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Emocionante!!!!
Não existe um drama com essa protagonista em que eu não chore como uma criança sofrida. A atuação dela é tão intensa e verdadeira que é impossível não sentir cada emoção que ela transmite. Isso, pra mim, é o que torna a experiência ainda mais especial.Eu achei que história é contada com muito cuidado e empatia. Cada situação é tratada com um olhar sensível, abordando emoções profundas que fazem total sentido com a nossa realidade. Às vezes, pequenos sentimentos não resolvidos (gotinhas de água) se transformam em tempestades quando não são acolhidos.
Uma das mensagens mais fortes do drama é o sofrimento silencioso que todos enfrentam. Personagens que, apesar da dor, não conseguem pedir ajuda. Mas a série mostra que, quando essa dor é dividida, ela se torna mais suportável. E isso é até bíblico: “melhor serem dois do que um… porque se um cair, o outro levanta o seu companheiro.” (Eclesiastes 4:9-10). Não fomos feitos para carregar fardos sozinhos. E eu acredito muito nisso!
Ambos os casais têm uma química linda. E o mais bonito: cada relação tem sua identidade e seu ritmo. Isso mostra que amar alguém a ponto de reconhecê-lo onde quer que esteja é uma prova verdadeira de amor.
Me emocionei muito com a forma de redenção. Cada personagem teve seu momento de transformação. E confesso: senti uma saudade imensa da minha avó. Amor de vó tem esse poder… de aquecer o coração e fazer a gente enxergar a vida com mais amor.
Esse drama é mais que uma história bonita, é um abraço na alma. Me fez chorar, refletir, sentir saudade e, acima de tudo, me fez lembrar que viver com empatia, amor e apoio mútuo vale muito a pena!!!!
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VALE LA PENA VERLO!
Quiero empezar diciendo que es una historia "sencilla" y al mismo tiempo tan íntima. Nuestro Seúl por descubrir no es una serie de grandes giros dramáticos o amores imposibles, pero justo ahí está su magia: en lo cotidiano.Me encantó la forma tan sutil en la que se tocan temas como la identidad, la insatisfacción silenciosa, la familia, el amor y el miedo a decepcionar… Temas que al menos una vez en la vida todos pasamos.
Las actuaciones realmente muy buenas, la actriz Park Bo Young hizo un trabajo excelente interpretando a dos personajes! se podía ver cómo eran totalmente diferentes a pesar de ser la misma actriz (y en este caso que eran gemelas). El actor Park Jinyoung, siempre es un gusto verlo, realmente entrega cálidad en todos sus trabajos.
Recomiendo este k-drama si buscan algo diferente, no una historia que sea al 100% romance, ni al 100% drama. Veanlo! vale mucho la pena. 🤓☝🏻
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La parola come cura: l’eleganza profonda di Our Unwritten Seoul
regia: 8 sceneggiatura: 8,5 dialoghi:9 scenografia: 8,5Racconto di formazione intimo e complesso, molto ben sceneggiato, di due famiglie con il focus su due gemelle: Mi-rae e mMi-ji, omozigoti d'aspetto ma opposte come personalità, laddove una è introversa, rigida e schiva, l'altra è solare, vivace e aperta.
Il drama, disponibile su piattaforma netflix, è composto da 12 episodi da 80 minuti, ciascuno per un totale di 16 ore complessive totali. Un formato che personalmente non ho apprezzato perché troppo lungo e avevo dei fisiologici crolli di attenzione.
Non è un drama da binge watching perché va gustato, capito, compreso ed elaborato, in quanto per i primi 9-10 episodi è prevalentemente un drammatico, con continui drammi e patemi, alcuni eventi traumatici presenti e passati non danno respiro. Poi iniziano a chiarirsi dei malintesi, perché fondamentalmente l'opera poggia all'80% su malintesi e omissioni, in perfetto stile coreano (questo aspetto è stato meno apprezzabile), iniziano a riprendersi del rapporti interrotti e quelli che non si erano interrotti riprendono in modo più disteso, sfociando nella risoluzione dei conflitti interiori e relazionali, nel ricongiungimento con i familiari e in nuovi progetti di vita. Resilienza è la parole d'ordine, saper reagire alle difficoltà che la vita ti pone davanti e godere della vita così come è, con i suoi piccoli alti e bassi.
É un percorso di formazione e "autocura" grazie al valore inestimabile delle relazioni.
I temi affrontati sono innumerevoli: dinamiche familiari, sentimentali, gestione del trauma, traumi generazionali, gestione della maternità, scambio di identità, disabilità e malattia, demenza e gestione dell'anziano, hikikomori e disturbi di ansia, mobbing, famiglia ed aspettative sociali, legalità, etica delle professioni legali, identità, furto d'identità, senso di colpa e responsabilità, autodeterminazione e realizzazione personale e professionale.
Psicologia dei personaggi principali:
Mi‑ji, ex promessa dell’atletica, rifugge nel ritiro sociale cronico prolungato (hikikomori) dopo un infortunio che ha interrotto i suoi sogni. La sua chiusura emotiva e sociale è legata anche alla malattia della nonna di cui si ritiene responsabile, la serie mostra come un trauma personale possa imprigionare l’interazione con il mondo esterno. La sua identità è legata alla perfomance ("Solo se sono brava in qualcosa verrò vista e considerata").
Mi‑rae, perfezionista e con bassa autostima, è vittima di mobbing sul lavoro. La sua depressione emerge in modo crudo, culminando in pensieri suicidi e di isolamento emotivi, il tutto raccontato con un realismo quasi clinico.
Ho-su: orfano dei genitori e compagno di scuola delle due ragazze, disabile a seguito di un incidente, reca con sé profondi vissuti di inadeguatezza e senso di colpa per la morte del padre e nei riguardi della madre adottiva.
La madre delle gemelle: vittima di un malinteso infantile si sente indesiderata e oggetto di risentimento materno, vive la maternità in modo conflittuale, ambivalente, contrassegnata da un profondo sentimento di inadeguatezza che viene trasmesso alle figlie.
La madre di Ho-su: una donna gentile, comprensiva, matura, con grande lungimiranza e senso di autosacrificio, vive la maternità con tatto e discrezione, facendo emergere quasi il timore di imporsi e la voragine interiore relativa al mancato senso di accettazione e riconoscimento del suo ruolo di madre.
Processi:
L’idea dello scambio delle vite è nata come gesto di cura familiare ma diventa un laboratorio psicologico esperienziale attraverso il quale ogni sorella affronta l’altro universo emotivo e sociale per comprendere e guarire se stessa attraverso il confronto con il proprio mondo interiore.
Questo scambio da principio è una fuga poi diventa un percorso mutualmente terapeutico. Si mette in gioco identità e relazioni traumatiche per aprire spazi nuovi che rendono possibili riflessioni empatiche e nuovi percorsi di pensiero.
Trauma intergenerazionale
Il lutto della nonna (Wol-sun), l’identità nascosta di Ro‑sa (Sang‑wol) e l’emarginazione di Ho‑su danno corpo alla trama: ogni personaggio porta ferite personali che consolidano il messaggio di guarigione collettiva e memoria condivisa .
Resilienza come pratica esistenziale
Ho‑su, avvocato con deficit sensoriale di tipo uditivo, irradia empatia: impara la LIS, difende le vittime, perde occasioni ma trova poi un senso. La sua storia contrappone il successo sterile all'umanità autentica.
Evoluzioni psicologiche e contenutistiche di tutti i personaggi.
ASPETTI TECNICI
La cinematografia è uno degli elementi più elogiati della serie e gioca un ruolo chiave nella costruzione del tono emotivo, nella caratterizzazione dei personaggi e nella rappresentazione tematica del doppio, dell’identità e della città come spazio vivo e mutevole, l'approccio naturalistico e controllato usa con cura la luce per differenziare le due gemelle protagoniste e i loro ambienti.Il Direttore della fotografia è Jung Ji-hyun ("My Mister" e "When the Camellia Blooms") .
Il contrasto tra Yoo Mi-ji (impulsiva, libera, provinciale) e Yoo Mi-rae (disciplinata, urbana, controllata) si esprime visivamente con il color grading :
Mi-ji viene proposta con toni caldi, seppia, arancioni e l'utilizzo di una luce morbida; riprese ambientate nella campagna o in zone residenziali poco urbanizzate.
Mi-rae proposta con toni freddi, grigi-blu, luce dura e tagliente; il contesto è quello degli ambienti urbani, uffici, e una Seoul presentata attraverso i suoi edifici di vetro e cemento.
L’uso della differenziazione cromatica narrativa aiuta lo spettatore a orientarsi emotivamente nei frequenti scambi identitari.
Grande attenzione alla simmetria e agli specchi: molte inquadrature centrali con Mi-ji o Mi-rae posizionate frontalmente o riflesse in vetri, porte, specchi da bagno indicano la specularità dell'identità.
Inquadrature spesso statiche o lente, a volte quasi pittoriche grazie all'utilizzo sapiente dei filtri.
Uso intelligente dello spazio “vuoto” nella scena per evocare isolamento, silenzio, introspezione.
Utilizzo di camere fisse : rarissimo uso di camera a mano, riservata solo a momenti di instabilità emotiva o eventi traumatici.
Alcune scene nella città di notte sono girate con long take (piani sequenza) in slow motion con luci al neon, reminiscenze di Wong Kar-wai e Hou Hsiao-hsien.
Le tecniche di ripresa danno vita agli spazi: Seoul viene presentata come organismo vivente, ripresa dal basso, dall’interno, attraverso finestre, mai come skyline- cartolina, ma come spazio intimo, vissuto, stratificato.
Vengono preferiti luoghi secondari, mercati, corridoi di metropolitana, cortili nascosti, piccoli caffè sono privilegiati rispetto a monumenti o spazi più affollati e moderni.
L’architettura stessa partecipa al racconto: elementi verticali per Mi-rae (rigidità, ambizione), orizzontali e aperti per Mi-ji (libertà, spontaneità).
La campagna diventa memoria e respiro attraverso l'utilizzo di spazi rurali ampi, con riprese in campo lungo e profondità di campo estesa per dare respiro e tempo alla narrazione. L' utilizzo della luce naturale crea l’effetto di quiete, malinconia, e senso di sospensione. La luce naturale (daylight) viene contrapposta all'illuminazione artificiale controllata per le scene notturne.
Le luci sono fredde negli interni cittadini, per creare un senso di distacco e di lontananza.
I tramonti, luce soffusa e retroilluminazione nei momenti di riconnessione tra le sorelle come metafora della verità che “illumina” le zone d’ombra.
La fotografia lavora in simbiosi con il paesaggio sonoro: lenti movimenti di camera accompagnati da suoni ambientali realistici e da una colonna sonora minimal (aspetto che personalmente non ho apprezzato moltissimo).
Le immagini si prendono il tempo del silenzio, e molte sequenze sono costruite per “respirare”,senza dialoghi ma con la tensione tra luce e ombra, suono e vuoto. Un esempio è nell'episodio 5: campo lungo sulle colline di Duson-ri, con Mi-ji/Mi-rae che cammina sola, la camera è fissa, la luce dorata dona un senso di espansione emotiva.
Nell'episodio 10: la ripresa notturna di Seoul da una terrazza con piano sequenza di 45 secondi dà un senso di vertigine e disorientamento interno. È una fotografia costruita per guardare oltre l’ovvio.
La cinematografia di Our Unwritten Seoul è raffinata, contemplativa e profondamente coerente con la struttura narrativa del doppio. Ogni scelta visiva lavora per rendere tangibile l’identità divisa delle protagoniste, evocare la memoria e il trauma attraverso gli spazi, raccontare Seoul come personaggio (non come sfondo).
Cosa la allontana dal 10:
- colonna sonora troppo mininal;
- interpretazioni ottime da parte di tutti ma un paio di personaggi secondari (le due madri e l'avvocato senior disabile) a mio avviso hanno reso meglio della protagonista, che pure è stata brava, magistralmente diretta (ma non eccezionale);
- eccessivamente lento nei primi 8 episodi , comprendo che sia per illustrare dettagliatamente, il percorso interiore dei personaggi e dare al lavoro una connotazione profondamente intima,
- il tono drammatico è stato pervasivo, non contrapposto ai momenti lieti, di respiro, questo per i primi 10 episodi.
- ultimo episodio con struttura tonale totalmente opposta mi hanno creato un senso di estraneità, come qualcosa di slegato ma che mi è piaciuto.
In conclusione consiglio l'opera perché è un racconto intimo, profondo, esistenziale, che parla di cura in modo delicato, introspettivo, con dei dialoghi di una profondità rara, che aiutano a riflettere sulla famiglia, sul senso della vita, sul peso del "non detto", sulla profondità dei rapporti umani, sulle conseguenze del trauma.Our Unwritten Seoul è un viaggio narrativo in cui l’identità, il trauma e la guarigione emotiva si intrecciano.
Attraverso lo scambio delle vite da parte delle gemelle, il melodramma si trasforma in una riflessione terapeutica sull’empatia, la resilienza, il confronto con le aspettative familiari, sociali e il valore delle scelte personali, autentiche e rispondenti ai valori significativi di vita.
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Slow life, slow burn… slow ennui...
Je m’attendais à un petit souffle feel good tranquille… mais "Our Unwritten Seoul" m’a plutôt trimballée dans une chronique de vie douce-amère 🌫️. On suit deux sœurs jumelles 👭, qui se réfugient dans leur village d'enfance paumé après avoir pris des claques monumentales à Séoul... L’une est en vrac post-burn-out, l’autre papillonne sans repères… et ensemble, elles tentent de redonner du sens à leur quotidien cabossé. Sur le papier, j’étais à fond 🙌🏻... Et chapeau, Park Bo Young assure clairement cette double casquette avec brio, respect 👌🏻Sauf que selon moi le drama reste souvent planté dans la contemplation... C’est sincère, délicat, mais tellement lent que j’ai senti mon esprit faire quelques détours express 🥱😅. Coup dur aussi quand finalement je me suis rendu compte que la romance passe en fond d’écran... 😑. Han Se Jin, le fermier au regard tendre, et Lee Ho Su, l’ami d’enfance un peu perdu, avaient TANT de potentiel… mais on grattouille la surface, jamais plus... 😩
Par contre, là où le scénario touche juste, c’est dans sa manière d’aborder les blessures mentales, les silences et la solitude sans violons dégoulinants. On sent bien la volonté de parler de « retour à soi » et de petites guérisons, et je trouve que ça fonctionne plutôt bien... Sauf qu’à force de pudeur, j’ai fini spectatrice plus qu’actrice de leurs émotions 🫤
Autre déception... tout l’arc Rosa Park 😴, je vois l’intention de faire un effet miroir "courage/destin", mais j’ai trouvé ça plaqué... 🤷🏼♀️. Le flashback de l’épisode 10... Mis en x2, c’est dire à quel point j’ai décroché 🫠
Petit rayon de soleil tout de même, Kim Sun Young 🫶🏻, toujours aussi fabuleuse, et sa relation piquante avec la mère des jumelles... J'ai senti qu'il y avait un passif qui crépitait, et j’en voulais plus.
Au final, c’est sympa, mais j'ai trouvé que ça manquait de nerf... J’ai mis un 6,5⭐️ qui reflète mon ressenti, mi-touché, mi-frustré. C'est pas un naufrage, juste un voyage qui est plus contemplatif que vibrant. Si vous cherchez de la douceur mélancolique, ça fera le taf. Si vous voulez un coup de foudre… vous risquez de bailler sous les cerisiers 🌸😉✌🏻
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Que dorama mais lindo e sensível! Eu chorei em quase todos os episódios, de tão preciso que foi
Esse dorama merecia muito mais reconhecimento! A história é sensível, profunda e sem furos. Mi-ji é admirável: mesmo com tanta dor, continua forte e generosa. Já Mi-rae me tocou profundamente — intensa, fechada, cheia de sentimentos guardados. Park Bo-young brilhou interpretando ambas. Hu-soo é um personagem precioso, forte e gentil. A cena com a mãe dele foi de cortar o coração. As conexões entre os personagens são reais e tocantes. Cada episódio trazia uma nova emoção. A história da senhora do restaurante me destruiu. Uma produção inesquecível, tão boa quanto Se a vida te der tangerinas.Was this review helpful to you?
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a realidade e dificuldades da vida
gostei muito de como esse drama retratou a realidade e os problemas da vida. temas como burnout, bullying, deficiência e saúde mental foram abordados de forma sensível e muito bem trabalhada. cada personagem tem uma história envolvente, mas a do hosu me fez ansiar por cada novo episódio.não posso deixar de mencionar o quão fofa é a relação da miji e do hosu. eles são aquele casal que transmite a sensação de conforto e leveza. simplesmente incrível a química e a atuação dos atores.
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um drama emocionante sobre amor e cura ❤️?
Esse drama foi tão intenso e impactante que é até difícil de escrever sobre ele.Abordar a complexidade das pessoas, suas vulnerabilidades, suas inseguranças e defeitos não é uma coisa fácil de fazer e OUS conseguiu.
É linda a conexão profunda das irmãs mesmo com o distanciamento, a dor dos calos na relação com a mãe, os nós nas gerações da família delas. O amor e os dissabores da maternidade, os traumas e outros problemas que as pessoas enfrentam e lidam durante a vida. Tudo foi abordado com uma sensibilidade incrível.
E no meio de tudo isso o amor vai preenchendo os espaços, o amor fraterno, o amor romântico, o amor da amizade, o amor próprio.
Esse drama foi sobre cura e amor acima de tudo, sobre escrever e reescrever as nossas próprias histórias.
"O passado já foi, o futuro ainda está por vir, e o presente é desconhecido." (Kang Wol Sun/ Yu Mi Ji) ❤🩹
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Una serie que no se ve, se siente!
Nuestro Seúl por descubrir, es un drama que abraza el corazón. Una historia sencilla y profunda que me hizo reír y llorar. Sus personajes son tan humanos que es imposible no identificarse con ellos. Cada episodio es un recordatorio de que siempre podemos empezar de nuevo. La amé de principio a fin! Una serie que no se ve, se siente! Fue un abrazo al corazón. Me quedé con una calidez que aún me acompaña. Una joya que toca el alma! Una historia tan humana que me abrazó el corazón... Imperdibleeee!Was this review helpful to you?
permanecer no mesmo time até o fim, mesmo se perder
Mirae, Minji e Hosu me mostrou diferentes formas de enxergar a vida, pensar nos próprios sentimentos e nos do próximo também, de uma maneira divertida e emocionante.Tudo foi muito bem produzido, a história se encaixa, a evolução dos personagens condiz.
Até mesmo a separação do Hosu e Minji fez sentido, eles precisavam se entender por si só, superar aquilo que os prendiam ao passado, pra então seguir em frente. Hosu precisava reconciliar-se com sua mãe, e escutar o restante da frase que seu pai ia dizer antes de morrer, e a Minji precisava conseguir fechar e abrir a porta sem medo de voltar para a depressão. Foi lindo eles decidindo ao mesmo tempo se reatar!
A Mirea finalmente se libertando da empresa que sugou sua alma, foi incrível!
Só queria mais cenas da Mirae e Sejin!
Bônus pro melhor amigo da Minji sendo o maior de todos haha
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au delà du switch
Ce drama est une pépite, au delà du switch entre les deux soeurs avec quiproquo etc, il y a un réel travail de fond.Bien sûr , on aime la romance entre les deux personnages, bien amené comme tout bon drama. mais on s'attarde aussi sur le monde du travail , aussi cruel que destructeur pour à la final gagné quoi ? bosser comme des dingues et se faire jeter à la moindre erreurs ou dénonciation, surtout dans une vie professionnelle à dominante masculine.
on aime l'évolution des personnages, leurs doutes qui les accompagnent sans cesse et c'est ça qui les fait évoluer.
leur croyance en leur manque de légitimité aussi est bon sujet bien exploité que ce soit du côté des jumelles ou du coté du perso principale masculin (je ne connais déjà plus son nom haha ). le rapport mère fille aussi est très bien narré, on s'aperçoit que tout le monde à moment donner manque d'amour ou croit en manquer. le famille dans les dramas c'est la vie ! un drama sans famille très peu pour moi... foncez si vous aimez les liens familliaux, la romance , et ily a tout de même un peu de vengeance dans tout cela!!
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La historia de las hermanas queda debiendo!
El elenco impecable con sus actuaciones, la historia queda debiendo para mi gusto personal ya que es la historia contada desde la perspectiva de Mi-ji su hermana melliza está como de relleno, cuando lo que al menos yo esperaba era ver dos perspectivas marcadas, dos historias de vida, lo tratan de demostrar, pero le quedan debiendo a Mi-rae un personaje que tanto ella como su co-protagonista no se desarrollo lo que no me parece justo ya que los dos tienen un pasado y presente que se podía desarrollar más!Was this review helpful to you?



