Serie cult, di tipo fantasy romance responsabile del fenomeno Hallyu
Regia: 9; Sceneggiatura: 8,7; Personaggi: 10.K-drama del 2016 che ha riscosso un enorme successo determinando in parte il fenomeno hallyu (Korean wave), ossia una diffusione della cultura coreana di massa, precedentemente limitata al contesto nazionale. Creato da Kim Eun-sook (The Glory, The King-Eternal Monarch, Mr Sunshine, Descendants of the Sun) e diretto da Lee Eung-bok (Sweet Home, 1, 2, 3, Jirisan, Mr Sunshine) la serie è un misto di fantasy, romanticismo e drama, con un nucleo comedy che la rendono unica nel suo genere. Il tratto avvincente è l'utilizzo di elementi folkloristici della tradizione coreana per la stesura dei personaggi e veicolare messaggi allo spettatore.
Trama
La storia ruota attorno a Kim Shin (interpretato da Gong Yoo), un generale della dinastia ella dinastia Goryeo che viene tradito e ucciso ingiustamente da un Re manipolato dal proprio infido consigliere. Dopo la sua morte, diventa un Goblin immortale, condannato a vivere per secoli come punizione per le vite stroncate in battaglia. L'unico modo per liberarsi dalla sua condanna è trovare la sua "sposa" che potrà salvarlo dalla sua maledizione ma anche determinarne il riposo eterno. La sua vita cambia quando incontra la diciannovenne Ji Eun-tak (interpretata da Kim Go-eun), una ragazza in grado di vedere i fantasmi e che ha un destino speciale legato a lui dal momento che era stata salvata al momento della nascita proprio dal Goblin.
Parallelamente, la storia comprende anche un Triste Mietitore (interpretato da Lee Dong-wook), il "grim reaper" , che ha il compito di accompagnare le anime nell'aldilà e che ha un legame misterioso con Kim Shin. La serie esplora le relazioni tra i personaggi principali, intrecciate da un passato che verrà disvelato nel corso degli episodi, le loro lotte interiori e i temi dell'amore, della morte e del destino.
Temi trattati
Amore e Sacrificio: Uno dei temi centrali di "Goblin" è l'amore eterno e il sacrificio. La relazione tra Kim Shin e Ji Eun-tak è caratterizzata da momenti di dolcezza e intensità emotiva, evidenziando come l'amore possa superare le barriere del tempo e della morte. Molti dialoghi rappresentano inoltre la condizione dell'amore nella vita umana e innescano forti riflessioni nello spettatore risultando attuali e realistiche. Il dialogo tra i due protagonisti mostra un po' la condizione di colui che in amore vuole essere visto (solo lei può vedere la sua spada, quindi il suo peccato, al sua solitudine, il suo dolore ) ma al contempo ha paura di essere odiato, una volta che l'amato viene visto per quello che è (essere finito, perfettibile).
Identità e Destino: La serie pone domande sulla ricerca dell'identità (la sposa esiste perché ha una missione, se non vi assolve non ha spazio e motivo di sussistere, gli altri personaggi reincarnati devono trovare una nuova identità lasciando indietro chi sono stati) e sul concetto di destino. I personaggi lottano per comprendere il loro ruolo nel mondo e il significato delle loro vite passate ma anche per trovare quelle variabili che possono sovvertirlo, non accentando i piani dall'alto.
Vita e Morte: La dualità tra vita e morte è ricorrente, con il Goblin e il Grim reaper rappresentano due facce della stessa medaglia. La serie esplora la bellezza e la tragicità della vita, nonché il ciclo inevitabile della morte.
Goblin è un’opera complessa e molto bene orchestrata, che mescola romanticismo, comicità e dolore in modo profondo. Tuttavia, va oltre: ti invita incessantemente a meditare, a immergerti nella bellezza e a esplorare più a fondo la natura umana, interrogandoti sul senso della vita, della morte dell’amore, anche attraverso l'Onnipotente che si manifesta in alcuni momenti nei personaggi più insospettabili e fornisce delle risposte illuminanti: "Dio pone delle domande, le vostre scelte rappresentano le risposte (destino)".
Non è un'opera priva di difetti, ma per molti aspetti si distingue come un vero e proprio cult. É romantico, divertente, straziante, già solo per il fatto che l'unico scopo della vita della protagonista è quella di estrarre la spada del Goblin determinando la sua scomparsa. La storia tra Sunny e il Cupo mietitore che si fonda su tradimento e vendetta in una vita passata, su ricordi dimenticati ma con un dolore eternamente ricordato che ne determinano il modo di porsi di lui, sempre triste e nostalgico. Tra le ferite che apre, la loro storia salvifica e redentiva lascia nuove cicatrici sanguinanti, Eun-Tak insiste spesso sull' "amore triste", che è quello che viene celebrato nel lavoro: un amore che si sforza di persistere, resistere, trovare nuove variabili ai piani di Dio per poter esistere. Anche di fronte alla tragedia e nonostante l'amore triste, Goblin rimane tuttavia una commedia nel suo nucleo. Offre degli sketch divertenti ed esilaranti delle dinamiche tra i coinquilini casuali e riluttanti, in perfetto stile "Scemo + Scemo". Divinità che scherzano e si maltrattano a vicenda come due bambini capricciosi.
Possono fare piovere o teletrasportarsi ma si ritrovano del tutto incapaci di fronte alla tecnologia. Particolari e degni di nota per la creatività con cui sono stati presentati i personaggi di questo lavoro: divinità, mietitori, goblin, fantasmi che convivono nel mondo degli umani , insospettabili. L'organizzazione quasi "aziendale" dei Mietitori, vestiti come dei capomafia russi, che si incontrano e si riuniscono per i loro incarichi mortali, con cene di fine anno e di benvenuto per i neoassunti, con solide gerarchie, consegnano documenti, gestiscono account di posta aziendali e, soprattutto, seguono procedure di liquidazione delle spese a carico dell'azienda; un mondo dove i Goblin potevano creare oro dal nulla e dove persone speciali (come Eun Tak) potevano aiutare i morti a chiudere i loro conti in sospeso (il legame con il Sesto Senso, 1999, è molto evidente). Il Goblin e le sue scene di combattimento telecinetico con il Mietitore erano adorabili e anche le canzoni canzonatorie sulle mutande del Goblin, intonate sempre da Mietitore per vendicarsi della cuffia da notte con cui si risvegliava ogni mattina. Il loro rapporto goffo e limitato con la tecnologia li rende teneramente adorabili ma al tempo spesso spassosissimi nell'impaccio del non riuscire a vedersi durante una videocall.
Interpretazioni: L'attrice che interpreta Eun-Tak è stata caratterizzata in modo troppo infantile per avere 19 anni, comprendo che questo serva per mostrare la sua crescita. Le doti interpretative sono state davvero eccellenti: a mani basse è colei che ha offerto una recitazione più solida, credibile, fluida, talmente naturale e coerente da non avvertire un brusco stacco nel percorso evolutivo che verrà mostrato nel corso degli episodi (aspetto che spesso accade quando l'attore non ha esperienza o non viene ben diretto). Mi è molto piaciuto il personaggio di Sunny , la costruzione di una donna apparentemente leggera ma in verità molto profonda, che non ama piangersi addosso e che con fare indolente e sornione parla per doppi sensi e molto coraggiosamente prova a essere felice, almeno in questa vita, assumendosi dei rischi , in grado di accettare il proprio destino poi con grazia e compostezza. Una vera Regina! Tra le interpretazioni, tuttavia, la sua è quella che mi ha convinta di meno, in mezzo a due presenze maschili fortissime, con un potente impatto scenico e una bravissima Go-Eun che risulta più centrata a confronto.
Aspetti tecnici: l'uso del colore è stato sapientemente gestito e curato, il mietitore è sempre vestito di nero e utilizza vestiari in casa che all'inizio ricordano le vecchie camice di forza proprio a indicare la costrizione della punizione che sta scontando, l'incontro tra Kim Shin e Jin Taek , lei con una felpa verde, perché rappresenta speranza di salvezza per lui. La divinità della nascita è rappresentata sempre in rosso, per simboleggiare potere e status ma anche il sole e cielo (nella bandiera coreana, il rosso nel simbolo Taegeuk, un cerchio diviso a metà, rappresenta il sole e il cielo, mentre il blu rappresenta la terra e la luna), è un colore di buono augurio che trasmette energia, forza e vitalità, in alcune tradizioni coreane utilizzato anche in cerimonie funeree per simboleggiare la transizione e la rinascita dell'anima.
La presenza dei campi di cotone, morbido e ovattato, bianco richiamano purezza, crescita e la fertilità, ma anche rischi e difficoltà per la loro sensibilità agli agenti atmosferici e alle malattie, quindi rappresenta il rapporto tra tenacia e leggerezza, tra divisione e unione. Il grano saraceno invece rappresenta gli amanti.
Oltre alla scenografia curata e ad una fotografia di ottimo livello, anche il modo in cui sono state girate le scene è altrettanto curato. Tutte le scene di vita vissuta sono state girate sfruttando angolazioni diverse, dagli angoli e dall'alto, massimizzando la luce, rallentandole, allungando momenti o bloccando gli sfondi per fermare il tempo. L'uso dei primi, pianissimi piani sul viso per rendere le emozioni, o su dettagli del volto come lo sguardo triste e nostalgico di Gong Yoo ("un uomo che sembra triste anche quando sorride"),la regia cattura tutto con maestria e intensità, realizzando una narrazione immersiva, esteticamente coinvolgente e potentemente espressiva, anche integrando in modo sempre pertinente le musiche, sfumate, oniriche ed evocative che accompagnavano la narrazione.
Critiche: Come scrivevo in alto non è un lavoro perfetto, personalmente c'è una qualche ripetitività degli elementi narrativi (l'estrazione della spada e il commiato della seconda coppia, ripetuto ben 4 volte), l'eccessiva riproposizione di scene passate attraverso il ricordo; la compresenza di elementi humouristici e drammatici che rappresenta un elemento di novità per il lavoro, che lo rende unico nel suo genere, non è sempre "riuscita", manca un "legante" che vada a miscelare due elementi che stridono e che tolgono credibilità e intensità all'elemento drammatico, col rischio di farlo diventare "burlesque" e grottesco.
Le storie d'amore e inoltre non sono state molto approfondite, inizialmente i due sembrano in un rapporto non proprio amoroso, molto meglio dal 12° ep., stessa cosa per il Mietitore e la sua amata che verranno mostrati come coppia, sbrigativamente, solo nel finale.
Il finale non è stato dei migliori, personalmente, sebbene finisca in modo tutto sommato positivo e diciamo felice, con seconde possibilità per tutti, mi ha lasciato un sottofondo di amarezza e non del tutto appagata. Ho persino preferito quello di Moon Lovers. Inoltre queste seconde possibilità avvengono in un tempo molto lontano, mentre tutto è rimasto uguale a parte il CEO della società che è invecchiato, io avrei inserito un contesto più "futuristico", erano trascorsi almeno 30 anni.... (non meno, forse più).
C'è, secondo una mia personalissima e banalissima opinione, da profana, un buco sul finale, non spoilero nulla ma volete leggerlo lo scriverò nei commenti in basso, oscurandolo, se invece avete visto il lavoro scrivete nei commenti che magari ci confrontiamo o mi illuminate sull'argomento.
IN CONCLUSIONE: "Goblin" è un K-drama che riesce a mescolare abilmente diversi generi, offrendo una narrazione avvincente e personaggi memorabili. La sua esplorazione di temi universali come l'amore, il sacrificio e il significato della vita lo rende un'opera da non perdere, che ha avuto un enorme impatto sui drama moderni che sono venuti a seguire (pensiamo a My demon, 2024, solo per citarne uno...) . La bellezza visiva, unita ad una trama profonda e ad interpretazioni intense, rendono Goblin un viaggio unico, perfetto per chi cerca una storia fantasy ma anche un racconto d'amore eterno, "una storia d'amore che si inserisce in uno schema divino". Grazie alla sua abilità di combinare humour e drammaticità, nostalgia e humour, Goblin si distingue come un'opera unica nel suo genere.
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Originale, straziante ma pieno di speranza.
In un mare di drama dove il motore che spinge e arresta le relazioni è la gelosia fra gli attori principali e secondari, Goblin (Guardian: the lonely and great god) spicca per la sua originalità nella trama e nella gestione delle relazioni. La gelosia farà capolino solo di striscio, e sarà men che secondaria.
Soprattutto, è la trama ad essere molto originale, decisamente diversa da qualsiasi cosa abbia mai visto.
Un invincibile generale della dinastia Goryeo viene falsamente accusato di tradimento e assassinato assieme a tutta la sua famiglia da un re geloso e sobillato. La spada che gli piantano in petto lo condanna ad essere un goblin immortale, fino a quando non incontrerà la sua sposa, l’unica che potrà estrarre la spada e liberarlo dal peso dell’immortalità. Nel frattempo, il nostro generale/goblin fa conoscenza anche di un dio della morte e di varie altre persone…
Diciamolo subito: a parte le prime scene, di un’energia pazzesca, l’azione non è il comparto principale di questa serie. Ma Gong Yoo, nei panni del generale Kim Shin, è quanto di più vigorosamente maschio si possa immaginare, senza sconfinare nei palestrati. Anche in abiti civili, Gong Yoo è un attore coi controfiocchi: espressivo il giusto, maturo e coinvolgente senza essere eccessivo.
Mai sopra le righe, sembra essere il mantra di questa produzione. Diktat a cui si uniforma anche Lee Dong Wook, nei panni del grim reaper, un tipo piuttosto impacciato e chiaramente a disagio nei rapporti interpersonali. Il suo personaggio è per certi versi un po’ tonto, e si è calato benissimo nella parte.
La giovanissima Kim Go Eun, che ha magistralmente interpretato la sposa del goblin, ha saputo mantenere alla grande il suo ruolo di collante centrale a quasi tutte le vicende.
Un nutrito stuolo di spalle è riuscito a reggere alla grande il passo di questo magnifico trio. Tutti gli attori, fino alle comparse, hanno fatto un lavoro egregio, una vera gioia per gli occhi, e spesso un colpo al cuore.
Se, specialmente all’inizio, non sono mancate situazioni divertenti, che hanno alleggerito l’atmosfera, verso la fine a prevalere è la tragedia, anche se non così definitiva come si potrebbe pensare. (Eppure, io ancora mi domando quale sarà il destino del solitario goblin.)
Ma non solo di tragedie e amori difficili o impossibili si nutre questo drama. Inserite qua e là, come perle nascoste, ci sono frasi che fanno pensare, che ci parlano per esempio di come il destino a volte ci dia una spinta, se abbiamo fortuna, ma avvisandoci che il resto della strada dobbiamo farla da soli. Ci sono momenti di altissima poesia, lettere e citazioni che rimarranno impresse per molto tempo.
Il regalo di un orologio sarà accompagnato da questo biglietto: “Per tutti i sentieri su cui cammineremo insieme, per tutti i paesaggi che vedremo insieme, con cuore timido ed emozionato, con tutte le domande e le risposte. In tutti quei momenti, ti amo.”
La storia si dipana senza eccessive vicende secondarie, forse a volte rallentando un po' troppo ma, ad essere sinceri, non saprei neppure io cosa tagliare per snellire. Alla fine, tutto è necessario e, soprattutto, originale nel concetto e nello svolgimento. Le relazioni fra gli avvenimenti di 900 anni prima e dopo sono perfettamente spiegate e bilanciate, i personaggi convergono sul palcoscenico come attirati dal magnete del destino. E se in principio Kim Shin sembrava un bambino capriccioso e la sposa una ragazzina troppo vivace, le peculiarità delle loro vite possono spiegare molte cose. Il tempo e le interazioni portano crescite caratteriali importanti.
Ora, so che da più parti si sono alzate voci di dissenso all’idea di una storia d’amore fra una ragazzina di 19 anni e un uomo di 39 (più 900). Sarei stata anch’io fra quelle voci ma, in realtà, finché la sposa era giovanissima la relazione fra i due è rimasta molto delicata, praticamente platonica. Solo più avanti, quando lei è cresciuta, è evoluto anche il loro rapporto.
E' molto ben riuscita la bromance (senza alcuna connotazione BL) fra i due protagonisti principali. La loro amicizia ha aggiunto sale e pepe alla storia.
Giustizia vuole che si parli dell’ottima cinematografia, delle ambientazioni, dei costumi, tutto molto curato e piacevole. Un discorso a parte merita la colonna sonora, impreziosita da alcune canzoni, specialmente l’opening, che non dimenticherò facilmente. Ma anche le musiche di sottofondo vantano alcune tracce molto belle, che ben sottolineano l’azione.
Questa serie mi ha stregato, sono rimasta incollata alla sedia per tre giorni di fila, imprecando quando dovevo staccarmi per fare altro. Insomma, un drama che consiglio caldamente, a meno che non si sia allergici alle lacrime, perché in questo caso le cose si metterebbero male. Come dice il saggio, prima di poter migliorare le cose devono peggiorare.
So che altri la ritengono una noiosissima fiera del cliché. Provare è l'unica strada. A me è piaciuto.
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UMA LENDA QUE VAI TE MARCAR COM CERTEZA
No começo foi meio empurrado, e confesso que pensei que o povo estava dando valor demais a essa série. Estava errada. Comecei e ter um interesse mais profundo próximo do episodio 8, e daí para frente não teve mais volta. Achei extremamente interessante a forma como os personagens se chamavam pelo papel deles, e não pelos nomes: Trabalho-de-meio-período, Tio-do-final-do-corredor, etc.Achei interessante a forma como no início os dois nitidamente não se gostam. Não é como se eles se odiassem nem nada assim, só não se gostam mesmo. A impressão que dá é que o Goblin pensa "Sério que eu esperei 900 anos por essa garota?" hahahaha. É bonito ver como a relação deles vai se desenvolvendo aos poucos, não dá para dizer com certeza quando eles começam a se amar. O casal secundário começou bem, mas depois perdi um pouco o interesse neles. Ri várias vezes, e me emocionei. O final foi angustiante, triste e lindo ao mesmo tempo. É aquele tipo de dorama que te dá vontade esquecer e ver tudo de novo. As músicas são perfeitas, pouquíssimos doramas tiveram esse efeito em mim, as músicas são perfeitas, lindas demais (exceto "Beautiful" essa eu não gostei). Algumas pontas ficaram soltas, é verdade, mas não muitas. Indico com certeza.
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Fiquei confusa com a história, mas amei os personagens!
O que dizer de Goblin, já tinha ouvido muito falar desse clássico, mas somente assisti agora, no geral eu gostei muito, os personagens são cativantes, tem romance, tem comédia, tem sobrenatural, você ri e chora na mesma medida. Mas, fiquei muito confusa com a história, a relação entre as histórias dos personagens, as questão das vidas passadas, os poderes e como eles usam, é um pouco confuso de entender como todos os entrelaçamentos funcionam. A relação do casal protagonista é um pouco bagunçada, eles demoraram muito para se tratarem como um casal, mesmo já existindo o sentimento, não entendi a função daquela espada, sendo que no final o que ela faria com ele não aconteceu de fato. Já o casal secundário só sabia sofrer, a possibilidade de aproximação deles foi só para findar questões de suas vidas passadas.É um dorama que te prende no início, mas no meio você fica um pouco cansada de focarem tanto em questões passadas e não desenvolverem as relações do presente, o final não foi muito interessante, mas foi satisfatório.
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Goblin es la leyenda de un ser castigado con la inmortalidad. Siglo tras siglo, tiene una existencia solitaria, hasta que conoce a la persona capaz de terminar con su sufrimiento.
La magia de la historia inicia con el cuidado que se le pone a la ambientación, ya sea relatando el pasado, el presente o el futuro.
El trabajo de dirección es muy bueno, brinda un atractivo que aumenta con la musicalización, la actuación y la forma en que se entrelaza la trama.
La construcción de su mitología contribuyó a que me gustara el drama. La fantasía no está por estar, es relevante durante toda la historia y la desenvuelven acertadamente para dar un significado profundo a las conexiones entre los personajes.
Más que las románticas, las relaciones de amistad/familia que me enamoraron. Eran individuos heridos y solitarios que se encontraron y se brindaron consuelo.
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Non un drama ma IL DRAMA
Che dire…ho visto questo drama per colpa di squid game primo drama in assoluto mai visto dove trovai nonostante la piccolissima parte molto affascinante lo schiaffeggiatore /reclutatore dei giochi..così mi dissi ma si devo vedere qualcosa con lui…trovo goblin…l’inizio della fine…visto in 4 mesi 3 volte…comprato cd della colonna sonora meravigliosa…innamorata persa del cupo mietitore ossia l’adorabile bellissimo e poliedrico Lee Dong Wook…storia non banale che ti tiene attaccata per tutto il tempo…cast veramente bravo ed azzeccato…personaggi tutti ben definiti e non scontati…fotografia e location belle e ben contestualizzate colonna sonora meravigliosa…considerando che sono entrata nel loop drama coreani da gennaio e avendo visto in questo tempo più di una ventina di drama posso dire che fino ad ora nessuno lo ha battuto in nulla nel mio cuore e ho visto un po’ di tutto fantasy storici scolastici horror romantici tragici…io credo che davvero non si possa fare a meno di vederlo per considerarsi drama dipendenti e competenti…consigliatissimo!!!Was this review helpful to you?
Dans la lignée des dramas à voir.
Quand on aime l'univers des dramas, et ceux des coréens en particulier, Goblin fait partie de ceux à voir.L'histoire est très belle, bien romancée, et écrite.
Les 4 acteurs principaux sont magnifiques : Gong Yoo, qu'on ne présente plus, Lee Dong Wook, égal à lui même, un de ses meilleurs rôles à mon sens. Et chez les femmes : KimGo Eum, très juste et touchante, et Yoo In Na, qu'on ne présente plus, non plus.
Ils forment à eux 4, un quatuor irrésistible et touchant.
De plus, ce drama est plein d'humour simple, mais rafraichissant, et pas "bebête" comme cela peut l'être parfois dans certains dramas.
Enfin, je tire mon chapeau pour la OST : MAGNIFIQUE. On ne se lasse pas de l'écouter, une fois le drama fini d'être vu.
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Goblin mescola fantasia, romanticismo e dramma, creando una storia unica e affascinante
Goblin è un dramma sudcoreano che mescola fantasia, romanticismo e dramma, creando una storia unica e affascinante. La trama ruota attorno alla figura di Kim Shin (interpretato da Gong Yoo), un generale di Goryeo maledetto con l'immortalità, condannato a vagare sulla Terra per secoli come un goblin, in attesa della sua sposa destinata, l'unica persona in grado di liberarlo dalla sua esistenza eterna. Quando finalmente incontra Ji Eun-tak (interpretata da Kim Go-eun), una ragazza che afferma di essere la sua sposa, inizia un'avventura che sfida il destino ed esplora l'amore, la morte e la redenzione.Il dramma è noto per la sua qualità artistica eccezionale. La regia è cinematografica, con una fotografia mozzafiato e ambientazioni magiche che trasportano gli spettatori in un mondo incantato e ricco di fascino. Le riprese sono eleganti e sfruttano la bellezza dei paesaggi e delle scenografie per creare un'atmosfera sospesa tra realtà e mito, con un design visivo che si distingue per la cura nei dettagli.
Le interpretazioni sono un punto di forza di Goblin . Gong Yoo offre una performance intensa e sfumata nei panni di Kim Shin, un personaggio che porta con sé secoli di solitudine e rimpianti. La sua resa emozionale del dolore e della speranza
Uno dei temi centrali di Goblin è la complessità del destino e dell'amore, non solo nella relazione tra Kim Shin e Eun-tak, ma anche in quella tra il Triste Mietitore e Sunny (interpretata da Yoo In-na). La loro storia d'amore, tormentata da legami karmici e ricordi di vite passate, aggiunge un ulteriore livello di profondità al dramma e mantiene lo spettatore coinvolto.
Goblin è un dramma che merita il suo status di cult per la sua capacità di intrecciare amore, destino e soprannaturale in un racconto indimenticabile. La bellezza visiva, unita a una trama profonda e interpretazioni eccezionali, rendono Goblin un viaggio emozionale unico, perfetto per chi cerca una storia d'amore epica e complessa. Con la sua capacità di mescolare leggerezza e dramma, umorismo e malinconia, Goblin offre un'esperienza unica che resterà a lungo nel cuore degli spettatori.
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Realmente um clássico
Demorei demais pra fazer a review e ja esqueci os pontos a comentar então talvez essa não seja a avaliação mais justaAchei que foi sofrimento prolongado, desnecessário e sem sentido a "morte" do Goblin ser MAIS UM tormento eterno ao invés de ele simplesmente reencarnar ou seguir a vida, ainda mais que ele voltou aleatoriamente (até parece que aquele foi o único dia que ela acendeu uma vela) do mesmo do jeito que era antes
O vilão ser um cara da época do Goblin foi ridículo pra dizer o mínimo
Não gostei de como o personagem de Lee Dong-wook agiu quando descobriu sobre a vida passada dela, em momento algum ele perguntou se ela queria saber daquilo tudo, não teve escolha mas teve que viver com aquele peso pro resto daquela vida
Pela fama do k-drama, achei q n teria um final feliz e talvez por querer fazer isso ficou um tanto bagunçado.
Tive que ignorar a todo tempo o fato da protagonista ainda estar no ensino médio quando todo o romance inicia pq apesar de que se ela fosse uma adulta ainda seria uma diferença enrome de idade, é super bizarro um cara de uns 1k anos e uma adolescente.
No mais, muito bom, realmente vale o titulo de um clássico, me divertiu, me fez sofrer e realmente me deixou curiosa pra ver mais.
Ps.: agora finalmente posso ver o k-drama com os atores do casal secundário em paz
Pss.: é muito engraçado ver uma série pela primeira vez e já conhecer a letra das músicas de tanto ouvir por outras mídias
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Um tédio! O casal mais sem química de todos os K-dramas
Eu simplesmente não entendo o hype em torno dessa série, por isso resolvi escrever essa resenha.Goblin foi um dos primeiros k-dramas que eu assisti e foi por conta de muitas pessoas me indicarem. Ele também fez com que eu quase desistisse de assistir coisas do mesmo gênero, pois os episódios foram se arrastando e eu tive que me forçar a terminar. Vou listar alguns pontos sobre a série:
1. Química do casal
Nunca vi um casal tão sem graça! Eles não tem compatibilidade, na maioria do tempo o relacionamento é irritante e infantil. O casal secundário acaba sendo mais envolvente... Como a série foca no romance e o casal não tem química, isso prejudica muito o andamento e os episódios ficam arrastados e difíceis de ver.
2. Enredo
Eu costumo gostar de séries de fantasia, mas achei essa um pouco forçada. É interessante a forma como ele se tornou um Goblin e a sua convivência com o Grim Reaper (ponto mais engraçado da série), mas o romance é fraco e precisa ter muita força de vontade para acreditar nele. A história começa bem, mas por volta de 1/3 ela começa a se arrastar.
3. Fotografia e trilha sonora
Por mais que eu não tenha gostado da série, dois pontos positivos são a fotografia e a trilha sonora. Sem essas coisas eu acho que realmente teria sido impossível terminar.
Por fim, eu queria dizer que se uma série está super em alta, mas ela não faz o seu estilo, você não precisa se forçar a terminar. Eu aprendi essa lição assistindo Goblin e hoje em dia eu não tenho medo de "dropar"uma série só porque todo mundo gostou. O mundo dos dramas é muito vasto e com certeza tem uma série com o seu estilo esperando por você.
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L'éternité c'est long... surtout vers la fin...
Donc, j’ai fini Gobelin (oui je l’écris à la française ^^)et j’ai vraiment bien aimé.Alors, j’avoue que sans l’aura magique de Gong Yoo, sa grâce, son élégance, sa voix vibrante, son talent riche et varié, je ne sais pas si j’aurais tenu jusqu’au bout, le début était vraiment broussailleux et labyrinthique et il a bien fallu tout le drama pour finir par comprendre les tenants aboutissants de tout ce petit monde magique !
Bref, une fois franchis ces buissons épineux la suite m’a vraiment plu ! Toute une bonne partie du drama est tressée de tragique et de comique, avec la relation excellente et tordante du Gobelin et de l’Ange de la Mort jusqu’au moment où les réincarnations se révèlent et où la tragédie prend le pas sur la comédie, sans pour autant qu’elle disparaisse complètement : (les adieux de Wang Yeo, si bouleversants, qui se terminent sur le conseil de ne pas oublier d’étendre la lessive...)
L’histoire de l’Âme perdue, épouse du Gobelin m’a vraiment touchée, de sa naissance à sa mort, sa capacité à assumer un destin implacable, sa force et sa clarté d’âme, j’ai trouvé que c’était un très beau personnage et une belle idée scénaristique.
Mais l’actrice m’a souvent tapé sur les nerfs par son ton pleurnichard ou « petite fille », parlant toujours comme si elle était enrhumée… enfin, je suis très difficile avec les actrices coréennes, je l’avoue !
L’idée de la punition divine changeant les pêcheurs (graves, hein, pas les voleurs de poule ! )en Ange de la Mort, qui doit exister dans la mythologie coréenne parce que déjà vue, jumelée avec la problématique de la réincarnation, ça m’a aussi énormément plu ! Un bon point pour Lee Dong Wokqui est beaucoup remonté dans mon estime, surtout après l’avoir vu dans Life !
Il faut dire que je baigne dans la mythologie japonaise, et que chez eux aussi les yokaï et autres monstres peuplent le quotidien et les fantômes ne sont jamais loin ! Donc ça aide !
Je n’ai donc pas eu de mal à suivre tout ça et particulièrement le tout dernier épisode, où, je pense qu’il s’est passé bien plus de trente ans quand reviennent Sunny et Wang Yeo, enfin réunis grâce aux nombreuses lanternes magiques envoyées par Kim Shin ! On sent bien que le temps passe, dure, s’éternise pour Kim Shin, qui erre et traine sa solitude douloureuse, puis apaisée.
Et bien sûr que la nouvelle Eun Tak le reconnaît ! N’a-t-elle pas refusé le thé de l’oubli ? Ne le cherche-t-elle pas ? ça c’est une idée qui me plaît, et qui est bien consolante ! (cependant ça ne durera qu’une vie, ou même 3, et ensuite, la solitude éternelle pour Kim Shin… ça c’est moins drôle, mais peut-être remplira-t-il son éternité de bonnes actions ! )
J’aime beaucoup le personnage de Sunny,bien dans la ligne de Kim Sun, qui refuse l’oubli salvateur, mais qui maintient la punition de Wang Yeo jusqu’au bout, bien que Kim Shin ait fini par lui pardonner.
Toujours dans les compliments, la musique, vraiment belle, les chansons très supportables et même belles pour certaines, la beauté des images, l’élégance des effets spéciaux, … et la magnifique garde-robe de Gong Yoo, d’une classe et d’une élégance peu courante dans les dramas (d’ailleurs il doit avoir un costumier attitré, depuis longtemps, je m’étais fait la même remarque déjà pour Coffee Prince !)
Bon, les défauts : la longueur des épisodes, avec des review longs et inutiles, des pauses-regards, des ralentis excessifs (surtout dans les deux premiers épisodes), l’usage du bruit sonore des pas trop répété, une prise de son qui ne laisse rien passer des bruits secondaires (papier froissé par exemple) mais tout ça n’est pas grand chose, et surtout une fin un peu décevante après la magnifique, flamboyante et déchirante fin de l’épisode 13 !
Il fallait pourtant régler des questions, mais là il y avait un choix à faire :
retour ou pas pour Kim Shin ? moi, je suis radicale,ma fin :
il ne revient pas, la vie continue pour les autres, qui ont tout oublié (sauf L’Ange) le dernier départ de l’Ange aurait été celui de Eun Tak très longtemps après…. pour terminer sur la rencontre d’une autre Eun Tak, d’un autre Kim Shin, qui bien que ne se connaissant pas et n’ayant aucun souvenir l’un de l’autre, ne peuvent s’empêcher de tomber amoureux au premier regard…ce qui évite au malheureux Gong Yoo une éternité de solitude inéluctable, ce qui est long, surtout vers la fin, comme chacun sait !
La fin, je lai trouvée mollassonne jusqu’au départ de l’Ange et de Sunny, très réussi et touchant, alors que celui de Eun Tak ne m’a pas convaincue, trop long et surtout l’air de ravie de la crèche permanent de l’actrice me gênait, malgré le talent de Gong Yoo dont le chagrin était déchirant et profond.
Pourquoi fallait-il la faire mourir à ce moment-là ? je n’en vois pas trop la raison ! ça leur fait perdre 50 ans sans raison !
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nas listas de DEVO assistir!
TvN mais uma vez, sem surpresas, arrasando com seus dramas dramáticos :PGoblin sem dúvidas é um drama que deve ser assistido.
A história realmente inicia um pouco monótona, gerando até uma vontadezinha de abandonar (motivo que eu dei 9,5 nesse quesito).. porém a atuação do elenco supera demais essa vontade!
TODOS os atores desse drama estão de parabéns! quem devia ser amado foi muito amado e quem devia ser odiado foi muito odiado também.
teve choro, riso, amizade, romance... e um dos melhores Bromances do universo dos doramas :) Goblin + Ceifador = melhor dupla! s2
Então, para quem curte dramas com seres imortais, destino, romance e um pouco de comédia, eu recomendo que assistam e julguem por si mesmos :)
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