardo dell’altro per amore o per riconoscimento, ma quello sguardo è sempre mediato dall’arte, fredda, ideale, immortale, e mai dall’umanità calda, imperfetta e amorevole.
Uno dei migliori thriller che ho mai visto: disturbante, triste e doloroso, in cui la bellezza non è un velo sull’orrore ma è l’orrore stesso che si traveste da arte. Ed è crudele e inutile perché avvelena, provocando un conflitto interno tra disgusto morale e fascinazione estetica che ti spacca il cuore e ti lascia con la nausea, il tutto condito con una colonna sonora che ti scava nel cervello.
Mi piacerebbe leggere il libro per saperne di più ma purtroppo non lo trovo.

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Completed
Mystic Pop-Up Bar
0 people found this review helpful
Feb 14, 2025
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 8.5
Story 9.0
Acting/Cast 9.0
Music 8.0
Rewatch Value 8.0

Un misterioso pop-up bar che non ti aspetti

Ho scoperto questo piacevole drama grazie al consiglio di un’amica. All’inizio non gli avrei dato due spicci ma andando avanti, la storia si è fatta molto avvincente. Ogni episodio della prima metà della storia è un susseguirsi di flashback attraverso i quali scopriamo i rancori e i dolori delle persone che incappano in questo simpatico bar a cavallo tra due mondi, (realtà e sogno, vita e morte) dove si è invitati a sedersi, a bere e a confidarsi. Il focus è incentrato sulla necessità di essere ascoltati e saper ascoltare, e sul potere dell’amore, in tutte le sue forme, che sa confortare, perdonare e perdonarsi attraverso l’espiazione di errori e rimpianti. Man mano che si prosegue nella seconda metà, entriamo negli angoli più profondi della trama che caratterizzano i protagonisti scoprendo il loro passato, i loro punti di vista sulle vicende che li legano e il senso delle loro azioni. peccato per un personaggio che ha avuto un ruolo marginale solo in funzione della trama, rendendolo privo di verve per la mancanza di spiegazioni alla base del suo rancore.
Le scene macchiettistiche al limite del demenziale alleggeriscono quelle drammatiche, dando un tocco di brio e il giusto equilibrio alle emozioni, con momenti di estrema tenerezza.
Finalmente un drama positivo in cui la tragedia, anche la più terribile, non scade mai nella disperazione e nella commiserazione, ma tende sempre a cercare una soluzione.

«Le piccole cose che dici e fai possono cambiare il tuo destino. Se cambiare il tuo destino si definisce miracolo, allora i miracoli possono avvenire ogni giorno: il miracolo della vita stessa, il miracolo di avere vicino una persona speciale, nonché il miracolo di poter bere qualcosa con quella persona.» Wol-joo

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Completed
Doona!
0 people found this review helpful
Jan 31, 2025
9 of 9 episodes seen
Completed 0
Overall 10
Story 10
Acting/Cast 10
Music 10
Rewatch Value 10
This review may contain spoilers

Una piccola opera d’arte incompresa e sottovalutata


Mi dispiace vedere tante recensioni negative, io ho trovato questo drama davvero sublime. La fotografia è raffinata e ricercata, accompagnata da inquadrature poetiche, in cui emozioni e sentimenti non solo si percepiscono ma addirittura si “vedono” attraverso ogni gesto, perfino dentro a ogni respiro. La delicata colonna sonora lascia spazio a momenti di silenzio davvero intensi, valorizzando l’emotività dei protagonisti.
Capisco quanto possa disturbare la tossicità dei rapporti che lega i personaggi, non è certo un tema nuovo, ma qui viene trattato in modo maturo e mai volgare, mostrando la consapevolezza e il bisogno di lavorare sulla propria autostima e di impegnarsi nella propria crescita personale per uscire dalla trappola di una situazione distruttiva. Leggendo tra i commenti, mi rendo conto che il finale non è stato capito del tutto, forse perché non lo vediamo alla fine dell’ultimo episodio ma si costruisce man mano nell’intro degli ultimi quattro episodi: il passaggio a livello e il treno che passa, dividendo i protagonisti, sono una metafora della realizzazione dei loro diversi percorsi di vita, che si riuniscono nell’intro del 9 (gli sguardi e un sorriso appena accennato promettono un nuovo inizio dopo gli anni di separazione che li hanno resi più maturi e pronti per stare finalmente insieme).

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