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Vanishing
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by Lynnea
Aug 14, 2025
Completed 0
Overall 6.5
Story 6.5
Acting/Cast 7.0
Music 6.5
Rewatch Value 6.5

Thriller sudcoreano-francese che convince un po' troppo poco

Thriller-poliziesco incentrato sul tema del traffico d'organi. Il detective protagonista, interpretato da Yoo Yeon Seok (attore recentemente salito alla ribalta grazie a "When the phone rings") rappresenta un valore aggiunto ma non sufficiente ad elevare il livello un film che si perderà nella moltitudine delle produzioni qualitativamente accettabili.
Ad affiancarlo troviamo Olga Kurylenko, attrice francese di origini ucraine più nota nel panorama cinematografico occidentale e che qui interpreta una famosa anatomopatologa.
Un duo insolito e non so quanto ben assortito. Le conversazioni tra i due, in un inglese obbligato, risultano abbastanza piatte al di là del contenuto.
Regia francese, produzione sudcoreana: mix originale che non ha però portato a nessun particolare merito ma solo a qualche perplessità.
La storia non è troppo complessa, un solo caso sul quale investigare e un potenziale secondo caso da fermare in tempo. Eccessivo l'uso delle coincidenze, dal legame tra l'interprete e il chirurgo al coinvolgimento della nipotina del detective.
Nessun approfondimento sulle figure secondarie, discutibile addirittura quello dei protagonisti. Per il resto giusto qualche nozione di anatomia forense ad accompagnare una trama che non aspira a farsi ricordare.
Per l'ora e mezza che richiede si lascia anche guardare, ma non è davvero niente di che.

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Completed
The Revenge Lover
0 people found this review helpful
by Lynnea
Jun 29, 2025
8 of 8 episodes seen
Completed 0
Overall 5.0
Story 5.0
Acting/Cast 6.5
Music 5.0
Rewatch Value 5.0
This review may contain spoilers

Drama frettoloso che ripropone superficialmente spunti presi in prestito da altre serie

Vedere questo drama è stato come prendere un Freccia Rossa per una tratta e una destinazione già noti. Il "già visto" ingrana la marcia e si concentra notevolmente, inserendo a raffica spunti di varia derivazione che si susseguono negli otto, brevi episodi quasi senza continuità e senza mai approfondirli decentemente.
E così abbiamo un accenno alle recentissime "Marry my husband" (il collega-fidanzato che tradisce la protagonista con un'altra collega) e a "Ikinari Kon" (la protagonista con il cuore infranto trova immediato supporto nell'aitante capo con il quale finge una relazione che fa invidia ai due colleghi traditori). La storia passata del protagonista ricorda a tratti "My dearest nemesis" (la nostra donzella inizialmente non lo riconosce ma lui da adolescente le si era già dichiarato e prontamente era stato rifiutato, ora torna nelle vesti di fascinoso capo ma si lamenta di essere ancora invisibile ai suoi occhi). Altro passaggio che sa tanto di preso in prestito, stavolta dal coreano "King the Land", è l'improvviso e imprevisto viaggio d'affari che porta il protagonista lontano così che, approfittando della sua momentanea assenza, la protagonista venga spedita in una filiale lontana dalla famiglia di lui, contraria alla loro relazione. Questo drama rappresenta insomma una sorta di collage che richiamano chiaramente altre serie, ma con il difetto aggiuntivo di essere state riproposte male e in modo frettoloso: ogni questione citata viene dopo poco risolta per passare poi allo "spunto" successivo.
Rispetto al cast, il livello della recitazione è accettabile se consideriamo che sono tutti giovani attori alle prese con i loro primi ruoli importanti.
Una serie, questa, che non sarebbe stato un problema non avere.

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Completed
I Hear the Sunspot
0 people found this review helpful
by Lynnea
Jun 20, 2025
12 of 12 episodes seen
Completed 0
Overall 7.5
Story 7.0
Acting/Cast 8.0
Music 7.5
Rewatch Value 7.5

Delicata storia di un'amicizia - preludio di una BL - sul tema della disabilità

Drama giapponese carino, non eccellente ma comunque ben fatto.
Tra i pregi sicuramente il modo in cui viene trattato il tema della disabilità uditiva, che non si ferma solo all'ovvietà ma porta a riflettere anche in merito alle conclusioni affrettate e stereotipate , quasi tutti gli ipo-udenti fossero fatti con lo stampino (qui si parla di udito ma il concetto vale rispetto a qualsiasi forma di disabilità). Altro pregio è la caratterizzazione dei due personaggi, sicuramente curata, e la loro evoluzione nel corso della storia: per Kohei si tratta di un grande cambiamento fatto di piccoli passi rispetto al trovare un nuovo modo di relazionarsi con gli altri, un percorso che vede in Taichi una figura chiave, e non solo perchè sviluppa nei suoi confronti un interesse che va oltre l'amicizia. Anche in Taichi si può notare una crescita, forse meno apparente e marcata, che va comunque al di là della comprensione tardiva dei suoi sentimenti nei confronti di Kohei.
Il tutto trasposto in una modalità bella e delicata, ma al contempo emozionante, soprattutto in certi passaggi e rispetto ad alcune conversazioni, impreziosite da frasi dense di significato. A livello di recitazione nulla da dire, due giovani attori con un buon potenziale e alle prime esperienze quali protagonisti: mi auguro di ritrovarli in futuro in altri lavori.
Di buono c'è molto, quindi, ma non tutto. Alcuni aspetti hanno un po' penalizzato la serie, in primis l'averla proposta come una BL quando nei fatti il tema romantico non è di fatto quello predominante. Più correttamente la definirei come una serie che porta all'inizio di una BL, che è cosa ben diversa. Va da sè che le scene romantiche si riducono a una sola, pur riproposta svariate volte quale ricordo che torna alla mente dell'uno e dell'altro. Anche il finale è sembrato un po' sottotono, poteva concludersi in modo più gratificante semplicemente rimanendo fedele al manga e senza quindi doversi spremere più di tanto le meningi. Altra pecca riguarda la caratterizzazione dei personaggi secondari, davvero minimal e poco tenuta in considerazione.
Aspetto poi omnipresente nelle serie giapponesi è quello dell'incertezza e del fraintendimento dovuto a una mancanza di comunicazione, che tende a trascinare alcune questioni per qualche episodio di troppo.
In conclusione, una serie sana e delicata se la si intende come l'inizio di un'amicizia tra due ragazzi singolari, un rapporto che li arricchisce e li aiuta a crescere e che porrà le basi per diventare qualcosa di più. Ma fuorviante se intesa come vera e propria BL. Tuttavia, con questa consapevolezza ben chiara in mente, direi proprio che vale la pena guardarla.

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Completed
Seal My Lips with a Kiss.
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by Lynnea
Jun 14, 2025
10 of 10 episodes seen
Completed 0
Overall 6.5
Story 6.5
Acting/Cast 6.5
Music 6.5
Rewatch Value 6.5

Semplice workplace rom com con poche ambizioni e un obiettivo facilmente raggiungibile

Semplice commedia giapponese senza troppe pretese che nasce tra le scrivanie dell'ufficio e senza particolari intoppi insormontabili traghetta lo spettatore verso l'ovvio lieto fine. A coronare il tutto alcune incertezze e fraintendimenti dovuti alla mancanza di comunicazione (che sia spesso ridotta all'osso è una caratteristica prettamente giapponese) e scene d'amore elargite come chicche ad ogni episodio o quasi.
Non c'è un vero e proprio triangolo, non c'è un vero e proprio dramma all'orizzonte e, di conseguenza, ne deriva una storiella semplice, a tratti e a modo suo anche carina, ma che non aspira proprio a lasciare il segno. Poche ambizioni, obiettivo facile, scopo facilmente raggiungibile.
Rispetto alla recitazione, l'attore protagonista risulta un po' poco convincente, distinguendosi più e più volte come un pesce fuor d'acqua.
Complessivamente sufficiente, ma del resto non aspirava davvero ad andare oltre.

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Completed
Hwayi: A Monster Boy
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by Lynnea
Jun 5, 2025
Completed 0
Overall 7.5
Story 7.0
Acting/Cast 8.0
Music 7.0
Rewatch Value 7.0

Un buon revenge-thriller incentrato sul tema del "mostro"

Un thriller d'azione dalle tinte decisamente forti, dove la violenza non risparmia nessuno, nemmeno donne e bambini. Un piccolo rapito da cinque criminali e un riscatto finito male portano all'imprevedibile: cinque assassini che fanno da padri al bimbo rapito, crescendolo come un giovane serial killer tra lame, armi da fuoco e combattimenti.
Si passa quindi al presente, con il protagonista ormai adolescente, cresciuto in un ambiente a cui è ormai avezzo ma dove sente comunque fuori posto. I cinque padri appaiono estremamente diversi ai suoi occhi: uno che mostra un minimo di affetto, un'altro più scherzoso, uno che mostra interesse per suoi studi e uno estremamente inflessibile e perentorio, verso il quale nutre un evidente timore e manifesta spesso disagio.
L'incontro con la compagna di scuola rappresenta uno spaccato della vita normale che il giovane vorrebbe avere, la realtà invece lo porta a prendere parte all'ennesimo atto criminale del gruppo. Portato volutamente oltre il limite dal padre che ha sempre temuto, si avvia un vero e proprio effetto domino imprevedibile, che porterà in brevissimo tempo a una vendetta nei confronti dei cinque padri-rapitori, con uno scontro finale che vede le tante verità venire a galla.
Filo conduttore dell'intero film è il tema del "mostro", nelle sue svariate e molteplici sfaccettature: un mostro rappresenta la crudeltà, la follia, la violenza e la cattiveria, ma che è anche personificazione dei traumi passati e delle proprie paure. Una presenza terrificante che sembra poter essere sconfitta in un solo modo: sostituendosi ad essa e diventando il mostro.

Un buon film, anche se non eccellente. La vicenda funziona, ma manca la competenza per trasformarla in qualcosa di livello superiore. Ottimo invece il cast, dove ho avuto modo di ritrovare attori ora ben noti ma all'epoca estremamente giovani, dal protagonista - Yeo Jin Goo - ad alcune figure secondarie come Seo Yoo Kyung e Yoo yeon Seok. Due ore ben spese e senza rimpianto.

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Completed
Boss & Me
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by Lynnea
May 31, 2025
34 of 34 episodes seen
Completed 0
Overall 5.0
Story 5.0
Acting/Cast 5.0
Music 5.0
Rewatch Value 4.5

Drama di una decade fa, ma che mancava di qualità anche per gli standard dell'epoca.

Trama piatta e allungata, senza elementi incisivi. Si segue una vicenda che sembra poco studiata, sulla quale si è investito davvero poco in termini di sceneggiatura. Il trucco della protagonista troppo poco naturale, persino per la moda di dieci anni fa. Anche l'attore principale non esce indenne dall'accanimento del make-up (le sopracciglia di entrambi sembrano voler entrare nel Guinness dei primati). Parlando dell'attore protagonista, Hans Zhang, l'avevo già visto in altre serie: gli riconosco un fascino inusuale, molto composto, ma anche il difetto che questa rigidità va anche a discapito dell'espressività, finendo per inficiare anche il livello della recitazione.
La coppia principale molto ma molto sotto tono, chimica sotto il livello minimo, accettabile solo se avessero avuto un ruolo secondario. Paradossalmente, è stato proprio il pairing secondario a rubare un po' la scena, risultando più affiatato, dinamico e interessante.
In generale la vicenda, dicevo, non presenta veri e propri ostacoli: ci sono dei sassolini trattati abitualmente come montagne e gestiti in tempi e modi decisamente sospetti per quella che potrebbe essere una soluzione credibile e coerente.
E' una serie che mette poco sul piatto e quel poco è pieno di difetti. Una prova scarsa la cui esistenza è bene lasciare sbiadire nel trascorrere del tempo.

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Completed
The Real Has Come!
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by Lynnea
May 25, 2025
50 of 50 episodes seen
Completed 0
Overall 4.0
Story 2.0
Acting/Cast 6.0
Music 3.0
Rewatch Value 1.5

Veramente infinito e senza senso...

La trama di questa serie lascia intendere la classica commedia romance con i protagonisti che si ritrovano a vivere sotto lo stesso tetto dopo aver concordato una finta relazione. Clichè automatico di questo tema è il passaggio da una relazione contrattuale a una amorosa. Niente di nuovo, ma se fatto bene sempre apprezzabile. Spunto originale il fatto che la protagonista sia in dolce attesa dell'ex fidanzato fedifrago.
A preoccuparmi fin dall'inizio, i ben 50 episodi da oltre un'ora l'uno. Difficile immaginare un drama con aspettative medie capace di reggere una durata così importante. A posteriori, la durata infinita è stata forse il colpo di grazia, ma la serie sarebbe naufragata lo stesso anche se gli episodi fossero stati anche solo un decimo.
Il vero problema è la sceneggiatura - un vero incubo - dove all'insensatezza della trama dalle azioni-reazioni puntualmente irreali si affianca anche la mania di grandezza di voler avviare un numero abnorme di questioni secondarie, mal gestite, mal risolte o proprio abbandonate a sè stesse in corso d'opera. Ne risulta una ragnatela che presenta fili traballanti e sfilacciati alternati ad aree aggrovigliate all'inverosimile, in una trama che non può essere sistemata se non ricostruendo la struttura da capo ma dove invece l'autore perservera nell'intrecciare nuovi e sgangherati fili nell'ottica di rendere il disegno - inguardabile - sempre più ampio.
L'insensatezza è talmente dilagante che è difficile individuare specifici passaggi incoerenti... di fatto la credibilità di quasi tutte le scelte è davvero discutibile. Difficile quindi giudicare la recitazione, perchè nemmeno un attore di elevato calibro può sfuggire allo scempio di una sceneggiatura che definire mediocre è quasi un complimento. Sicuramente il rapporto tra i protagonisti - dove non emerge il minimo affiatamento o chimica, al pari dello sviluppo lineare e graduale della relazione - paga inevitabilmente un alto prezzo.
Un drama, in conclusione, pensato e gestito davvero ma davvero male e - per di più - trascinato per una quantità infinita di episodi, l'ennesima tortura aggiuntiva per lo spettatore. Eliminabile dalla watchlist senza il minimo tentennamento.

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Completed
Legally, Dad
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by Lynnea
May 16, 2025
6 of 6 episodes seen
Completed 0
Overall 1.0
Story 1.0
Acting/Cast 2.0
Music 2.0
Rewatch Value 1.0
This review may contain spoilers

Tra l'assurdo e lo sconclusionato totale...

Davvero, sono senza parole. Non so se mi sia mai successo prima di essere così basita, quanto meno non a questi livelli.
E' già difficile accettare a visione conclusa che esista un prodotto del genere, riuscire a immaginarlo a priori non sarebbe stato proprio possibile.
Partiamo col dire che non è nemmeno classificabile come short-drama: qui si parla di un'ora in totale divisa in sei parti, quindi complessivamente inferiore alla durata media di un film ma a differenza di un film impostata col taglio classico di una serie. Va da sè che non c'è proprio modo di infilarci una storia che abbia un capo, un minimo di svolgimento e una coda, per quanto sintetizzata la si voglia raccontare.
L'idea di base, poi, è qualcosa di semplicemente agghiacciante: sorella maggiore 23enne con sorellina di 8 anni, orfane da tempo, con la sorella maggiore che cerca di sbarcare il lunario con scarso successo ed è ormai a un passo dal ritrovarsi senza un tetto sulla testa per lei e per la sorellina. Dall'altro lato abbiamo un giovane e facoltoso rampollo che, per soddisfare una clausola necessaria a ereditare l'azienda di famiglia, deve avere una figlia nel tempo record di due mesi (ovviamente anche non consanguinea, e questo apre la strada al tema dell'adozione).
Il concetto può anche starci, e qualsiasi persona sana di mente si aspetterebbe una finta relazione di convenienza tra il protagonista 28enne e la sorella maggiore, con lui che adotta la sorellina più piccola diventandone il patrigno/tutore. E invece no. Lui le adotta entrambe, diventando il "papà" anche dell'adulta che ha soli cinque anni in meno di lui. Ma in quale mondo o universo parallelo ci troviamo? Non sono di certo ferrata sulle leggi coreane, ma resta il fatto che il divario minimo di età tra chi adotta e chi è adottato è di 18 anni (come in buona parte del resto del mondo). Quindi... Perchè?!?!
Dopo un avvio che definire sbrigativo è riduttivo, nei micro-episodi centrali la piccola viene tolta di mezzo con una provvidenziale gita in campeggio e restano lui e lei, alle prese con una convivenza che mostra scenate di panico isterico per un insetto sulla porta e un rapporto padre-figlia che sembra voler trasudare morbosità da ogni poro. Il finale, frettoloso quanto l'inizio, mette da parte il tema adozione a favore di quello amoroso, passando quindi dal rapporto padre-figlia a quello uomo-donna.
Per assurdo, lo consiglio. Davvero. Vale la pena investire un'ora per vedere una cosa così assurda da non riuscire ad immaginarla altrimenti. Difficilmente ci sarà modo di trovare qualcosa di altrettanto agghiacciante altrove, per quanto non ci sia mai fine al peggio. Qui occorre proprio vedere, per credere.

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Completed
Peach of Time
0 people found this review helpful
by Lynnea
May 8, 2025
10 of 10 episodes seen
Completed 0
Overall 5.0
Story 5.0
Acting/Cast 5.0
Music 5.0
Rewatch Value 5.0

Tante buone intenzioni ma - di fatto - nessun risultato decente

Qualitativamente parlando non lo si può definire un buon prodotto. Il livello della recitazione è basic e certo la sceneggiatura poco curata non ha aiutato. Ci sono, qua e là, elementi anche interessanti dal punto di vista concettuale, ma la modalità con cui vengono proposti è davvero scadente, le conversazioni che si salvano si possono contare sulle dita di una mano.
Non è la prima serie che mescola protagonisti tailandesi e coreani, scelta singolare che mi incuriosisce anche ma che non ho mai visto eseguire in modo decente. La barriera linguistica viene sempre superata in modo ridicolo e incoerente: all'arrivo Peach dimostra e afferma di non saper parlare il coreano (salvo poche frasi basilari), la madre di Yooh Oh afferma di conoscere benissimo il tailandese e che quindi Peach può parlare tranquillamente la propria lingua, eppure lei continua a rispondere in coreano, creando un doppio non-sense (lei che non lo agevola rispondendo in tailandese, visto che sa la lingua, e lui che improvvisamente comprenderà perfettamente tutto il parlato coreano intorno a lui per il resto della serie).
Avere un protagonista tailandese da un valore aggiunto al tipo di storia? No. E' solo una scelta ad effetto, che crolla miseramente dal punto di vista logico.
Rispetto ai contenuti sul piatto abbiamo il romance BL, il rapporto madre-figlio, oltre all'elemento soprannaturale che nei primissimi episodi si gioca l'effetto a sorpresa.
Ci sono tante buone intenzioni ma - di fatto - nessun risultato decente.
Il cast mi ha convinta davvero poco, dalla recitazione al lato estetico alla capacità di caratterizzare dei personaggi davvero interessanti. I personaggi secondari mi hanno convinta, se possibile, ancora di meno.
Una serie che zoppica vistosamente, ma più che di superficialità parlerei di pochi strumenti messi all'opera per la produzione di un buon drama. In conclusione: tranquillamente perdibile.

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Completed
Love in the Edge of Divorce
0 people found this review helpful
by Lynnea
Apr 17, 2025
31 of 31 episodes seen
Completed 0
Overall 5.5
Story 5.0
Acting/Cast 6.5
Music 5.5
Rewatch Value 5.0

Scene d'amore come unico obiettivo, alcune effettivamente valide. Il resto è da dimenticare.

"Love in the edge of divorce" rappresenta un tipo di drama - per lo più Cdrama - che recentemente mi è capitato di vedere sempre più spesso: caratteristica comune è un formato da short drama, spesso suddiviso in una moltitudine di episodi di effimera durata, dove la sigla di inizio e titoli di coda sommati durano quasi quanto l'episodio, con svariate scene d'amore più appassionate e meno statiche del solito ma una trama del tutto inconsistente.
L'unico pregio, insomma, è quello di veder sostituito il classico bacetto a stampo con qualcosa di più credibile, ma per il resto sembra davvero l'unico scopo. Nel susseguirsi dei momenti amorosi - spesso tra l'altro aggressivi, sicuramente non da green flag - dove il belloccio di turno sfoggia sguardi ammalianti e camicie che hanno smarrito provvidenzialmente buona parte dei bottoni per strada, si cerca di imbastire una storia che colleghi le varie scene, ma senza ovviamente ottenere nulla di valido.
Non si tratta di un obiettivo non raggiunto, ma proprio non prefissato. Un cast non di alto livello - ma esteticamente ad effetto - un'attenzione superficiale per i dettagli, una sceneggiatura che deve esserci ma della cui bontà sembra non interessare a nessuno... E il gioco è fatto!
Nel dettaglio, in questa serie, i fraintendimenti sono banali, imbarazzanti, poco credibili e tirati per le lunghe. Il protagonista, oltre a dispensare baci roventi e sguardi infuocati (quando non è impegnato a piangere come un vitello verso la fine), per il resto si dimostra incoerente e volubile come il tempo. I personaggi secondari sono un mero contorno, e...basta, il punto è proprio questo, che non c'è molto altro da dire, nel bene e nel male.

Incappare in questo tipo di lavori di tanto in tanto può accadere, non è un dramma (mi si perdoni il gioco di parole). Basta venire subito a patti con ciò che si può ottenere dalla serie, ovvero qualche bella scena d'amore - quando non malsana - e dimenticarsi di tutto il resto. Passabile solo per una visione distratta e disimpegnata.

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Completed
Hundred Million Stars from the Sky
0 people found this review helpful
by Lynnea
Apr 9, 2025
11 of 11 episodes seen
Completed 0
Overall 6.5
Story 6.0
Acting/Cast 7.5
Music 7.0
Rewatch Value 6.0

Adattamento diverso dal remake coreano, più vecchio e un po' meno apprezzabile

Ho iniziato questa serie quasi per caso, avendo letto poco o nulla della trama. Alla fine dei primi due episodi la sensazione di déjà vu che mi seguiva fin dall'inizio ha improvvisamente acquisito un senso: avevo già visto il remake coreano, intitolato "The smile has left you eyes" qualche anno fa.
Ora, la differenza nella conformazione dei drama giapponesi e di quelli coreani è davvero abissale, e qui si nota tutta. Personalmente, però, sono due tipologie di cui riesco sempre ad apprezzare gli aspetti positivi.
Nel confronto tra queste due versioni in particolare, ho preferito di un poco quella coreana. A penalizzare l'adattamento giapponese, principalmente, due motivi:
- è un po' datato, i 15 anni di differenza sono più che palesi e per quanto anche una serie vecchia possa essere molto meritevole, i limiti tecnologici legati alle riprese e tutto il resto sono lì da vedere, su questo non ci piove.
- ha osato di più, forse troppo. Non mi riferisco solo alle numerose avventure di lui (anche quando ormai dovrebbe essere preso dalla protagonista), ma soprattutto alla storia che li lega e che emerge verso la fine.

La conclusione di fatto è la stessa per entrambi, ma la versione coreana ha saputo essere un po' meno pesante, già che la serie porta avanti una storia sufficientemente drammatica di suo. A meno di essere intenzionati a guardarle entrambe, consiglio di optare per il remake coreano del 2018.

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Completed
Misplacement
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by Lynnea
Apr 5, 2025
25 of 25 episodes seen
Completed 0
Overall 6.5
Story 6.0
Acting/Cast 7.0
Music 7.0
Rewatch Value 5.0

Una sorta di partita a scacchi che punta al fascino di mosse e contromosse, più che al contenuto

Misplacement è un drama difficile da inquadrare, dove il suo essere diverso dal solito è contemporaneamente pregio e difetto.
Occorre bypassare molti aspetti, dalla narrazione degli eventi alla linearità della storia. La trama fa più che altro da sfondo a quella che, a tutti gli effetti, è paragonabile a una partita a scacchi: un susseguirsi di mosse e contromosse nel continuo confronto tra i personaggi principali. Il tutto portato avanti spesso atteggiamenti fin troppo calmi e studiati, che sembrano voler dare enfasi alla modalità in cui viene gestito il momento, più che al contenuto del momento stesso.
Per certi versi affascinante, devo dire. L'ambientazione storico recente (epoca repubblicana cinese) porta con sè la squisitezza dei costumi d'epoca. Rispetto ai contenuti, le scelte come dicevo sono spesso piegate alla necessità melodrammatica piuttosto che alla sana coerenza e sembra che le azioni e reazioni abbiano delle limitazioni non scritte che di fatto non esistono. Ma, se così non fosse, il meccanismo fulcro del drama non starebbe altrimenti in piedi.
Attori discreti, i personaggi principali tutto sommato ben delineati. A livello della storia, si fa seguire piacevolmente fino al momento del matrimonio tra i due protagonisti, a quel punto si susseguono però una serie di svolte troppo veloci e complesse, proprio per una serie che non spicca per capacità narrativa, e anche il fascino coltivato nei primi episodi finisce per perdere di attrattiva.
La lunghezza giusta, ma il formato è discutibile: la suddivisione in così tanti episodi - venticinque - da una decina di minuti l'uno è devastante: i titoli di apertura e di coda durano quasi quanto l'episodio stesso.
Il finale risulta un po' insipido, avrei preferito una scelta più coraggiosa, nel bene o nel male.
Strappa una sufficienza per alcuni elementi insoliti e per l'ambientazione storica, ma oltre a non rivederla non mi sentirei nemmeno di consigliarla.

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Completed
The Last Princess
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by Lynnea
Feb 23, 2025
35 of 35 episodes seen
Completed 0
Overall 6.0
Story 6.0
Acting/Cast 6.0
Music 6.0
Rewatch Value 6.0

Melodramma poco più che mediocre ambientato in epoca repubblicana

Romance cinese piuttosto lungo - 35 episodi da tre quarti d'ora circa l'uno - che inizia con la caduta della dinastia Qing e prosegue nell'era repubblicana.
Dopo un episodio introduttivo dedicato al primo e breve incontro tra i due ragazzi negli ultimi anni dell'Impero segue un salto temporale nel 1911, anno in cui le strade dei due protagonisti, ormai adulti, si incrociano di nuovo.
A parte che la manciata d'anni intercorsi sembra pesare quanto un intero secolo a livello di scenografia, faccio fatica ad individuare difetti precisi in questo drama in quanto l'impressione è piuttosto quella di una mancanza di qualità diffusa, che abbraccia non solo la trama ma anche la recitazione, la scenografia, persino il montaggio.
Tutto un po' ai limiti dell'accettabile, insomma.
Elementi propagandistici come sempre presenti in questo tipo di drama, ma sono anche la cosa che meno mi disturba.
Non mi ha catturata, non ha mantenuto vivo l'interesse, non mi ha coinvolta. Di contro, in molti punti mi ha davvero annoiata.
Trovo l'ambientazione in epoca repubblicana affascinante e apprezzo molto il genere romance, quindi il mix dei due rappresenta il mio tipo di drama preferito. Ma non c'è modo di ottenere un buon risultato se l'investimento di partenza - un po' su tutti i fronti - è scarso, come in questo caso.
Data anche la lunghezza, non lo trovo un impiego di tempo utile, per cui visione evitabile. Meglio allora investire in drama tipo "Fall in love", che regala un romance ambientato nella stessa epoca, ma decisamente su un altro pianeta in termini di qualità.

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Completed
The New Employee
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by Lynnea
Feb 15, 2025
7 of 7 episodes seen
Completed 0
Overall 7.0
Story 7.0
Acting/Cast 7.0
Music 7.0
Rewatch Value 7.0

BL disimpegnata ma comunque apprezzabile

BL godibile ma senza pretese. Le mie aspettative erano basse poichè non m'ispirava, invece si è rivelata una visione tutto sommato piacevole. Storia d'amore ambientata in ufficio, tra il capo del reparto e il nuovo stagista. Niente che non si sia visto già svariate volte, la trama in sè non è certo il suo punto di forza: basti pensare che il contrasto più importante tra i due riguarda una penna stilografica.
Funziona meglio se la si vive dal punto di vista di Seung Hyun, e quindi come i primi passi lenti, inesperti e titubanti sia sul piano professionale che amoroso.
Rispetto ai protagonisti, chimica di coppia altalenante: in certi passaggi si percepiva la sintonia, in altri - al di là della scena che magari volutamente descriveva un momento d'imbarazzo - si avvertiva una sorta di disagio, quasi non fossero per nulla allineati nella recitazione.
Simpatiche le due supporter colleghe di Seung Hyun. Il resto del cast è poco più di una comparsa.
Niente di eclatante, quindi, ma una visione che comunque non si traduce in tempo sprecato.

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Completed
Make Up with Mud
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by Lynnea
Feb 14, 2025
9 of 9 episodes seen
Completed 0
Overall 5.5
Story 4.5
Acting/Cast 6.5
Music 6.0
Rewatch Value 5.0
This review may contain spoilers

Mini serie giapponese sull'importanza di piacere a sè stessi: troppa tematica e poca sostanza

Breve drama giapponese incentrato sul tema dell’importanza di piacere a sé stessi piuttosto che di piacere agli altri. Argomento che può essere trattato in modi diversi, qui si sceglie di farlo attraverso il make up, aspetto interessante perché va a capovolgere l’ordinario concetto di “maschera” artificiale che copre un “vero” volto acqua e sapone. Qui, invece, la vera Miku è in realtà quella truccata, e la versione dal volto pulito che conosciamo inizialmente è come il fidanzato la vorrebbe e, di fatto, corrisponde alla versione di una Miku che non ha il coraggio di essere veramente sé stessa.
Il drama punta più a trasmettere il concetto della tematica principale, che a costruire una storia nel concreto. Il fidanzato rappresenta l’ostacolo, facendola inizialmente sentire inadeguata se non uniformata alla visione che lui – e, per riflesso, ipoteticamente gli altri – hanno dei lei. In realtà lui non ha un vero e proprio nesso con il topic del drama, è un elemento di disturbo che trova le sue ragioni in un trauma vissuto in tenera età. Eve è un personaggio certamente singolare ed eccentrico, il suo ruolo è quello di fare da stimolo per Miku (il coraggio di Eve, però, è tutto esteriore – quello che a Miku manca – ma, di contro, tra i due è anche quello meno aperto se si va sul piano introspettivo e dei sentimenti).
Riassumendo, abbiamo Miku che rappresenta una tematica in evoluzione, il fidanzato disturbato che le rema contro in un verso ed Eve che cerca di sospingerla nella direzione opposta. Ma, tolto il concetto alla base del drama, una vera e propria trama di fatto non c’è.
A questo si aggiunge un finale sbrigativo e raffazzonato, che ha la pretesa di “sistemare” magicamente tutte le questioni – dall’ex fidanzato ai rapporti familiari, dall’aspetto professionale alla relazione con Eve – in modo davvero poco credibile.
In conclusione, carina la tematica alla base, ma molto discutibile il risultato concreto.

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