Beaucoup d'attentes pour une satisfaction totale.
Incroyable,Je n'ai pas vu passer les 2h, c'était beaucoup trop court à mon goût.
On est sur un vrai BL, la romance est mise en avant, la danse étant présente juste ce qu'il faut et toujours en rapport aux personnages. On nous fait comprendre les choses par des actions, des regards, des moments, sans chercher à nous expliquer. (Enfin un BL qui ne nous prend pas pour des débiles)
C'est mature, subtil, passionné.
Le jeu d'acteur est dosé à la perfection, l'histoire est prenante et servie au compte goute avec un scénario qui prend soin de rester concentré sur l'essentiel.
Une bande son génial, avec des choix très classiques et représentatif des 10 danses. Un voyage entre retenue, contrôle, classicisme, et passion, désire, sensualité.
Une merveille avec une VF aux petits oignons qui colle parfaitement.
Maintenant je veux lire le manga.
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BL dal significato profondo e di ottima qualità, tra balli, amore ed emozioni
Una sorpresa inaspettata e sorprendentemente gradita: ecco cosa è stato per me questo film. Mi capita spesso di tenere d’occhio dei titoli – perlopiù drama, talvolta film – anche con largo anticipo rispetto alla data di uscita e ritrovarmi poi troppo carica di attese e aspettative. Qui è stato l’esatto opposto, sono venuta a conoscenza di questo film davvero per caso, ho pensato di buttargli un occhio… E non sono più riuscita a distogliere lo sguardo.Trasposizione giapponese dell’omonimo manga, la storia ruota attorno alle vicende di due ballerini agli antipodi su tutti i fronti, dal tipo di ballo allo stile di vita, dal carattere alla formazione ed educazione ricevuta, dagli obiettivi futuri al modo di affrontare la vita nel presente. Irrimediabilmente incompleti se presi singolarmente, diventeranno però l’uno la soluzione dell’altro, ma solo a fronte di un percorso difficile e scelte che porteranno a galla debolezze oltre alla paura di rimettere in tutto in gioco, di abbandonare una comfort zone di fatto poco gratificante e osare desiderare e lottare per qualcosa di più.
Diametralmente opposti ma con nomi estremamente simili – uno dei tanti dettagli che fanno la differenza – abbiamo da una parte Suzuki Shinya, figura di punta dei balli latini, vibrante e travolgente come l’atmosfera di Cuba, un ritmo che ha nel sangue e che lo porta a vivere la sua passione in modo intenso. Manca però di ambizione, preferisce essere un piccolo pesce, il numero uno di uno stagno, invece di aspirare a migliorarsi e mettersi alla prova nel grande mare del panorama internazionale.
Dall’altra parte, Sugiki Shinya, rigido e controllato, preciso e attento nella gestione della sua vita così come nei passi dei balli da sala. Mosso dall’ambizione fin dalla tenera età, insegue strenuamente ciò che ha deciso deve essere l’obiettivo della sua vita.
A far convergere le esistenze di questi due improbabili alleati, il campionato di tutti i campionati: 10 Dance, un’estenuante competizione dove i partecipanti devono cimentarsi in altrettanti tipi di stili, che spaziano dai balli di sala a quelli latini.
La scelta di allearsi e diventare insegnanti reciproci dell’area di eccellenza è promossa da motivazioni diverse per l’uno e per l’altro. Parte del gruppo di lavoro saranno anche le rispettive partner, personaggi comunque chiave a modo loro.
Da lì in poi l’evoluzione del rapporto sembra un’escalation irrefrenabile: due anime che si incontrano, rimangono affascinate, si ricercano, si studiano, si comprendono. Con sofferenza, desiderio e speranza.
Suzuki troverà nell’ambizione di Sugiki un modello da seguire e da esso verrà spronato a desiderare qualcosa di più, a mettere veramente tutto sé stesso per raggiungere gradini sempre più alti e a non accontentarsi di vivere come un piccolo pesce in un piccolo stagno. In questo senso la forza trainante di Sugiki è davvero notevole, sembra sapere esattamente quali tasti premere per provocare e stimolare Suzuki a mettersi in gioco.
Di contro, sarà grazie a Suzuki se Sugiki riuscirà a superare un evento passato e a scendere a patti con una verità a lungo rinnegata, accettando che la sua vera natura sia più simile alla figura del Dio della Morte o Mietitore, piuttosto che a quella del cavaliere gentiluomo, aspirazione e modello da lui autoimposto ma che non gli permette di essere veramente fedele a sé stesso. In questo senso, anche Suzuki saprà su cosa fare leva – parlando di “delusione” e “essere ridicolo” – per far perdere il controllo a Sugiki e privarlo di quella finta compostezza dietro alla quale si è trincerato per tutta la vita. Il modo in cui Suzuki si indispone nel vedere Sugiki trattenersi, un contenimento della rabbia che gli da praticamente sui nervi e che lo spinge con determinazione a farlo invece sbroccare, è riportato in maniera credibile e coinvolgente.
Accettare di essere diverso da ciò che si avrebbe voluto essere (Sugiki), accettare di volere qualcosa di più di ciò che si è sempre creduto bastasse (Suzuki)… Sono aspetti difficili ma che i due trovano la forza di affrontare solo grazie all’aiuto reciproco, un supporto promosso da un sentimento che nasce e che si fa via via più forte e definito. Un amore che non è semplicemente “travolgente”, ma che si riconosce come legame indissolubile tra anime e che, dal momento in cui si palesa diventa poi di fatto innegabile. Le scene intime sono davvero ben fatte, emozionanti e per nulla volgari, l’NC18 più per delle inquadrature di nudo che in realtà non hanno a che vedere direttamente con le interazioni tra i due ballerini.
Dopo aver fatto i conti con i deludenti risultati del campionato durante il quale ciascuno dei due sembra non trovare la forza per fare il proprio “passo” in avanti, ecco che nella competizione finale vince il coraggio e trova l’epilogo in una serie di balli di coppia che sembrano ripagare lo sforzo fatto per arrivare fin lì (vedere Sugiki sorridere divertito mentre balla gratifica più di qualsiasi discorso).
Tanti, ma davvero tanti, i punti di forza del film. In primis, la recitazione, semplicemente spettacolare. Grande sintonia ed espressività, scene intense e cariche di significato. Le emozioni traboccano dagli sguardi dei protagonisti, dai loro passi e movimenti, la passione per il ballo diviene passione per la vita, per l’altro, per il proprio essere. La danza, per l’appunto, qui la fa da padrona: vederli volteggiare e cimentarsi nei diversi stili - singolarmente, tra di loro, persino con le rispettive partner – è una vera e propria gioia per gli occhi.
La sensualità del ritmo cubano si fonde con il galateo e l’eleganza dell’etichetta di sala, generando un quadro ricco e affascinante, nonché splendidamente equilibrato.
Regia, scenografia e fotografia di ottimo livello e di grande impatto. Pur ambientata ai giorni nostri, sembra di vivere a metà tra il presente e un passato più o meno recente, dove la tecnologia c'è ma è limitata (c’è la metro, compare un cellulare in un paio di occasioni), trovano spazio oggetti che sembrano appartenere a qualche decade precedente (il tipo di automobili piuttosto che uno stereo portatile che sa tanto di anni '80) e altri elementi ancora a dare un tocco d’altri tempi (lampadari a cristalli dalle luci soffuse, gare con giudici e giurie senza maxischermi o pannelli dinamici pubblicitari). Tutto questo regala l’impressione di un tempo indefinito, così come lo è la percezione dell’ambientazione (un attimo prima ci si sente nel cuore de L'Avana, l’attimo dopo si passeggia tra alberi natalizi e fiocchi di neve).
Temevo un finale lontano dall’happy ending (e per una volta tanto avrei anche potuto accettarlo) invece il sipario cala su un epilogo un po’ aperto, ma in senso positivo. Il manga di cui è l’adattamento, del resto, è ancora in corso di pubblicazione, per cui non escludo possa esserci in cantiere un sequel, cosa che mi auguro, sia perché la conclusione avrebbe meritato altrimenti uno spazio maggiore, sia perché la famosa competizione 10 Dance di fatto ancora non si è vista.
Se proprio vogliamo trovare il pelo nell'uovo e valutare un paio di spunti di miglioramento, uno potrebbe essere la comunicazione spesso ridotta all’osso, sebbene questo sia però generalmente un tratto distintivo dei drama/film giapponesi, per cui difficile intervenire su questo aspetto senza snaturare nell’insieme la struttura caratteristica. L’altro riguarda la scelta delle musiche: belle, famose e orecchiabili, sanno fare egregiamente la loro parte. Ma pensare di riuscire a ottenere il medesimo risultato senza far ricorso a brani celebri poteva essere quella sfida difficile ma allo stesso tempo intrigante.
Caldamente consigliato a tutti gli amanti delle BL, della danza, della musica e delle storie di vita e d’amore.
In attesa e nella speranza di un sequel, valido anche per un saltuario rewatch.
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C’est ici que tu commences à aimer… avec ta sueur.
C’est un magnifique cadeau que nous offre Big N pour ce Noël glacial. Un film idéal pour les rediffusions annuelles tant il respire cette période de l’année. 10Dance réchauffera les cœurs pendant bien des hivers, comme un Dirty Dancing le fait encore, grâce à ses scènes de danse à la chaleur torride et à son romantisme exhacerbé. Si, en 2025, il est devenu tendance d’adapter des boys’ love sur les plateformes, l’initiative reste malgré tout audacieuse pour la très mainstream Netflix, surtout au pays de Trump et Musk. Une prise de risque qui mérite d’être saluée.Mais que vaut réellement l’ultra-encensé 10Dance ? Non pas que ma tête soit devenue si grosse que mes chevilles aient du mal à suivre, mais n’étant clairement pas la cible (enfin… j’essaie de m’en persuader, même si j’en doute de plus en plus), j’ai peut-être un regard plus neutre sur l’œuvre.
Futur quinquagénaire, mâle bêta, marié depuis vingt-cinq ans, il fallait vraiment que j’admire les deux acteurs principaux pour me lancer dans cette compétition de danse de salon. Tout juste ma femme regarde Danse avec les stars depuis tant d’années que j’ai fini par me familiariser, malgré moi, avec le quickstep et le foxtrot, sans jamais vraiment adhérer au concept.
Et pourtant… avec cette adaptation d’un manga déjà acclamé, une prise de risque à tous les niveaux, plateforme, timing, acteurs, je ne pouvais qu’être séduit par le projet. Bien sûr, Netflix oblige, j’ai hésité quelques jours : le buzz a sur moi, comme souvent, l’effet inverse. Un nombre de critiques dépassant les 100 en quelques heures, une note frôlant les 9/10 sur kisskh… tout cela aurait dû me freiner, les films japonaises, étant souvent boudés hors d'asie. Mais les photos sur les réseaux sociaux ont eu raison de ma curiosité. La plastique, la lumière, les décors, les positions d’enchaînement, j’étais déjà subjugué et ce n’était que le début.
Une fois lancé, le film m’a immédiatement rappelé ces pop-corn movies de danse des années 80-90. Je pensais l’arrêter rapidement n'étant pas fan, mais j'ai persévéré. Grave erreur. Une fois les premiers pas exécutés, il devient impossible de quitter la piste.
Takeuchi Ryoma livre une performance à faire rougir les Oscars. Patrick Swayze n’est plus, mais son petit scarabé est japonais et risque bien de faire parler de son déhanché aussi longtemps que son illustre prédécesseur. Grâce, sex-appeal, tablettes de chocolat défiant la chaleur la plus torride… et tout cela sans artifices de caméra, sans retouches IA, sans musique excessivement pop façon Moulin Rouge. Avec des standar musicaux la réalisation arrive à rendre la danse de salon sexy, moderne, brûlante, bref Netflixiène.
La plateforme parvient ici à faire revivre l’esprit des années 80 bien mieux, ce qui n’était pas difficile, que la cinquième saison de Stranger Things.
Des sensations étranges accompagnent tout le film. Peut-être parce que c’est Noël, période la plus romantique au Japon (qui semble ici s’étirer sur plusieurs mois). Peut-être parce que l’on voyage entre Cuba et Brighton, deux facettes du romantisme. Peut-être parce que les femmes y sont respectées, enfin débarrassées de leur statut d’objets. Ou peut-être, cessons de nous mentir, parce que vous êtes follement amoureux du bouillant Takeuchi Ryoma ou de la beauté froide de Machida Keita.
Comme tout bon boys’ love (je fais semblant de m’y connaître, mais j’en ai tout de même lu quelques-uns dans ma médiathèque de jeunesse, la responsable des achats était fan), la dualité feu/glace est exacerbée. L’excellente idée ici est de la traduire par les deux styles de danse. Sous couvert d’un concours mondial où à force de travail il faut se dépasser, manga japonais oblige, on nous fait découvrir les dix danses de salon classiques. Mais le véritable classicisme est ailleurs : deux beaux gosses que tout oppose tombent peu à peu amoureux alors qu’ils étaient rivaux, c'est presque une histoire connue depuis la nuit des temps.
Et pourtant choisir entre leur passion et l’amour ne sera pas le cœur de l’intrigue, et tant mieux. Le vent de fraîcheur vient précisément de cette relation, étonnamment bien intégrée dans les moeurs, peut-être parce que le milieu de la danse s’y prête. On en oublierait presque que l’histoire se déroule au Japon, pays où le mariage entre hommes vient à peine d’être toléré.
10Dance est donc le film de Noël 2025. Avec des acteurs occidentaux, il aurait sans doute rempli les salles du monde entier, voire dominé les classements de la plateforme. Mais, comme le souligne le film lui-même, le simple fait d’être asiatique condamne souvent à rester numéro deux. Une critique raciale subtile, ajoutée à d’autres observations sociales tout aussi fines, qui rapproche 10Dance des meilleures œuvres romantiques que j’ai vues ces dernières années.
J’ai pris une claque artistique, anti-masculiniste, civilisationnelle et tout ça dans un boys’ love de qualité qui mérite déjà une suite. Alors les gars, sueur et larme pour arriver à ce niveau de danse n'étaient pas vain. On remonte en piste, Hop !
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takeuchi ryoma el actor que eres
no sé si es porque tenía altas expectativas (aunque creo que no??? porque no hace mucho me enteré de que saldría está película y ni siquiera conozco el manga ni nada para tener algo con que compararla) o talvez tengo el cerebro frito por estar súper enganchada con la serie de "heated rivarly" aunque no sé porque igual me empecé la semana pasada el bl "love begins in the world of if" y también me engancho al primer capítulo, es decir... no creo que haya tenido expectativas tan altas sobre 10 dance, sino que simplemente sentí que algo faltoclaro que me gusto, la película se ve hermosa y con muchísimo presupuesto, ame las locaciones, los vestuarios, todo
mi escena favorita fue la de los protagonistas bailando "bésame mucho", fue la más bonita e íntima de toda la película para mí gusto
pero no sé... veo a otras personas fascinadas con la química entre los protagonistas pero en mi opinión, creo que no sentí la tensión que esperaba sentir 😭
no sé si soy yo o si es algo que otros también puedan captar, las actuaciones de keita y takeuchi estuvieron muy buenas y creo que tienen un nivel actoral parecido pero si siento como que esta vez takeuchi estuvo por encima de la actuación de keita, el personaje de keita es más medido y serio que el personaje de takeuchi pero... siento que no le compro del todo su interpretación a keita, ya lo he visto en otras producciones antes y me ha gustado más que aquí
la película dura 2 horas pero se siente como una primera parte de algo y más con ese final abierto, estoy como en un punto medio con esta película, es decir.. la producción es enorme y con mucha calidad pero de repente sentia como que algo estaba tieso y lento, no por el slow burn porque he visto series que tienen romance slow burn entre los protagonistas y cuando porfin se besan o se toman de las manos todo explota y mi cabeza se queda como "WOW" pero aquí aunque la escena de beso en el tren es muy bonita y hermosa aaa me quede como a nada de sentir esa explosión pero simplemente no llego
la premisa es increíble pero en la práctica, siento que hizo falta un detalle muy pequeño.. no tengo idea de que es pero sé lo que sentí
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A química entre os dois atores é insana!
Eu sempre amei histórias com dança de salão competitiva. Não conhecia o mangá, mas fiquei super empolgada quando vi o trailer do filme. Ser um BL só aumentou a empolgação. A história é interessante e as cenas de dança são lindas, com figurinos lindos e danças bem executadas, mas a melhor parte foi o casal. A química entre os dois é excelente, criando e aumentando as expectativas ao longos da narrativa. Eu gostaria de ver mais desenvolvimento do passado de cada um, mas espero que um novo filme traga isso, continuando a história.Was this review helpful to you?
Shinya Suzuki è come la rumba: passionale e sfacciato.
Non potrebbero essere più diversi, eppure sono due mondi destinati a incontrarsi e così facendo cambieranno per sempre le loro vite.
10DANCE è un live-action di produzione Netflix con Keita Machida e Ryoma Takeuchi protagonisti, tratto dall’omonimo manga di Satou Inoue. Nonostante sia un film sensuale e ipnotico, non è una pellicola priva di difetti.
La storia racconta di due ballerini, Sugiki secondo a livello mondiale nella categoria dei balli da sala e Suzuki campione giapponese dei balli latino-americani. Su idea di Sugiki, decidono di aiutarsi a vicenda per partecipare alla gara 10Dance dove i ballerini dovranno esibirsi in 10 tipi diversi di ballo.
Il film ha un ritmo lento e si prende i suoi tempi per far appassionare lo spettatore, ma la storia funziona fino a un certo punto.
Premettendo che non ho avuto la possibilità di leggere il manga, quindi non so se è un problema che si può riscontrare anche nel cartaceo, ciò che mi ha impedito di godermi appieno il film risulta come è stato caratterizzato il personaggio di Sugiki.
Lui si presenta come un ballerino rigido, che fatica a comunicare le sue emozioni e proprio per questo le due decisioni e la sua crescita personale non è chiara, anzi alcune volte è lasciata all’interpretazione dello spettatore che deve capire cosa sta provando o pensando. Le sue emozioni sono nascoste e vengono fuori in maniera inattesa, in modi impensabili. È un personaggio sfaccettato che probabilmente porta qualche cicatrice passata, ma nel film viene dato solo un assaggio: più che spiegazioni, vengono dati degli indizi con cui lo spettatore può ricostruire il puzzle.
Se Suzuki si plasma e smorsa i suoi difetti per adattarsi al ritmo, ai movimenti di ballo e al carattere di Sugiki, quest’ultimo sembra fare solo un passettino in avanti rispetto ai dieci fatti dall’altro, o comunque due passi avanti e uno indietro.
È Sugiki che guida, sempre. Proprio per questo la tensione emotiva, che è presente in tutto il film, è sempre composta e controllata. Come nel ballo, anche nella vita Suzuki dà importanza alla tecnica e ai risultati, mentre Sugiki cerca di insegnarli a seguire l’istinto e la passione.
La mancanza di un’esplosione emotiva, però, è proprio ciò che rende questa tensione così potente. I movimenti dei corpi durante il ballo sono il vero linguaggio dei sentimenti: sono i gesti a parlare.
In questo la regia esegue un lavoro magistrale seguendo da vicino i ballerini e mettendo in primo piano le mani che si muovono sul copro del proprio partner di ballo: una stretta più forte, le dita che scivolano poco più in basso del fianco o un tocco sulla schiena.
Lo scontro fra due mondi che sembrano non capirsi dà vita a un turbamento emotivo, fatto da frustrazione, ma soprattutto di attrazione. Le emozioni crescono ad ogni passo di ballo.
A sottolineare tutto ciò, si aggiungono i silenzi e gli sguardi evitati, oltre a quelli dati a debita distanza, solo quando uno è sicuro che l’altro non può vedere.
In questa danza di emozioni, in cui i personaggi ballano con i loro sentimenti in un tira e molla di passini, i due attori protagonisti sono impeccabili. I loro movimenti sono precisi, sensuali, ipnotici.
Il film funziona grazie all’interpretazione di Keita Machida e Ryoma Takeuchi, alla loro chimica palpabile e ai loro movimenti durante i balli che sono carichi di erotismo.
La parte dei balli è fortemente realistica, facendo solo intuire il lavoro che i due attori devono aver fatto per poter recitare in questa pellicola.
Tutto ciò, purtroppo, non è bastato a soddisfare le (forse troppo alte) aspettative: lo spettatore attende che la tensione emotiva raggiunga il suo culmine e che finalmente esploda e spera di vedere realizzata la passione e il desiderio dei protagonisti, ma si arriva con il fiato sospeso all’ultima scena rimanendo delusi.
La crescita di Sugiki è lenta, minima e ridotta agli ultimi minuti di visione, lasciando intendere che forse c’è molto altro da raccontare.
La storia d’amore sembra rimanere incompiuta, forse perché anche il manga è ancora in corso e tante vicende devono essere ancora affrontate, ma nella pellicola si sente la mancanza di qualcosa.
E non solo nel finale: anche nella parte raccontata nel film si ha la sensazione che qualcosa sia stato tolto, forse a causa di tempistiche ristrette dovute alla pellicola.
In conclusione, 10DANCE si fa guardare più per l’interpretazione degli attori che per la storia stessa che aveva un bel potenziale, ma non sfruttato a pieno.
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Incroyable
On attendait 10dance avec impatience. Et on a bien fait. Ce film est tout simplement incroyable. Le scénario est à couper le souffle. Les acteurs sont magistraux, la bande son est magnifique. Keita Machida est élégant, charismatique. Ryota Takeuchi est solaire et attachant. Leur alchimie est incroyable, leur jeu d'acteur l'est tout autant.Et il y a les musiques de Masaru Yokoyama... toutes aussi magnifiques les une que les autres.
10dance est une pure pépite qui se laissera regarder sans qu'on se lasse
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FILME TÃO BOM QUE ME DEU DOR DE CABEÇA
ae namoral nem sei o que dizer sobre isso aqui porque eu achei tudo do caralho pqpfiquei com dor de cabeça porque o final deixou aberto pra uma continuação e quando percebi isso e lembrei que é um filme da Netflix eu quis morrer pq q possibilidade de eles fazerem a sequência é tipo 10%... (ainda mais que eu vi que o mangá ainda está inacabado....)
mas enfim !!! deixando isso de lado pra falar sobre o filme em si !!
sério que atuação impecável meu deus
o que eles fizeram nesse filme foi do caralho pq aprender a dançar assim só pra um filme deve ter sido difícil pra cacete
fora que eles tinham que saber dançar entre eles e com as parceiras
sério deve ter sido MUITO difícil
fora todo o resto né
eles souberam passar todos os sentimentos necessários em todas as cenas e ter uma química deliciosa, no ponto !
eu até fiquei frustrada junto com o suzuki em certo ponto e comecei a tomar as dores dele
muito foda de verdade
a cinematografia belíssima também
produção foi enorme e valeu muito porque ficou incrível de verdade
as escolhas das musicas também uma maravilha
eles dançaram ao som de besame mucho saca aquilo foi assim lindíssimo, super erótico
eu tava no céu
e assim eu adorei a história também saca
os personagens
como eles são bastante diferentes uns dos outros mas se encaixam (isso se aplica para as parceiras também)
como pequenos detalhes são relevantes para a caracterização deles (tipo o suzuki machucando o pé nos cacos de vidro depois de ter discutido com o sugiki e quebrado o copo e como isso revela a vulnerabilidade dele em relação aos seus sentimentos pelo sugiki)
como os diálogos ou a falta deles ajudam a revelar os personagens aos poucos para a gente (tipo na cena que o sugiki mostra na prática pro suzuki a dor que as mulheres sentem quando dançam por terem que manter uma postura curvada e usarem salto o tempo todo e ai o suzuki aguenta tudo calado mas você consegue ver na expressão dele a dor e o vislumbre dele se permitindo ser guiado)
adorei também que o suzuki é um latino que viveu em cuba, que frequenta lugares específicos para se manter em contato com a cultura e com o espanhol (que ele inclusive fala no filme achei incrível)
E QUE PRIMEIRO BEIJO INCRÍVEL
sem sacanagem acho que foi um dos melhores primeiros beijos pra que já tive o prazer de ver
fiquei voltando a cena pra ver de novo sério
e a cena final foi tão tão linda
o sugiki finalmente dançando com felicidade e paixão sabe
eles se beijando na frente de todo mundo😭
eu achei tudo muito incrível
claro que outras pessoas podem não ter achado isso pq enfim percepções diferentes, sentimentos diferentes
mas eu gostei tanto da que não consigo achar nada de ruim pra falar mesmo com o 10dance não acontecendo (!!)
eu achei a história genuinamente boa juro, o filme se basta mas é um história que necessita de continuação, pq se tentassem colocar a competição aqui eu acho que ia ficar rushado demais, prefiro mesmo que façam outro filme pra focarem com tranquilidade nisso
afinal eu aceito que seja uma história longa
ai eu precisava de uma parte 2 de verdade💔
mas é isso depois irei ver dublado !!
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Obra-prima japonesa
10 Dance foi um filme muito aguardado por mim — e por uma pá de gente — e carregado de expectativas. Não consigo resumir essa obra em outra frase que não seja: um verdadeiro tutorial de como engolir o básico e o genérico para nos entregar, com destreza, algo original, belo e esplêndido.Nesse filme, conhecemos dois Shinya e a complexidade de sua relação. Enquanto, no início, Suzuki Shinya sente ódio, repúdio e talvez até inveja do outro, Sugiki Shinya, ao observá-lo, enxerga um potencial enorme, escondido em cada gesto e movimento.
A forma como Suzuki vai se entregando a Sugiki poderia, sim, ter sido melhor distribuída ao longo do filme, e não concentrada nos primeiros 30 minutos. Com o passar do tempo, fica subentendido que ele já se sentia atraído por Sugiki desde o início, mas resistia em aceitar isso. Ainda assim, cai rapidamente nos encantos do parceiro de aula e logo se vê extasiado, apaixonado demais. Em contrapartida, Sugiki — que no começo se mostrava mais interessado — constrói uma parede entre eles, apresentada de maneira mais profunda e complexa.
Mais do que subentendido, o que vemos ali é paixão em estado puro. Eles dançam apaixonados. Dançam os dez estilos que ensaiaram juntos por meses, fazendo da relação o verdadeiro eixo do filme. São aplaudidos — mas não o suficiente. Os Shinyas mereciam muito mais do que aplausos.
A tensão entre os dois homens é palpável e indiscreta. Eles se rendem a ela e, a partir daí, tornam-se um só. Desde a cena do metrô, já não há separação: existe conexão. Cada beijo, cada dança e cada toque revelam uma paixão sincera, finalmente reconhecida por Sugiki no final da trama.
Eu me entreguei completamente enquanto assistia. Fiquei fisgada de um jeito raro, sem conseguir desviar os olhos. A cinematografia é belíssima, a dublagem em português é espetacular, e os figurinos, as danças e as atuações são entregues com precisão. A química entre os atores é evidente em todas as cenas em conjunto. Os personagens são carismáticos e cheios de personalidade, cada um em seu próprio mundo — e, quem diria, esses mundos colidem.
Minha única crítica fica no desenvolvimento individual da relação. O filme sabe mostrar o desejo, mas hesita em aprofundar o conflito interno. Vemos os dois muito juntos, porém emocionalmente separados; seus pensamentos nem sempre se encontram. O estopim da história acontece por conta dos conflitos internos de Sugiki, que são apresentados, mas apenas parcialmente explicados.
Senti falta de algo mais de Suzuki. Sabemos que ele é de Cuba, dança ritmos latinos, dorme com muitas mulheres e adora festas — mas Suzuki parece carregar histórias que o filme escolhe não contar. Não há um verdadeiro “X da questão” para ele. Ainda assim, essa ausência não diminui a força do filme; apenas evidencia o quanto seria interessante explorá-lo melhor em uma possível continuação.
Sem mais delongas, 10 Dance entende o amor como movimento: quando para de dançar, perde o ritmo — mas enquanto dança, é impossível desviar o olhar.
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Extraordinário!
Acabei de assistir ao incomparável filme LGBTQ+ japonês 10Dance, e posso afirmar que foi um dos melhores filmes que assisti este ano. O enredo é sombrio, visceral, ardente e dramático, tendo como pano de fundo as incríveis competições de dança e trazendo dois protagonistas extremamente opostos. De um lado, o impassível, profissional, metódico, controlador e elegante Sugiki, campeão de dança de salão. Do outro, o impulsivo, vibrante, orgulhoso e indomável Suzuki, campeão de dança latina. Os dois se juntam para trabalhar em equipe e disputar o título da famosa competição 10Dance, onde os atletas devem dominar tanto as modalidades latinas quanto as de salão, competindo em um total de 10 coreografias exaustivas. Essa colisão de dois mundos completamente opostos traz ao enredo uma vibe madura de “enemies to lovers”, mas totalmente em outro nível. É impossível não ficar hipnotizado e completamente rendido à química elétrica que explode entre eles a cada passo de dança, além de sentir o coração acelerar com o jogo de sedução e rivalidade. Minha sincera admiração e respeito pelos atores Takeuchi Ryoma e Machida Keita pelo talento, dedicação e entrega aos seus personagens, superando todas as expectativas ao dominarem coreografias complexas enquanto entregam uma atuação impecável. A química entre eles é palpável na tela, fazendo com que cada olhar e toque carregue um desejo e uma paixão impossíveis de ignorar. O maior trunfo do enredo não está apenas nos passos técnicos complexos, mas na forma como os dramas pessoais de Suzuki e Sugiki se entrelaçam. A verdadeira evolução deles acontece no silêncio entre as músicas: enquanto um aprende a colocar limites em sua impulsividade, o outro finalmente se permite sentir e transbordar. Além disso, a busca constante de ambos por validação — por carregarem o peso de serem os melhores em suas categorias — ganha um novo significado. Ao treinarem juntos, eles são forçados a lidar com a vulnerabilidade de aprender algo do zero, expondo suas inseguranças e humanizando-os. É uma obra-prima cinematográfica que transcende a dança e se consolida como uma profunda e apaixonante história de autodescoberta e amor. Minha nota não poderia ser outra, do que nota 10 e super indico essa experiência sensorial e completamente arrebatadora do início ao fim.Recomendadíssimo ⭐⭐⭐⭐⭐
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Non riuscivo a staccare gli occhi dallo schermo
Ho visto questo prodotto sotto consiglio di un'amica. E poi l'ho rivisto altre due volte.Premetto che io non ho letto il fumetto quindi la mia opinione rifletterà solo il live action, e che film! Già dalla prima volta non sono riuscita a staccarmene, tanto mi aveva presa. Questi due sono stati come calamite, e non di meno la fotografia! Ma avete visto che giochi di luce, che regia? La storia forse ha qualche mancanza e qualche pecca, ma la cosa non mi è particolarmente pesata.
Il motore e il fulcro dello stesso è sicuramente la passione che si sente trasudare dallo schermo, anche per la danza e non solo per l'altro e ve lo dice una che di danza non ci capisce un'acca ma che come ha finito la visione voleva mettersi a ballare!
Si spera ovviamente in un continuo e non troppo lontano xD
Mi sa che questo weekend lo rivedo ( •̀ ω •́ )✧
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Confuso
é um filme muito engraçado não tem como, eu acho que pra caber a história inteira de um mangá de 40 capítulos em 2h eles devem ter deixado tudo mais confuso e mal contado (não que no mangá não seja assim, eu li ate o 25 e digo que ele era confuso lá também)mas é bom pra se entreter sabe
e o pior eu nem sei se o final é real mesmo ou uma piada PORQUE NA MINHA MENTE PARECE FANFIC DO YURI ON ICE SABE principalmente porque eu acho que o filme todo ser confuso colaborou pra eu achar o final não verdadeiro. O que eu acho é que muita pessoa gostou dele pela atuação do Keita Machida que é muito boa não negarei e pela tensão sexual, o que normalmente ocorre com muita mídia lgbt japonesa tipo não é um problema mas pqp galera não tinha uma opinião no twitter (ou X, se você gosta de abreviações) sobre esse filme que não envolvesse o momento tesão deles, parece que todos estão com as mão nas calças o filme todo.
ps: estou sendo hipócrita nesse comentário pois sim ja vi series so por momentos tesões (my personal weatherman mencionado oh yeah)
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